da Alberto Lubelli Prasca » venerdì 29 giugno 2007, 16:22
Gentile gheghe61,
la sua domanda al giorno d'oggi non ha molto senso, dato che lo Stato italiano non riconosce i titoli nobiliari.
In ogni caso la risposta a mio parere è negativa perchè di solito i titoli nobiliari si trasmettono per linea agnatizia, mentre a quanto ho capito suo figlio discenderebbe da Antonio Cattaneo per parte materna.[/quote]
Alcune considerazioni a puro titolo di "divertimento legale". Chi ha navigato fra le disposizioni nobiliari sa che sono molto variegate, insomma c'è un po' di tutto. Il sovrano utilizzava principalmente questi tre dispositivi: la "concessione", il "riconoscimento", la "rinnovazione". La concessione era questo: Il sign. Mario Rossi per concessione regia diventa "conte di vallefiorita" (...car ça c'est mon plaisir!); Il riconoscimento: il sign. Mario Rossi porta all'attenzione regia che il Granduca di Toscana aveva concesso a suo nonno il titolo di conte e con l'adeguata documentazione di prova ne chiede il riconoscimento, oppure chiede il riconoscimento del titolo di conte per "antico uso" (portando le prove, naturalmente, esempio: Vagnone), oppure il riconoscimento del titolo di conte palatino ereditario concesso dall'imperatore (Galateri) o altre varie situazioni che necessitano di un riconoscimento; la rinnovazione è questa: Mario Rossi ha sposato l'ultima dei conti Persichetti e chiede che titoli ed onori di questa famiglia vengano rinnovati nei figli della coppia solitamente con l'aggiunta del cognome Rossi Persichetti.
Il problema è che attualmente manca la "fonte del diritto" in materia araldico-nobiliare. La Repubblica ha deciso di non riconoscere i titoli nobiliari, quindi di non occuparsi di tale materia (tranne per i riconoscimenti di titoli concessi da altri stati con cui vi sia reciprocità o per l'araldica civile e militare), anzi direi che permettendo la conservazione dei predicati anteriori al 28 ottobre 1922, nel clima di possibile rivoluzione proletaria, la Costituzione ha fatto moltissimo per la conservazione della tradizione. Umberto II, anche in esilio ha continuato ad emettere provvedimenti, rimanendo formalmente e di fatto "fonte di diritto" su questa materia. Ora questa fonte non esiste più: se Vittorio Emanuele avesse accettato l'esilio, non riconosciuto la Repubblica, magari costituito un governo ombra o che altro, magari si poteva riconoscere come tale... Ma a vedere come vanno le cose forse è meglio così!
Perdonatemi questa digressione sul diritto.
Cordialmente.
ALP