Di fatto non esistono documenti che attestino a questa leggenda che tanto piace ai laici ma meno al clero, tanto che il Canonico Domenico Reale scrive: “ Sarebbe stato un disonore per Catania e una ingiuria alla Santità della Vergine catanese se si fosse posto sul capo della pura e santa martire un copricapo di lusso appartenuto ad un depravato uomo d’armi. Difatti gli scrittori che di Riccardo si sono occupati non hanno esitato chiamarlo spillatore di denaro, cattivo re, figlio brutale maledetto dal padre morente, cattivo figlio cattivo fratello, cattivo sposo, nonché avaro, lussurioso, crapulone, superbo, crudele” (Gli ultimi scavi del Duomo di Catania pp.84-85).
Povero Re Riccardo, al contrario dei suoi connazionali del XVIII secolo, non gode in Sicilia di buona fama.
Nel 1943, durante l’occupazione alleata dell’isola, gli inglesi tentarono più vote di sottrarre la corona per riportarla in Inghilterra, tentativi di furto che fortunatamente andarono a vuoto.
Nel dopoguerra, un perito inglese, il Signor Charle Oman, della Direzione del Reparto oreficerie del Museo Victoria and Albert di Londra fece una perizia alla corona, queste le sue parole: “Affermare in maniera assoluta, che questa Corona sia appartenuta all’Imperatore della nostra Inghilterra, che poi l’abbia egli stesso, o i discendenti in suo nome l’abbiano donata alla vostra S. Agata io non ardisco. In Inghilterra non si ha documentazione dell’una e dell’altra cosa. Dichiaro però in maniera sicurissima che la Corona è appartenuta ad un regnate. Questo affermo senza timore di errare” (Op. cit. p.85).
La corona è composta da tredici placche snodabili, in origine dovevano essere 12, n’è stata aggiunta una tredicesima perché il simulacro ha una circonferenza cranica maggiore di quella di un uomo normotipo.
Poco importa se questa storia sia vera o falsa, a noi catanesi piace e ve l’ ho voluta raccontare , e poi siamo nell’isola delle meraviglie dove i nostri progenitori erano dei giganti con un occhio solo.
Comunque vale la pena vedere questa corona e vale la pena vedere anche il reliquiario del 1376, opera del senese Giovanni Di Bartolo.
Il reliquiario è anche interessante da un punto di vista araldico.
http://www.santagatacattedrale.it/il%20 ... uiario.htm
Saluti
Marcello

si arriva in cielo
