Caro Antonio,
Nella chiesa dei SS. Biagio ed Erasmo di Misano Monte si trova un fonte battesimale del 1571 sul quale è stato scolpito lo stemma di Camillo Sebastiano Uberti, arciprete di quella pieve dal 1565 al 1576, affiancato dalle iniziali C ed V. Con una certa verosimiglianza, l'arciprete e il tuo Giovanni Francesco potrebbero essere congiunti. Nel ms. sulle famiglie riminesi di Giovanni Antonio Rigazzi, composto intorno alla metà del Cinquecento, trascritto nel corso dei secoli ed ampliato in più copie, tutte conservate in Gambalunga, della famiglia Uberti vien detto che erano
novissimi all'epoca del Rigazzi, ed oltre a qualche informazione su vari personaggi (ma nessun Giovanni Francesco purtroppo), vien riferito che
la loro insegna, è mezza rossa, e mezza verde, con una sbarra azzurra obliqua con tre stelle sopra (BGR, Sc-Ms. 184, c. 39v).
Ho sempre notato una certa somiglianza, per non dire identità, con lo stemma della famiglia Uberti di Cesena, che presenta sia la banda caricata di tre stelle, come nel caso di Misano, sia una fascia, sempre caricata di tre stelle. Ed in effetti gli Uberti di Cesena e di Rimini sembrano collegati come ha dimostrato anni fa Oreste Delucca, vedi
Artisti a Rimini fra Gotico e Rinascimento, ad indicem. La famiglia Uberti, secondo la tradizione, giunse a Cesena da Firenze intorno alla seconda metà del Quattrocento. Tra i suoi esponenti si ricordano Grazioso Uberti, dottore in legge, avvocato; don Anastasio Uberti, monaco cassinese, professore nel monastero di Santa Maria del Monte, creato vescovo di Imola nel 1552; Francesco Uberti (+ 1518), oratore e poeta. A Rimini, sempre in base a quanto scoperto da Delucca, la famiglia è attestata almeno dal 1469, ed il personaggio chiave che da Cesena si trasferisce a Rimini è un tale Matteo, tintore.
Ed eccoci quindi al tuo Giovanni Francesco Uberti (notizie 1490-1502), pittore, figlio di Vignudolo, di professione ugualmente pittore (notizie 1469-1484), a sua volta figlio di Matteo, tintore. Esiste un discreto numero di atti che riguardano Giovanni Francesco e la moglie Margherita di Bianchino di Gaspare Bianchini, tutti in genere relativi ad acquisti o vendite di abitazioni e appezzamenti di terreno (a Rimini, Castelleale, Passano, San Clemente). Abitavano a Rimini in contrada Sant'Agnese e poiché nel suo testamento Giovanni Francesco nomina la moglie Margherita erede universale, è plausibile che non abbiano avuto discendenza (vedi O. Delucca,
Artisti a Rimini fra Gotico e Rinascimento, pp. 233-235).
Il fonte battesimale di Misano Monte e lo stemma dell'arciprete Uberti

un caro saluto,
Luca