ASS. ARMA divise e decorazioni

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
Uniforms, personal decorations, ribbons use and authorization.

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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda Pantheon » domenica 19 gennaio 2014, 18:23

La militarità è un valore che non si alimenta con la vane apparenze di cui purtroppo oggi si nutre la società contemporanea.
E' data dall'aver intimamente assorbito, vissuto e condiviso con i fratelli d'arma quei valori che sono parte fondante dell'etica militare.
Tantomeno è appannaggio di pochi, elitari, alti gradi, bianchi, neri, gialli, rossi, italiani, stranieri, seleniti, zetareticuliani...
E' il valore che se possiedi ti consente di considerare con il massimo onore perfino il nemico
Il dramma è che siamo carenti di modelli positivi, ma possiamo sempre ritrovarli nel passato, nella tradizione.
Questo dovrebbe essere il continuum della missione dei veterani, non la preoccupazione di indossare l'uniforme e/o le decorazioni più o meno prestigiose conseguite durante il servizio attivo.
Allora mi permetto di postare un discorso che di tanto in tanto rileggo e recito a memoria, perché mi rimanda al concetto più alto dell'etica e dell'onore militare !

DISCORSO PRONUNCIATO COME VICE COMANDANTE DELL’ARMA USCENTE (Carlo Alberto dalla Chiesa)


Roma, 5 maggio 1982

Comandante, permettimi due parole; è la prima volta che parlo leggendo, ovvero affidandomi alla lettura. E pur volendo essere breve, temo di non reggere fino in fondo, anche se ad un soldato non si addice commozione che traspaia verso altri soldati. Gli è che lascio oggi la carica di Vice Comandante dell’Arma – con l’orgoglio e la fierezza di aver servito per quaranta anni la nostra Istituzione – ma con l’animo in tumulto, con l’emozione che batte su questa uniforme di vecchio soldato.

Sono ora a raccogliere tanti e tanti ricordi, tante e tante fisionomie, per dir loro la mia gratitudine.

Ho sentito dire da qualcuno che non si dice “grazie” a chi adempie al proprio dovere, ed ho incontrato qualche altro che riteneva di essere egli, e soltanto lui, la “vestale dell’Arma”.

Ebbene, questo è il momento dell’umiltà!

Quelle fisionomie lontane, sono qui; stemperate dal tempo ma non dalla gratitudine. Mi riporto a quando, poco più che ventenne, mi affacciavo alla mia prima Tenenza e schierati erano dodici, fra Brigadieri e Marescialli, tutti con il colletto bianco inamidato, i guanti calzati, la sciabola, alcuni con gli stivaloni; a quando, cioè, senza far pesare, con molto garbo, senza incidere sul mio amor proprio, mi resero consapevole della mia pochezza! Ebbene, io, a questa generosità, a questo garbo, sono sempre riandato nel mio procedere, mentre nessuna remora mi ha mai colto nell’attingere ai consigli ed ai suggerimenti dei semplici Appuntati; anche da loro la saggezza e l’esperienza poteva essere raccolta, soprattutto perché lo facevano senza nulla chiedere o sperare.

Vecchi cari collaboratori di allora! Fra i primi non posso non ricordare il Brigadiere Fileni ed il Maresciallo Nardone e, tra i secondi, il vecchio Appuntato Ceci, oggi tutti nel cielo degli eroi dell’Arma.

E perché non dovrei avvertire gratitudine per quanti sempre, e poi, mi hanno insegnato (oltre che donato, oltre che dato) e perché non dovrei considerare loro e soltanto loro le “vestali dell’Arma”?

E, nel tempo avanti ai miei Maestri, cui rivolgo un deferente, memore pensiero, perché non dovrei dire grazie anche a mio padre per avermi offerto la sua fede ed i suoi Alamari?

Oggi sono quindi qui ad esprimere gratitudine a lui, ai tanti Maestri ed a tutti i collaboratori che, a migliaia e migliaia, in questo momento si affollano, come fedeli radunati nell’immenso Tempio della nostra Bandiera.

