Notai di nomina imperiale e notai di nomina papale

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Notai di nomina imperiale e notai di nomina papale

Messaggioda Nessuno » sabato 9 marzo 2024, 16:43

Buon pomeriggio a Tutti,

mi sono sempre chiesto dove sono conservati gli atti dei notai di nomina papale (secc. XVI, XVII e XVIII).
Solitamente, si incontrano sempre atti di notai di nomina imperiale e immatricolati presso il locale collegio notarile. Di conseguenza, tutti i notai collegiati che hanno rogato imperiali auctoritate sono oggigiorno conservati (perdite a parte) presso gli Archivi di Stato. Tuttavia, esistevano anche notai che hanno rogato apostolica auctoritate e alcuni si trovavano anche in Lombardia. Essi, oltre che essere notai, avevano anche, spesse volte, gli ordini minori e rogavano preferibilmente per le istituzioni ecclesiastiche. Tuttavia, non essendo essi notai collegiati, non sono stati conservati nei luoghi dove rogavano dal Collegio locale... orbene... che fine hanno fatto le loro imbreviature? Sono finite a Roma dopo il termine della loro carriera, in quanto notai di nomina papale? Oppure sono andate perdute perché, fuori dai territori sotto l'autorità del Pontefice, nessuno si è mai preoccupato di conservarle?

Propongo un esempio: il notaio milanese Tommaso Giacinto Brambilla, di nomina papale, è uno dei tanti notai di autorità apostolica che rogano atti per il Capitolo di Santa Maria della Scala di Milano nel Settecento (segue i canonici ovunque nei loro possedimenti nella bassa Lombardia). Ovviamente, non è annoverato tra i notai di collegio conservati presso l'Archivio di Stato di Milano... quindi, dove saranno mai finiti i suoi atti?

Grazie a tutti per l'attenzione
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Re: Notai di nomina imperiale e notai di nomina papale

Messaggioda Guido5 » mercoledì 13 marzo 2024, 17:10

Caro Ulisse,
sarà sorpreso di questa risposta a distanza di anni ma il messaggio di quel pomeriggio mi ha incuriosito. Su un Tommaso Giacinto Brambilla del XVIII secolo non trovo nulla in rete e, per quel che ne so, “notai papali” erano - e sono - i protonotari apostolici i cui atti riguardano però l’ambito ecclesiastico (rimando alle note storiche sull’”Annuario pontificio”). Non posso però escludere che atti più propriamente civili siano stati rogati da altri personaggi, come oggi possono fare i segretari comunali. È chiaro che i loro documenti - se esistono - sono nell’Archivio apostolico vaticano, in quelli delle Diocesi o delle Congregazioni interessate o di appartenenza.
Ciao a tutti!
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Re: Notai di nomina imperiale e notai di nomina papale

Messaggioda Nessuno » sabato 16 marzo 2024, 17:01

Grazie Guido5 per il cortese riscontro.

Tommaso Giacinto Brambilla è solamente un esempio... ci sono molti altri prelati milanesi che svolgono la funzione di notaio (ma di nomina apostolica, anziché imperiale) nella loro zona di origine.
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Re: Notai di nomina imperiale e notai di nomina papale

Messaggioda Guido5 » sabato 16 marzo 2024, 17:50

... in questi casi dubito che dei loro atti ci fosse una copia da archiviare a parte quella destinata all'interessaro!
Ciao a tutti"
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Re: Notai di nomina imperiale e notai di nomina papale

Messaggioda a_ntv » lunedì 8 settembre 2025, 21:13

Nessuno ha scritto:Buon pomeriggio a Tutti,

mi sono sempre chiesto dove sono conservati gli atti dei notai di nomina papale (secc. XVI, XVII e XVIII).
Solitamente, si incontrano sempre atti di notai di nomina imperiale e immatricolati presso il locale collegio notarile. Di conseguenza, tutti i notai collegiati che hanno rogato imperiali auctoritate sono oggigiorno conservati (perdite a parte) presso gli Archivi di Stato. Tuttavia, esistevano anche notai che hanno rogato apostolica auctoritate e alcuni si trovavano anche in Lombardia. Essi, oltre che essere notai, avevano anche, spesse volte, gli ordini minori e rogavano preferibilmente per le istituzioni ecclesiastiche. Tuttavia, non essendo essi notai collegiati, non sono stati conservati nei luoghi dove rogavano dal Collegio locale... orbene... che fine hanno fatto le loro imbreviature? Sono finite a Roma dopo il termine della loro carriera, in quanto notai di nomina papale? Oppure sono andate perdute perché, fuori dai territori sotto l'autorità del Pontefice, nessuno si è mai preoccupato di conservarle?

Propongo un esempio: il notaio milanese Tommaso Giacinto Brambilla, di nomina papale, è uno dei tanti notai di autorità apostolica che rogano atti per il Capitolo di Santa Maria della Scala di Milano nel Settecento (segue i canonici ovunque nei loro possedimenti nella bassa Lombardia). Ovviamente, non è annoverato tra i notai di collegio conservati presso l'Archivio di Stato di Milano... quindi, dove saranno mai finiti i suoi atti?

Grazie a tutti per l'attenzione


I notai antichi, di autorità imperiale, apostolica, veneta etc, quando morivano o finivano l'attività passavano le loro imbreviature ai figli o parenti notari, e così via per generazioni. Talvolta le imbreviature di notai cessati si vendevano ad altri notai. Infatti erano un investimento: le copie conformi degli atti passati erano una fonte di reddito.
A Milano dalla seconda metà del seicento si era cercato di istituire un archivio notarile, ma ci riuscì solo cento anni dopo Maria Teresa (siamo nel 1775 o giù di lì). Ovviamente di notai imperiali.

Con le riforme napoleoliche, nel 1806 tutti i possessori di atti notarili furono obbligati a consegnare agli archivi notarili. A Milano la Curia nel 1808 versò (controvoglia) tutti i propri atti notarili (che quindi non si trovano all'Archivio Storico Diocesano), e ne ho visti alcuni di notai solo "apostolici". Il nostro Tommaso Giacinto Brambilla non é però nella lista dei notai consegnati dalla Curia (la trovi fotocopiata nel primo volume dell'inventario N02 all'Archivio di Stato di Milano e neppure in quella nell'inventario N10). Ma la Curia oltre ai singoli notai consegnò anche una serie voluminosa (più di 200 buste) di atti posti in ordine cronologico e non di notaio (ora é il fondo separato "Atti Notarili Cancelleria Arcivescovile" dell'Archivio di Stato di Milano): potresti cercare lì.

Ma se un notaio era solo "apostolico" (a Milano) penso che lo fosse perché aveva ricevuto gli ordini sacri (i notai imperiali cessavano quando li ricevevano). E penso che potesse rogare solo atti per ecclesiastici per il suo capitolo che per tale ragione erano esenti tasse (ricordo che nel 1700 a Milano c'era già una tassa imperiale per tutti gli atti di qualsiasi valore).
Se io dovessi cercare gli atti del nostro Tommaso Giacinto Brambilla cercherei tra le carte del Capitolo di Santa Maria della Scala. Non so se ce ne siano all'archivio diocesano, ma all'Archivio di Stato in via Senato ci sono almeno una ventina di buste (Culto parte antica b. 1115 e seguenti)
a_ntv
 
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