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Famiglia RICCIARDI - Campo di Giove e Sulmona, Abruzzi

MessaggioInviato: sabato 24 dicembre 2005, 6:56
da mradams
Cerco per informazione per quanto riguarda la famiglia nobile RICCIARDI del paese di Campo di Giove e della Citta di Sulmona nella Provincia d'Abruzzo. So che questi RICCIARDI sono nobile ma senza titolo. Credo che questa famiglia era imparentato con i RICCIARDI di Napoli, ma non ho prova.

MessaggioInviato: sabato 24 dicembre 2005, 9:55
da eugubino
Immagino che avrà già fatto una ricerca in rete o chiesto informazioni alla biblioteca di Sulmona.

MessaggioInviato: lunedì 26 dicembre 2005, 9:12
da Valerio
Per quanto ti possa essere d'aiuto,
ti posso dire che viene generalmente ritenuto che tutti i Ricciardi d'Italia, (io faccio parte di un ceppo siciliano), abbiano derivazione comune dai Riccardi di Firenze a loro volta discesi da un duce Goto di nome Riccardo che scese in Italia nel 540 d.C. La famiglia in seguito fece vari passaggi in Italia fermandosi a Napoli ed in Sicilia. (Fonti tratte dal Mugnos - Teatro Genealogico, Ansalone - de Sua Familia Opportuna Relatio, Galluppi nobiliario della città di Messina, Mango nobiliario siciliano (è questo il titolo?), Palizzolo Gravina - il Blasone in Sicilia...

p.s. Che armi usano questi Ricciardi?

Cordiali saluti

MessaggioInviato: lunedì 26 dicembre 2005, 11:56
da Guido5
Valerio ha scritto:... viene generalmente ritenuto che tutti i Ricciardi d'Italia abbiano derivazione comune dai Riccardi di Firenze a loro volta discesi da un duce Goto di nome Riccardo che scese in Italia nel 540 d.C.

Frenate! Da Riccardo e Ricciardo o Rizzardo (uguali come lontana etimologia e origine germanica, ma diversi come formazione) deriva una ventina di cognomi, compreso Carducci... Quando si tratta di "patronimici" bisogna sempre andare con i piedi di piombo. Non si deve dimenticare che la "cognomizzazione" moderna è cominciata più o meno tre secoli dopo la calata in Italia del "duce goto" (e per la sua generalizzazione sono occorsi quasi altri mille anni). Nel frattempo quanti Riccardo (o Ricciardo o Rizzardo) hanno dato origine a loro famiglie?

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: martedì 27 dicembre 2005, 9:22
da Valerio
Riferivo soltanto quanto scritto sul mugnos...

Cordiali Saluti

ricciardi

MessaggioInviato: martedì 27 dicembre 2005, 11:58
da L.de Bellis
Carissimo,
per quanto possa esserti utile e certo di farti cosa gradita, ti comunico che i Ricciardi,nobili pugliesi,ebbero nobiltà in Altamura con la seguente arma:d'oro al riccio adagiato sul rogo ardente, il tutto al naturale e sormontato da una cometa d'azzurro.

Attenzione,i predetti sono da distinguersi, come hanno già fatto altri Autori da i Riccardo, Patrizi di Barletta di origine longobarda, distintisi in un ramo Napoletano,uno di Benevento ed uno di Amalfi e Barletta.
I tre rami portarono Armi diverse.

Cordialità
Lorenzo Longo de Bellis

MessaggioInviato: martedì 27 dicembre 2005, 16:24
da fra' Eusanio da Ocre
Valerio ha scritto:Riferivo soltanto quanto scritto sul Mugnos...
Cordiali Saluti


Con tutto il rispetto per la fonte, peraltro non priva di una sua utilità, quando si va nei più bui fra i secoli bui occorre :( molta, :? molta, 8) molta e ancora :shock: molta cautela, se si vuole fare un discorso valido dal punto di vista scientifico.

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2006, 11:36
da RobertoC
Io ho già detto in atro topic che condivido i rilievi di Guido.
Posso dire ancora, che nelle mie ricerche in area campana, ho trovato questa variabilità cognomastica riferita ad uno stesso ceppo: Riccardi-Riccardo-de Ricciardi.
Ciò vale senz'altro per una linea di Riccardo Marchesi di Ripalimosani (Campobasso) (XVII sec.), che non vedo ricordati, i quali provenivano da un'importante famiglia di Campagna (Salerno), che si era distinta per l'avere annoverato molti notai.
Credo tuttavia che, sebbene si debba essere molto prudenti nell'avanzare l'ipotesi di un denominatore comune per parte di questi ceppi, qualche unità di stirpe (tra alcune linee) dovette esserci. Ad esempio, i Ricciardi foggiani, del deputato citato, menavano vanto di provenire da Pistoia, e qui e lì avevano anche eretto qualche marmo, a Foggia, in cui ribadivano questa storia. Tuttavia, più approfondite analisi hanno in seguito rilevato che la pianta provenisse dallo Stato di S. Severino nel salernitano.
Credo d'essermi imbattuto, in passato, in una notizia che pretendeva alcuni Ricciardi abruzzesi provenienti dalla Campania, ma non riesco a ricordare con precisione.
Cordialità.
Roberto Celentano

MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2006, 14:04
da Grimaldi
Cari signori
anche se sono davvero dispiaciuto di eventuali messaggi privati sgarbati (non è nello stile degli amici del forum) sottolineo il giusto intervento del signor Guido, di frate Eusanio e degli altri.
Come già detto bisogna sempre diffidare da studiosi antichi che amavano iniziare le dissertazioni genealogiche su casate nobili affondandone le radici nel mito.
Il Mugnos è uno di questi per quanto riguarda le epoche antiche delle casate. Da leggere un interessantissimo articolo che lo riguardava su uno degli ultimi numeri della rivista “Nobiltà”.

Sintetizzando mi sentirei di dire che:
1) La maggioranza delle famiglie, con i documenti rintracciabili (archivi comunali, parrocchiali, atti notarili etc.) può arrivare in genere a rintracciare la propria genealogia fino all’epoca dei secc. XVI-XVII circa;
2) La grande maggioranza delle famiglie che potremmo dire storiche (ad esempio quelle che godettero lo status nobile) più o meno arrivano alla stessa epoca (non molte erano le casate che arrivavano al medioevo);
3) Le famiglie nobili di antica nobiltà (ovvero che arrivano al medioevo) in genere possono risalire al basso medioevo (soprattutto dai sec. XIII-XIV);
4) Poche famiglie nobili molto antiche arrivano ad avere una genealogia documentata che risale ai secolo intorno all’anno mille;
5) Rarissime sono quelle che arrivano più indietro dei secolo IX (ricordo i Capetingi, attuali Borboni ad es. che risalgono al secolo VIII);
6) Nessuna famiglia ha una genealogia che risalga, con documenti accettabili e validi, ad epoche precedenti (inizio del medioevo o addirittura epoca “romana”).


Cordiali saluti

G.

MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2006, 18:10
da eugubino
Convenendo con quanto scritto dal sig. Grimaldi, sono convinto anch'io che per "documento" non debba intendersi solo quello cartaceo.

Ogni conclusione va motivata: la dichiarazione delle fonti, il loro esame, la loro scelta, la loro collocazione, il modus operandi, sono basilari e obbligatori per "appoggiare" qualsiasi ricerca.

MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2006, 20:30
da Grimaldi
Cari signori
per "documento" ovviamente non intendo solo e sempre quello cartaceo maallo stesso modo non possiamo prendere per "prova" una lapide privata, una lettera autografa etc etc.

Allo stesso modo non sono prove quelle di fantasiosi genealogisti che reputavano che una famiglia disceva da un casato dell'antica Roma perchè possiede un nome latino (cito i Ruffo) o da un casato di origine barbara (ricordo l'ipotesi di ascendenza gotica per "stemma" con leone, come per i Caracciolo...).
Ne parlammo altrove ed altrove in questo forum distinguemmo i documenti ufficiali (e quindi controllati, nel bene o nel male) da quelli "privati". Che non possono ritenersi allo stesso grado valevoli.