Qui io non sarei – e qui tutti non saremmo – se loro non ci avessero preceduto e non avessero donato ben al di là del “dovere compiuto”|

E grazie anche a te, mio Comandante, mio ultimo Comandante, per quanto hai voluto generosamente dire oggi a voce ed affidare nel tuo Ordine del giorno; un Ordine del giorno che mi riempie di fierezza e di orgoglio. Ma grazie per avermi invitato alla cerimonia dell’imposizione degli Alamari a Chieti; era la prima volta in quaranta anni, ed essendo anche l’ultima, la coincidenza ha voluto che, affidando gli Alamari ad un giovane carabiniere, con un po’ di enfasi, sì, d’accordo, io gli potessi dire: “E’ come se ti passassi i miei!”. E perché non dirti grazie di avermi consentito di rappresentarti a Pastrengo, nella cerimonia di quella battaglia, di quella carica? Ne sono uscito ricco di emozione e di fede; sì, ancora di quella fede di cui ho bisogno, ho tanto bisogno per affrontare la nuova strada.

Ma grazie anche di avermi voluto ieri al tuo fianco a Monreale; avrei dovuto esservi sì in virtù delle funzioni espletate; ma mi hai tenuto vicino, anche perché in quel momento era onorata la memoria di un Capitano Medaglia d’oro, il Capitano Basile, mio vecchio dipendente.

E quando stamattina ho reso visita, omaggio alla nostra “urna dei forti”, alla nostra Bandiera, al primo Istituto, al massimo Istituto d’istruzione, bene, tutto è divenuto un incalzare tale di emozioni, di fronte alle quali è prepotente ed incontenibile ormai la commozione.

Ecco perché mi fermo. Ma non senza aver rivolto un caloroso saluto ai commilitoni valorosi dell’Arma in congedo, che ci hanno preceduto su questa stessa strada e non senza rivolgere un pensiero altrettanto commosso alle nostre famiglie, a quelle che, con noi tutti, hanno diviso i sacrifici, i tormenti, le ansie, giacchè anche da loro – è bene non dimenticarlo – l’Istituzione ha avuto un alto, un grande contributo.

Grazie Comandante ed in te ringrazio l’Arma!

Con me sarà sempre l’impegno perché anche nella nuova fatica sia il bottone dell’Arma a brillare di questa sua luce autentica, di questa sua luce che è genuina, che è trasparente, che rifiuta calcoli, come dicevo l’altra volta, e le riserve mentali. E mi auguro che la sorte mi conceda di garantire a questa mia provenienza, quella fiducia che mi è stata data e con la quale sono partito.

Viva l’Arma! Viva l’Italia!

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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda nicolad72 » domenica 19 gennaio 2014, 18:44

Un Uomo, e che Uomo, un Comandante e che Comandante, un Soldato e che Soldato, un Carabiniere e che Carabiniere, un Eroe e che Eroe.... ma più di tutto vorrei che oggi fosse Vero Esempio da cui molti hanno da apprendere.
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda gnr56 » domenica 19 gennaio 2014, 19:12

nicolad72 ha scritto:Un Uomo, e che Uomo, un Comandante e che Comandante, un Soldato e che Soldato, un Carabiniere e che Carabiniere, un Eroe e che Eroe.... ma più di tutto vorrei che oggi fosse Vero Esempio da cui molti hanno da apprendere.


Abbandonato dallo Stato a Palermo.
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda nicolad72 » domenica 19 gennaio 2014, 19:14

Lo sappiamo... ma usiamolo ad esempio... non come banderuola per poi farci i fattacci nostri
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda Pantheon » domenica 19 gennaio 2014, 20:54

gnr56 ha scritto:
nicolad72 ha scritto:Un Uomo, e che Uomo, un Comandante e che Comandante, un Soldato e che Soldato, un Carabiniere e che Carabiniere, un Eroe e che Eroe.... ma più di tutto vorrei che oggi fosse Vero Esempio da cui molti hanno da apprendere.


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Quindi anche da noi....Perché lo Stato siamo noi...come ci teneva a dire il Generale !
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 19 gennaio 2014, 20:55

gnr56 ha scritto:Tomaso, se tu partecipi alle manifestazioni militari di rappresentanza - che per inciso sono tre nell'anno ovvero 2 giugno, 4 novembre e 25 aprile a volte si aggiunge la festa di specialità - saprai benissimo che coloro che, in congedo, indossano l'abbigliamento militare sono in numero ridottissimo e, di solito, in ben individuati scopi come il gruppo di scorta alla bandiera o al labaro associativo ovvero 4 persone. Perché avere una uniforme in ordine e adeguata nella taglia e negli accessori costa e non poco e se ne fa volentieri a meno. Sono i Presidenti di Sezione a chiedere che ciò avvenga a coloro che si rendono disponibili.


