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Famiglia TIBONI /Baroni) di Chieti/Ortona

Inviato:
mercoledì 5 settembre 2007, 22:16
da dinoanel
Rinnovo - approfittando della presenza di alcuni esperti di famiglie "Abruzzesi" la richiesta di informazioni sulla famiglia TIBONI (Baroni?) di Chieti. Presenti a Chieti già nel Catasto Onciario del 1754 ma con diramazioni a Ortona.
Dino Anelli Piacenza

Inviato:
giovedì 6 settembre 2007, 15:30
da Morello
Gentile Sig. Anelli,
Le assicuro che la famiglia Tiboni non è tra i casati "nobili ex origine paterna" e "nobili ex dignitate" di Ortona. Nei prossimi giorni controllerò, il "Catasto-Onciario" (1751) e gli "Stati delle Anime" (1814-1854) e Le farò sapere almeno se in quegli anni era residente o meno in Ortona una famiglia Tiboni.
Cordialità,
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 6 settembre 2007, 22:52
da dinoanel
Gentile Sig. Nicola Serafini,
La ringrazio anticipatamente del Suo interessamento.
Se Le posso essere di aiuto La informo che mi risulta la nascita di Tiboni Raffaele di Carlo Andrea e Elisabetta Selecchy a Ortona nel 1823.
Il suddetto Tiboni Raffaele sposerà prima del 1849 Beatrice Pellicciotti non sò se a Ortona.
La visione degli Stati delle Anime di ortona potrà certamente essermi di grande aiuto.
Cordialità
Dino Anelli

Inviato:
mercoledì 12 settembre 2007, 9:03
da Morello
Gent.mo Sig. Anelli,
ho consultato gli Stati delle Anime (1814-1854), ma purtroppo non si ritrova in essi alcuna famiglia Tiboni. Controllerò meglio il Registro delle Nascite del 1823 e quello dei Matrimoni del 1849. Le segnalo, se non ne fosse già a conoscenza, che il cognome Selecchy (orig. Sallecchia), è originario di Chieti, nel '700 visse Saverio Selecchy autore di un Miserere ancora oggi cantato durante la Processione del Venerdì Santo a Chieti, una delle più antiche d'Italia. La famiglia Selecchy si è poi estinta, ma si può ammirare in Chieti, lungo Corso Marrucino, il loro palazzo. Il cognome Pellicciotta, invece, appartenne ad una famiglia della buona borghesia di Gessopalena (Ch).
A presto e cordialità.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
mercoledì 12 settembre 2007, 22:01
da dinoanel
Gentile Sig. Serafini,
Le confermo di avere copia dell'atto di morte di Tiboni Raffaele avvenuta in Chieti nel 1803 a 80 anni. Nell'atto è indicato Ortona come luogo di nascita.
Mi sà dire a che altezza dell'attuale Corso Marrucino si trova l'Ex Palazzo Selecchy?
Di questa famiglia credo sia ancora in vita una discendente che da tempo non vive a Chieti.
Attendo Sue ulteriori interessanti informazioni.
Dino Anelli

