i geni e la nobilta'

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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i geni e la nobilta'

Messaggioda pierluigic » mercoledì 12 marzo 2025, 19:46

In un crescendo rossiniano
Per taluni il termine nobile nobilta' e' un termine onorifico indistinto come il dotto' del parcheggiatore abusivo
si dava a chiunque avesse parvenza di distinguersi dalla massa
Per taluni il termine nobile nobilta' ha significato quando si vuole porre in evidenza un ceto riconosciuto e in una qualche maniera distinguibile in un regime monarchico o similare e che gode di privilegi effettivi
Per taluni la nobilta' sancisce una diversita tra gli uomini
I nobili hanno caratteristiche particolari che li rendono diversi
una limpidezza del sangue che porta la bolla di acqua calda in superfice

A questo punto mi viene spontaneo domandarmi chi erano i geni che hanno spinto fuori dalle caverne il genere umano
Leonardo , Einstein , Gauss, Cartesio, Copernico ,Galileo, Newton , Laplace, Darwin, Pasteaur, Hawking......Michelangelo , Raffaello, Caravaggio , Picasso .........................................erano nobili o plebei ?

Mi sapete enumerare un po' di geni nobili di nascita ?


.
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 12 marzo 2025, 21:38

pierluigic ha scritto:In un crescendo rossiniano
Per taluni il termine nobile nobilta' e' un termine onorifico indistinto come il dotto' del parcheggiatore abusivo
si dava a chiunque avesse parvenza di distinguersi dalla massa
Per taluni il termine nobile nobilta' ha significato quando si vuole porre in evidenza un ceto riconosciuto e in una qualche maniera distinguibile in un regime monarchico o similare e che gode di privilegi effettivi
Per taluni la nobilta' sancisce una diversita tra gli uomini
I nobili hanno caratteristiche particolari che li rendono diversi
una limpidezza del sangue che porta la bolla di acqua calda in superfice

A questo punto mi viene spontaneo domandarmi chi erano i geni che hanno spinto fuori dalle caverne il genere umano
Leonardo , Einstein , Gauss, Cartesio, Copernico ,Galileo, Newton , Laplace, Darwin, Pasteaur, Hawking......Michelangelo , Raffaello, Caravaggio , Picasso .........................................erano nobili o plebei ?

Mi sapete enumerare un po' di geni nobili di nascita ?


Le differenze esistono e sono determinate anzitutto dal fattore ambientale.

Quando nasci e cresci in un determinato ambiente è normale che da grande hai più probabilità di trovarti bene in quel determinato ambiente rispetto a chi non lo ha frequentato.
Chi nasce in una famiglia di militari sarà più portato a percorrere questa carriera rispetto a chi non ne ha in famiglia.
Chi ha uno o entrambi i genitori medici è chiaro che sarà più portato a intraprendere questa professione.
Poi non significa che uno che non ha il padre militare o medico non possa farlo (e anche bene) ... però chi ha un genitore in un determinato settore parte avvantaggiato.

Questo vale naturalmente anche per chi nasce e cresce in un ambiente aristocratico: è chiaro che avrà più familiarità con determinati modi di fare o anche con le nostre amate materie (araldica, ordini cavallereschi, ecc) rispetto a chi è figlio di contadini o operai.
Ciò non toglie che anche il figlio del contadino può raggiungere competenze in determinate materie o rendere i suoi modi simili a quelli aristocratici, ma converrai con me che farà molta più fatica rispetto a chi pratica da quando è nato.

Il fattore genetico è più difficile da determinare.
Certamente però quando vedo certi comportamenti subumani da parte di persone "normali", ho i miei dubbi sul fatto che tutti i Sapiens appartengano alla stessa razza .. ma questo è un altro discorso..
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda pierluigic » mercoledì 12 marzo 2025, 22:13

.
Le differenze esistono e sono determinate anzitutto dal fattore ambientale.


Ovviamente e a maggior ragione . Per me che penso che la nobilta' sia solamente un ceto privilegiato frutto di situazioni storiche
e quindi vada filtrato il concetto
Ovviamente credo che per un povero, e maggiormente scendendo nel passato, sia difficile studiare ( purtroppo anche oggi )

Ma nonostante questo enorme vantaggio iniziale , ero curioso di vedere chi tra i geni si possa definire nobile alla nascita

Il nostro Leonardo era figlio illegittimo di un semplice notaio del distretto fiorentino, quindi mettiamolo tra i plebei
poi .......
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 12 marzo 2025, 23:03