Io stesso ho rappresentato l'Unuci in uniforme in alcune occasioni come portabandiera del Sodalizio e sono stato onorato di rappresentare tutti i colleghi ufficiali in congedo. Concordo inoltre con te che per impegni familiari e professionali, non sempre è facile trovare nelle sezioni dei soci che abbiano il tempo e l'uniforme a posto per rappresentare il Sodalizio alle varie cerimonie militari ed istituzionali (ed è questo il principale motivo per cui mi sono offerto, quando disponibile, per evitare che il Sodalizio non fosse presente alla cerimonia).
Però il fatto che siano poche le occasioni e pochi coloro che poi infossano l'uniforme da congedati non è giustificazione e tema della discussione. Qui non stiamo trattando i casi specifici, se a Torino fossero 5 i congedati in uniforme o 200, se fossero tutti perfetti o compirono abusi. Qui si discute in generale, per principi. E, ragionando in generale, il mio pensiero, più volte esternato e mi riprometto che sarà l'ultima volta che lo ribadisco, è che l'uniforme la dovrebbero indossare i militari in servizio o richiamati (Corpi ausiliari e Riserva selezionata) e non i congedati che potranno intervenire alle cerimonie con il copricapo di specialità.

gnr56 ha scritto: Quel che però accade realmente alle manifestazioni militari di rappresentanza è che i rappresentanti delle varie associazioni d'arma non si presentino in una ben ordinata divisa sociale, nulla da dire al riguardo mi va benissimo, ma vestiti nei modi che vanno bene nella vita civile ma assai meno in una cerimonia.

Anche questa tua argomentazione lascia il tempo che trova. Cioè, non pretendiamo dal congedato che interviene ad una cerimonia di passare dall'uniforme militare ad un'uniforme civile. Personalmente non sono amante della divise sociali perché mi sembrerebbe di fare il verso alle uniformi militari. Quindi non pretendiamo dai congedati che acquistino gli stessi pantaloni con lo stesso colore, le stesse giacche, le stesse camicie, le stesse scarpe. Basterebbe solamente un minimo di buon senso e buon gusto. Si interviene ad una cerimonia? Si dovrà pertanto indossare un abito formale (di conseguenza giacca e cravatta, camicia bianca o azzurra) indossando, se si rappresenta la propria associazione, l'eventuale cravatta associativa, il distintivo da giacca e il copricapo di specialità. Laddove l'associazione preveda dei copribavero riportanti le mostrine di specialità, si indosseranno tali copribavero (come avviene ad esempio per i Marinai o i Granatieri). Non pretendo dai congedati che partecipano ad una cerimonia l'uniformità di abbigliamento. Pretendo semplicemente il giusto abbigliamento per la circostanza. Se intervengono in jeans, scarpe da ginnastica e maglietta non fanno bella figura e dimostrano di non portare rispetto all'evento e a ciò che l'evento commemora. Ma questo non significa che per dare uniformità ai congedati, li dobbiamo mettere tutti in uniforme militare, perché se le Associazioni d'Arma non riescono a precisare ai propri soci che ad una cerimonia devono intervenire in giacca e cravatta, tanto meno riusciranno a far sì che indossino correttamente l'uniforme militare.
Ad ogni modo, in linea generale (eccezioni ci sono sempre), alle cerimonie del 2 giugno, 4 novembre et similia a cui ho partecipato, i rappresentanti delle Associazioni d'Arma con il proprio labaro associativo, li ho sempre visti a posto, in giacca e cravatta, distintivo dell'associazione, copricapo di specialità ed eventuali copribavero. Tute da ginnastica e jenas li ho visti raramente.