Inviato:
giovedì 13 settembre 2007, 8:45
da Morello
Gent.mo Sig. Anelli,
dal "Liber Baptizatorum" (1819-1852) fol. 54v, conservato nella Biblioteca Diocesana "S. Domenico" di Ortona, risulta la nascita, il 12 aprile 1823, di Raffaele Giuseppe Vincenzo Tiboni dal Magnifico Don Carlo Andrea Tiboni e Donna Elisabetta Selecchi, il bimbo fu battezzato nella Cattedrale di S. Tommaso Ap., padrini furono Don Giustino Sellecchi e Anna Francesca Circognini (?).
La nascina in Ortona deve essere stata un caso. Molto probabilmente il Tiboni aveva impegni o incarichi in Ortona in quel periodo, visto che il cognome Tiboni non è ortonese. Selecchy o Sellecchi è, come già detto, un cognome teatino. Tra i padrini infatti figura un Giustino Sellecchi e, come Lei saprà, San Giustino è il Patrono di Chieti, a Lui è intitolata la Cattedrale. Credo che i Selecchy siano estinti, ma devo controllarlo su un testo di Mons. Meaolo. Raffaele Tiboni non sposa Beatrice Pelliccioti ad Ortona. Infatti, ho consultato l'indice del "Liber Matrimoniorum" (1809-1855) e la registrazione di questa unione manca. Il cognome Pellicciotti, come già scritto, è diffuso, o lo era almeno all'epoca, nel comune di Gessopalena, ci sono stati anche personaggi notevoli di questa famiglia (credo politici e magistrati). Molto probabilmente Raffaele convolò a nozze nel paese della sposa, Gessopalena, appunto. Per il n. civico di Palazzo Selecchy lungo il Corso Marrucino di Chieti, abbia un po' di pazienza, forse in giornata riuscirò a saperlo.
Cordialità.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 13 settembre 2007, 11:03
da Morello
Palazzo Selecchy si trova alla fine di Corso Marrucino, verso Piazza della Trinità, non so se Lei è pratico di Chieti. I numeri civici vanno dal 196 al 200 (portone), ma non ci sono, sono stati ricavati dai precedenti e dai seguenti. L'autore del Miserere che ancora oggi si canta a Chieti durante la Processione del Venerdì Santo è Saverio Selecchy (1703-1788). Nel 1962 la Sig.ra Maria Selecchy fece una donazione di opere d'arte al Museo d'Arte "Costantino Barbella" di Chieti, in memoria del fratello, Ing. Francesco Selecchy. A Pescara esiste un edificio signorile: Villa Selecchy.
Gessopalena annovera tra i suoi cittadini illustri Gian Vincenzo Pellicciotti (Gessopalena, 1820 - Chieti, 1863), patriota, medico, poeta e pubblicista. A Gessopalena si trova Palazzo Pellicciotti in Via del Popolo. Attualmente il cognome Pellicciotti non è più presente a Gessopalena, dov'è abbastanza diffusa la forma Pellicciotta.
Sperando di esserLe stato di qualche utilità, La saluto cordialmente.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 13 settembre 2007, 22:21
da dinoanel
Gentile Sig. Serafini,
non sò come ringraziarLa. Mi è stato utilissimo.
Non sono di Chieti ma mi legano alla città vecchi affetti (Mio nonno materno ed altri parenti erano originari di Chieti) e da qualche tempo stò cercando dii raccogliere più informazioni possibili su un certo numero di Famiglie che si erano imparentate con questi miei antenati (Come è evidente dai topic da me iinseriti).
Ho visitato Chieti negli ultimi anni più volte e da un paio d'anni sto raccogliendo materiale - libri e pubblicazioni - che parlano della Città.
Ho "scoperto" tombe di antenati nel Cimitero di Sant'Anna di cui non conoscevo l'esistenza.
A tal proposito Le sarei grato se mi potesse dare qualche informazione sull'ex Palazzo Anelli-Fieramosca (Ferramosca) donato dalla Nobil Donna Giovanna Anelli Fieramosca alle monache di San camillo De Lellis.
Attendendo Sue cortesi informazioni Le porgo cordiali saluti.
Dino Anelli
Serafini

Inviato:
giovedì 13 settembre 2007, 22:29
da dinoanel
Gentile Sig. Serafini,
non sò come ringraziarLa. Mi è stato utilissimo.
Non sono di Chieti ma mi legano alla città vecchi affetti (Mio nonno materno ed altri parenti erano originari di Chieti) e da qualche tempo stò cercando di raccogliere più informazioni possibili su un certo numero di Famiglie che si erano imparentate con questi miei antenati (Come è evidente dai topic da me iinseriti).
Ho visitato Chieti negli ultimi anni più volte e da un paio d'anni sto raccogliendo materiale - libri e pubblicazioni - che parlano della Città.
Ho "scoperto" tombe di antenati nel Cimitero di Sant'Anna di cui non conoscevo l'esistenza.
A tal proposito Le sarei grato se mi potesse dare qualche informazione sull'ex Palazzo Anelli-Fieramosca (Ferramosca) donato dalla Nobil Donna Giovanna Anelli Fieramosca alle monache di San Camillo De Lellis.
Attendendo Sue cortesi informazioni Le porgo cordiali saluti.
Dino Anelli