Insomma.. non fu proprio di basso livello Leonardo: ebbe una buona educazione, cosa che chi era di basso livello non aveva..
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda pierluigic » mercoledì 12 marzo 2025, 23:35

certamernte Alessio siamo molto piu' d'accordo di quello che sembra

io vorrei far vedere in un primo step , che non vi e' un recinto genealogico per la genialita'
questo nonostante le condizioni iniziali sembrerebbero ( per reddito ) piu' favorevoli alla nascita in alcuni ceti rispetto ad altri

Chiarito questo , poi vorrei affrontare un altro step
che viene di conseguenza


.
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda contegufo » giovedì 13 marzo 2025, 9:53

Caro Pierluigi

è assodato che le "caste" esistono ben diverse da quelle indù dovei si nasce nascere si muore dopo aver fatto il lavandaio tutta la vita.
e' pure assodato che i più capaci salissero le vette del potere con l'uso diffuso dei ferri !
Gli alberi genealogici solo in pochi e dimostrati casi arriva al 1000 e forse anche prima e la natura dell'homo sé empre la stessa ieri come oggi e se mi riesce di far passare l'acqua per il vino o sono molto bravo nel gabbare il prossimo oppure è il prossimo che vuole essere messo di mezzo.
in sostanza truffe, racconti fantasmagorici, discendenze lepiù strane oggi il serio studioso manco le considera, mentre solo con prove provate si avvalla la genealogia. Ma spesso manco gli agganci e i previdenti di grazie e di giustizia mettevano una pezza che per quanto logora riempiva quel vuoto il cui discendente celava a domande imbarazzanti.
Fare di un erba un fascio è storicamente sbagliato ma riscrivere la storia più ardue di quel che si pensi.
Quindi continueremo che i Massimo di Roma discendono da Quintio Fabio Massimo, il che è pure possibile, ma l'accortezza suggerisce di sorvolare sull'inizio della tal casata proprio perché manca il filo conduttore.
Io questo è tanto che l'ho capito tuttavia igni tanto vale rinfrescare le menti di chi sogna cose che mirava ma che per difficoltà contingenti era costretto gioco forza a rinunciarci.
L'ho già detto varie volte che i tre Libri d'oro i primi due redatti al tempo della Repubblica lucchese 9 l'altro intorno al 1820 all'epoca del Ducato dei Borbone Parma, nel bailamme provocato dalla passata delle truppe di napoleone, permise al o ai furbi di turno di apporre aggiunte e correzioni. Quindi niente di nuovo se non che dopo una lunga indagine il Ministero degli allora Interni, recuperò i preziosi volumi e li rinchiuse in Archivio. Oggi si possono solo consultare le copie anastatiche mentre gli originali stanno in bella mostra al Iano Nile del Palazzo Guidccioni sede dell'archie di Stato di Lucca.

Ciao !
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda pierluigic » giovedì 13 marzo 2025, 12:54

Gli uomini d'intelligenza superiore o di abilita superiore ( che sovente hanno cambiato la nostra vita quotidiana ) sono migliaia e migliaia
eccone alcuni di cui ho ricavato l'estrazione sociale consultando Wikipedia
Voi potete aggiungerne molti molti altri

PLEBEI

Leonardo Bonacci detto il Fibonacci Assieme al padre Guglielmo dei Bonacci, facoltoso mercante pisano e rappresentante dei mercanti della Repubblica di Pisa (nell'epistola di dedica a Michele Scoto si legge che il padre era publicus scriba pro pisanis mercatoribus) nella zona di Bugia in Algeria, passò alcuni anni in quella città, dove studiò i procedimenti aritmetici che studiosi musulmani stavano diffondendo nelle varie parti del mondo islamico. Qui ebbe anche precoci contatti con il mondo dei mercanti e apprese tecniche matematiche sconosciute in Occidente. Alcuni di tali procedimenti erano stati introdotti per la prima volta dagli indiani, portatori di una cultura diversa, e talora più avanzata, rispetto a quella occidentale. Proprio per perfezionare queste conoscenze Fibonacci viaggiò molto in Egitto, Siria, Sicilia, Grecia arrivando a Costantinopoli, alternando presumibilmente il commercio con gli studi matematici. Molto dovette ai trattati di Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, di Abu Kamil Shujāʿ ibn Aslam e di altri maestri, persiani e arabi, senza però essere mero diffusore della loro opera. Ritornato in Italia, la sua notorietà giunse anche alla corte dell'imperatore Federico II. Il matematico e l'imperatore si incontreranno a Pisa, presumibilmente nell'estate del 1226[.

