Storia familiare e tracce materiali

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda Tyno » mercoledì 3 settembre 2025, 11:50

Ciao a tutti,

Portando avanti le mie ricerche genealogiche e consultando diversi lavori sull'araldica, mi rendo conto di quanto gli oggetti materiali possano fungere da testimoni del passato: stemmi, documenti, titoli, ma anche, talvolta, semplici segni della vita quotidiana.
In un altro ambito, mi è capitato di vedere come anche alcuni oggetti recenti (in particolare gli euro commemorativi classificati per anno) raccontino un frammento di storia collettiva. Naturalmente non è paragonabile a un archivio antico, ma trovo interessante questo parallelo tra segni del passato e simboli contemporanei. Utilizzate mai questo tipo di supporti “paralleli” per arricchire le vostre ricerche o le vostre riflessioni sulla famiglia?
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Re: Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 3 settembre 2025, 12:23

Tyno ha scritto:Ciao a tutti,

Portando avanti le mie ricerche genealogiche e consultando diversi lavori sull'araldica, mi rendo conto di quanto gli oggetti materiali possano fungere da testimoni del passato: stemmi, documenti, titoli, ma anche, talvolta, semplici segni della vita quotidiana.
In un altro ambito, mi è capitato di vedere come anche alcuni oggetti recenti (in particolare gli euro commemorativi classificati per anno) raccontino un frammento di storia collettiva. Naturalmente non è paragonabile a un archivio antico, ma trovo interessante questo parallelo tra segni del passato e simboli contemporanei. Utilizzate mai questo tipo di supporti “paralleli” per arricchire le vostre ricerche o le vostre riflessioni sulla famiglia?


Benvenuto nel forum!

In effetti, nella ricerca genealogica ci si concentra spesso sugli archivi “canonici” (atti parrocchiali, notarili, catastali), ma non bisogna dimenticare che anche altri oggetti – ufficiali o semplicemente quotidiani – possono restituire frammenti preziosi di memoria.
Gli stemmi e i titoli sono il livello più evidente, ma persino le fotografie di famiglia, le medaglie, le dediche nei libri o i ricordi di viaggio diventano piccole fonti materiali, capaci di raccontare una storia che i documenti scritti da soli non rendono.
Il parallelo che fai con gli euro commemorativi è calzante: sono simboli contemporanei, certo, ma proprio come le monete o i sigilli medievali, cristallizzano un’epoca e un messaggio.
Anch’io, ad esempio, tengo conto di questi “supporti paralleli”: non tanto come prove genealogiche in senso stretto, quanto come chiavi interpretative per capire la mentalità, i valori e il contesto storico in cui vivevano i miei antenati.

In fondo, la genealogia non è solo “albero” ma anche “ambiente”: ogni oggetto che sopravvive diventa parte di quel racconto.
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Re: Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda Tyno » martedì 23 settembre 2025, 16:03

Grazie per il tuo commento, condivido pienamente il tuo punto di vista!
Proprio per questo trovo affascinante come anche oggetti apparentemente “minori” possano raccontare qualcosa di più ampio sul contesto storico e culturale dei nostri antenati. Ad esempio, osservando con attenzione le monete contemporanee, si possono cogliere simboli e messaggi simili a quelli che incontriamo negli stemmi o nei sigilli antichi. Di recente mi sono imbattuto in alcune monete da 2 € rara e ho pensato che, al di là del loro valore collezionistico, possano diventare piccole finestre sulla memoria collettiva, proprio come i supporti materiali più tradizionali che menzionavi.
È curioso come, attraverso oggetti di epoche così diverse, si possa sempre cercare di ricostruire non solo la storia dei singoli individui, ma anche lo spirito del tempo in cui hanno vissuto.
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Re: Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda pierluigic » martedì 23 settembre 2025, 20:31


Pubblicita' occulta,???


Prendo la parte buona della domanda che contiene un'osservazione che merita attenzione

Mia nonna apparteneva a una famiglia della piccolissima borghesia ,che non poteva dirsi povera ,
Famiglia con molti figli come sovente allora ,e tutto era improntato al piu' severo risparmio.
Altrove sovente vi era un'ostentazione ( ritenuta necessaria ) che nascondeva difficolta' inconfessabili
Poi esistevano le famiglie ricche ma erano poche.
E gli oggetti erano perlopiu' un lusso
Quando mia nonna e' morta tra le sue cose , matassine di spago, candele non totalmente consumate , ricette per fare in casa le piu' svariate cose: lucido da scarpe , detersivi naturali.......... Conservava ( nonostante il consumismo trionfante ) povere cose ( oggi povere cose ) ritenute utili durante la maggior parte della sua vita

Per tanto tempo le case della maggior parte dei nostri vecchi sono state spoglie
In Toscana esistono diversi inventari (anche antichi) di oggetti lasciati alla morte
( Proprio ieri un amico mi diceva che gli Americani cominciano a porre attenzione nei loro studi proprio agli oggetti della vita quotidiana e a questi inventari )
Ricordo qui un bellissimo libro di Maria Serena Mazzi e del prof Sergio Raveggi : Gli uomini e le cose nelle campagne fiorentine del Quattrocento. Olschki editore
--------------
Sono utili questi studi sulle cose ?

