Un'esperienza forse atipica e alcune domande
Gentili signori,
sono molto lieto d'essere stato ammesso al vostro forum, di cui per qualche tempo ho vagliato i materiali, che mi hanno stupefatto per la competenza e disponibilità tanto dei moderatori quanto degli altri interlocutori.
Mi chiamo Roberto Celentano, ho 38 anni e, benché la sorte m'abbia dato i natali nella Capitale, sono di antica famiglia foggiana, presente nella c.d. concapitale del Regno sin dal 1676.
Spero che non vi dispiaccia di leggere qualcosa della mia esperienza di ricercatore per amore (di questioni familiari), che rimonta al 1987, poiché a me sembra una gran cosa il potermi confrontare con specialisti e appassionati.
Non sono un ricercatore professionista. Non ne ho né i titoli e tantomeno le competenze. Ho associato da sempre, tuttavia, al mio percorso di studi giuridici, l'amore per la storia e per quella medievale in particolare.
Credo d'avere avuto, quantomeno all'inizio, un piccolo vantaggio rispetto ad altri che intraprendevano il mio stesso cammino: la mia famiglia ha conservato un notevole archivio privato, che ho avuto la fortuna di poter frequentare. Inoltre alcuni esponenti della stessa, tra i secc. XVIII e XIX, hanno legato alle istituzioni foggiane (la biblioteca provinciale e quella museale) altri fondi che negli anni ho analizzato con attenzione.
Per questo motivo, il mio è stato forse una sorta di percorso inverso rispetto a quello praticato da altri ricercatori, poiché per me, quantomeno all'inizio, non interessava tanto la ricostruzione genealogica tout court, un cui disegno comunque avevo, quanto la definizione dei contorni storici di taluni personaggi.
In questo percorso inverso, quindi, mi sono nutrito per anni di letteratura sull'argomento, d'interesse strettamente familiare (agiografie, dedicatorie, documenti di prima mano), locale (opere su Foggia, Bari e Giovinazzo) e generale (sul Regno di Napoli e poi delle due Sicilie), che riuscivo quasi "comodamente" a consultare presso la biblioteca nazionale di Roma.
Questa attività peraltro mi sembrava l'unica possibile in tempi in cui la distanza dalla sede privilegiata delle fonti (Foggia) non era facilmente colmabile.
Solo negli ultimi 7-8 anni, quando i mezzi me lo hanno consentito, ho cominciato a visitare l'Archivio Storico Diocesano di Foggia (aperto solo il martedì per 2 ore!), l'Archivio di Stato di Foggia, ricco di materiali sulla Dogana, che per non brevi periodi fu il primo cespite economico del Regno, quello del Comune, che ha un archivio storico (il "solito", dal 1809) inaccessibile, e l'archivio notarile. Ed eccomi peraltro visitare il ricchissimo (ed altrettanto disordinato) Archivio di Stato di Napoli, in cui ho preso dimestichezza con i fondi della Regia Camera della Sommaria (processi, dipendenze, e soprattutto arrendamenti, percettorie, collegi dei dottori, ed ancora gli archivi privati Volpicella e Serra di Gerace etc.).
Gli anni di difficile ma costante ed amorevole impegno mi hanno lasciato numerosi faldoni di documenti, ed il desiderio di saperne ancora di più.
Sì, oggi sono qui con tante domande, probabilmente più numerose di quante ne avessi in mente 18 anni fa.
Non voglio tuttavia appesantire questa mia presentazione con richieste particolari, che non sarebbero neppure giustificate dal mio "noviziato" nel forum, ma non mi dispiacerebbe conoscere la vostra esperienza quanto ai motivi che vi hanno guidato nelle vostre ricerche personali.
A monte c'è, chiaramente, una sete di conoscenza, ma di cosa esattamente? Solo di titoli? Solo di aurei trascorsi (qualche volta opportunamente avvolti nelle nebbie del tempo)? Di nudi e soli nomi? O del fatto storico, della vita vissuta e, per quanto possibile, persino quotidiana?
Tra i miei materiali è un corposo quaderno in cui ho raccolto e descritto, negli ultimi anni, tutte le notizie pervenute da fonti orali pertinenti alle mie famiglie, e vi si trovano non solo circostanze genealogico-familiari quanto piuttosto racconti di vita, frammenti di ricordi di storia comune, finanche leggende metropolitane.
