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Un decreto di Carlo V

MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2005, 10:52
da FP
Cari Amici,
Venerdì sono stato a far visita ad un mio ottuagenario zio ai Parioli, a Roma, col quale ho parlato molto di certe famiglie nostre ascendenti. Discutendo, è emerso un fatto di cui ho già sentito parlare. Lo zio disse che nel Cinquecento Carlo V emanò un decreto secondo il quale, ogni notaio ricadente nei suoi dominii, diventava barone. Che cosa potete dirmi al riguardo? Come posso saperne di più?

Ciao e grazie, come sempre

MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2005, 16:39
da fra' Eusanio da Ocre
...se è per questo, Carlo V rimase famoso per l'episodio in cui, affacciandosi su una piazza ricolma di gente che l'acclamava, esclamando "Todos caballeros!" li avrebbe indistintamente (uomini, donne, bambini, vecchi e :oops: frati...) creati tutti quanti cavalieri... :roll:

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2005, 17:09
da RobertoC
A me non risulta nulla del genere, ma non posso escluderlo in assoluto.
Il principio di cui parli, Francesco, mi sembra lo stesso in base al quale sia per le consuetudini giuridiche borboniche che per la successiva legislazione napoleonica i giuristi (e tra questi i notai, che a dire la verità tra il basso medio evo ed il rinascimento non è che avessero una estrema considerazione) godevano di una nobiltà generica (forse qualificata 'generosa'? Non ricordo più).
Il punto è che le tue coordinate spazio-temporali sono relative al Lazio papalino, se non vado errato, e questa è una circostanza che non andrebbe sottovalutata, perché dubito che Carlo V, che era senz'altro re di Napoli e di Sicilia lo fosse anche dello Stato Vaticano. Mi sembra, cioè, che una sua eventuale Prammatica (che a dire il vero ho anche tentato di rintracciare nella raccolta del Giustiniani) non sarebbe penetrata nell'ordinamento che a te interessa.
Che dicono gli altri?
Saluti.
Roberto Celentano

P.S. Buon frate: attendo una risposta al mio estenuante topic!

MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2005, 17:48
da fra' Eusanio da Ocre
RobertoC ha scritto:...(omissis)...Mi sembra, cioè, che una sua eventuale Prammatica (che a dire il vero ho anche tentato di rintracciare nella raccolta del Giustiniani) non sarebbe penetrata nell'ordinamento che a te interessa. Che dicono gli altri?

...che hai più che ragione, nel dire che Carlo V sarà stato anche :wink: "di manica larga" nel suo fare, ma certo si guardava bene dall'uscire dal suo orticello!

Saluti.
Roberto Celentano

P.S. Buon frate: attendo una risposta al mio estenuante topic!


Hai :lol: un'altrettanto estenuante risposta già pronta da leggere!

Bene :D vale

MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2005, 18:25
da Davide Shamà
non mi risulta un decreto simile. Però è vero che, ad esempio in Italia settentrionale, i componenti dei collegi notarili erano nobili e che appartenere ad essi significava essere membri del patriziato.

MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2005, 20:05
da FP
Vi ringrazio per la fedele e puntuale risposta. :wink:
Per quanto riguarda le coordinate spazio-temporali, tu Roberto hai ragione nell'affermare che mi riferisco al Lazio pontificio, anche se quella relativa al noto imperatore non era che una curiosità di carattere generale...Non scordiamo (per evadere un po' dal clima circostanziale..) che suoi regni di Carlo V "non tramontava mai il sole" :lol: Anche se non credo proprio che la giurisdizione di Carlo arrivasse a lambire le "petrine" terre! :shock:

Ciao e grazie ancora! :wink: