Che noia, signori. Mi limito a postare un paio di noterelle. Collaboro, e conseguentemente frequento, uno di questi magnificati ordini cavallereschi, ed ho frequenti rapporti personali e professionali con la Santa Sede. Chiariamo: l' Ordine è nobilissimo, antichissimo, serissimo. Pensate, ha perfin scritto da qualche parte che è "tradizionalmente nobiliare", e chi vuole ha capito. Orbene, non avete la minima idea della quantità di militari che si presentano, come osservava qualcuno apparentemente animati dalle migliori intenzioni, a postulare una collaborazione, una presenza, un invito. La ragione i signori militari del forum la sanno benissimo, e non è semplice (o sola...) vanità, è anche la possibilità di far carriera più in fretta. Legittima aspirazione, ma non assillateci altrimenti la risposta ovvia è una generalizzata chiusura. Per ragioni abbastanza ovvie, poi, i signori Ufficiali superiori hanno maggiori possibilità di operare e cooperare con i fini dell' Ordine rispetto ad un milite, così come un primario lo può fare più efficacemente di un portantino (chi non lo capisce è ipocrita, nella migliore delle ipotesi).
Sottolineo però che questa discussione si è aperta non sugli ordini militanti, ma sugli ordini di merito della Santa Sede. Come già detto altrove, il Vaticano pesa accuratamente le parole, e secoli di diplomazia curiale dovrebbero insegnarlo. "Non sollecitare" vuol dire esattamente quello che vuol dire: smettete di venire a richiedere cavalierati, armati di una bella lettera del parroco di Praticello di Gattatico che attesta che domenica scorsa avete aiutato a riporre il Messale, solo per avere un nastrino ed avvicinare uno scatto di carriera. Non vuol dire che il Vaticano non li dia, anzi mi risulta che recentemente siano stati decorati alcuni avieri non ufficiali per motu proprio del Santo Padre, vuol dire semplicemente che non li devono richiedere con la petulante insistenza che, credetemi, è indisponente ed intasa di lavoro diversi uffici: se del caso, ci pensa il Vaticano sua sponte a decorare i prodi e valorosi che hanno reso un degno servizio alla Cattedra di Pietro, quale che sia il grado dell' insignendo.
Chiudo con una noterella semantica: mi stupisce sempre che degli esseri palesemente dotti, vieppiù se militari, non si soffermino a riflettere su un dato eviendente: gli Ordini, così come l' esercito, non sono una democrazia; gli Ordini sono Ordini, gerarchici, verticizzati, nei quali l' obbedienza direi gesuitica ai superiori ed ai regolamenti è un dato essenziale. Chi non lo afferra ha poco a che fare con questo mondo. Vivissima cordialità a tutti
Andrea

