Caro Pierluigi,
Lei ha affrontato numerosi temi affascinanti, talvolta solo con sottili indizi, talvolta più esplicitamente. Sono interessato al prosieguo dell'argomento e La invito cortesemente ad andare avanti.
Alla fine di questo mio post spiegherò perché questi ragionamenti sono rilevanti ai fini della storia e della nobiltà e quindi non off-topic.Per il momento mi limito a fare alcune osservazioni alla Sua prima considerazione. Che l'età protostorica sia lunga è, in effetti, un dato che impressiona.
Che il trend sia quello della curva esponenziale descritto in questo grafico è un dato di fatto. La scienza osserva e usa il linguaggio della matematica. E la matematica ci mostra questo:
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Singularity_Is_Near#/media/File:Countdown_to_Singularity_-_Linear.svgCi sono anche grafici che considerano periodi di tempo molto più ridotti. Ne trova sulla capacità computazionale sempre alla stessa pagina:
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Singu ... sLawai.jpgCapacità computazionali che ci hanno permesso di svolgere ricerche avanzatissime che spiegano ulteriormente perché il progresso sta accelerando.
Ora vengo al punto storia e nobiltà. A mio parere ogni evento storico avvenuto è stato necessario per rispondere a delle esigenze che si sono presentate ai popoli coevi.
Inserisco questo mio intervento su una domanda di storia che mi è stata posta in passato:
Riorganizzazione dell'Europa dopo una serie di eventi catastrofici.
"Il crollo dell'Impero Romano fu causato da una serie di eventi catastrofici:
Prima la Peste di Antonino fino al 180 d.C. che uccise fino a un terzo della popolazione in alcune aree. Questa peste decimò l'esercito dell'Impero.
Allo stesso tempo ci fu un cambiamento climatico che causò un abbassamento delle temperature e spinse le popolazioni settentrionali a spostarsi a sud in cerca di una zona climatica migliore. L'Impero Romano aveva il suo esercito fortemente indebolito dalla peste, e ciò causò un progressivo declino del potere militare romano e della capacità di controllare i suoi confini attaccati dalle tribù settentrionali.
Dopo la caduta dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo nel 476, le cose peggiorarono a causa della grande peste di Giustiniano del 541, con fino al 40% di morti nelle città. Roma fu incredibilmente, per un breve periodo, letteralmente "vuota" di cittadini. Questa peste ebbe molte altre ondate fino al 750.
Nel 536 ci fu una grande eruzione vulcanica settentrionale che causò il riempimento dell'atmosfera di ceneri per lungo tempo, provocando massicci fallimenti dei raccolti e carestie.
Quindi, come è possibile dedurre, in una situazione del genere il sistema feudale fu semplicemente una riorganizzazione. Dopo tutti questi eventi catastrofici, Carlo Magno (imperatore nell'800 d.C.) unificò sotto il suo potere la maggior parte dell'Europa e poi, per controllare meglio il suo immenso territorio, lo divise in province (come i romani) chiamate Contee che furono successivamente divise in signorie più piccole."
La mia opinione è che c'è stata
una necessità riorganizzativa storica ottenuta grazie al sistema feudale e quindi alla rinascita della nobiltà di cui trattiamo con così tanta passione in questo forum.
Ogni passo, ogni "milestone" che è stata realizzata a livello civico, culturale e tecnologico ci ha portato a dove siamo oggi. Anche la storia si muove spesso per prova ed errore come nel Suo esempio dell'estratto dell'Orologiaio cieco.
La storia si muove sempre più veloce ma va preservata. E la maggior parte dei protagonisti, lo sappiamo bene, sono stati, fino ai tempi più recenti, proprio gli aristocratici.