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...Magnifico...

MessaggioInviato: venerdì 19 gennaio 2007, 20:51
da renatocampofreda
In alcuni documenti che conservo,ho trovato scritto a proposito di un mio antenato,mi scuso di mettere in campo la mia famiglia,ma è la fonte di queste notizie,il termine Magnifico(...Le terre confinano con quelle del Magnifico Nazario...ecc.)In che casi si usava questo termine?Se qualcuno mi illumina.Grazie e saluti.Renato Campofreda.

MessaggioInviato: venerdì 19 gennaio 2007, 21:58
da Giovannimaria Ammassari
Gentilissimo Signor Renato Campofreda,
anch'io ho trovato moltissime volte la parola Magnifico nei vari documenti da me consultati. per risponderLe le cito ciò che è stato scritto da uno storico della mia zona di nome COSI GIOVANNI nella sua publicazione: "IL NOTAIO E LA PANDETTA,Microstoria salentina attraverso gli atti notarili (sec. XVI-XVII) a cura di Mario Cazzato, Congedo Editore Galatina(LE) 1992:
a pagina 11 è scritto: " In virtù di innumerevoli casi, tratti da oltre centomila documenti lettio in venticinque anni di mia assidua frequentazione nei vari archivi della provincia di Lecce, è possibile dare un elenco gerarchico di "titoli": Illustrissimus et eccellentissimus dominus riservato alle massime autorità del viceregno ed ai grandi feudatari; eccellens dominus dato ai funzionari di rilievo, governatori di città, signori di feudi abitati; magnificus dominus, o dominus, o semplicemente magnificus, usato per padroni di feudi inabitati, per ricchi mercanti, per capitani- governatori, per notabili del luogo e ,immancabilmente (il magnificus) per medici (artis medicinae doctores) e per giureconsulti (utriusque juris doctores) ;......... (omissis ) Questi titoli però non venivano assegnati in maniera rigida, anzi talvolta si attribuiva la qualifica superiore a quella usata normalmente; come nel caso......(etc...etc....etc...)
Certamente ciò che ho riportato è frutto di raffronti e deduzioni tratte dalla consultazione sistematica di documenti da parte di uno studioso indefesso quale è tuttora Giovanni Cosi
distinti saluti[/i][/b]

MessaggioInviato: venerdì 19 gennaio 2007, 22:02
da Alessio Bruno Bedini
"Anzitutto occorre contestualizzare nel tempo e nello spazio" (autocit.) :lol:

Un "magnifico" del 1500 è molto differente da uno stesso "magnifico" della fine XVIII secolo :roll:

MessaggioInviato: venerdì 19 gennaio 2007, 22:08
da Giovannimaria Ammassari
Giusta precisazione infatti io mi riferivo, citando il Cosi, al periodo cinquecentesco bisogna ora sapere il documento del Signor Renato Campofreda a quale periodo si riferisce
Saluti

MessaggioInviato: venerdì 19 gennaio 2007, 23:03
da Messanensis
.. e a quale luogo.

MessaggioInviato: venerdì 19 gennaio 2007, 23:48
da renatocampofreda
Intanto vi ringrazio tutti per aver risposto.Il documento risale ai primi anni del 1800,e la persona in questione era nominata come testimone dell'atto notarile.In quel periodo era Comandante della Guardia Civica delle comuni di S.Martino,Portocannone,Campomarino e Ururi,col grado di Tenente Colonnello,nomina del 25 maggio 1808. Il luogo è Portocannone (CB).Renato Campofreda.