Gauss nacque a Braunschweig, nel ducato di Brunswick-Lüneburg (al secolo facente parte del Sacro Romano Impero, oggi situato invece nello stato federato tedesco della Bassa Sassonia), il 30 aprile del 1777, figlio unico di una famiglia di bassa estrazione sociale e culturale

Niccolò Copernico nacque a Torun, in Polonia, nella Prussia reale il 19 febbraio del 1473. Il padre, Niklas Koppernigk (Mikolaj Kopernik in polacco), era un mercante polacco di lingua tedesca,

Giovanni Keplero Nato in una famiglia di umili origini venne avviato dai genitori alla carriera ecclesiastica. Infatti il 16 ottobre 1584 entrò nel seminario di Adelberg, trasferendosi il 26 novembre 1586 nel seminario superiore a Maulbronn

Giotto nacque a Colle di Vespignano, un borgo situato nella valle del Mugello (oggi una frazione del comune fiorentino chiamato Vicchio), con ogni probabilità nel 1267, in una famiglia di piccoli possidenti terrieri (Bondone era appunto il padre) -------da notare quanto documenta il dr Paolo Piccardi

Dante degli Alighieri . Dante apparteneva agli Alighieri, una famiglia di secondaria importanza all'interno dell'élite sociale fiorentina che, negli ultimi due secoli, aveva raggiunto una certa agiatezza economica.

Giovanni Boccaccio nacque tra il giugno e il luglio del 1313 da una relazione extraconiugale del mercante Boccaccino di Chellino con una donna di umilissima famiglia di Certaldo, presso Firenze

Francesco Petrarca nacque il 20 luglio 1304 ad Arezzo da ser Petracco, notaio, ed Eletta Cangiani (o Canigiani), entrambi fiorentini

Louis Pasteur nacque nella regione del Giura francese. Suo padre, Jean Pasteur, era un conciatore, veterano delle guerre napoleoniche.

Michelangelo Buonarroti I Buonarroti di Firenze facevano parte del patriziato fiorentino !!! ??? All'epoca della nascita di Michelangelo, la famiglia attraversava però un momento di penuria economica

Charles Robert Darwin Nacque a Shrewsbury, città del Regno Unito nella contea dello Shropshire, quinto dei sei figli di Robert Darwin (1766-1848), medico generico del paese con una positiva carriera professionale, e Susannah Wedgwood (1765-1817), ereditiera di una famiglia benestante di imprenditori attivi nell'industria della ceramica

René Descartes Il suo biografo Pierre Borel, credeva invece che fosse nato nella casa che i Descartes possedevano a Châtellerault,[12] nel Poitou: entrambe le case esistono ancora e del Poitou erano originari gli avi del filosofo, che non erano però nobili.

Ludovico Antonio Muratori Nato nell'allora Ducato di Modena e Reggio da famiglia contadina in una casa a tre piani a ridosso del locale castello di Vignola, ancora visitabile e adibita a scuola di musica, sin da fanciullo dimostrò una forte passione per gli studi

Albert Einstein nacque a Ulma il 14 marzo del 1879 da una benestante famiglia ebraica, figlio di Hermann Einstein, proprietario di una piccola azienda che produceva macchinari elettrici, e di Pauline Koch.

William Harvey Figlio di Thomas e Joan Harvey, William fu il primo di nove figli, sette maschi e due femmine. Il padre era un uomo d'affari impegnato nel commercio con l'estero e, grazie all'agiatezza economica derivante da tale professione, il giovane William poté subito dedicarsi agli studi e alla sua passione per la medicina.

Galileo Galilei nacque il 15 febbraio 1564 a Pisa, primogenito dei sette figli di Vincenzo Galilei e di Giulia Ammannati. Gli Ammannati, originari del territorio di Pistoia e di Pescia, vantavano importanti origini; Vincenzo Galilei invece apparteneva a una casata più umile, per quanto i suoi antenati facessero parte della buona borghesia fiorentina

La data di battesimo di William Shakespeare a Stratford-upon-Avon risulta essere il 26 aprile 1564; la trascrizione nel registro parrocchiale riporta: Gulielmus, filius Johannes Shakespeare. È probabile che William abbia lavorato come apprendista nel negozio del padre; è stato messo in rilievo come Shakespeare abbia fatto riferimento a svariati tipi di pelle e ad altre conoscenze tipiche dei conciatori

Raffaello Sanzio nasce a Urbino «il 28 marzo o il 6 aprile dell'anno 1483, il Venerdì Santo a ore tre di notte, d'un Giovanni de' Santi, pittore non molto eccellente, ma sì bene uomo di buono ingegno et atto a indirizzare i figliuoli per quella buona via che a lui, per mala fortuna sua, non era stata mostra nella sua gioventù»

John Dalton nasce a Eaglesfield, nei pressi di Cockermouth, nel Cumberland. Fu allievo di suo padre (che faceva il tessitore) e di John Fletcher, un quacchero che gestiva una scuola privata in un villaggio vicino.

