Pagina 1 di 2

Tutti abbiamo antenati popolani

MessaggioInviato: giovedì 31 agosto 2006, 17:17
da Grimaldi
Cari signori
a seguito della discussione sugli avi importanti e
su suggerimento offertomi dal ns. presidente degli Uberti vorrei quindi qui rilanciare l'argomento ricordando come tutti noi tutti abbiamo avuto, fra i nostri avi, sia dei "grandi" ma anche (e spesso in numero maggiore) dei "piccoli".
Ovvero antenati che erano comuni persone del popolo, plebei, servi della gleba, popolani, ovvero coloro che vissero in condizioni difficili, di povertà o di stenti. Senza onori, senza glorie, quasi sempre facendo vite sacrificate e oscure, ma che, nonostante tutto questo, sono riusciti ad avere dei figli, una famiglia ed a permettere a costoro di vivere e di crescere, ovvero di continuare ad esistere ed a permettere loro di avere a loro volta dei discendenti dai quali noi siamo derivati.

Infatti bisogna ricordare che la quasi totalità della popolazione dei secoli passati non apparteneva all'elite dominante, i nobili, come si direbbe con termine più comune.
Ma allo stesso modo una certa visione ignorante, presuntuosa e distorta della storia aveva il "mito" della nobiltà eterna. Come se i nobili fossero discendenti di nobili e magari quasi certi progenitori di nobili futuri.
Come se i nobili fossero una sorta di Popolo Eletto a sè stante.
E purtroppo questa "idea distorta" aleggia ancora oggi, soprattutto fra coloro che hanno molta boria e ignoranza.

Forse la considerazione che tutti abbiamo avuto anche molti avi poveri, popolani insomma che nobili proprio non furono, potrebbe insegnare a noi tutti ad avere più comprensione del prossimo e maggiore solidarietà ed insegnarci una grande lezione di umiltà e di empatia che ben si sposa con gli ideali cristiani che tanti di noi dicono di avere a cuore.

Grazie.

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 8:36
da Elassar
Concordo.
Del resto, «il padre del padre del padre del padre del nobile era un popolano qualunque» (noto detto ripreso nel film Il conte Max).
Elassar

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 16:57
da Aesculapius
Cari amici,
le mode son mode si sa ed in quanto tali vanno e vengono... ma forse che dopo la moda dei finti nobili si stia diffondendo la moda dei finti popolani ? O dei veri "populisti" ?
Ma... :?

Antonio

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 17:04
da Grimaldi
Aesculapius ha scritto:Cari amici,
le mode son mode si sa ed in quanto tali vanno e vengono... ma forse che dopo la moda dei finti nobili si stia diffondendo la moda dei finti popolani ? O dei veri "populisti" ?
Ma... :?

Antonio


Egr. signore
mi scusi: di che mode stà parlando? E di quali populisti parla?

G.

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 19:32
da Aesculapius
Caro Sig. Grimaldi,

riflettevo, come avrà notato in maniera ironica come è nel mio costume, su come v'è stato un momento in cui nel Forum si arrivava a dire di essere imparentati con quasi tutte le famiglie nobili d'Europa, e che attualmente il "trend" è invece quello di sottolineare con orgoglio le origini "popolari"... e la cosa mi diverte non poco poichè vi noto una punta di populismo! Lei non trova ?

dott. med. Antonio Russo

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 19:41
da Grimaldi
Egregio dottore
sinceramente non mi sembra tale "moda".

Coloro che si spacciavano (spacciavano solo ma senza provarlo) come discesi da imperatori, principi reali, casate nobilissime (e chissà, forse anche qualche papa...?) esistono ancora... e di certo la loro malattia temo non sia passata (ma sembra che siano ben lungi da noi).

I populisti lo sono per demagogia o convenienza.

Insomma ognuno resta sulle sue posizioni, come il sottoscritto, che sinceramente non ama e non stima
chi si spaccia e millanta fantagenealogie....
credendo che qui vi siano gli aborigeni che al grido:
"L'asino vola!" alzino gli occhi ed a bocca spalancata inneggiando un "Ohh!" di meraviglia.
Allo stesso modo, non facendo politica, commercio o altri interessi,
non perseguo populismo e non voglio farmi "amicizie" accondiscendo qualcuno. Anzi.

