Zito o Cito (in Siciliano la pronunzia è identica) = il fidanzato, i due cuori potrebbero alludere all’amore del fidanzato; “u’zitu” in siciliano è anche l’innamorato, quindi ci possiamo trovare dinanzi ad un’arma per alcuni versi parlante.
Il Mango nel suo “Nobiliario di Sicilia” scrive che: “la vogliono originaria di Croazia”, e ci riferisce che ha goduto nobiltà a Capua, Napoli, Palermo ecc. A Palermo un Francesco è giudice del tribunale del concistoro nel 1781-82-83. Questi riporta due armi, la prima è: “d'argento, a due mani al naturale, vestite di verde, moventi dai fianchi dello scudo, trattenenti due ramoscelli di verde, accompagnate da tre rose di rosso, situate una in capo e due in punta”; la seconda: “troncato di rosso e di verde, al leone rampante contro una colonna, sormontata da un giglio, il tutto d’oro”. Quest’ultima arma è molto simile a quella della famiglia Cito di Napoli (cfr. G.B. di Crollalanza “Dizionario Storico Blasonica” vol. I°).
Il Palizzolo Gravina nel “Il Blasone in Sicilia” riferisce:
“
Cito o Zito - Non altre notizie ci offre il Villabianca di questa famiglia ne' suoi Opuscoli v. XVII che di un Francesco Zito giudice pretoriano di Palermo 1770 e del Concistoro 1781.
Arma: d'argento, con due mani al naturale vestite di verde trattenenti due ramoscelli dello stesso, accompagnate da tre rose di rosso poste una al capo e due in punta”.
Cordialmente Marcello
P.S. Sono curioso di vedere gli scudi da te ritrovati a Cesarò, perché non li pubblichi nel forum?