Giambattista Vico Nato a Napoli nel 1668 da una famiglia di modesta estrazione sociale – il padre, Antonio Vico, era un povero libraio,[10] mentre la madre, Candida Masulla, era figlia di un lavorante di carrozze

Robert Hooke nacque nella cittadina di Freshwater, nell'Isola di Wight, da una famiglia di medie condizioni (il padre, John, era curato della locale parrocchia).

Evangelista Torricelli nacque a Roma (ma, fino al 1987, si è ritenuto che fosse nato a Faenza) da genitori romagnoli, Gaspare Ruberti, un tessitore originario di Bertinoro (nell'odierna provincia di Forlì-Cesena), e Giacoma Torricelli, originaria di Faenza. Rimase orfano in tenera età e trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Faenza, dove fu iniziato allo studio dallo zio materno, Gian Francesco Torricelli (Don Jacopo, monaco camaldolese), parroco di S. Ippolito, che curò la sua educazione primaria

Dmitrij Ivanovic Mendeleev nacque a Tobol'sk in Siberia, l'8 febbraio 1834, da Ivan Pavlovic Mendeleev (direttore del ginnasio della città) e Maria Dimitrievna Mendeleeva (nata Kornil'eva), donna intelligente ed energica che si occupava dell'educazione dei figli di cui Dmitrij era il quattordicesimo e ultimo. Suo nonno, Pavel Maksimovic Sokolov, era stato un pope.

Alfred Nobel Lontano discendente dello scienziato e scrittore svedese del XVII secolo Olaus Rudbeck[ e membro della famiglia Nobel (eminente dinastia di industriali svedesi), nacque da Immanuel Nobel, detto "il Giovane", a sua volta inventore e ingegnere, e da Karolina Ahlsell. Il padre, dopo una bancarotta, si trasferì con moglie e figli a San Pietroburgo, in Russia, nel 1838, dove riuscì a risollevare le economie di famiglia, entrando nell'industria degli armamenti russi.

Luigi Galvani nacque il 9 settembre del 1737 a Bologna[2] da Domenico Galvani e Barbara Foschi, donna di buona famiglia bolognese. Galvani e il suo fratellastro maggiore, Francesco, trascorsero un'infanzia serena e piuttosto agiata, di cui si hanno poche notizie, in una casa della via oggi detta via Guglielmo Marconi a Bologna.

Gregor Johann Mendel aveva due sorelle, una maggiore, Veronika e una minore, Theresa[3]. I suoi genitori erano Anton Mendel e Rosine Schwirtlich, contadini di Hyncice, in Moravia, Repubblica Ceca, ai tempi chiamata Heinzendorf e facente parte dell'Impero asburgico.

Caravaggio, pseudonimo di Michelangelo Merisi I genitori si sposarono il 14 gennaio 1571 e, con la protezione e l'aiuto del marchese di Caravaggio e conte di Galliate Francesco I Sforza, che fece anche da loro testimone di nozze, si trasferirono a Milano. Alcuni storici affermano che Fermo Merisi appartenesse al gruppo dei magister, uno dei maestri-architetti addetti ai cantieri delle chiese milanesi. È dunque ipotizzabile che la famiglia vivesse presso gli alloggi delle maestranze della "Fabbrica del Duomo di Milano", delle quali faceva probabilmente parte anche Fermo Merisi. Altre ipotesi invece, avanzate dallo storico Maurizio Calvesi, sosterrebbero che Fermo Merisi fosse, in realtà, un semplice maestro di casa al soldo degli stessi marchesi della città di Caravaggio residenti a Milano, e che esercitasse «sia pure modestamente, il mestiere di architetto»

Johannes Gutenberg nacque a Magonza dal mercante Friele (Friedrich) Gensfleisch zur Laden, nato intorno al 1350, e da Else Wyrich, che Friedrich aveva sposato in seconde nozze nel 1386. Non si conosce la data certa della nascita di Johannes, ma è citato come maggiorenne in un documento del 1420.I Gensfleisch erano una delle famiglie patrizie della città, addetti alla lavorazione del metallo e del conio. Nel 1430 Johannes Gutenberg decise di trasferirsi a Strasburgo per motivi politici, e qui lavorò come apprendista orafo, occupandosi in particolare del conio delle monete.