In ultimo, le uniformi storiche solitamente sono indossate da figuranti o collezionisti e amanti della storia, non sempre da coloro che effettivamente hanno svolto il militare in quel reparto. Quindi sono indossate a mero valore storico/folcloristico, non sicuramente all'interno di cerimonie militari, se non in rare occasioni. Tipico esempio è il Gruppo Pietro Micca di Torino che rievoca il periodo della battaglia di Torino indossando le uniformi dei granatieri dell'epoca. Molti di loro non hanno svolto il servizio nei granatieri e svolgono tale attività per passione, con molto scrupolo, ma sicuramente non rappresentano i congedati dei granatieri d'Italia.
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda gnr56 » lunedì 20 gennaio 2014, 1:49

Rispettabilissima opinione, ma da cui mi permetto di dissentire anche se ho partecipato, in più di una occasione, in divisa sociale ad eventi civili/militari.

Io credo, invece, che l'uso dell'uniforme per il personale in congedo - secondo la norma prevista dalla SMD-G-010 e più volte richiamata ripresa anche dai singoli regolamenti di Forza Armata sull'uso dell'uniforme - dia particolare risalto e valore alle rappresentanze dell'UNUCi e delle Associazioni d'Arma nelle manifestazioni a carattere civile-militare veicolando il messaggio della continuità dei valori di onore e patria e di vicinanza e appartenenza al mondo militare del personale in congedo.

La scorta alla bandiera di Sezione o il labaro d'Associazione trae maggior risalto da un gruppo bandiera in uniforme e mi risultano queste rappresentazioni anche gradite dai vertici militari presenti in dette manifestazioni.

Questa è la mia personale opinione frutto dell'esperienza maturata in anni di rappresentanze militari in varie parti d'Italia.

Vi è, poi, la particolarità delle gare di pattuglia e di tiro sia in Italia, ma particolarmente all'estero - Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Olanda, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Spagna, Francia, Regno Unito, USA solo per citarne alcune - dove l'uso dell'uniforme SCBT nelle prove e l'ordinaria o la gala nelle serate di gala/premiazioni è d'obbligo.

Resta da ricordare e menzionare i due convegni CIOR e CIOMR, l'invernale ai primi di febbraio a Bruxelles presso la sede NATO, e quello estivo nella Nazione ospitante dove l'uniforme è sempre prescritta.
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda Freccia16 » lunedì 20 gennaio 2014, 12:02

gnr56 ha scritto:Rispettabilissima opinione, ma da cui mi permetto di dissentire anche se ho partecipato, in più di una occasione, in divisa sociale ad eventi civili/militari.

Io credo, invece, che l'uso dell'uniforme per il personale in congedo - secondo la norma prevista dalla SMD-G-010 e più volte richiamata ripresa anche dai singoli regolamenti di Forza Armata sull'uso dell'uniforme - dia particolare risalto e valore alle rappresentanze dell'UNUCi e delle Associazioni d'Arma nelle manifestazioni a carattere civile-militare veicolando il messaggio della continuità dei valori di onore e patria e di vicinanza e appartenenza al mondo militare del personale in congedo.

La scorta alla bandiera di Sezione o il labaro d'Associazione trae maggior risalto da un gruppo bandiera in uniforme e mi risultano queste rappresentazioni anche gradite dai vertici militari presenti in dette manifestazioni.

Questa è la mia personale opinione frutto dell'esperienza maturata in anni di rappresentanze militari in varie parti d'Italia.

Vi è, poi, la particolarità delle gare di pattuglia e di tiro sia in Italia, ma particolarmente all'estero - Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Olanda, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Spagna, Francia, Regno Unito, USA solo per citarne alcune - dove l'uso dell'uniforme SCBT nelle prove e l'ordinaria o la gala nelle serate di gala/premiazioni è d'obbligo.

Resta da ricordare e menzionare i due convegni CIOR e CIOMR, l'invernale ai primi di febbraio a Bruxelles presso la sede NATO, e quello estivo nella Nazione ospitante dove l'uniforme è sempre prescritta.


Sig. gnr56, mi permetta di precisare alcune sue affermazioni che trovo strettamente personali.

Il veicolare la continuità dei valori di Onore e Patria e vicinanza alle FF.AA. da parte del personale in congedo avviene benissimo con la divisa sociale (ed eventualmente relative decorazioni) anzichè con il solo uso dell'uniforme.
La mia esperienza personale è purtroppo costellata di persone che non si sono mai presentate a scortare la Bandiera Sezionale, se non veniva concesso loro l'uso uniforme. Questo, a casa mia, non si chiama attaccamento (ecc. ecc.), ma pura mostra di sé stessi (chiamiamola vanità) e far vedere al pubblico non esperto la propria foto in uniforme (concorderà con il sottoscritto che non basta un semplice e minuscolo distintivo agli occhi del profano per capire la differenza di chi sta in servizio e chi meno).

