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primogenitura

MessaggioInviato: giovedì 13 aprile 2006, 16:51
da Wapro
Egregi,

Mi sto domandando se in caso di un testamento (l'area in questione è quella della Serenissima Repubblica di Venezia e Lombardia) ove il Conte di XYZ nomina erede universale e/o la "primogenitura" il suo primo figlio, i fratelli dell'erede hanno diritto di portare lo stesso cognome del padre oppure attorno al 1550 i fratelli del primogenito dovevano cambiare cognome. Quindi non più battezare i filgi come XYZ senza Conte.

Nel caso in cui i fratelli dovessero o fosse consigliato loro o preferissero cambiare cognome, secondo voi avrebbero potuto usare solo il titolo (esempio i fratelli del Conte di XYZ primogenito e erede universale, potrebbero farsi chiamare negli atti di battesimo ad esempio semplicemente "Mario dei Conti" ) ?

Grazie per le vostre opinioni o certezze.

Cordiali saluti
Stefano

Re: primogenitura

MessaggioInviato: giovedì 13 aprile 2006, 16:56
da fra' Eusanio da Ocre
Wapro ha scritto:...(omissis)...(l'area in questione è quella della Serenissima Repubblica di Venezia e Lombardia)...(omissis)...


La Lombardia a cui ti riferisci è :wink: ovviamente la sua sola porzione orientale dominata per qualche tempo da Venezia...

Bene :D vale

Re: primogenitura

MessaggioInviato: sabato 29 aprile 2006, 13:01
da Wapro
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Wapro ha scritto:...(omissis)...(l'area in questione è quella della Serenissima Repubblica di Venezia e Lombardia)...(omissis)...


La Lombardia a cui ti riferisci è :wink: ovviamente la sua sola porzione orientale dominata per qualche tempo da Venezia...

Bene :D vale


Cari esperti,

non avendo ricevuto nessun riscontro alla mia forse stupida domanda, vi chiedo se qualcuno può aiutare un asino come il sottoscritto nel capire magari raccontando casi analoghi, che cosa potesse comportare per i secondi, terzi, quarti ect ect nati nel caso di una primogenitura decisa dal padre.

Anche una risposta superficiale, a grandi linee...dato che come magari altri che leggono queste pagine, non ne capisco niente di queste cose !!!

Ciao a tuti
Stefano

Re: primogenitura

MessaggioInviato: sabato 29 aprile 2006, 13:15
da pierfe
Wapro ha scritto:Egregi,

Mi sto domandando se in caso di un testamento (l'area in questione è quella della Serenissima Repubblica di Venezia e Lombardia) ove il Conte di XYZ nomina erede universale e/o la "primogenitura" il suo primo figlio, i fratelli dell'erede hanno diritto di portare lo stesso cognome del padre oppure attorno al 1550 i fratelli del primogenito dovevano cambiare cognome. Quindi non più battezare i filgi come XYZ senza Conte.

Nel caso in cui i fratelli dovessero o fosse consigliato loro o preferissero cambiare cognome, secondo voi avrebbero potuto usare solo il titolo (esempio i fratelli del Conte di XYZ primogenito e erede universale, potrebbero farsi chiamare negli atti di battesimo ad esempio semplicemente "Mario dei Conti" ) ?

Grazie per le vostre opinioni o certezze.

Cordiali saluti
Stefano


La sua questione è un po' contorta non basta dire l'area ma giusta localizzazione perchè l'area che indica lei aveva due differenti sovranità.
La Serenissima aveva chiare leggi nobiliari che escludono quanto dice. Se la famiglia è nota e se è una famiglia comitale non ci sono problemi si capisce dagli eventi seguenti cosa sia successo.
Quindi dica il cognome, la località e il notaio.
Pier Felice degli Uberti

Re: primogenitura

MessaggioInviato: sabato 29 aprile 2006, 14:16
da Wapro
pierfe ha scritto:Quindi dica il cognome, la località e il notaio.
Pier Felice degli Uberti


Riporto ciò che ho letto da un libro di storia riguardo Valeggio sul Mincio:

Dopo la famiglia Guarienti, segue la stirpe Maffea per un periodo di 210 anni (dal 1626 al 1836);
l’acquisizione è per eredità. Infatti, le due figlie Guarienti, Isabella e Claudia, sposano
rispettivamente due fratelli Maffei, Giovan Battista (Giò Batta) e Tullio e portano in dote tutti i
beni mobili e immobili di Valeggio.

A Tullio succede il figlio Alvise, che nel testamento stabilisce la “primogenitura” (12 marzo 1650):il patrimonio dovrà essere ereditato solo dal primo figlio.
Alvise muore improvvisamente (1650) e l’unico figlio, che si chiamerà come lui Alvise, verrà alla
luce dopo la sua morte.
Intanto, tutti i beni di Valeggio vengono amministrati per un paio d’anni dal fratello del padre
Carlo e, poi, dall’altro fratello, il conte canonico Antonio (1620-1708), arciprete della cattedrale di
Verona, il quale non ha l’obbligo di rendere conto a chicchessia del suo operato. Dovrà, però, alla
sua morte cedere al nipote Alvise, erede universale, i mobili e gli immobili; ma Alvise lo precederà
nella tomba un anno prima.
Nella polizza d’estimo del 1653, le sostanze prediali (riguardanti i terreni) ammontano a 250 campi,
tutti in Valeggio, con un reddito complessivo di oltre 462 ducati d’oro.
Nel 1693, il canonico Antonio decide di farsi costruire, a Valeggio, una “nobile dimora”, che
accosterà alla “Domus magna” e si rivolge al “murar” Vincenzo Pellesina (1637-1700).
Al decesso del canonico (1708) tutta l’eredità andrà al ramo modesto Maffei della Pigna e quindi a
quello, ugualmente modesto, di S.Fermo e Rustico, infine, al ramo più importante il marchionale di
S. Pietro Incarnaro e precisamente al marchese Alvise.
A questi succede Carlo Tullio che ha due figlie, Anna Caterina e Lodovica Maria Dorotea, madre
di Ippolito Pindemonte; non ha discendenti maschili e morirà nel 1745.


Ecco da dove ha origine la mia curiosità.

Grazie
Stefano

MessaggioInviato: sabato 29 aprile 2006, 14:51
da Messanensis
Scusi, ma che c'entra il cambio di cognome?

MessaggioInviato: sabato 29 aprile 2006, 15:07
da Wapro
Messanensis ha scritto:Scusi, ma che c'entra il cambio di cognome?


Non c'entra niente.

Saluti
Stefano