Famiglia FEDERICO

Inviato:
martedì 26 settembre 2006, 23:29
da Futuro
Gentili signori,
gradirei qualche aiuto per sapere di più su questa famiglia.
Ho da poco saputo di avere un anello ereditato della mia bisnonna Anna Federico, la cui progenie era di origine siciliana.
L'anello in questione, riporta sia una corona che delle fasce.
Facendo una ricerca sul Santi-Mazzini, ho trovato lo stemma Federico che però appare come "Bandato d'oro e d'azzurro".
Grazie a tutti
Riccardo Maratia

Inviato:
mercoledì 27 settembre 2006, 7:57
da alfabravo
Egr. Sig. Futuro,
Circa questa famiglia traggo dal Palizzolo Gravina "Il blasone in Sicilia", ed Arnaldo Forni.
"Il Mugnos la vuole longobarda, originari da un Leone Titignano, gentiluomo camerieree segretario di Federico d'Antiochia, figlio naturale dell'imperatore Federico II, da cui la terra di Capizzi e isuoi casali si ebbe.
Il di lui figliofu nominato Federico dal suo protettore, che lo tenne al sacro fonte, e poi lasciando il proprio cognome assunse quello di Federico in onore del padrino. Passò in Catania ed ebbe due figli: Manfredo e Pietro, il primo dei quali fu barone eletto da Re Pietro I. Un altro federico acquistò la baronia di Cefalù..."
Queste note sono tratte dall'"Enciclopedia storico nobiliare italiana "di VittorioSpreti, ed Arnaldo Forni
ARMA. d'oro a quattrobande d'azzurro
alias: d'azzurro alla banda d'oro, accompagnata, in capo, dalla
fede di carnagione, ed in punta da un'ancora a due uncini del
secondo.
DIMORA: Palermo
Antica famiglia le cui prime notizie rimontano al 1283, nel quale anno, tra i cavalieri di Butera troviamo un GUGLIELMO de Federico e tra i cavalieri di Mineo un RAYNALDO de Federico. Un FEDERICO di Federico, di Sciacca, acquistò nel 1370 il feudo di Cefalù e forse fu egli stesso quel Federico che tenne l'eccelsa carica di pretore di Palermo nel 1307; un ANTONINO, per la moglie Antonella Imbegna, possedette il diritto del grano sul caricatore di Siracusa; GASPARE Federico e Balsamo fu giudice del tribunale della Gran Corte Criminale del regno negli anni 1639, 1640,1641, con privilegio dato il 30 maggio, esecutoriato il 15 settembre 1643, ottenne la carica di Maestro Razionale Togato del Tribunale del Real Patrimonio, e con privilegio dato il 23 luglio, esecutoriato il 23 settembre 1643, ebbe per sè e per i suoi la concessione del titolo di conte di San Giorgio; PAOLO fu senatore di Palermo negli anni 1665, 1666 e 1669.1670
ANTONIO Federico e Massetti, conte di San Giorgio, acquistò nel 1733 il feudo Carca, fu secreto interinale di Palermo nel 1731, governatore della nobile compagnia della Pace nel 1715, deputato del Regno di Sicilia 1738, 1748 e, come marito di Emanuela Opezzinga a Siracusa, fu primo conte di Villalta in sua famiglia; NICCOLO' Federico e Opezzinga fu conte di Villalta per investitura 9 settembre 1769 e conte di San Giorgio per investitura 30 aprile 1776, fi governatore della Pace 1754, 1778, console di commercio 1781; ANTONIO Federico e Reggio, figlio del precedente, fu conte di Villalta e di San Gorgio, governatore della Pace nel 1788 e sposò Giuseppa Napoli ed Adamo dei principi di Bonfornello; IGNAZIO Federico e Reggio fu ricevuto nel SMOM il 18 giugno 1787.
Con DM 20 dicembre 1897 GAETANO Federico (di Ignazio, di Niccolò), padre di PAOLINA e di RUGGERO, ottenne riconoscimento del titolo di nobile dei conti di Villalta.
La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di nobile dei conti di Villalta nelle persone di GAETANO Federico, di Ignazio, di Nicolò e di Paolina e di RUGGERO Federico, di Gaetano, di Ignazio.
La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare italiano col titolo di nobile dei conti di Villalta nelle persone di Nicolò Federico, di Giuseppe, di Nicolò, di Ignazio Fedrico, di Nicolò, di Ignazio, di Giovanni Federico, di Giuseppe, di Nicolò, di Alesandro Federico, di Andrea, di Nicolò e di Bianca, di Giovanni, di Maria-Felice Federico in Arezzo, di Alessandro, di Andrea".
Distinti saluti da Ritter

Inviato:
mercoledì 27 settembre 2006, 10:57
da Futuro
Gentile signor Ritter,
La ringrazio moltissimo per la sua puntuale e dettagliata risposta.
Per tutti i lettori:
"Ammesso" che le due famiglie siano imparentate fra loro, cosa può indicare la differenza tra l'anello e lo stemma trovato sui vari testi?
Forse si tratta di una brisura?
Grazie
Riccardo Maratia

Inviato:
mercoledì 27 settembre 2006, 15:58
da fra' Eusanio da Ocre
Penso che non si tratti affatto di una brisura, caro Riccardo.
Anche perchè la visione di quell'anello stemmato evidenzia un'accuratezza esecutiva non certo

eclatante...
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 27 settembre 2006, 16:59
da Futuro
Grazie per la risposta Fra Eusanio.
Approfondirò il concetto di brisura
Secondo te la foggia "non eclatante" da una qualche indicazione precisa, o semplicemente che l'orafo scelto non era all'altezza e che il tempo ha fatto il resto?
Riccardo Maratia

Inviato:
mercoledì 27 settembre 2006, 17:14
da fra' Eusanio da Ocre
Futuro ha scritto:Grazie per la risposta Fra Eusanio. Approfondirò il concetto di brisura
É presto spiegato: uno stemma ne brisa un altro quando (per un motivo ben preciso) ne costituisce una variante esplicitamente voluta dai titolari per confermare il legame fra essi, ma anche per ribadire una qualche differenziazione fra loro. Secondo te la foggia "non eclatante" da una qualche indicazione precisa, o semplicemente che l'orafo scelto non era all'altezza e che il tempo ha fatto il resto?
Riccardo Maratia
Temo che il tempo non abbia infierito troppo su questo manufatto.
E sembra certo che l'artefice l'abbia realizzato abbastanza sveltamente: non è un manufatto rifinito sino al minimo dettaglio...
Bene

vale