Inviato:
lunedì 17 settembre 2007, 13:28
da Morello
Gentile Sig. Anelli,
nel testo di Carlo Mascitelli, "Chieti. Itinerario storico turistico", Chieti, Solfanelli, 1990, che pure elenca diversi palazzi, trovo solo: "Torre Anelli, in contrada Sant'Anna, costruita in laterizio e coronata da merlatura ghibellina. Costruzione medievale restaurata nel secolo passato (quindi nell'800!)"...."Palazzo Carusi-Bucciante, già de Lellis, in via Cesare De Lollis n. 56, a due piani con due fronti esterne e due ordini di finestre decorate con mostre rococò scolpite in pietra". I de Lellis, nel corso dei secoli hanno avuto diverse proprietà a Chieti, passate poi ad altri casati. Inoltre, sfogliando Gaetano Meaolo, "Venerdì Santo a Chieti", Chieti, Solfanelli, 1986, le confermo che il cognome originario Sallecchia si è trasformato definitivamente in Selecchy, alla fine dell'800. L'A. afferma che il cognome fu ingentilito, probabilmente, poichè i Selecchy si imparentarono con i Valignani duchi di Vacri. Stando a questo autore, un Palazzo Pellicciotti esisterebbe a Chieti presso il Seminario Diocesano, che si erge tra Via Arniense e Corso Marrucino. Per quanto concerne il cognome Anelli-Ferramaosca, posso dirLe, ma forse Lei già ne è a conoscenza, che un Nicola Anelli-Ferramosca, credo di Chieti, già ricevuto Cavaliere d'Onore e Devozione, passò in Giustizia nel 1840, nel SMOM. Un Vittorio d'Anelli, di Vasto, fu ricevuto nel 1958 o 1959, quale Cavaliere di Grazia e Devozione nel SMOM. I Ferramosca, come saprà, discendevano da Ettore Fieramosca, Conte di Mignano, eroe italiano della Disfida di Barletta, del 1503, credo. I Ferramosca si estinsero nei Leognani, da cui i Leognani-Ferramosca, famiglia imparentata con i de Sanctis di Ortona. Se verrò a sapere qualche altra notizia, Le riferirò, devo ancora parlare con un paio di amici teatini.
Cordialità.
Nicola Serafini
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IN IVSTOTIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
lunedì 17 settembre 2007, 21:50
da dinoanel
Sono un pò confuso.
Il Nicola Anelli-Fieramosca era marito di Giovanna Anelli-Fieramosca.
Ma discendente della famiglia Fieramosca chi era, il Nicola o la moglie?
Corrisponde al vero che dopo la donazione da parte degli Anelli-Fieramosca del loro Palazzo alle Suore Vincenziane un contadino assassinò il Nicola nei pressi del Palazzo in quanto rimasto senza lavoro?
Sarà possibile recuperare la notizia da qualche "Quotidiano" dell'epoca?
Dino Anelli
Piacenza

Inviato:
martedì 18 settembre 2007, 15:32
da Morello
Gentile Sig. Anelli,
putroppo queste sono le uniche notizie che so su Nicola Anelli-Ferramosca, tratte da Rivera e Von Lobstein, proverò a rileggerli per essere più preciso. Per quanto concerne la sua morte non so dirLe. In merito ai giornali dell'epoca, provi a contattare la Biblioteca Provinciale "Angelo Camillo de Meis" di Chieti, attualmente in Via Domenico Spezioli c/o Theate Center. Io, purtroppo, per gli orari di lavoro, non la posso più frequentare. Per quanto concerne, invece, Palazzo Anelli - Ferramosca, posso dirLe, per il momento, che lungo Corso Marrucino, c'e un bel palazzo (700? 800?) attualmente con la dicitura "Istituto San Camillo de Lellis", dove si trovavano o trovano le Suore Vincenziane. Probabilmente è quello il palazzo che Lei cerca. Spero, in settimana, di poter essere più preciso.
Cordialità.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 20 settembre 2007, 9:32
da Morello
Gentile Sig. Anelli,
Le scrivo qualche notizia sui d'Anelli di Vasto, ma probabilmente Lei ne è già a conoscenza:
D'ANELLI o ANELLI: famiglia decurionale di Vasto (Ch), le cui prime notizie risalgono al 1333. I suoi esponenti occuparono cariche pubbliche tra il 1465 ed il 1857, ed ecclesiastiche tra il 1631 ed il 1808. Dal 1704 al 1740 fu feudataria, per acquisto, dei feudi di Brittoli e Carpineto della Nora. Divisa in due rami dalla metà del XVII secolo, esponenti del primo si stabilirono a Chieti nella prima metà dell'800, aggiungendo al proprio il cognome Ferramosca (casato discendente dall'eroe Ettore Fieramosca Conte di Mignano e nobile capuano, estintosi nei Leognani, da cui i Leognani-Ferramosca). Il ramo di Chieti è stato illustrato da Fra' Nicola Anelli Ferramosca, ricevuto Cavaliere d'Onore e Devozione nel SMOM nel 1836 e passato al Ceto di Giustizia l'8 agosto 1840. Del ramo residente a Vasto ricordiamo il Nob. Dott. Vittorio d'Anelli (Vasto, 1901-1999), ricevuto Cavaliere di Grazia e Devozione nel SMOM nel 1959. I vari rami della famiglia risiedevano, nel 1973, a Vasto, Roma, Venezia, Trieste e Bari.
Arma del Ramo Primogenito: d'azzurro alla cometa caudata d'oro di 8 raggi, quello della punta ondeggiante in palo, col capo di porpora al destrocherio vestito d'argento tenente fra il pollice e l'indice un anello d'oro; alias: troncato di porpora e d'azzurro, nel 1° al destrocherio vestito d'argento tenente fra il pollice e l'indice un anello d'oro, nel 2° alla cometa (8) caudata d'oro, ondeggiante in palo;
Arma del Ramo Secondogenito: troncato, nel 1° d'azzurro al monte d'oro di tre cime all'italiana, nel 2° di verde alla testa di cervo d'argento tenente in bocca una catena di tre grandi anelli d'oro.
Fonti Bibliografiche:
G. Rivera, "Elenco dei Cavalieri di Rodi o di Malta abruzzesi", in "Rivista Abruzzese di Scienze, Lettere ed Arti", A. XXVII, fasc. VIII, Teramo, 1912;
V. d'Anelli, "Ricerche di Araldica Vastese", Vasto, 1973;
F. von Lobstein, "Le Famiglie Nobili", in "Abruzzo", a cura di A. Pecchioli, presentazione di A. Clementi, Roma, Editalia, 1994.
Cordialità.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 20 settembre 2007, 17:37
da Lasa pur dir
Gentilissimo Dinoanel,
come già scrissi nel post dedicato alla famiglia Feramosca questa famiglia è di origine lancianese.
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?p=64724&sid=9ed13ce330902442edb0f44ec77f01bf
Credo che consultando i fogli di famiglia dell'archivio storico di Lanciano sia abbastanza facile sapere come si siano fuse le due famiglie.
Può provare a chiamare.
Comune di Lanciano - Piazza Plebiscito, 59 - 66034 Lanciano (Ch)
comune.lanciano@cert.legalmail.it
Tel. 0872-7071
Tel. 0872-717445 (Archivio Storico)
Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.

Inviato:
giovedì 20 settembre 2007, 21:27
da dinoanel
Gentile Sig. Serafini,
non sò come ringraziarLa. le Sue ultime informazioni sono veramente interessanti. Cercherò di procurami qualche testo della bibliografia da Lei proposta.
In considerazione che "ll'appetito vien mangiando" su altro Topic vado a chiedere informazioni su altra famiglia Abruzzese (Chieti e paesi limitrofi) che ho trovato durante le mie ricerche.
Dino Anelli