Restando in tema e rispondendo all'altro topic sugli avi "grandi" e sul concetto di vera nobiltà le rispondo:
Chi è il vero signore?
Chi non è servo di nessuno e chi non vuole fare il padrone di altri.

Cordiali saluti

G.

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 21:14
da lalberogenealogico
Moda dei finti popolani o dei veri "populisti" ?


E' una vita che sottolineo le origini contadine della mia famiglia. E ne vado fiero perchè sono i miei antenati !!!

Gaetano Petrillo

MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 21:17
da Aesculapius
Lorsignori hanno troppa ragione !!!
Io non sono altrettanto saggio: chiedo venia e faccio ammenda.

Antonio

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 3:52
da Maria Luisa Alasia
Gentile Grimaldi,

I Nobili ed I Popolani.

Se pensi che ci siamo ridotti a solo due classi sociali, cosa dire resto della societa', dove sono spariti?

Una volta si diceva: Alto Ceto, Medio Ceto e Basso Ceto.

I Ricchi, Benestanti e Poveri.

Quando ci penso mi pare che non dividessero le classi sociali secondo quanto avevano, di borsa ma di ben altro.

Nessuno ti da niente se dai niente!

Le persone che hanno avuto un titolo, le persone che ottengono una laurea, il soldato che riceve una medaglia, il cittadino che da' la vita ecc. hanno fatto qualcosa meritevole.... e' sono cosi' stati riconosciuti, una volta era la Monarchia ora e' il Governo Italiano, che ti premia!

Il sistema e' lo stesso e' il latore che cambia!

Percio' come dissi una volta non facciamo un mazzo di tutti.

Inoltre se prosegui a leggere il contenuto di questo link vedrai da te perche' molti individui tendono a formare dei gruppi sociali, a cui aderiscono.

Potrei appartenere al Forum di Mickey Mouse, pero' mi trovo a rispondere Te!

Non siamo intesi d'essere tutti l'imaggine dell'altro, la natura non e' stata cosi ordinata, e bene o' male che sia... alcuni brillano piu', alcuni meno.

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_sociale

io penso che non hai saputo esprimere il tuo pensiero.

Per questo non molti rispondono, nessuno ti snobba!

Leggendo la parola Popolani ho inghiottito senza mangiare e' ancora non va giu'!

A presto Maria Luisa

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 4:47
da Armari
Egregio Sig. Grimaldi
concordo pienamente con quanto da Lei esposto........ripensando poi alle origini della Cavalleria...

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 12:17
da MMT
"Le persone che hanno avuto un titolo, le persone che ottengono una laurea, il soldato che riceve una medaglia, il cittadino che da' la vita ecc. hanno fatto qualcosa meritevole.... e' sono cosi' stati riconosciuti, una volta era la Monarchia ora e' il Governo Italiano, che ti premia!"

Questa di Maria Luisa mi sembra un'ottima affermazione su cui si dovrebbe riflettere.
In realtà, rispondendo ad Antonio Russo, noto anche io una tendenza del genere, ma è più improntato sul classico metodo d'insegnamento italiano "i nobili non facevano nulla-viva la borghesia ed il popolo" ... che tra l'altro è anche antistorico! :mrgreen:

Sarò un romantico che vede tutte rose e fiori nella nobiltà? O sarò un po' più, per rimanere in tea di moda.... "controcorrente"!? :)

Michele Tuccimei.

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 12:20
da eurich
Chissà perchè bisogna sempre dividere tutto per classi.
Nessuno ha mai detto che la genealogia è per nobili e che non appartenga ai, preferisco chiamarli, non nobili visto che popolani è riduttivo.
Tutti devono sentirsi fieri delle proprie origini in quanto tali, indipendentemente da eventuali natali illustri o meno e ci tengo a dire che nessuno dice il contrario; vantarsi dell'uno o dell'altra cosa mi fa solo sorridere. Non c'è da fare sempre lotte di classi e simili, nei nostri quarti abbiamo gente semplice e non ed è normale che sia così.
Spesso la domanda che la gente mi fa è la seguente: come mai sei appassionato di genealogia.
Rispondo sempre che è la sete di conoscenza del passato e la curiosità di sapere da dove e cosa veniamo.
Troverò il patrizio come troverò il plebeo...molti di noi sono affascinati più dal patrizio ma semplicemente perchè è più facile trovare materiale, aneddoti etc.
Sentiamoci fieri dei nostri antenati cmq siano stati, tranne il caso in cui quest'ultimi si siano macchiati di qualcosa di cui non vantarsi, anche se noi oggi poco comprendiamo della scala di valori e delle motivazioni di un tempo.

