Tutti abbiamo antenati popolani
Cari signori
a seguito della discussione sugli avi importanti e
su suggerimento offertomi dal ns. presidente degli Uberti vorrei quindi qui rilanciare l'argomento ricordando come tutti noi tutti abbiamo avuto, fra i nostri avi, sia dei "grandi" ma anche (e spesso in numero maggiore) dei "piccoli".
Ovvero antenati che erano comuni persone del popolo, plebei, servi della gleba, popolani, ovvero coloro che vissero in condizioni difficili, di povertà o di stenti. Senza onori, senza glorie, quasi sempre facendo vite sacrificate e oscure, ma che, nonostante tutto questo, sono riusciti ad avere dei figli, una famiglia ed a permettere a costoro di vivere e di crescere, ovvero di continuare ad esistere ed a permettere loro di avere a loro volta dei discendenti dai quali noi siamo derivati.
Infatti bisogna ricordare che la quasi totalità della popolazione dei secoli passati non apparteneva all'elite dominante, i nobili, come si direbbe con termine più comune.
Ma allo stesso modo una certa visione ignorante, presuntuosa e distorta della storia aveva il "mito" della nobiltà eterna. Come se i nobili fossero discendenti di nobili e magari quasi certi progenitori di nobili futuri.
Come se i nobili fossero una sorta di Popolo Eletto a sè stante.
E purtroppo questa "idea distorta" aleggia ancora oggi, soprattutto fra coloro che hanno molta boria e ignoranza.
Forse la considerazione che tutti abbiamo avuto anche molti avi poveri, popolani insomma che nobili proprio non furono, potrebbe insegnare a noi tutti ad avere più comprensione del prossimo e maggiore solidarietà ed insegnarci una grande lezione di umiltà e di empatia che ben si sposa con gli ideali cristiani che tanti di noi dicono di avere a cuore.
Grazie.
a seguito della discussione sugli avi importanti e
su suggerimento offertomi dal ns. presidente degli Uberti vorrei quindi qui rilanciare l'argomento ricordando come tutti noi tutti abbiamo avuto, fra i nostri avi, sia dei "grandi" ma anche (e spesso in numero maggiore) dei "piccoli".
Ovvero antenati che erano comuni persone del popolo, plebei, servi della gleba, popolani, ovvero coloro che vissero in condizioni difficili, di povertà o di stenti. Senza onori, senza glorie, quasi sempre facendo vite sacrificate e oscure, ma che, nonostante tutto questo, sono riusciti ad avere dei figli, una famiglia ed a permettere a costoro di vivere e di crescere, ovvero di continuare ad esistere ed a permettere loro di avere a loro volta dei discendenti dai quali noi siamo derivati.
Infatti bisogna ricordare che la quasi totalità della popolazione dei secoli passati non apparteneva all'elite dominante, i nobili, come si direbbe con termine più comune.
Ma allo stesso modo una certa visione ignorante, presuntuosa e distorta della storia aveva il "mito" della nobiltà eterna. Come se i nobili fossero discendenti di nobili e magari quasi certi progenitori di nobili futuri.
Come se i nobili fossero una sorta di Popolo Eletto a sè stante.
E purtroppo questa "idea distorta" aleggia ancora oggi, soprattutto fra coloro che hanno molta boria e ignoranza.
Forse la considerazione che tutti abbiamo avuto anche molti avi poveri, popolani insomma che nobili proprio non furono, potrebbe insegnare a noi tutti ad avere più comprensione del prossimo e maggiore solidarietà ed insegnarci una grande lezione di umiltà e di empatia che ben si sposa con gli ideali cristiani che tanti di noi dicono di avere a cuore.
Grazie.