Il Personale Militare in Servizio osserva in taluni casi con malcelata ironia, certe "scorte" alle Bandiere Associative (anche Unuci è Associazione) e/o Labari da parte di personale in congedo. Senza fare di tutta l'erba un fascio, concorderà con il sottoscritto che accade di trovare "scorte" fuori passo / senza alcun atteggiamento formale / fuori forma fisica / addobbati come alberi di natale... I Comandanti e/o gli Ufficiali in s.p. ivi presenti per questioni di formalità e cortesia evitano di esprimere ad alta voce e/o immediatamente queste situazioni. Successivamente però arrivano le missive in Sede e i toni non sono dei migliori...
Caso estremo accaduto a Milano lo scorso 4 Novembre; il Comandante di Presidio ha vietato con un proprio ordine scritto l'uso dell'uniforme a tutto il personale in congedo. Come si commenta questo fatto?
A mio parere gli alberi di natale in uniforme in giro sono divenuti un po' troppi e qualcuno si è stufato.
La sua visione è dettata dalla sua esperienza maturata in anni di rappresentanze militari in varie parti d'Italia... Adesso capisco il perchè di tanto fervore nel difendere l'uso dell'uniforme a prescindere; c'è un suo interessamento strettamente personale in questa cosa.
Mi piacerebbe sapere se oltre a fare da rappresentante alla Bandiera della sua Sezione UNUCI, ha mai partecipato in qualità di comandante di plotone di un Reparto di F.A. a cerimonie come questa. Sinceramente credo di no, altrimenti non avrebbe scritto alcune affermazioni...

Le attività di Pattuglia e Tiro Militare delle quali Lei fa cenno, all' Estero vengono condotte in strutture militari e con armamento leggero in dotazione alle FF.AA. dei rispettivi paesi NATO. Ciò avviene perchè all'Estero esiste una vera Riserva. Da noi ciò non esiste e chi partecipa a queste attività deve autofinanziarsi in tutto. A questo punto non capisco la necessità di svolgere queste attività quando la propria F.A. di appartenenza ti considera in Congedo e non ha interesse che tu faccia qualcosa per aggiornarti.

Buona giornata
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda fabione 66 » lunedì 20 gennaio 2014, 12:20

tra alberi di natale
ed attaccamento ai valori ne corre parecchia
se il Cte.di presidio organizzatore ha ritenuto di non consentire la presenza in uniforme ne avrà avuto le sue personali ragioni e usato la facoltà concessa di disporre,se le decorazioni sono consentite non vedo il problema, probabilmente diplomaticamente nelle edizioni precedenti ha di ritenuto inviare agli invitati una calorosa indicazione in riguardo all'addestramento formale dei partecipanti ha fatto tutto quello che umanamente possibile per dare un segnale consono alla forma e sostanza dei partecipanti,almeno dalle mie parti è uso rapportarsi tra le autorità e partecipanti sui suggerimenti per una sempre maggiore qualità della cerimonia.
Fabio
ci sono molte medaglie testimoni dell'incapacità degli stati a governare ...poche della capacità a fraternizzare... quali emularne le gesta ?
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda Freccia16 » lunedì 20 gennaio 2014, 12:30

dalle immagini postate in questo forum da parte di alcuni forumisti a riguardo delle cerimonie a Milano, l'impressione della qualità anche sul personale in servizio non sembra elevata

il forumista gnr56 aveva postato addietro l'immagine di un Ufficiale d'Aeronautica con la sciarpa azzurra al rovescio...
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda fabione 66 » lunedì 20 gennaio 2014, 12:38

ed è una ragione per vietare ? o è una di una lunga serie di mancanze di comunicazione o rispetto istituzionale ,lungi da me il pensiero di un vezzo personale,conosco personalmente gli organizzatori territoriali dalle mie parti ed assicuro che dopo le prime direttive e correzioni iniziali si marcia che è una bellezza tantè che le eventuali assenze in schieramento sono rimarcate puntualmente e devono essere formalmente giustificate,ma non si è mai arrivato a questi estremi .......
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda Freccia16 » lunedì 20 gennaio 2014, 12:45

fabione66, non conosco perchè sia accaduto, non frequento quelle parti

ho saputo della cosa tramite un collega volontario CRI che è più assiduto di tali avvenimenti

saluti
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda fabione 66 » lunedì 20 gennaio 2014, 13:18

