Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
Tyno ha scritto:Ciao a tutti,
Portando avanti le mie ricerche genealogiche e consultando diversi lavori sull'araldica, mi rendo conto di quanto gli oggetti materiali possano fungere da testimoni del passato: stemmi, documenti, titoli, ma anche, talvolta, semplici segni della vita quotidiana.
In un altro ambito, mi è capitato di vedere come anche alcuni oggetti recenti (in particolare gli euro commemorativi classificati per anno) raccontino un frammento di storia collettiva. Naturalmente non è paragonabile a un archivio antico, ma trovo interessante questo parallelo tra segni del passato e simboli contemporanei. Utilizzate mai questo tipo di supporti “paralleli” per arricchire le vostre ricerche o le vostre riflessioni sulla famiglia?


Professor Le Goff, perché ha scelto la storia?
«Mi ha sedotto da sempre. Però l’importante è capire quale storia. A me piace la storia che ti vedi passare davanti agli occhi. Negli Anni Trenta vivevo a Tolone con i miei genitori. Mi accorsi che per le strade si vedevano sempre più automobili e nelle case sempre più telefoni e frigoriferi. Noi eravamo una famiglia della piccola borghesia, mio padre era professore d’inglese, e non avevamo né automobile né telefono né frigorifero. C’era la ghiacciaia, e sento ancora il venditore ambulante di ghiaccio urlare per strada: "La glace! La glace!". E allora mi facevano scendere per comprarlo. Ma questo non è importante. L’importante, per me, è stato capire molto presto che l’avvento del frigorifero e la scomparsa della ghiacciaia era un avvenimento storico, perché cambiava la vita quotidiana, la vita delle persone, molto più delle guerre e dei Re. Per me, la storia è sempre stata storia sociale».
intervista di Alberto Mattioli a Jacques Le Goff e pubblicata su "La Stampa" il 28 Gennaio 2012
Tyno ha scritto:Ciao a tutti,
Portando avanti le mie ricerche genealogiche e consultando diversi lavori sull'araldica, mi rendo conto di quanto gli oggetti materiali possano fungere da testimoni del passato: stemmi, documenti, titoli, ma anche, talvolta, semplici segni della vita quotidiana.
In un altro ambito, mi è capitato di vedere come anche alcuni oggetti recenti (in particolare gli euro commemorativi classificati per anno) raccontino un frammento di storia collettiva. Naturalmente non è paragonabile a un archivio antico, ma trovo interessante questo parallelo tra segni del passato e simboli contemporanei. Utilizzate mai questo tipo di supporti “paralleli” per arricchire le vostre ricerche o le vostre riflessioni sulla famiglia?

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