Purtroppo , ancora oggi , ( anche qui sul forum ) perdiamo tempo con ridicole pretese genealogiche che oramai internet spazza via con un click. Con ambizioni nobiliari un poco demode' e con le conseguenti associazioni e certificazioni onerose e totalmente prive di significato.
Perdiamo cosi di vista la storia quella vera, fatta di ceti dirigenti, di ceti privilegiati, di ceti produttivi e ceti parassitari, che in modi diversi hanno costituito le societa' in tempi diversi
E di luogo in luogo con usanze particolari

Cito sempre
Professor Le Goff, perché ha scelto la storia?

«Mi ha sedotto da sempre. Però l’importante è capire quale storia. A me piace la storia che ti vedi passare davanti agli occhi. Negli Anni Trenta vivevo a Tolone con i miei genitori. Mi accorsi che per le strade si vedevano sempre più automobili e nelle case sempre più telefoni e frigoriferi. Noi eravamo una famiglia della piccola borghesia, mio padre era professore d’inglese, e non avevamo né automobile né telefono né frigorifero. C’era la ghiacciaia, e sento ancora il venditore ambulante di ghiaccio urlare per strada: "La glace! La glace!". E allora mi facevano scendere per comprarlo. Ma questo non è importante. L’importante, per me, è stato capire molto presto che l’avvento del frigorifero e la scomparsa della ghiacciaia era un avvenimento storico, perché cambiava la vita quotidiana, la vita delle persone, molto più delle guerre e dei Re. Per me, la storia è sempre stata storia sociale».

intervista di Alberto Mattioli a Jacques Le Goff e pubblicata su "La Stampa" il 28 Gennaio 2012


Sono utili certamente gli studi sulle cose , aprono una finestra, e in definitiva sono irrinunciabili.
Ma le credo in un certo modo marginali per un certo tipo di storia.
In definitiva seguono molto la storia dell'evoluzione tecnologica , una storia giunta oramai ad una storia globale di logica consumistica .

Io preferisco ancora pero' le analisi sociali sul passato che credo non abbiano ancora esaurito il loro compito.
Analisi sociali su i motivi per cui allora si accettavano certe piramidi sociali
Costruzioni che meritano maggior chiarezza per la costruzione del futuro
Proprio per quanto detto
Una parte colta delle persone interessate alla storia crede ancora in fantasie prive di logicita' e ( quello che e' grave ) non si accorge della mancanza di logicita'
Perche' il passato non si ripeta negli errori , occorre comprendere come sia potuto succedere.
Pensare alle convinzioni, alle superstizioni


.
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Re: Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda Cawdor » mercoledì 24 settembre 2025, 18:59

Tyno ha scritto:Ciao a tutti,

Portando avanti le mie ricerche genealogiche e consultando diversi lavori sull'araldica, mi rendo conto di quanto gli oggetti materiali possano fungere da testimoni del passato: stemmi, documenti, titoli, ma anche, talvolta, semplici segni della vita quotidiana.
In un altro ambito, mi è capitato di vedere come anche alcuni oggetti recenti (in particolare gli euro commemorativi classificati per anno) raccontino un frammento di storia collettiva. Naturalmente non è paragonabile a un archivio antico, ma trovo interessante questo parallelo tra segni del passato e simboli contemporanei. Utilizzate mai questo tipo di supporti “paralleli” per arricchire le vostre ricerche o le vostre riflessioni sulla famiglia?


ci sono
commissioni di dipinti religiosi con aggiunta dello stemma dei committenti
ritratti di famiglia con relativo stemma,
oggettistica varia come posate, piatti con stemma,
ville palazzi con targhe e stemmi di famiglia,
palazzi pretori, podestà, università ecc... con stemmi in pietra, in legno scolpito, opere murali come affreschi, mezzofresco, a secco,
nei cimiteri o nelle chiese, o cappelle private con lapidi tombali, targhe e stemmi, altari con stemma,
oggetti come vestiari con il proprio stemma cucito/ricamato
anelli d'epoca, timbri/sigilli con relativo stemma
armi bianche o da fuoco con inciso il proprio stemma o firma
lettere e manoscritti firmati, con sigillo a cera, o segni/sigilli/signim/Signa tabellionum dei notai
libri con ex libris con relativo stemma
e le patenti di nobiltà con stemmi e genealogia
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Re: Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda Cawdor » mercoledì 24 settembre 2025, 19:20

poi si potrebbero pensare
agli oggetti di uso personale, calamaio, taccuini, lettere ricevute private/commerciali , orologi .....
attrezzature e materiali del lavoro che l'antenato faceva (fabbro, falegname, ecc....)
stati di famiglia (a volte erano composti da 10/15 o più componenti) con una bella lista di nomi
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Re: Storia familiare e tracce materiali

Messaggioda contegufo » martedì 30 settembre 2025, 14:00

Mi fa piacere che negli USA si cominci ad interessarsi del passato. La vecchia abitudine era di fare tabula rasa e ricominciare; l'edilizia ne è un esempio .
Comunque ci sono degli esempi di inizio secolo ben considerati vedi Grand Central Terminal (stazione ferroviaria) del 1913.
Alla APPLE non hanno niente del passato, buttato tutto ma.......
In Italia e precisamente a Savona c'è un piccolo museo di cose, computer compresi, prodotte negli anni.
In Apple a Cupertino hanno avuto la notizia che in Italia.....e hanno apprezzato!
Bene!

saluti
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