da egometta » venerdì 23 dicembre 2022, 12:38
Da una recente ricerca (Benucci c.d.s.):
La collazione critica delle – a volte contraddittorie e spesso maldicenti – notizie prosopografiche e araldiche tràdite dalla storiografia cittadina mostra che a Padova coesistevano dal tardo XV secolo due famiglie dello stesso cognome ma del tutto distinte, entrambe annoverate nel Cinquecento tra le «nobili semplicemente»: i Campolongo più noti, ancora fiorenti nel primo Settecento, provenienti da Campolongo Minore nel Vicentino (dal 1866 unito con Bevadoro a formare il comune di Campodoro, in provincia di Padova ma diocesi di Vicenza), giunti in città nel Trecento e ammessi in Consiglio nel 1432, detti in origine de Zetto, inizialmente mugnai (?) e poi mercanti di lana, giuristi, medici e filosofi, alzavano di rosso ai due leoni affrontati d’oro tenenti tra le branche anteriori uno scudetto d’argento alla croce di rosso (ma in origine una semplice croce di rosso in campo d’argento, sostenuta anche con le posteriori), di cui sopravvivono tuttora molti esemplari a Santa Maria dei Servi, al Santo, a San Francesco ecc. Assai meno noto il casato omonimo, secondo la tradizione originario dell’Alemagna, ma giunto in città verso il 1410 da Campolongo Maggiore (nel Veneziano, ma diocesi di Padova), Liettoli e Piove di Sacco e ammesso in Consiglio nel 1494, in origine noto col cognome Sechieri e qualificato da alcuni come «venditor aceti in contracta Prativallis», ma poi divenuto famiglia di notai e cancellieri ed estintosi nella seconda metà del Seicento, la cui tomba di famiglia, del 1488, si trovava a San Daniele ma scomparve col rifacimento ottocentesco di quella chiesa. L’arma di questi secondi Campolongo, assai rappresentata o descritta nelle diverse fonti, presentava una fascia accompagnata da tre stelle (2, 1), ma gli stemmari che riportano o indicano la cromia degli stemmi sono discordi quanto agli smalti: «un traverso bianco in campo azzuro, di sopra doi stelle gialle et di sotto una stella parimente gialla» secondo i più, ma d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata da 3 stelle di rosso secondo altri, e addirittura troncato d’argento alle due stelle di rosso e d’oro alla stella d’azzurro secondo l'autorevole G.B. Frizier (1615). Nelle fonti meno attente e documentate non è rara l’inversione della provenienza dei due casati: ci si attiene qui a quanto riportato, sulla base di «vere et autentiche memorie» documentali, da Giovanni de Lazara (1648).
Il citato Emilio Campolongo q. Lodovico apparteneva al primo casato ed è sepolto a S.M. dei Servi. Bibliografia: Jacopo Salomonio, Urbis Patavinæ inscriptiones sacrae et prophanae […], Jo. Baptista Caesari, Padova 1701, pp. 465-466; Giovanni Battista Rossetti, Il forastiere illuminato per le pitture, sculture, ed architetture della città di Padova, ovvero Descrizione delle cose più rare della stessa città con altre curiose notizie, Conzati, Padova 1786, p. 266; Pietro Selvatico, Guida di Padova e dei principali suoi contorni, F. Sacchetto, Padova 1869, p. 205; Giuliano Gliozzi, Campolongo (Campilongo), Emilio, in Dizionario Biografico degli Italiani, 17, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1974, pp. 569-570; Luca Siracusano, Novità per la scultura di primo Seicento a Padova: i monumenti Campolongo e Olzignano di Cesare Bovo, in La chiesa di Santa Maria dei Servi in Padova. Archeologia Storia Arte Architettura e Restauri, a cura di Girolamo Zampieri, Roma, L’«Erma» di Bretschneider, 2012, pp. 187-204; Fabio Zampieri, Emilio Campolongo, filosofo e medico patavino (1550-1604), ivi, pp. 205-221; Fabio Zampieri, Campolongo Emilio, in Clariores. Dizionario biografico dei docenti e degli studenti dell’Università di Padova, a cura di Piero del Negro, Padova University Press, Padova 2015, p. 79.