In una nota diffusa oggi, la Segreteria di Stato del Vaticano precisa che la Santa Sede riconosce solo i propri ordini, che sono cinque, e ancora il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Non viene dunque attribuito alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne rilasciati da sodalizi non riconosciuti ed è ritenuto non appropriato l'uso di chiese e cappelle per le cosiddette "cerimonie di investitura", Qui di seguito il testo della precisazione pubblicata in otto lingue dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del 10 ottobre 2026.
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La Segreteria di Stato, a seguito di numerose richieste di informazioni ricevute in merito all'atteggiamento della Santa Sede nei confronti di ordini equestri dedicati a santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato.
Oltre ai propri ordini equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d'Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta -ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta- e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.
Tutti gli altri ordini equestri - di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali -non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi.
A evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell'uso indebito di luoghi sacri, e a impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l'uso delle chiese e cappelle per le cosiddette "cerimonie di investitura".
