da Cronista di Livonia » lunedì 13 gennaio 2020, 23:43
Discussione aspra e per ora conclusa o quasi, ma vorrei aggiungere un paio di considerazioni, ciascuno potrà trovarvi l'utilità o l'inutilità che crede, ma penso valga la pena di meditarci su almeno qualche minuto.
Io sono un civile al 100%, con una passione per le uniformi, che per me personalmente, al di là di un retaggio familiare, sono, dal punto di vista dell'utilizzo, poco più che costumi per feste in maschera (ne ho più di una), mentre dal punto di vista dell'oggetto sono un simbolo di un modo di essere e di una tradizione.
Ricordo sempre con simpatia il vecchio granatiere che serviva Monsieur Noirtier nel Conte di Montecristo, questi tutte le mattine, pur essendo in congedo da tempo (era granatiere napoleonico durante la monarchia di luglio) indossava la propria antica uniforme perché egli si sentiva granatiere, quello era stato e quello continuava ad essere anche se a riposo.
Ricordo anche i due simpatici manigoldi dell'uomo che volle farsi Re di Kipling, i sergenti Carnehan e Dravot, entrambi conservarono (forse abusivamente?) le loro uniformi dopo il congedo ed in quelle morirono.
Certo di tratta di personaggi letterari, ma mi ricordano un amico vero, in carne ed ossa, che ha dedicato buona parte della sua vita al proprio reggimento e che ha subito come una pugnalata lo scioglimento dello stesso per mere ragioni di bilancio.
Insomma, i militari vivono una vita in uniforme, forse meno in Italia che altrove, mi si disse una volta che i più si vergognavano a farsi vedere in uniforme fuori dalle caserme, l'uniforme è un simbolo di ciò che sono e anche se a riposo restano militari. Questo dovrebbe consentire loro di indossarla se non tutti i giorni almeno di tanto in tanto.
Purtroppo da quanto si viene a intendere dalla recente disposizione dello Stato Maggiore della Difesa le cose in Italia non vanno per niente bene. Un limite così draconiano, tipico però della pubblica amministrazione italiana, punisce tutti, innocenti e colpevoli senza distinguo e sottende abusi anche gravi dell'uniforme da parte di chi è in congedo.
Insomma, una situazione grave e triste, che tende a spogliare i veterani di ciò che invece dovrebbe forse invece adornare gli anni del loro crepuscolo per ricordare a tutti che loro hanno servito la patria anche a rischio della propria vita (la norma punisce sia i veterani del Col Moschin che i soldatini della domenica, non fa eccezioni o distinguo) e farne così testimoni ed esempi per le future generazioni.
Molto triste.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia