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S.Monte

MessaggioInviato: mercoledì 4 luglio 2007, 19:13
da Alessio Bruno Bedini
Ho trovato diversi atti risalenti al 1715/1720 in cui per certo operava in un piccolo paese della Calabria il S.Monte

Questo "ente" era pressappoco un "monte dei pegni" ed erogava "finanziamenti" in cambio di ipoteche su terreni.

Mi chiedo anzitutto come sia possibile che in un paese cosi piccolo (all'epoca circa 500 abitanti) fosse autorizzato un simile ente e poi come funzionasse esattamente.

Avete notizie di enti simili, della loro fondazione e del loro funzionamento?

Re: S.Monte

MessaggioInviato: giovedì 5 luglio 2007, 16:16
da Giovannimaria Ammassari
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ho trovato diversi atti risalenti al 1715/1720 in cui per certo operava in un piccolo paese della Calabria il S.Monte

Questo "ente" era pressappoco un "monte dei pegni" ed erogava "finanziamenti" in cambio di ipoteche su terreni.

Mi chiedo anzitutto come sia possibile che in un paese cosi piccolo (all'epoca circa 500 abitanti) fosse autorizzato un simile ente e poi come funzionasse esattamente.

Avete notizie di enti simili, della loro fondazione e del loro funzionamento?


Gentilissimo Alessio Bruno Bedini,
non sono molto preparato nella materia però posso comunicarti ciò che in mia conoscenza.
Il "S. Monte" come da te riportato dovrebbe a parer mio essere un Sacro Monte; ora questi Sacri Monti, come da me riscontrato nel corso delle mie ricerche storiche e genealogiche, a volte erano degli "Enti" come hai scritto legati alle Confraternite e Congreghe laicali anche di piccoli paesi.
Ricordo che nella Città di Gallipoli esisteva un Sacro Monte. Trovai infatti un battesimo del 1761 in cui la bambina battezzata gli veniva attribuita paternità e maternità di " figlia del Sacro Monte di detta Terra".
Vi era infatti questa istituzione o meglio Ente che si preoccupava dei neonati esposti, trovatelli o comunque figli di NN o come si voglia dire.
Era in questo caso un "ente" o "Associazione" di beneficenza.
In un'altra località Matino(LE), (casualmente proprio oggi l'ho saputo), esisteva un "Sacro Monte delle Povere Orfane".
Anche in questo caso una Confraternita del luogo, la Confraternita della Pietà aveva a se "collegato" questo "Monte" fondato ed istituito per venire incontro alle povere orfane.
L'aiuto che veniva dato era a livello economico in una cifra che si aggirava nel 1750 a ducati nove; il "Monte" si prodigava anche a far "maritare" ovvero sposare la povera orfana, per evitare che la stessa potesse andare ad intraprendere il mestiere più antico del mondo, ovvero la prostituta. In questo caso ancora ci troviamo dinanzi ad opere di beneficenza che venivano elargite dai "sacri Monti".
Non sò a livello giuridico o quant'altro funzionassero, sò che compivano opere caritatevoli. In cambio di qualcosa??? In questi due casi da me esposti pensdo proprio di no.
Saluti e ......ci faccia sapere

Re: S.Monte

MessaggioInviato: giovedì 5 luglio 2007, 17:25
da L.de Bellis
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ho trovato diversi atti risalenti al 1715/1720 in cui per certo operava in un piccolo paese della Calabria il S.Monte

Questo "ente" era pressappoco un "monte dei pegni" ed erogava "finanziamenti" in cambio di ipoteche su terreni.

Mi chiedo anzitutto come sia possibile che in un paese cosi piccolo (all'epoca circa 500 abitanti) fosse autorizzato un simile ente e poi come funzionasse esattamente.

Avete notizie di enti simili, della loro fondazione e del loro funzionamento?


Preg.mo Alessio,

in Rutigliano ( Puglia) vi erano il Sacro Monte de' Poveri( oggi IPAB Monte dei Poveri), il Monte Violano e Gabellone,Monte del Santissimo.

il nobile don Giovanni Antonio de lo Vecchio con testamento del 1584 fondò quest'opera pia che è il sollievo della classe dei poveri.Essa somministra medicine e brodo agli indigeni infermi; vesti ed elimosine ai sani, e sorteggia in ogni anno 5 maritaggi di ducati venticinque l'uno, per le fanciulle povere ed oneste del Comune. Quest'opera tiene le sue rendite risultanti dall'estaglio di una proprietà detta Masseria della Madonna di ettari 200 che il nobiluomo donò all'Opera.
Esso aveva ed ha ancora oggi degli Amministratori propri.

Fulgido esempio di Carità cristiana e di vera nobiltà.

Lorenzo longo de Bellis

MessaggioInviato: giovedì 5 luglio 2007, 18:15
da Tilius
Il Sacro Monte ovvero Santo Monte ovvero più correntemente Monte di Pietà è una istituzione che comincia a diffondersi capillarmente in Italia ad opera dei Francescani a partire dalla seconda metà dei XV secolo. Molto spesso anche centri apparentemente molto piccoli possedevano un Monte di Pietà. Dico "apparentemente" perchè quello che bisogna considerare è il "bacino d'utenza", che di solito comprendeva l'intero contado circostante un borgo, e quindi un territorio e un numero di anime molto superiori a quelli strettamente pertinenti il borgo.

Un esempio che mi viene in mente è il paese di Villagagrina (Trento), che ha inizio '600 era un piccolo centro di poche centinaia di anime, epperò, per interessamento dei Signori del posto (in particolare di Paride Lodron, 1586-1653, Principe Arcivescovo di Salisburgo, nativo di Villagarina, conte titolare, in quanto primogenito, di tutti i feudi di famiglia, ai quali, nonostante la carierra ecclesiastica e la successiva investitura del Principato di Salisburgo, egli mai rinunciò), dotato di una chiesa elevata al rango di Arcipretale, e infine corredato di un proprio Monte di Pietà, che serviva, oltre l'abitato di Villa, tutti i feudi lodroniani della Destra Adige.
Immagine
Il palazzotto seicentesco costruito appositamente di fronte all'Arcipretale quale sede del Monte è stato recentemente abbattutto per fare posto al nuovo, osceno Municipio... della serie "il valore che ha oggi la Cultura in Italia" :roll: :roll: :roll:

MessaggioInviato: sabato 7 luglio 2007, 19:00
da Alessio Bruno Bedini
Vi ringrazio per i contributi. Negli atti da me trovati il Sacro Monte si limita a prestare capitali in cambio di censo annuo. Fondamentalmente è la stessa funzione che fa una banca odierna con la cessioni di prestiti e mutui.

La mia curiosità nasceva appunto dal capire :

1. come fu fondato tale monte
2. come veniva gestito
3. come veniva eletto l'erario
4. se il patrimonio era "pubblico" o "privato"
5. se necessitava di autorizzazioni feudali o ecclesiastiche

Penso che probabilmente in questo caso fosse piu un qualcosa legato alle confraternite che non ad una famiglia. Vedrò comunque di fare altri accertamenti :wink:

MessaggioInviato: domenica 8 luglio 2007, 2:21
da Lasa pur dir
Credo che il termine Monte potrebbe essere verosimilmente essere tradotto in "Fondazione" si trattava infatti di capitali destinati ad un determinato fine, in genere appunto opere di carità o di "assistestenza sociale" come cura degli orfani, maritaggi, prestiti, in denaro o in granaglie (Monti Frumentari), o anche cura dei defunti come nel caso dei Sacri Monti dei Morti che si impegnavano, dietro pagamento di un annuo canone da parte degli iscritti, delle esequie e della sepoltura dei confratelli.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

MessaggioInviato: domenica 8 luglio 2007, 10:26
da San Marco
In Italia nel Quattrocento ed all' inizio del Cinquecento numerosi movimenti di rinnovamento, sia prima della sfida di Lutero, sia contemporaneamente alle istanze della Riforma protestante, ma indipendentemente da queste, iniziarono quella che viene chiamata " Riforma Cattolica ". E' in questo periodo che riformatori chiesero dei cambiamenti sia nell' ambito della tradizione, sia in senso più innovativo; i più noti furono San Bernardino da Siena, L' Arcivescovo Antonio da Firenze, frà Girolamo Savonarola, Ludovico Barbo e, per il nosto caso specifico, Bernardino da Feltre che fu uno dei promotori dei Monti di Pietà, istitizioni di credito <cristiane> nate con lo scopo di sottrarre i poveri alle mani degli usurai, attraverso l' appoggio delle Confraternite. I Monti di Pietà o Monti dei Poveri erano sotto lo stretto controllo episcopale, come fu decretato durante il Concilio di Trento ( anche se tale disposizione di fatto non fu sempre eseguita) in qualsiasi zona operassero con la partecipazione delle Confraternite. La presenza di tale istituzione è presente in tutta la penisola, Venezia, Roma,Napoli, in Abruzzo, Puglia (importante quello documentato a Moliterno nella diocesi di Marsico e a Bitonto) Interssanti anche i Monti di Maritaggio che permettevano di risparmiare per la dote o i Monti Frumentari che prestavano sementi o capitali agli agricoltori poveri ( il primo Monte Frumentario fu inaugurato a Macerata nel 1492 e tale istituzione si diffuse con l' appoggio dei Francescani osservanti).
Fonte: " Le Confraternite Italiane del Cinquecento " di Christopher F. Black

MessaggioInviato: lunedì 9 luglio 2007, 17:48
da Alessio Bruno Bedini
Vi porto delle novità. In un altro atto trovato in un comune limitrofo una detta persona paga "censo annuo perpetuo" :shock:

Dunque sembrerebbe che il prestito di capitali sia non "a tempo determinato" come i moderni mutui o finanziamenti, ma perpetuo finche non si ridà la somma intera.

In effetti il censo annuo è basso: su un capitale di otto ducati sono sessantaquattro carlini all'anno (ma ne ho trovati anche altri molto piu bassi), e dunque in un primo momento credevo fosse una sorta di "mutuo per 10/15 anni".

Il prestito poi è "a collo" sia del debitore che del terreno stesso infatti in un altro atto ho trovato che con la vendita del terreno "non franco" il censo annuo "passa a collo" del compratore :wink:

MessaggioInviato: venerdì 24 agosto 2007, 23:19
da Alessio Bruno Bedini
Carmelo Trasselli in "Lo stato di Gerace e Terranova nel cinquecento" asserisce a p. 139 : "Quando in una zona agricola si istituisce il Monte di Pietà, vuol dire che non occorrono piu crediti ordinari di esercizio, ma prestiti di consumo; vuol dire che vi è gente affamata la quale non dispone di immobili da soggiogare e da vendere e che non vi è piu nemmeno gente che abbia denaro da prestare. Vuol dire che i veri poveri hanno fame."

L'analisi è senza dubbio interessante. I monti di Pietà erano fondati e dotati come gli altari sia per atto notarile diretto che per testamento.

In genere il capitale prestato rimaneva integro nella somma che doveva essere restituita e il debitore inoltre doveva pagare interessi annui "alla ragione" del 8% - 10% in perpetuo finche non si restituiva l'intera somma iniziale