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 12:34
da MMT
"Tutti devono sentirsi fieri delle proprie origini in quanto tali, indipendentemente da eventuali natali illustri o meno e ci tengo a dire che nessuno dice il contrario; vantarsi dell'uno o dell'altra cosa mi fa solo sorridere. Non c'è da fare sempre lotte di classi e simili, nei nostri quarti abbiamo gente semplice e non ed è normale che sia così".

Giustissimo! Credo che sia proprio questo lo spirito del nostro Istituto e de i vari Colloqui! La riscoperta delle proprie origini a prescindere da una corona: le nostre radici sono importantissime specie in un mondo, quello di oggi, in cui questi valori si vanno sempre più perdendo e molti non conoscono nemmeno il nome di un bisnonno...! Sapere quello che facevano i Nostri è davvero un'esperienza bellissima, che consiglio a tutti, che non sia mirata alla corona, come spesso accade, ma alla verità stoica.

Mi è piaciuto moltissimo l'intervento di Gaetano: "E' una vita che sottolineo le origini contadine della mia famiglia. E ne vado fiero perchè sono i miei antenati !!!" E se non erro era proprio lui (mi corregga altrimenti :wink: ) che a San Marino, volendo preparare uno stemma ex novo per la sua famiglia, voleva in esso solo e soltanto elementi che richiamassero la terra, e non elmi, e non spade! Questa si chiama coerenza! :wink:

Michele.

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 16:12
da Lasa pur dir
Illustrissimo Conte,
mi spiace ma non mi sento di condividere quanto da Lei espresso nel suo intervento.

Le sfugge forse il generale disprezzo di cui la classe nobiliare, e i discendenti di coloro che vi appartennero, suscitano oggi tra le persone che sogliono definirsi "comuni".

Nobile è, ahimè, assai più spesso utilizzato per indicare un "parassita" piuttosto che per lodare una persona di eleganti costumanze o che sia stata insignita di particolari privilegi.

Essendomi occupato per molti anni di ricerca genealogica per conto terzi posso assicurarLa che se alla gente "comune" piacerebbe avere degli antenati "nobili" è solo perchè suppongono, come tutti ben sappiamo a torto, che solamente i nobili abbiano lasciato delle tracce storiche.

Così non è, e posso altresì rassicurarLa che non pochi, tra coloro che mi sono trovato di fronte nel corso della mia attività, hanno assunto un espressione più che sollevata nell'appprendere che tra i loro avi, sicuramente, almeno negli ultimi 500 anni, non vi erano alti dignitari ma persone che come loro, lavoravano, si erano sposate, avevano fatto figli, si erano comprati una casa, pagavano le tasse, erano iscritti ad una confraternita... etc. etc. tutte quelle cose che fanno delle persone che vivono.

Magari non avevano conquistato feudi, non avevano accumulato ricchezze, ma nemmeno avevano oppresso o sfruttato nessuno.

Concludo rammentando, a me stesso per primo, che la genealogia è sopratutto studio e ricerca e non elaborazioni di giudizi morali, e che nel portare avanti una ricerca genealogica è ovvio trovare ormai, tra gli antenati di ciascuno di noi, persone (e non personaggi) di diversa cultura, di diversa ricchezza, di diverso lignaggio, se poi c'è qualcuno che crede di poter fare eccezione sarei (anzi credo saremmo :D) ben lieto di esaminare il suo albero genealogico ed eventulamente anche il suo DNA (ammeso che concida con quello dei suoi antenati, purtroppo non sempre è così, almeno secondo la statistica).

Ma sempre e comunque il mio giudizio su di lui si fermerà alla valutazione dei suoi pregi e dei suoi difetti, non certo a quelli di coloro che lo hanno generato.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.
Signore de La Trusce :wink:

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 16:12
da lalberogenealogico
Ho ricostruito l'albero genealogico della mia famiglia scoprendo di avere antenati contadini per ben 11 generazioni. Addirittura una mia antenata è morta di fame nell'anno 1754. Non mi vergogno di dire che alcuni miei antenati erano tanto poveri da non avere nemmeno cibo per sfamarsi. Nonostante tutto essi rappresentano la storia della mia famiglia.

Gaetano Petrillo