Isaac Newton Nacque a Woolsthorpe-by-Colsterworth, nel Lincolnshire, il 25 dicembre 1642 (secondo il calendario giuliano, allora in uso in Inghilterra ), in una famiglia di allevatori. Suo padre, anch'egli di nome Isaac (1606-1642) e piccolo proprietario terriero, morì tre mesi prima della sua nascita; egli, sul proprio testamento, disegnò un uccello come suo segno distintivo al posto della firma, nonostante sapesse scrivere. Tre anni dopo sua madre, Hannah Ayscough (1623-1679), si risposò con un agiato chierico di nome Barnabas Smith

Martin Lutero (in tedesco Martin Luther;Martin Lutero nacque a Eisleben (nell'odierno Land di Sassonia-Anhalt) nella notte del 10 novembre 1483, «undici ore dopo il tramonto», cioè verso le cinque del mattino. I suoi ascendenti erano contadini: «Sono figlio di contadini», ricorda il riformatore in uno dei suoi Discorsi a tavola, aggiungendo che «ci sono stati però contadini che sono diventati re e imperatori».


Jehan Cauvin , noto in italiano come Giovanni Calvino nacque il 10 luglio 1509 a Noyon, in Piccardia, dove il padre Gérard si era trasferito dalla vicina Pont-l'Évêque nel 1481. Gérard Cauvin, già segretario di cancelleria, fu avvocato del vescovo di Noyon, poi funzionario delle imposte e ancora segretario del vescovo, col quale ebbe così gravi contrasti da essere scomunicato; morì nel 1531. La madre, Jeanne Lefranc, ebbe altri tre figli: il maggiore, Charles, che morì nel 1536 e, dopo Jean, Antoine, che visse a Ginevra con il fratello, e François, morto in tenera età. Jeanne morì nel 1515 e il vedovo Gérard si risposò, avendo altre due figlie, una delle quali, Marie, visse anch'essa a Ginevra con i fratellastri.

Andreas van Wesel, italianizzato in Andrea Vesalio (Bruxelles, 31 dicembre 1514 – Zante, 15 ottobre 1564) Nacque a Bruxelles il 31 dicembre 1514 da famiglia benestante e tradizionalmente legata alla professione medica. Suo bisnonno era stato medico di Maria di Borgogna e docente all'Università di Lovanio, suo nonno lavorò anche lui come medico per Maria di Borgogna e scrisse una serie di commentari agli Aforismi di Ippocrate e in ultimo suo padre, anch'egli di nome Andrea, fu medico e farmacista per l'imperatore Carlo V. Con queste premesse, fu abbastanza naturale che quando Vesalio divenne uno dei più conosciuti medici e anatomisti europei, gli fu offerto l'incarico di medico personale dell'imperatore presso la corte spagnola

Leon Battista Alberti (1404 - 1472)

Andrea Palladio (1508 - 1580) Andrea nacque nel 1508 a Padova, nella Repubblica di Venezia, da una famiglia di umili origini: il padre Pietro, detto "della Gondola", era mugnaio e la madre Marta, detta la Zota ("la zoppa"), una donna di casa.


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NOBILI



Filippo Brunelleschi (1377 - 1446)

Robert Boyle Nato a Lismore Castle (castello situato nel territorio di Lismore), nella contea di Waterford, Irlanda, fu il settimo figlio maschio e quattordicesimo figlio di Richard Boyle, I conte di Cork.

Amedeo Avogadro Nacque nell'agosto 1776 in una famiglia di antica nobiltà piemontese, da Anna Vercellone di Biella e da Filippo Avogadro, conte di Quaregna e di Cerreto, il quale fu Senatore del Regno di Sardegna e alto magistrato.

Alessandro Volta nacque a Como, nel Ducato di Milano, da donna Maddalena dei conti Inzaghi. Il padre, don Filippo Volta, discendeva da una famiglia di Loveno che dal 1536 viveva nella porzione meridionale del palazzo (situato nell'attuale via Volta) dove avvenne la nascita dello stesso Alessandro

Giacomo Leopardi Nacque nel 1798 a Recanati, nello Stato pontificio (oggi in provincia di Macerata, nelle Marche), da una delle più nobili famiglie del paese, primo di dieci figli

Antoine Lavoisier Nato il 26 agosto 1743 a Parigi, Antoine Laurent Lavoisier frequentò il Collège des Quatre-Nations dal 1754 al 1761, studiando chimica, botanica, astronomia e matematica

Maria Salomea Sklodowska-Curie nasce nel 1867 a Varsavia, in una Polonia all'epoca sotto la dominazione dell'Impero russo. Figlia di Wladyslaw Sklodowski (1832-1902) e di Bronislawa Boguska (1834-1878), è l'ultima di cinque figli e figlie, fra cui Bronislawa, che collaborerà con lei più tardi. La sua famiglia proviene da una classe sociale orgogliosa del suo ruolo nel proprio Paese, appartenente alla piccola nobiltà terriera degli szlachta





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CONCLUSIONI

Il nostro PRIMO STEP da risultati molto interessanti
Che in un certo qual modo sono contrastanti con la giusta considerazione che era piu' facile per un nobile accedere al sapere e all'esercizio del sapere

Noi siamo figli di alcuni secoli di una "cultura nobiliare" che ha tentato ( riuscendoci ) di imporre alcuni pregiudizi
Una cultura antitetica al lavoro :
il disprezzo delle "arti vili e meccaniche"

Ma se guardo ai risultati del mio piccolo censimento la nobilta' non sembra brillare per particolari doti di intelligenza , anzi.....
visto che dalle fila dei plebei spuntano astri di prima grandezza

Il fatto non ha molta logica
Fortunatamente l'intelligenza non puo'essere confinata in un ceto

Il fatto dipende sicuramente dalla pigrizia nell'uso corretto del cervello
L'intelligenza ha bisogno di stimoli
La pancia piena e' piu' propensa a sedersi in una sana e tranquilla digestione

Rimane vero che la stragrande maggioranza dei GENI ( genialita') proviene da chi le "arti vili e meccaniche" le praticava e praticamente risolveva problemi
E' fondamentale questa considerazione per costruire anche per il passato un rapporto corretto col lavoro umano

Perche' noi siamo figli di una cultura ( la cultura nobiliare ) che aveva e ha tramandato uno scorretto rapporto col lavoro e la fatica
Col suo disprezzo pseudo-guerriero per le arti vili e meccaniche cioe' in definitiva per la laboriosita' umana



PRIMO STEP



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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda pierluigic » giovedì 13 marzo 2025, 14:23

caro Paolo
Sia io che te abbiamo sempre cercato di far passare il messaggio della cautela
E abbiamo affermato che ancora oggi, nonostante internet , vi sono molti che ( a volte per sottili vantaggi personali ) propongono una loro genealogia improbabile quando non impossibile ( perche' contraddetta dai documenti )
In definitiva la genealogia e' materia abbastanza semplice Quando sai dove trovare i documenti, poi e' una sorta di somma algebrica
Se la somma algebrica non si chiude , sono solo elucubrazioni o inganni

La vanita' umana e anche gli interessi economici ( controbilanciati dalla ignoranza dei piu' nei confronti delle nostre materie) sono un avversario temibile
ma alla fine dovranno arrendersi di fronte ai nuovi mezzi tecnologici
E molti saranno ricordati anche come fantagenealogisti, Non e' un buon ricordo da lasciare

Sotto il secolo XII per la maggior parte dei luoghi italiani e' difficilissimo, lo sappiamo , ricostruire le genealogie . Senza il cognome perdi molti elementi indiziari


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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda Matt » giovedì 13 marzo 2025, 16:37

Scusate, mi era sfuggita questa discussione, però vorrei comunque fare un'incursione nel discorso.
Dunque pierluigic, sorvolando il fatto che secondo me hai messo un po' di "nobili" o più genericamente "aristocratici" tra i "plebei" (tipo Alighieri, Buonarroti, Darwin, Galilei, Petrarca ecc...), ovvero persone che, seppure non titolate appartenevano a uno strato della società non totalmente subalterno, che avevano accesso a risorse intellettuali e economiche diverse dal contadino medio. Tuttavia credo che il punto non sia l'esistenza dei "geni" legati alla "nobiltà", cosa scientificamente inesistente, ma lo studiare quanto, nelle varie epoche storiche, l'appartenenza ad una classe privilegiata (aristocrazia, nobiltà, mercanti, borghesi) poteva influire sulla formazione delle persone (ma su questo credo siamo d'accordo).
Poi, che ancora oggi in alcuni ambienti aristocratici ci si atteggia ad apice della società, io non ho nulla in contrario (e lo dico magari anche contro il mio interesse personale visto che il blu del mio sangue e slavato di molto rosso). Cioè, io credo che ci possa essere un valore positivo, riprendendo le idee di Claudio Rutilio Namaziano di aristocrazia come parte migliore del genere umano, grazie al quale trovare nuove soluzioni su: come preservare tutti insieme la memoria storica, proseguire la strada della virtù personale o cristiana (o ancora tra qualche anno post cristiana), trovare nuove forme di riconoscimento e identificazione, ritrovare uno spazio sociale dove presentarsi come simboli da imitare (anche in chiave anti capitalista), riportare la civiltà al bello (inteso come arti), riproporre le idee di filantropia (anche in chiave di anti evergetismo praticato da attuali miliardari) ecc...Questi sono per me valori aristocratici positivi che trascendono il tempo e i confini di ascendenza, religione, genere, politica. Potrei considerare un "pari" anche chi non ha nessun avo del gruppo "ex aristocratico" ma che crede nei valori del gruppo "aristocratico".

