Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
ZuppaDiCarlo ha scritto:Salve,
Se domani ritornasse il Regno d'Italia, nonché dunque tutti gli organi araldici e genealogici, il Re può proclamare la creazione di feudi per titoli nobiliari?


Alessio Bruno Bedini ha scritto:ZuppaDiCarlo ha scritto:Salve,
Se domani ritornasse il Regno d'Italia, nonché dunque tutti gli organi araldici e genealogici, il Re può proclamare la creazione di feudi per titoli nobiliari?
Facciamo una discussione puramente accademica:
Se "domani" tornasse il Regno d’Italia, il Re potrebbe certamente creare nuovi titoli nobiliari (la facultas nobilitandi era già prevista dall’art. 79 dello Statuto Albertino) ma non potrebbe “ricreare” veri feudi con poteri territoriali e giurisdizionali, a meno di una profonda revisione costituzionale e legislativa.
L'articolo 79 dello Statuto Albertino del 1848 dava al sovrano una prerogativa personale di nobilitare. Ugualmente il Regio Decreto 651/1943 all'art. 1 ribadiva che il Re agisce senza bisogno di legge parlamentare.
Ma già dal XIX secolo non esistevano più i feudi in senso tecnico: le "leggi eversive" del 1806-1808 (Regno di Napoli) e l’abolizione del sistema feudale in Sardegna (1836-1838) avevano soppresso i diritti signorili su un territorio.
Infatti i titoli concessi dopo l’unità (1861-1946) erano puramente onorifici, magari intestati “di X”, ma privi di potestà sul luogo.
Quindi se il Re d'Italia volesse reintrodurre l'ordinamento nobiliare e feudale dovrebbe dunque per prima cosa abrogare o riscrivere l’attuale XIV disposizione transitoria della Costituzione repubblicana («I titoli nobiliari non sono riconosciuti»).
Poi dovrebbe promulgare una legge che reintroduca un regime feudale.
Dovrebbe però definire se il “feudo” comporta diritti pubblici (es. potestà fiscale o giudiziaria), in conflitto con il principio di uguaglianza e l’art. 5 Cost. che tutela l’unità e l’autonomia locale.
Oppure il Re potrebbe optare per un mero titolo toponomastico senza prerogative (in tal caso basterebbe la prerogativa regia, come accadeva in passato).
Fatto questo però bisognerebbe valutare la compatibilità con l’ordinamento sovranazionale e il diritto dell'Unione Europea.
Diritti medievali-feudali su territori sarebbero difficilmente conciliabili con:
1) la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (art. 1 Prot. 1 sulla tutela della proprietà privata altrui);
2) l’acquis dell’UE (non esistono “enclaves” di signoria personale interna a uno Stato membro).
Pe farla breve il titolo nobiliare potrebbe anche rinascere.
Il feudo, nella sua sostanza giuridica, no. Salvo rifondare da zero lo Stato italiano su basi pre-ottocentesche, cosa oggi politicamente ed europeisticamente assai improbabile.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Se "domani" tornasse il Regno d’Italia [...] e il Re d'Italia volesse reintrodurre l'ordinamento nobiliare e feudale dovrebbe per prima cosa abrogare o riscrivere l’attuale XIV disposizione transitoria della Costituzione repubblicana («I titoli nobiliari non sono riconosciuti»).
Poi dovrebbe promulgare una legge che reintroduca un regime feudale.
Dovrebbe però definire se il “feudo” comporta diritti pubblici (es. potestà fiscale o giudiziaria), in conflitto con il principio di uguaglianza e l’art. 5 Cost. che tutela l’unità e l’autonomia locale.
Oppure il Re potrebbe optare per un mero titolo toponomastico senza prerogative (in tal caso basterebbe la prerogativa regia, come accadeva in passato).
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