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Sigillo e firma della "Pimpaccia"

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 12:13
da eugubino
Sigillo, firma e ritratto di Olimpia Panfili detta la Pimpaccia.

Il sigillo (apposto su una lettera datata 1654) non è un gan che. In esso sono presenti gli stemmi dei Panfili e dei Maidalchini.

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MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 16:16
da fra' Eusanio da Ocre
...sorvolando su :evil: mille altri discorsi che si potrebbero affrontare, restiamo sullo stemma della famiglia di Olimpia Maidalchini, del quale questo sigillo dà una delle scarne testimonianze disponibili...

...che ne dici di iniziare (come di consueto) dal blasone, caro Fabrizio? :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 17:00
da eugubino
partito; nel primo alla colomba con ramoscello di ulivo nel becco, al capo angioino; nel secondo alla parete murata, merlata alla ghibellina, accompagnata in capo da tre stelle a sei punte disposte 1, 2.


- quello dei Panfili era un capo angioino?
- parete murata o muro?
- murata come? occore specificarlo
- i merli sono tre, disogna specificarlo?



ricordo anche il seguente topic:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=1853

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 17:37
da Franz Joseph von Trotta
Curiosità extra araldica (ma non off topic): perché "Pimpaccia"?
FJVT

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 17:42
da fra' Eusanio da Ocre
Franz Joseph von Trotta ha scritto:Curiosità extra araldica (ma non off topic): perché "Pimpaccia"?
FJVT


Tale fu il soprannome che il popolino romano diede alla nobildonna, visti i suoi legami e (soprattutto) intrallazzi con la Curia pontificia dell'epoca...

...e fu solo :roll: uno dei frizzi coi quali convisse per anni...

...frizzi e lazzi cui ella, olimpica 8) di nome e di fatto, replicava serafica: "A cavallo biastimato, luce il pelo...!"... :shock:

Ella era di fatto la "signora di Roma", poichè comandava sul cognato (il Pontefice Innocenzo X, al secolo Giovan Battista Pamphili).

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 17:57
da eugubino
... il quale ponteficie, con nipoti, parenti e affini, aveva qualche legamuccio con Gubbio....


Una delle tante:

Appariva in quelle notti sui tetti di piazza Navona, secondo la credenza popolare, il fantasma di Olimpia Maidalchini Pomphjli, la cognata di Innocenzo X. Un'avida arrampicatrice sociale, che prosciugò gli averi del pontefice e lo lasciò morire solo e povero. Il popolo la chiamava "la Pimpaccia" e Pasquino così la bollò: "Chi disse donna disse danno. / Chi disse femmina disse malanno. / Chi disse Olimpia Maidalchina / disse femmina, danno, donna e rovina".

e si potrebbe continuare all'infinito

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 18:24
da fra' Eusanio da Ocre
Pare che, subito dopo la scomparsa, il corpo Innocenzo X rimase per breve tempo abbandonato su un tavolaccio in Vaticano fin quando, mossi a pietà, alcuni lavoranti pagarono di tasca propria un'iniziale e modesta sistemazione delle sue spoglie.

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 16 dicembre 2005, 18:28
da fra' Eusanio da Ocre
eugubino ha scritto:partito; nel primo alla colomba con ramoscello di ulivo nel becco, al capo angioino; nel secondo alla parete murata, merlata alla ghibellina, accompagnata in capo da tre stelle a sei punte disposte 1, 2.

Del blasone riparleremo :wink: dopo.

- quello dei Panfili era un capo angioino?

No, anche se forse ne derivò.

- parete murata o muro?

Muraglia.

- murata come? occore specificarlo

Sì, dando lo smalto di cui sono costituiti gli interstizi fra i conci.

- i merli sono tre, disogna specificarlo?

No, è il numero normale per ogni genere di manufatto edile che li preveda.

ricordo anche il seguente topic:
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=1853


Bravo, giusto!

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 17 dicembre 2005, 15:57
da eugubino
Nella sezione di archivio di stato di Gubbio ci sono diversi scritti sulla famiglia Maidlachini e sul suo stemma, con tanti schizzi.
Purtroppo questo materiale non è molto ben organizzato, ma questo per colpa dell'autore degli scritti che nel Seicento, come era in uso allora (e forse anche oggi) cercava di ingraziarzi il "sovrano" e parenti (tra l'altro la famiglia di Innocenzo X era originaria di Gubbio) con qualche bella ricerca storica fatta ad hoc.

MessaggioInviato: sabato 17 dicembre 2005, 16:56
da MMT
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Franz Joseph von Trotta ha scritto:Curiosità extra araldica (ma non off topic): perché "Pimpaccia"?
FJVT


Tale fu il soprannome che il popolino romano diede alla nobildonna, visti i suoi legami e (soprattutto) intrallazzi con la Curia pontificia dell'epoca...

...e fu solo :roll: uno dei frizzi coi quali convisse per anni...

...frizzi e lazzi cui ella, olimpica 8) di nome e di fatto, replicava serafica: "A cavallo biastimato, luce il pelo...!"... :shock:

Ella era di fatto la "signora di Roma", poichè comandava sul cognato (il Pontefice Innocenzo X, al secolo Giovan Battista Pamphili).

Bene :D vale


Era anche soprannominata la "Papessa" nel senso che a Roma e sul Papa comandava lei. E a proposito ecco un loquace sonetto del celebre Pasquino:

Per chi vuol qualche grazia dal sovrano
aspra e lunga è la via del Vaticano;
ma se è persona accorta,
corre da Donna Olimpia a mani piene
e ciò che vuole ottiene.
E' la strada più larga e più corta.

E alla morte di Innocenzo X, Roma finalmente libera dalle grinfie della Pimpaccia gioì con queste parole di Pasquino:

Finita è la foia
di questa poltrona
di piazza Navona:
chiamatele il boia.
Finita è la foia.
...è morto il pastore,
la vacca ci resta:
facciamole la festa,
cavatele il core.
E' morto il pastore.

Decisamente a quei tempi non c'andavano leggeri! :roll:


Saluti,
Michele T.d.S.

MessaggioInviato: lunedì 19 dicembre 2005, 16:45
da fra' Eusanio da Ocre
Beh, ma anche oggi non è che :roll: certa stampa abbia la mano leggera, anzi... :(

...una volta Pasquino affiggeva i suoi strali sulla pubblica piazza, e la diffusione (se pur capillare) non aveva mai :4: la velocità e l'ampiezza di oggi!

Ed in fatto di nepotismi et similia, poi, la situazione odierna non ha certo 8) nulla da invidiare ai tempi di donna Olimpia...

...anzi! :twisted:

Bene :?: vale

MessaggioInviato: lunedì 19 dicembre 2005, 17:57
da MMT
A conclusione delle tue riflessioni, venerabile amico, ci sta bene il motto: Tutto cambia, nulla cambia! :wink:

Michele.

MessaggioInviato: lunedì 19 dicembre 2005, 18:42
da fra' Eusanio da Ocre
Soprattutto nell'animo umano, mio giovane ma già saggio amico :wink: et bone discipule.

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 20 dicembre 2005, 15:56
da eugubino
Beh, a questo punto non resta che riportare la lettera che la sig.ra Olimpia scrisse al gonfaloniere e ai consoli eugubini il 14 gennaio 1645.

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