Caro Freccia
posso solo immaginare perchè sia stato preso un provvedimento simile ,in quanto alle nostre riunioni organizzative territoriali le disposizioni venivano con franchezza esposte ed umanamente possibile attenute !!!

quindi trattengo le mie personali immaginazioni ma posso allargarmi scrivendoche le decorazioni rivestono una collocazione mooolto marginale e non sono mai state oggetto di discussione dopo il primo incontro !
quelle di un decoroso addestramento formale è materia di ogni ricorrenza per pura e doverosa ricordanza a fine seduta.
ma non mancarono i confronti con altre realtà nazionali....sì ..no ! questo no ! in questo modo no perchè...!
dubbi... incertezze ...perplessità ? Bene Saluti
Fabio
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 20 gennaio 2014, 14:21

Freccia16 ha scritto:Il veicolare la continuità dei valori di Onore e Patria e vicinanza alle FF.AA. da parte del personale in congedo avviene benissimo con la divisa sociale (ed eventualmente relative decorazioni) anzichè con il solo uso dell'uniforme.

Questo è esattamente il mio pensiero. Anche perché altrimenti significherebbe che, riporto l'esempio, i 500000 alpini che ogni anno sfilano alla loro adunata non siano sufficientemente legati ai valori di onore e Patria e vicinanza alle FF.AA. poiché sfilano sempre e solo in borghese indossano "solamente" il cappello alpino con cui hanno espletato il loro servizio militare.

Freccia16 ha scritto:Le attività di Pattuglia e Tiro Militare delle quali Lei fa cenno, all' Estero vengono condotte in strutture militari e con armamento leggero in dotazione alle FF.AA. dei rispettivi paesi NATO. Ciò avviene perchè all'Estero esiste una vera Riserva. Da noi ciò non esiste e chi partecipa a queste attività deve autofinanziarsi in tutto. A questo punto non capisco la necessità di svolgere queste attività quando la propria F.A. di appartenenza ti considera in Congedo e non ha interesse che tu faccia qualcosa per aggiornarti.

Anche su questo condivido appieno. Il problema è che in Italia il Ministero della Difesa non ha interesse ad avere una riserva addestrata ed efficiente e questo lo si evince semplicemente dal fatto che, come riportato da Freccia16, la partecipazione logistica, di uomini, materiali e mezzi delle Forze Armate alle gare Unuci è molto rara e al 90% le gare sono autofinanziate dai soci, su terreno non militare, con armi (se ci sono e non sono simulacri) che non sono in dotazione alla Forza Armata (e quindi diventa inutile l'addestramento) senza particolari mezzi militari: insomma i civili organizzano gare di orientamento e di tiro del medesimo livello senza definirle "addestramento militare". Senza contare che, comunque, i congedati (sottolineo che tratto di congedati generici, non membri della Riserva Selezionata o dei Corpi ausiliari) vengono richiamati rarissimamente e il più delle volte per lavoro d'ufficio della durata di 30/60 giorni. A questo punto il cosiddetto addestramento Unuci (o delle altre Associazioni d'Arma) si riduce ad essere un'attività sicuramente interessante, ma priva di quell'utilità militare di cui si ammanta, poiché non di interesse per il Ministero (salvo poi sottoscrivere in continuazione convenzioni ufficiali totalmente disattese).
Poi, per carità, se si vuole indossare la scbt per le attività addestrative Unuci, mi sta anche bene (effettivamente se si organizzano gare addestrative militari, non si può partecipare in giacca e cravatta e quindi la scbt, debitamente autorizzata, con il distintivo in velcro dell'Unuci, ci può stare). Ma il tutto limitato alla durata della gara, all'interno del poligono o del territorio in cui si svolge e finita lì, senza bisogno di cerimonie in paese, sfilate e quant'altro.
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Re: ASS. ARMA divise e decorazioni

Messaggioda Pantheon » lunedì 20 gennaio 2014, 14:39

...Allora i Comandanti esistono ancora ! Meno male !
Saluti.
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