Chiudo lasciando i nomi di alcuni aristocratici che hanno cambiato il mondo, quasi tutti di un'aristocrazia di idee "diverse" (mi scuso se ho fatto una lista troppo italo centrica, ma chiaramente non posso conoscere tutti):
Federico II di Svevia
Federico II di Prussia
Cristoforo Colombo
Francisco Pizzarro
Hernan Cortes
Cesare Borgia
Lorenzo de Medici (poi che non mi piaccia al 100% il personaggio rimandiamo ad altra discussione [angel] )
Carlo V d'Asburgo
Pietro Giannone (famiglia non titolata ma comunque aristocratica)
Ferdinando Galiani
Gaetano Filangieri
Napoleone Bonaparte
Vladimir Il'ič Ul'janov (Lenin)
Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Vincenzo Ottorino Gentiloni
Claus Philipp Maria Schenk Graf von Stauffenberg
Luchino Visconti di Mondrone
Pier Paolo Pasolini
Enrico Berlinguer
Giorgio Almirante
Oscar Luigi Scalfaro
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda contegufo » giovedì 13 marzo 2025, 19:49

Berlinguer era nobile, senza titolo mentre Cossiga non lo era per niente se non cugino.

Scalfaro invece lo era e riporto: EU 1922: Barone, mpr. – Conc. Del 1814, confermata nel 1899. Orazio †, di Giovanni, di Raffaele. Figli: Giovanni, Salvatore, Gennaro, Emilio, Saverio, Ercole. Fratelli: Gustavo, Filippo, Raffaele.

ES 1960: Giovanni, di Orazio, di Giovanni, Barone: Salvatore, di Orazio, di Giovanni, Nobile dei Baroni; Gennaro, di Orazio, di Giovanni, Nobile dei Baroni; Emilio, di Orazio, di Giovanni, Nobile dei Baroni; Saverio, di Orazio, di Giovanni, Nobile dei Baroni; Ercole, di Orazio, di Giovanni, Nobile dei Baroni.

ES 1960: Alberto, di Guglielmo, di Giovanni, Barone; Guglielmo, di Alberto, di Guglielmo, Nobile dei Baroni; Oscar, di Guglielmo, di Alberto, Nobile dei Baroni; Concetta, di Guglielmo, di Alberto, Nobile dei Baroni; Giulio, di Alberto, di Guglielmo, Nobile dei Baroni.

Bisogna anche aggiungere che la monumentale opera del SMOM anno 1960 ovvero "Elenco storico della nobiltà italiana" che concludeva il Libro d'oro dell'epoca regnicola (Savoia) interrotto con l'avento della Repubblica Italiana, costudito all'Archivio Centrale dello Stato Roma Eur, ebbe felice compimento grazie ai buoni uffici del Barone Oscar Ligi Scalfaro .
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda contegufo » giovedì 13 marzo 2025, 19:51

Vista la mole aggiungo un dato per chiarire una diffusa domanda se Berlinguer e Cossiga fossero stati nobili.
Berlinguer lo era certamente quanto a Cossiga seguono due note.

La madre, Mariuccia Loriga, era cugina della madre di Francesco Cossiga e figlia del medico igienista Giovanni Loriga, il quale fu autore di centoventi pubblicazioni scientifiche in Italia e all'estero.

Quindi direi di no. giusto ?
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda pierluigic » giovedì 13 marzo 2025, 22:07

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Non incasinate i quesiti
con nomi sparati a casaccio, che poco c'entrano con la genialita'
non sto parlando di gente famosa, ma di gente che ha migliorato il cammino dei sapiens

A me piace la storia che ti vedi passare davanti agli occhi. Negli Anni Trenta vivevo a Tolone con i miei genitori. Mi accorsi che per le strade si vedevano sempre più automobili e nelle case sempre più telefoni e frigoriferi. Noi eravamo una famiglia della piccola borghesia, mio padre era professore d’inglese, e non avevamo né automobile né telefono né frigorifero. C’era la ghiacciaia, e sento ancora il venditore ambulante di ghiaccio urlare per strada: "La glace! La glace!". E allora mi facevano scendere per comprarlo. Ma questo non è importante. L’importante, per me, è stato capire molto presto che l’avvento del frigorifero e la scomparsa della ghiacciaia era un avvenimento storico, perché cambiava la vita quotidiana, la vita delle persone, molto più delle guerre e dei Re. Per me, la storia è sempre stata storia sociale».


Insomma
Prima bisogna stabilire se Berlinguer , Cossiga sono dei GENI immortali di cui si parlera' tra due secoli per aver donato all'umanita' un modo diverso di vivere
Poi possiamo parlare se erano nobili o meno



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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda Matt » sabato 15 marzo 2025, 10:15

contegufo ha scritto:Berlinguer era nobile, senza titolo mentre Cossiga non lo era per niente se non cugino.


Caro contegufo
Attenzione Cossiga non compare nel mio elenco.
Quanto ai Berlinguer dovrebbero essere una famiglia di cavalieri ereditari e nobili con trattamento di Don, cosa frequente nell'aristocrazia sarda.

pierluigic ha scritto:.
Non incasinate i quesiti
con nomi sparati a casaccio, che poco c'entrano con la genialita'
non sto parlando di gente famosa, ma di gente che ha migliorato il cammino dei sapiens
Prima bisogna stabilire se Berlinguer , Cossiga sono dei GENI immortali di cui si parlera' tra due secoli per aver donato all'umanita' un modo diverso di vivere


Berlinguer è stato il capo del Partito Comunista più grande dell'"Ovest". Le sue scelte portarono a un comunismo staccato da Mosca, forse più simile a quello voluto da Marx, forse no, non sono certo io a poter giudicare. L'importanza delle sue decisioni politiche si è riflessa in quasi tutto il comunismo "occidentale". Non ha donato un mondo migliore per le generazioni future, ma probabilmente ha contribuito a creare il mondo migliore che vive la generazione presente e quello ancora migliore della passata. Per me è abbastanza, poi fate voi.
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Re: i geni e la nobilta'

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 8 aprile 2025, 20:30

Cerco di tenere insieme i vari piani del discorso che si stanno intrecciando, il tema della nobiltà, quello della genialità e infine quello della genealogia, che è il nostro pane quotidiano.

Pierluigi ha posto una domanda legittima e interessante: “quanti geni furono nobili di nascita?” La risposta, come spesso accade in campo storico, è sfumata. È vero che molti geni nacquero in condizioni umili o quantomeno non aristocratiche: Leonardo, figlio illegittimo di un notaio; Galileo, figlio di un musicista; Darwin, benché proveniente da una famiglia benestante e culturalmente elevata, non apparteneva alla nobiltà tradizionale. Ma ve ne furono anche altri, meno menzionati nei manuali scolastici, che provenivano da famiglie aristocratiche o quantomeno blasonate: penso a Blaise Pascal, il cui padre era magistrato e nobile di toga, o a Pico della Mirandola, principe e filosofo. Anche il duca di Saint-Simon, pur noto più per le sue memorie che per la scienza, offrì al mondo una forma di genialità aristocratica.

Ma, e qui mi ricollego anche a quanto detto da Contegufo, la realtà non è mai netta, e anzi spesso si annida tra le pieghe. Le genealogie, per chi come noi le studia con serietà, sono strumenti preziosi, ma non sono vangeli: servono fonti, servono prove, serve spirito critico. Ed è vero: i Libri d’Oro, i registri araldici, gli stemmari, sono stati spesso oggetto di revisioni più o meno opportune (o più o meno interessate). Ma proprio per questo diventa importante studiare, confrontare, ricostruire e non semplicemente accettare ciò che si legge.

Quanto alla trasmissione dei "tratti", sia essi genetici che culturali, è chiaro che l’ambiente gioca un ruolo fondamentale. Come dicevo nel mio precedente intervento, crescere in una famiglia aristocratica significa essere esposti sin da piccoli a certe dinamiche, valori, simboli. Così come crescere in una famiglia di artisti o scienziati stimola l’attitudine alla ricerca, alla riflessione, alla bellezza. Non è determinismo, ma statistica umana.

Infine, chiudo con un pensiero: la vera nobiltà, quella più difficile da costruire, è quella d’animo. Che si abbia un albero genealogico che risale a Carlo Magno o che ci si fermi a un trisavolo contadino, ciò che conta è la verità che ciascuno sa costruire intorno a sé, con studio, onestà e rispetto per il passato.
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