da RobertoC » lunedì 12 settembre 2005, 17:09
A me non risulta nulla del genere, ma non posso escluderlo in assoluto.
Il principio di cui parli, Francesco, mi sembra lo stesso in base al quale sia per le consuetudini giuridiche borboniche che per la successiva legislazione napoleonica i giuristi (e tra questi i notai, che a dire la verità tra il basso medio evo ed il rinascimento non è che avessero una estrema considerazione) godevano di una nobiltà generica (forse qualificata 'generosa'? Non ricordo più).
Il punto è che le tue coordinate spazio-temporali sono relative al Lazio papalino, se non vado errato, e questa è una circostanza che non andrebbe sottovalutata, perché dubito che Carlo V, che era senz'altro re di Napoli e di Sicilia lo fosse anche dello Stato Vaticano. Mi sembra, cioè, che una sua eventuale Prammatica (che a dire il vero ho anche tentato di rintracciare nella raccolta del Giustiniani) non sarebbe penetrata nell'ordinamento che a te interessa.
Che dicono gli altri?
Saluti.
Roberto Celentano
P.S. Buon frate: attendo una risposta al mio estenuante topic!