MessaggioInviato: sabato 20 gennaio 2007, 20:06
da Carnelevario
In gran parte dei documenti d’archivio originali in cui ci siamo imbattuti, che trattano delle primarie famiglie calabresi viventi more nobilium, fa spicco l’uso del titolo di “Magnifico” attribuito sia agli uomini che alle donne ad esse appartenenti. In accordo alla sua etimologia, la parola indicava la superiore dignità della persona titolata rispetto alle altre. Dai riscontri documentali era attribuito sicuramente ai nobili viventi di qualunque Città o Terra, siano state esse infeudate o regie. Il che non esclude che in altri ambiti fosse ritenuto di più esclusivo uso. Certamente, fatta salva la necessità di rimodellarne l'uso secondo luogo e tempo, era un titolo di indubbia rilevanza nella comunità che lo esprimeva. Tuttavia, si deve tener presente che il suo uso, nel corso del tempo, non era sempre indice di quella che potremmo definire nobiltà conclamata , ma anche si riferiva ad alcune cariche od uffici. Così Lobstein si esprime per questo aspetto:

"Nella prima metà del secolo XVIII nelle Patenti emanate dai feudatari sia in latino che in italiano anche ai giudici ordinari e a quelli delle seconde cause, ai Governatori, ai Capitani delle città, ai Consultori, agli Avvocati dei poveri, agli Erariali si era soliti dare del «Magnifico». Non così ai Capitani di campagna, ai Camerlenghi e agli altri offiziali di bassa corte, esclusi da tale ben distinto e significativo onore." (F. von Lobstein, Settecento calabrese, Vol. I, p. 84)

Tale era la valenza che dava il potersi fregiare del titolo di Magnifico che, come sempre avviene in questi casi, se ne fece via via un uso sempre più “inflazionato”, tanto da far dire a Lobstein che «nella seconda metà di quello stesso secolo [XVII] cresce in modo smisurato l'ambizione e la vanità per quel titolo, cui non si peritano di aspirare uomini pressoché privi di ogni merito e di mediocre posizione sociale, che hanno la velleitaria presunzione di arrogarsene» (Lobstein, ibidem). Gli abusi, che gradualmente ne derivarono, portarono allo svilimento del titolo e, conseguentemente, al suo disuso fino alla piena scomparsa fra fine XVIII ed inizi XIX secolo.

Per quanto riguarda il suo antenato, siamo in pieno periodo francese ad eversione della feudalità già avvenuta. L'appellativo di "magnifico" va visto quindi nell'ottica di attaccamento alle antiche prerogative.

Cordialità

MessaggioInviato: sabato 20 gennaio 2007, 20:59
da Alessio Bruno Bedini
Come dicevo sopra occorrerebbe approfondire anche la storia del luogo e delle sue tradizioni per capire esattamente cosa voleva significare quell'appelativo in quel periodo.

Per la parte generale Carnevalario ha esposto bene lo svilimento che ci fu del titolo nel XVIII secolo. Nelle ricerche fatte per ricoastruire le genealogie di numerose famiglie mi è capitato spesso di incontrare un padre "magnifico" alla fine del '700 e il figlio a inizio '800 massaro o addirittura (un caso che mi rimase impresso) pecoraio :wink:

Dunque "magnifico" non è sinonimo di "nobile", soprattutto nel '700 e comunque credo che l'attribuzione di questi titoli onorifici era, nella maggior parte dei casi, lasciata alla "sensibilità" del parroco o del notaio.. :roll:

MessaggioInviato: sabato 20 gennaio 2007, 21:22
da renatocampofreda
Sig.Bedini ,Sig.Carnelevario,grazie per le notizie,sempre molto accurate.
Renato Campofreda.

MessaggioInviato: domenica 21 gennaio 2007, 0:20
da Guido5
Cari amici,
anche per quanto mi riguarda confermo che il significato di "magnificus" (ma anche di "nobilis" eccetera) dipende dal luogo, dall'epoca e anche dal ... servilismo di chi scrive. E' interessante per esempio dare un'occhiata alla tabella che il mio amico Rafal Prinke ha pubblicato a http://main2.amu.edu.pl/~rafalp/WWW/GEN/soc-pl.htm per rendersene conto. Latino a parte, è in inglese e polacco ma abbastanza agevolmente comprensibile.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: domenica 21 gennaio 2007, 13:49
da renatocampofreda
Un grazie a Guido 5 ,sempre disponibile.Sapevo che il termine "magnifico",non veniva usato nel senso di "nobile,ma avevo un dubbio ,perchè nelle Effemeridi del Molise,del Perrella,veniva definito così un parente di un feudatario,De Bastariis.Saluti.Renato Campofreda.