Gentilissimi signori,
innanzitutto, dato che questo è il mio primo intervento su questo affascinante forum, mi permetto di presentarmi. Sono Enrico Forlanini, un diciannovenne studente milanese appassionato di Storia e, di conseguenza, di araldica, cioé del linguaggio con cui la Storia si è espressa per tanti secoli nella tradizione europea.
La domanda che intendo sottoporre alla Vostra attenzione è la seguente: alcuni elettori del Sacro Romano Impero portavano uno scudetto caricato sul Tutto del Tutto che rappresentava non già un particolare feudo ma un preciso status all'interno di una fittizia corte del Sacro Romano Impero (questi status erano definiti nel loro complesso Erzaemter o archiofficia). Ad esempio, il Duca di Sassonia poneva in palo con l'arma sassone le due spade dell'Arci Maresciallo del Sacro Romano Impero, il Margravio di Brandeburgo poneva nello scudetto lo scettro del Arci Ciambellano del S.R.I. e il Duca di Braunschweig Luneburg- Hannover la corona imperiale cosiddetta di Carlo Magno a rappresentare la carica di Arci Tesoriere.
Non solo, ma anche alcune case nobiliari detentrici del titolo di Principi del Sacro Romano Impero avevano speciali aggiunte araldiche (non solo nello scudetto) a rappresentare cariche minori all'interno di questa Corte immaginaria. Ad esempio, i Principi Sinzendorf ponevano sul Tutto del Tutto la Corona imperiale in quanto, durante l'incoronazione formale a Francoforte ,erano incaricati di trasportarLa con cura (avevano il rango minore di Tesorieri del S.R.I.). Oppure, i principi di Schwarzburg ponevano in base allo scudo gli attrezzi di strigliatori in virtù della carica di Stallieri del S.R.I. .
Arrivo ora alla domanda vera e propria: queste aggiunte conferite dagli Imperatori dei Romani come si possono classificare da un punto di vista araldico? Se infatti per le case non elettorali (ad es. i Sinzendorf) l'aggiunta è stata percepita come una semplice concessione (infatti i normali officia non davano particolari privilegi) ed è diventata parte integrante del blasone, nel caso delle dinastie elettorali l'aggiunta indicava, oltre al ruolo puramente onorifico, un preciso potere elettorale nei confronti dell'Imperatore. Codeste concessioni, dunque, rientrano nel campo delle aggiunte cosiddette di dignità ( e dunque cessano qualora sia impossibile esercitare la funzione o cessi di esistere l'istituzione conferente) o sono da considerarsi permanenti?
In questo caso la prassi non aiuta, poiché se è vero che, dopo la fine (legittima?) del S.R.Impero nel 1806, alcune case elettorali mutarono o tolsero le insegne dei loro archiofficia (Sassonia e Baviera), talvolta sostituendole con scudetti di loro creazione atti a riflettere il passaggio di status (come nel caso bavarese dove l'antico scudetto col globo imperiale fu sostituito da uno con una corona reale a significare la creazione del regno autonomo di Baviera) è altrettanto vero che altre casate ex elettorali mantennero le concessioni relative agli archiofficia nonostante la fine pratica se non teorica del S.R. Impero. Ad esempio, la casa Hannover mantiene tuttora nel proprio blasone lo scudetto con la corona imperiale conferita da S.M.C. Giuseppe I nel 1710 al Duca Giorgio Ludovico, Giorgio I di Inghilterra.
Peculiare è anche il caso dei margravi Hohenzollern di Brandenburgo che usarono lo scudetto di Arci Ciambellano solo fino al 1701 (anno in cui il margravio Federico III divenne Federico I re in Prussia)sostituendolo con lo scudetto del Regno di Prussia per poi svalutarlo a semplice inquartamento nelle grandi armi.
Sperando mi possiate fornire delucidazioni su questa (non troppo) oziosa questione, Vi saluto scusandomi per la lunghezza del mio intervento.

si arriva in cielo