Laddove esiste poi la mancanza anche di una sola generazione documentata il filo genealogico documentato si spezza e possiamo restare solo nel campo dell'ipotesi.
Che è stimolante ma che diviene pericoloso se ci lasciamo suggestionare.

Cordiali saluti

G.

MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2006, 21:24
da Alessio Bruno Bedini
Sento il bisogno di intervenire per sottolineare, come già feci in passato, come non abbia senso discernere tra documenti ufficiali o meno. Tutti sappiamo quanto possano essere errati, spesso e volentieri i cosiddetti documenti ufficiali. Per non parlare poi delle falsificazioni redatte con il bene placito di chi doveva nei secoli passati controllare.

Marc Bloch ne "L'apologia della storia" ha scritto: "La varietà delle testimonianze storiche è pressochè infinita. Tutto ciò che l'uomo dice o scrive, tutto ciò che costruisce, tutto ciò che sfiora, può e deve fornire informazioni su di lui. E' curioso constatare quanto le persone estranee a nostro lavoro misurino solo in parte l'ampiezza di queste possibilità. Il fatto è che continuano a rimanere legate a un idea superata della nostra scienza: quella del tempo in cui nessuno sapeva leggere altro che le testimonianze volontarie."

MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2006, 21:27
da Alessio Bruno Bedini
.. e se permettete, a questo punto, ritengo che per lo storico siano migliori le testimonianze involontarie che quelle volontarie ..

MessaggioInviato: giovedì 2 febbraio 2006, 11:52
da eugubino
Grimaldi ha scritto:Cari signori
per "documento" ovviamente non intendo solo e sempre quello cartaceo maallo stesso modo non possiamo prendere per "prova" una lapide privata, una lettera autografa etc etc.

Allo stesso modo non sono prove quelle di fantasiosi genealogisti che reputavano che una famiglia disceva da un casato dell'antica Roma perchè possiede un nome latino (cito i Ruffo) o da un casato di origine barbara (ricordo l'ipotesi di ascendenza gotica per "stemma" con leone, come per i Caracciolo...).
Ne parlammo altrove ed altrove in questo forum distinguemmo i documenti ufficiali (e quindi controllati, nel bene o nel male) da quelli "privati". Che non possono ritenersi allo stesso grado valevoli.

Laddove esiste poi la mancanza anche di una sola generazione documentata il filo genealogico documentato si spezza e possiamo restare solo nel campo dell'ipotesi.
Che è stimolante ma che diviene pericoloso se ci lasciamo suggestionare.

Cordiali saluti

G.



Mi sta bene, concordo.

Le ipotesi, quando si fanno, vanno sostenute con qualcosa, vanno appoggiate a ragionamenti e deduzioni valide.
L'ipotesi non è una prova, ma se ci sono le condizioni va fatta.
L'importante è dichiararla come tale.

MessaggioInviato: giovedì 2 febbraio 2006, 13:15
da Grimaldi
Cari signori
permettetemi di aggiungere anche il mio personale parere alla questione.
Sono della stessa opinione del collega sign. Shamà.
Il prestigio di questo forum è indissolubilmente legato ad una certa serietà.
Un forum scientifico non può accettare affermazioni non documentate e far finta di crederci per evitare la polemica.
Oppure finiremo per riempirci di principi, imperatori e titolati.

Non so se molti di noi hanno mai frequentato ambienti culturali e di studiosi, come ad esempio storici, ma in tali circoli nessuno può pretendere di affermare una cosa se non può documentarla e dimostrarla.

Questa è la visione e l'approccio scientifico di una scienza seria come è la genealogia.

E siccome questo forum è prestigioso ed è il circolo di una istituzione seria e preparata come l'IAGI bisogna adeguarsi.


Cordiali saluti.


G.