Ricevo e trasmetto.
R.C.
Si può stabilire da dove provengono i cognomi in base alle ultime sillabe?
Secondo Enzo Caffarelli, direttore della Rivista Italiana di Onomastica, (“Focus” Luglio 2004, pag. 138), la gran parte delle terminazioni (un centinaio quelle più frequenti) non sono tipiche di una sola zona, anche perché possono avere diversa origine.
In genere, i cognomi espressi al singolare, con -o oppure -e finali sono meridionali, ma anche piemontesi/liguri e talvolta veneti. Quelli pluraIizzati con -i sono dell'Italia centrale, lombardi, trentini ed emiliani. Così i Bianco, Leone o Russo s'oppongono, anche per distribuzione territoriale, a Bianchi, Leoni o Rossi. Tra i suffissi più localizzabili, sono siciliani e calabresi quelli d'origine greca o araba, in -à, -aci, -anò, -òti: Invece -acci,
-arèlli e -arini sono tipici del Centro Italia; -audo è siciliano e piemontese: -az e -oz sono valdostani (la -z non si pronuncia e l'accento non cade sull'ultima vocale); -au, -edda, -eddu sono sardi, come -éri, mentre -èri con "e” aperta è siciliano, ed -èrio è piemontese e ligure. Ancora tipicissimi sono, nel Nord-ovest, -enghi, -aghi e -aschi, in Friuli –ut -utti, in Toscana -ugi, in Lombardia -oldi, in Campania (e in Basilicata) -iéllo e -uolo.
Tra le risorse consultabili sui cognomi, consigliamo “l’Italia dei Cognomi”, da dove si può vedere dove e quanto la propria famiglia sia diffusa in Italia e negli Usa. È curioso vedere in che zone il proprio “casato” è più diffuso, se ne ricava una mappa, che spesso permette di individuare il proprio luogo d’origine. L’indirizzo è http://gens.labo.net/it/cognomi
