Famiglia Dho

Inviato:
martedì 6 luglio 2004, 18:19
da omero
Gentili amici e frequentatori del forum,
sono alla ricerca di informazioni circa le origini della famiglia Dho, o Do: stirpe guerriera che affonda le radici a Triora e Castel Dho (Liguria), ha dato alla storia numerosi e valorosi militari, ultimi dei quali i fratelli Luca e Giovanni Battista (entrambi hanno partecipato valorosamente alla prima guerra d'indipendenza al seguito dei Savoia, poi alla guerra di Crimea ed alle imprese coloniali in Africa).
Ringrazio anticipatamente chiunque potesse essere di aiuto alla mia ricerca.
Cordialmente,
Pier Carlo Omero Bormida
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~ Veritas laborat saepe, exstinguitur numquam ~

Inviato:
giovedì 8 luglio 2004, 16:18
da fra' Eusanio da Ocre
Caro Pier Carlo,
il
Magnus Index dello
scriptorium mi dice che notizie sui Dho sono reperibili nei voll. IX e XVI del
Libro d'oro della nobiltà italiana, rispettivamente alle pagg. 497 e 526.
Il problema è che lo
scriptorium non è
magnus come l'
index, e quei due volumi

non ci sono... sennò, potevo esserti da subito più preciso!
Bene

vale

Inviato:
giovedì 8 luglio 2004, 18:40
da omero
Carissimo fra' Eusanio,
il tuo
scriptorium è già abbastanza vasto, non temere!
Ti ringrazio di buon grado per le utili informazioni inerenti i cenni sulla famiglia Dho nei voll. IX e XVI del
Libro d'oro della nobiltà italiana: non ne ero affatto a conoscenza!
Ora non mi resta che trovare e consultare i due volumi...
Pier Carlo Omero Bormida
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~ Veritas laborat saepe, exstinguitur numquam ~

Inviato:
mercoledì 21 luglio 2004, 18:44
da omero
Caro fra' Eusanio,
ti riporto le informazioni che ho ricevuto dal gentilissimo Dott. Borella a proposito dei Dho:
* Dho (Dho Cravosio Anfossi1)
Nob. (mf), R.D. di conc. dic. 1934. Fam. orig. del Monregalese, resid. Milano. Giovanni Battista (n. a Triora 16 lug. 1805 † a Firenze 13 mag. 1888) fu maggior generale, commendatore mauiziano e di Isabella la Cattolica; il fratello di costui, Luca (n. a Triora 20 ott. 1812 † a Milano 5 mar. 1876) fu tenente generale, ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, commendatore mauriziano (1862) e dell’Ordine della Corona d’Italia (1868). Cesare, nipote del generale Da Bormida, fu tenente generale (1885) ed venne insignito della commenda mauriziana e di altri importanti Ordini Cavallereschi.
ARMA: troncato: nel primo d’arg. al castello a due torri di rosso merlato alla guelfa, mattonato di nero, aperto del campo, sormontato da un leone d’azz., tenente nella zampa destra un giglio di rosso e nella zampa sinistra un ramoscello di verde; nel secondo d’oro a due sbarre d’azz., cariche ciascuna di una stella d’oro
MOTTO: IN LUCE GRADITUR
† Nob. Gian Luca (Gianluca) Dho, dott. in legge, n. a Milano 14 mag. 1903, f. di † Giovanni Battista, gener. (n. a Milano 21 ott. 1868 † 14 lug. 1933, di † Luca, n. a Triora 20 ott. 1812 † a Milano 5 mar. 1876 e di † Enrichetta dei co. Cravosio Anfossi) e di † Bice Noseda (n. a Milano 11 apr. 1871 † 25 lug. 1947, f. di † Emilio), sp. 26 apr. 1954 Maria Sara Annoni
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1. aggiunsero al proprio il cognome Cravosio Anfossi per volontà testamentaria del Conte Giulio Cravosio Anfossi, ultimo della sua nobile casata, e zio di Giovanni Battista Dho (figlio di Enrichetta Cravosio Anfossi, di Franesco e di Felicita Langosco di Langosco). L’aggiunta del cognome non risulta tuttavia annotata nel Libro d’Oro della Nobiltà del Regno d’Italia (n.d.e.).
* u Dho (Dho Salussolia)
Nob. (mf). S.M. Umberto II con LL.PP. motu proprio 28 mar. 1960 conc. alla nob. Eugenia Salussolia, ved. Dho il tit. comitale. Antica fam. piemontese, ramo della precedente.
ARMA: campo di cielo alla torre al nat., a due merli alla guelfa, sostenente un’aquila a volo spiegato, coron. d’oro, e accostata in alto da due anelli d’oro ; la torre fondata sulla cima mediana di tre monti uscenti da una campagna di verde in punta
MOTTO: NON RINUNCIARE
Nob. Giovanni Battista Dho, gener. di corpo d’armata, senat. del Regno, sp. Cont. Eugenia Salussolia, da cui:
FIGLI
1) Giovanni Battista, dott. ing. minerario, sp. Emma Salvatori
2) Maria Luisa, sp. Leonardo Loi, dott.

