Dal sito del Corriere della Sera:
17 gennaio 2007
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scie ... gico.shtml
Una società americana ha lanciato un servizio online per creare il proprio albero genealogico e risalire ai ceppi comuni. Tra i tanti siti di social networking presenti in rete, uno si distingue sicuramente per originalità: si tratta del neonato Geni, dedicato nientemeno che alla ricostruzione dell'albero genealogico di chiunque abbia la curiosità di risalire alle proprie origini. Ideato da David Sacks , ex dirigente presso PayPal, il software di Geni permette non solo di collaborare con i parenti vicini e lontani per recuperare il passato della propria famiglia, ma anche di trovare eventuali collegamenti con alberi creati da altri utenti e presenti nel network.
FUNZIONAMENTO E CONTENUTI – La creazione dell'albero è facile. Si comincia con il registrarsi al sito, specificando anche il proprio indirizzo di posta elettronica, e quindi si procede con l'inserimento dei nomi di parenti, affini e collaterali. Per ciascuno è possibile indicare un indirizzo e-mail: in questo modo la persona in questione riceverà l'invito a contribuire a sua volta alla definizione e allo sviluppo dell'albero, apportando le proprie conoscenze e invitando via via altre persone a partecipare. È inoltre prevista la possibilità di inserire, per ciascun membro della famiglia, ulteriori informazioni personali, rispetto al semplice nome e cognome, come il luogo e la data di nascita, il luogo di residenza, gli studi compiuti o il lavoro svolto. Non mancano nemmeno riferimenti al proprio aspetto fisico, alla religione, le inclinazioni politiche, le lingue parlate e, più in generale, alle preferenze in ogni campo. Chi lo desidera, può anche pubblicare la propria foto. In questo modo si andrà a creare una gigantesca rete di intrecci e relazioni tra famiglie: l'obiettivo, nella mente di Sacks, è quello di arrivare a espandere il network e gli incroci a livello mondiale, con la speranza di dimostrare, infine, che «siamo tutti parenti». Resta da capire in che modo sarà gestita la questione della privacy, dal momento che ciascuno può pubblicare informazioni e dati sensibili relativi agli appartenenti al proprio ceppo famigliare, senza previo consenso da parte degli interessati.
Alessandra Carboni
Non male il progetto. Il vero problema è la privacy come giustamente fa notare la giornalista.
Gaetano Petrillo

