da Patrizio Giangreco » lunedì 29 dicembre 2014, 18:29
A supporto di quanto già espresso da Mr. Andrew Garvey in merito alle convenzioni uniformologiche britanniche, desidero evidenziare i seguenti punti, che vanno al di là dei formalismi:
1. Le tradizioni militari britanniche e del Commonwealth hanno profonde radici nel cuore di tutto il popolo, che è stato unito, e non diviso, dalle vicende belliche che la Nazione ha attraversato nel corso della sua storia moderna. La cripta della Cattedrale di Saint Paul è il cuore di questa grande tradizione, innanzitutto perché ospita i monumenti funebri dei suoi due più celebri eroi: Lord Nelson e il Duca di Wellington, e poi perché vi sono cappelle e lapidi attraverso cui si può rivivere la storia militare del Regno Unito. Sir Winston Churchill invece è sepolto in una semplice tomba nel cimitero parrocchiale di Bladon, in vista del palazzo avito dove nacque: Blenheim House.
2. Attualmente, il cuore della memoria militare nazionale è il Cenotaph (Cenotaffio), una semplice stele marmorea situata a metà di Whitehall, l'arteria degli uffici governativi del Regno Unito. Qui in occasione del Remembrance Day (la domenica più prossima all'11 novembre, anniversario dell'armistizio della prima guerra mondiale) alle ore 11.00, la Famiglia Reale, e i vertici militari rendono omaggio ai caduti di tutte le guerre. Quest'anno la cerimonia è stata particolarmente solenne perché cadeva nel 100° anniversario dello scoppio della Grande Guerra. Nel corso di tutto il mese di novembre si sono tenute varie cerimonie e commemorazioni a cui era sempre presente uno o più membri della Royal Family, a cominciare dal 93enne Duca d'Edimburgo, Principe Consorte, il cui portamento eretto e militaresco dà ancora dei numeri a quello dei suoi figli e nipoti. Nella Cattedrale di Westminster vi è la tomba al Milite Ignoto l’Unknown Warrior.
3. In ognuna di queste occasioni, gli appartenenti alle Forze Armate, anche a riposo, indossano le onorificenze militari (medaglie di servizio e commemorative di campagne e quella concesse dalla Regina per particolari circostanze come incoronazioni e giubilei), anche sull'abito civile e nel formato regolamentare. Sono portate da tutti con dignità ed eleganza, montate su una sola linea/barra.
Su tutte spicca il simbolo del Poppy (il papavero rosso) che rappresenta un caduto sul campo. Tutte le corone che vengono deposte ai piedi del Cenotaph e di ogni altro monumento sono composte con Poppy. Il prato che circonda la Torre di Londra è stato interamente ricoperto, fino allo scorso novembre, da papaveri rossi per simboleggiare e ricordare, appunto, i caduti della Grande Guerra.
4. La Famiglia Reale da sempre è stata in prima fila nelle guerre che la nazione ha affrontato. All'inizio dei bombardamenti su Londra nella Seconda Guerra Mondiale, Giorgio VI, volle che la sua consorte e le due figlie partissero prima in Galles e poi - se la Gran Bretagna fosse stata invasa dal nemico - in Canada, ma la Regina disse che non avrebbe mai lasciato il marito, e le figlie non sarebbero mai partite senza la madre, quindi rimasero a Londra a condividere fino in fondo gli stessi pericoli che subivano i loro popolo. La allora principessa Elisabetta fece parte delle Forze Ausiliarie e guadagnò due medaglie per i suoi servigi durante la seconda guerra (la War Medal 1939-1945 e la Defence Medal). Tutti i reali britannici sono stati sempre dotati di un grande coraggio fisico, e sono sempre stati sulla linea del fuoco in ruoli operativi. Le stelle e le medaglie che si vedono sulle uniformi militari del Principe Filippo (che ha partecipato alla guerra come tenente di vascello della Royal Navy in più teatri) sono state guadagnate una per una; ciò vale anche per suo zio materno Lord Mountbatten, ucciso nel 1979 dai terroristi dell'IRA, e per personalità politiche come Sir Winston Churchill (a Cuba, in India, in Africa e in trincea durante la Grande Guerra). In tempi più reenti, il figlio secondogenito della Regina, Andrew Duca di York, è stato un pilota della Royal Navy durante la guerra delle Falklands dove ebbe soltanto la medaglia commemorativa della guerra “South Atlantic”, anche se fece delle missioni senz’altro di valore. L'ultimo esempio è dato dal principe Henry (detto Harry) che ha svolto due periodi di missione in Afganistan, in zone di fortissimo pericolo di attentati, dimostrando un attaccamento al dovere e una competenza professionale che hanno completamente fatto dimenticare le sue manifestazioni goliardiche giovanili, infatti, egli ha inoltre rappresentato ufficialmente, con grande dignità del ruolo, la Regina in alcune cerimonie commemorative del 70° anniversario dello sbarco in Normandia, come quella tenutasi al cimitero di guerra polacco di Cassino.