Inviato:
mercoledì 21 luglio 2004, 20:27
da fra' Eusanio da Ocre
Grazie, caro Pier Carlo, della cortese implementazione che hai apportato a questa discussione, attraverso quest'interessante contributo.
Peccato, però, che i due blasoni riportati non siano affatto all'altezza dell'accurata, precisa e dettagliata ricostruzione genealogica (il primo lo avrebbe meritato in particolare, visto il bell'abbinamento col proprio
motto).
Bene

vale

Inviato:
giovedì 22 luglio 2004, 8:07
da Ospite
Caro Fra' Eusanio,
ha ragione.
Infatti le blasonature non sono stilisticamente (e metricamente) corrette perchè prese dalle blasonature proposte dal blasonatore della Consulta Araldica

e dallo Spreti

:
Del resto sono tratte dalle bozze dell'Annuario e quelle relative ai due rami della famiglia Dho, pur essendo ancora da rivedere, almeno danno una idea del blasone innalzato da questi due rami. Comunque le correggerò.
cordialmente
Andrea Borella

Inviato:
giovedì 22 luglio 2004, 16:53
da fra' Eusanio da Ocre
Caro Signor Andrea,
la ringrazio della puntuale precisazione.
Certamente i blasoni dati permettono comunque di farsi un'idea di tali armi, a dispetto della terminologia e della sintassi usate (la stilistica e la metrica, per fortuna, le lasciamo ancora ai poeti

, già è difficile fare solo l'araldista...).
Ma la qualità del lavoro, come traspare dall'accurata menzione genealogica, merita sicuramente un lato araldico almeno altrettanto accurato e preciso.
Bene

vale.

Inviato:
giovedì 22 luglio 2004, 17:32
da Ospite
Caro Fra' Eusanio,
in araldica lo stile blasonico è quell'insieme di caratteristiche che rendono riconoscibile l'autore di una blasonatura, pur non firmata, proprio come se fosse un quadro o... un componimento.
La metrica invece in araldica identifica il modo di costuire la blasonatura, tipico anche questo di ciascuno (pur entro certi limiti) e l'uso della punteggiatura.
Eppoi chi ha detto mai che l'araldica non è anche poesia ?
Io invece la definirei proprio poesia, soprattutto quando a blasonare sono quei 5 o 6 grandi blasonatori (recte: blasonisti).
La tragedia è quando si vedono taluni poemi epici al posto della blasonatura, oppure racconti di fantascienza o..... talune altre blasonature che assomigliano piuttosto.... al foglietto di istruzioni che accompagna uno sciroppo per la tosse, tanto vanno ad indagare sull'inclinazione della foglia del terzo ramo di un arbusto di mirtilli presente in uno stemma

(per non parlare di quando, per leggere certe blasonature, bisogna trasformarsi in campioni nel risolvere rebus).
Un giorno, quando avrò più tempo, approfondirò anche questo discorso sul gusto e lo stile blasonico (e la sua evoluzione lungo i secoli)
Cordialmente
Andrea Borella

Inviato:
giovedì 22 luglio 2004, 18:06
da fra' Eusanio da Ocre
Caro Signor Andrea,
ho già capito (anche da suoi interventi entro altri post) che ci faremmo entrambi delle

crasse risate (o dei

pianti greci, a seconda dei casi...), quando il suo approfondimento giungerà ad un
certo insieme di blasoni di un
certo periodo storico di una
certa nazione...
Bene

vale

Inviato:
giovedì 22 luglio 2004, 19:03
da MMT
a.borella ha scritto:Un giorno, quando avrò più tempo, approfondirò anche questo discorso sul gusto e lo stile blasonico (e la sua evoluzione lungo i secoli)
piuttosto la sua evoluzione nel corso dell'ultimo secolo!
Saluti,
M.M.T.d.S.

Inviato:
giovedì 22 luglio 2004, 19:05
da omero
Credo proprio che avremo diversi argomenti su cui discutere, cari amici e colleghi!
Pier Carlo

Inviato:
venerdì 23 luglio 2004, 7:56
da Ospite
Caro Fra' Eusanio,
molto spesso si tratta di risate.... civiche, comunque in gran parte .... urbane
L'unica cosa che fa disperare sono quelli che blasonano tali stemmi o ne scelgono la composizione e si dicono.... Araldisti
Più appropriato sarebbe definire tali signori col nome di Raglisti (=dal verso dell'asino

)
Cordialmente
Andrea

Inviato:
martedì 27 luglio 2004, 22:22
da omero
Caro fra' Eusanio,
tornando alle dolenti note, ossia al blasone dei due stemmi che il dott. Borella ci ha gentilmente riportato dalla Consulta Araldica e dall'Enciclopedia del march. Spreti; te la sentiresti di migliorarne la forma?
Pier Carlo

Inviato:
mercoledì 28 luglio 2004, 17:25
da fra' Eusanio da Ocre
Caro Pier Carlo,
volentieri mi assoggetto al tuo sempre cortese
ordine, permettendomi di ipotizzare i seguenti blasoni (ove lascio, come di consueto, fra parentesi i dati a me ignoti, e copio i nomi dal
post del Signor Andrea):
- Dho (Dho Cravosio Anfossi1):
Troncato: nel 1° d’argento, al castello torricellato di due pezzi di rosso, murato di nero, aperto del campo, sormontato da un leone d’azzurro, tenente nella branca anteriore destra un giglio di rosso, ed in quella sinistra un ramoscello di verde; nel 2° d’oro, a due sbarre d’azzurro, caricate ognuna da una stella di (x) raggi d’oro.
- Dho (Dho Salussolia)
Di cielo, alla torre al naturale, merlata di due pezzi, fondata su tre monti sostenuti dalla campagna di verde, e sostenente un’aquila coronata e sormontata da due anelli, il tutto d’oro.
Tengo a precisare che, non essendo basati sulla visione diretta degli stemmi in oggetto, entrambi i blasoni sono da ritenersi
ipotetici, giacché si fondano su altre descrizioni degli stessi.
Bene

vale