Cari amici,
scusate se mi intrometto con una risposta che (come vedrete) non risponderà affatto, ma nei miei polverosi archivi, fra un ragnatela e l'altra, ho raccapezzato qualche notiziola intorno al cognome Celi.
Vado ad elencare:
a) sul
Libro d'oro del Campidoglio (non ho trovato volume né pagina, l'appunto era rosicchiato proprio sul più bello) si dà il blasone di una famiglia Celi, del tutto diverso da quello dato in disegno;
b) a Spoleto risultava nel XVII/XVIII secolo una famiglia Celi, ma dallo stemma ancor più diverso dal precedente;
c) il
Dizionario dei predicato della nobiltà italiana elenca più Montalto diverse (
di Castro - Marche - di Mondovì - di Chieri - Uffugo, più altre in Umbria e Sardegna), ma a fronte di nessuna di esse cita cognomi nemmeno lontanamente assonanti con Celi;
d) una famiglia Celi aveva, nel 1748, una propria sepoltura nella cattedrale di San Giovenale a Narni (TR), città ove forse una Vincenza Celi sposò un Giussani, dal quale ebbe due figli, entrambi già morti assieme a lei in tale anno (da
Rivista Araldica, anno 1985, pag. 168);
e) un Giovanni Celi nel 1973 fu creato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Civile e militare sotto il Titolo di San Giuseppe, stando ad un
Ruolo di detto Ordine pubblicato da L. Pelliccioni di Poli nel 1991 (e riportato da
Nobiltà, vol. 3, pag. 232);
f) infine, fino a qualche anno fa il bravo attore Adolfo Celi calcava le scene del teatro e del cinema, in panni sia brillanti
(Amici miei) che tragici, ma ignoro se egli era nobile...
Bene

vale