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Vive Nobilmente o Il Nobil Vivente...

MessaggioInviato: venerdì 17 marzo 2006, 15:47
da mct
Secondo voi che differenza c'è tra una persona che:

- Vive Nobilmente il magnifico....
oppure
- Il Nobil Vivente che vive del suo, magnifico...

Grazie

MessaggioInviato: venerdì 17 marzo 2006, 19:51
da RobertoC
Direi senz'altro di sì, anche se dovremmo sapere a quali coordinate storico-spaziali si debbono rapportare le espressioni.

Comunque, al di là del titolo di Magnifico, indice (sempre secondo i tempi ed i luoghi) di eccellenza e di rilevanza nella comunità ma non necessariamente di nobiltà, altro era il caso di chi viveva more nobilium, cioè con comportamenti e mezzi proprii della nobiltà riconosciuta, ma che comunque nobile non era (magari non ancora); altro era il caso del Nobile vivente, al quale la qualità di ceto era già pacificamente riconosciuta, fosse poi o meno un titolato.

Cordialità.
Roberto Celentano

Re: Vive Nobilmente o Il Nobil Vivente...

MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2006, 18:09
da Messanensis
mct ha scritto:Secondo voi che differenza c'è tra una persona che:

- Vive Nobilmente il magnifico....
oppure
- Il Nobil Vivente che vive del suo, magnifico...



Secondo me non c'è nessuna differenza...

Re: Vive Nobilmente o Il Nobil Vivente...

MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2006, 21:28
da Alessio Bruno Bedini
No .. secondo me c'è una differenza :

mct ha scritto:
- Vive Nobilmente il magnifico....

"Vive Nobilmente": anche un contadino, un artigiano o un borghese possono vivere nobilmente. Con la nobiltà d'animo o di cuore.

- Il Nobil Vivente che vive del suo, magnifico...

"Il nobil vivente" invece significa esplicitamente che appartiene alla nobiltà.


Re: Vive Nobilmente o Il Nobil Vivente...

MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2006, 21:35
da Messanensis
Alessio Bruno Bedini ha scritto:"Vive Nobilmente": anche un contadino, un artigiano o un borghese possono vivere nobilmente. Con la nobiltà d'animo o di cuore.


Certo, ma non avrebbero mai specificato la loro nobiltà d'animo o di cuore nel catasto onciario del 1747! :wink:

"Il nobil vivente" invece significa esplicitamente che appartiene alla nobiltà.


Perchè aggiungere "vivente" allora? Che motivo c'era?

MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2006, 21:37
da Alessio Bruno Bedini
mct ha scritto:Grazie per le illuminanti risposte;
nel mio caso specifico mi rifersco al catasto onciario del 1747, pertanto sicuramente il titolo onorifico di Magnifico era "dilagato" un po ovunque...


OPS! .. :roll: .. mi era sfuggito che la frase si riferiva al catasto onciario .. :lol: :lol: .. pensavo fosse un qualcosa tratto da un opera letteraria ... :wink:

.. bè allora si! .. non vi è nessuna differenza :wink:

MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2006, 13:00
da RobertoC
Consentitemi di fare alcune precisazioni.

Il titolo di Magnifico, specialmente nei secc. XV-XVI, non era affatto indice di quella che potremmo definire nobiltà conclamata.
Lo si trova usato, ad esempio, nelle piccole Terre feudali, in favore dei reggimentarii (con quel che segue).
Di più, il titolo è usato tradizionalmente dai notai di famiglia mercantile, sempre nel periodo XV-XVI sec. (cfr. A. Leone, Il ceto notarile del mezzogiorno nel basso Medioevo, Napoli, 1990).

Certamente -e fatta salva la necessità di rimodellarne l'uso secondo luogo e tempo, come scrivevo nel mio primo messaggio- era un titolo che esprimeva indubbia rilevanza nella comunità che lo esprimeva.

Nel Catasto Onciario carolino questo titolo era spesso accordato, nelle Università e Terre minori ai semplici notabili, come dimostra l'analisi dell'Onciario dello Stato di S.Severino (1755-56).
Il che non esclude che in altri ambiti fosse ritenuto di più esclusivo uso.
Certo, non lo si riconosceva a chiunque ma solo a famiglie potenti e ricche.

Quanto alle due espressioni in oggetto, nell'Onciario carolino non si equivalgono affatto.
Il c.d. Nobile vivente (in questo caso l'agg. esprime l'attualità della condizione di ceto, e l'effettiva presenza della famiglia nel novero delle primarie) apparteneva effettivamente al ceto nobiliare locale, fosse o meno titolato.
Chi Vive nobilmente era di famiglia ragguardevole ma non nobile. Magari aveva in nuce tutti gli elementi per aspirare ad un riconoscimento anche di Piazza, ma nobile ancora non era.
Ricordo che il vivere more nobilium era per l'appunto una delle condizioni con le quali si poteva reclamare la nobilà generosa, ed implicava letteralmente il vivere al modo dei nobili, cioè senza applicarsi ad arti vili o meccaniche ma vivendo di propri patrimoni, in un contesto molto simile a quello dei nobili propriamente detti.

Queste espressioni, nel catasto in esame, non furono mai usate a caso, ed indicavano sempre situazioni patrimoniali (il catasto era un censimento fiscale) e cetuali.

Cordialità.
Roberto Celentano