Ecco, io mi chiedo e vi chiedo, in conclusione, se il fatto puramente genealogico (il filo genealogico) sia più o meno importante del contesto e del disegno storico, e se sia più o meno interessante un nome di un fatto.
Ringraziandovi per l'attenzione vi saluto tutti cordialmente.
RobertoC
sono molto lieto d'essere stato ammesso al vostro forum, di cui per qualche tempo ho vagliato i materiali, che mi hanno stupefatto per la competenza e disponibilità tanto dei moderatori quanto degli altri interlocutori.
Mi chiamo Roberto Celentano, ho 38 anni e, benché la sorte m'abbia dato i natali nella Capitale, sono di antica famiglia foggiana, presente nella c.d. concapitale del Regno sin dal 1676.
Spero che non vi dispiaccia di leggere qualcosa della mia esperienza di ricercatore per amore (di questioni familiari), che rimonta al 1987, poiché a me sembra una gran cosa il potermi confrontare con specialisti e appassionati.
Non sono un ricercatore professionista. Non ne ho né i titoli e tantomeno le competenze. Ho associato da sempre, tuttavia, al mio percorso di studi giuridici, l'amore per la storia e per quella medievale in particolare.
Credo d'avere avuto, quantomeno all'inizio, un piccolo vantaggio rispetto ad altri che intraprendevano il mio stesso cammino: la mia famiglia ha conservato un notevole archivio privato, che ho avuto la fortuna di poter frequentare. Inoltre alcuni esponenti della stessa, tra i secc. XVIII e XIX, hanno legato alle istituzioni foggiane (la biblioteca provinciale e quella museale) altri fondi che negli anni ho analizzato con attenzione.
Per questo motivo, il mio è stato forse una sorta di percorso inverso rispetto a quello praticato da altri ricercatori, poiché per me, quantomeno all'inizio, non interessava tanto la ricostruzione genealogica tout court, un cui disegno comunque avevo, quanto la definizione dei contorni storici di taluni personaggi.
In questo percorso inverso, quindi, mi sono nutrito per anni di letteratura sull'argomento, d'interesse strettamente familiare (agiografie, dedicatorie, documenti di prima mano), locale (opere su Foggia, Bari e Giovinazzo) e generale (sul Regno di Napoli e poi delle due Sicilie), che riuscivo quasi "comodamente" a consultare presso la biblioteca nazionale di Roma.
Questa attività peraltro mi sembrava l'unica possibile in tempi in cui la distanza dalla sede privilegiata delle fonti (Foggia) non era facilmente colmabile.
Solo negli ultimi 7-8 anni, quando i mezzi me lo hanno consentito, ho cominciato a visitare l'Archivio Storico Diocesano di Foggia (aperto solo il martedì per 2 ore!), l'Archivio di Stato di Foggia, ricco di materiali sulla Dogana, che per non brevi periodi fu il primo cespite economico del Regno, quello del Comune, che ha un archivio storico (il "solito", dal 1809) inaccessibile, e l'archivio notarile. Ed eccomi peraltro visitare il ricchissimo (ed altrettanto disordinato) Archivio di Stato di Napoli, in cui ho preso dimestichezza con i fondi della Regia Camera della Sommaria (processi, dipendenze, e soprattutto arrendamenti, percettorie, collegi dei dottori, ed ancora gli archivi privati Volpicella e Serra di Gerace etc.).
Gli anni di difficile ma costante ed amorevole impegno mi hanno lasciato numerosi faldoni di documenti, ed il desiderio di saperne ancora di più.
Sì, oggi sono qui con tante domande, probabilmente più numerose di quante ne avessi in mente 18 anni fa.
Non voglio tuttavia appesantire questa mia presentazione con richieste particolari, che non sarebbero neppure giustificate dal mio "noviziato" nel forum, ma non mi dispiacerebbe conoscere la vostra esperienza quanto ai motivi che vi hanno guidato nelle vostre ricerche personali.
A monte c'è, chiaramente, una sete di conoscenza, ma di cosa esattamente? Solo di titoli? Solo di aurei trascorsi (qualche volta opportunamente avvolti nelle nebbie del tempo)? Di nudi e soli nomi? O del fatto storico, della vita vissuta e, per quanto possibile, persino quotidiana?
Tra i miei materiali è un corposo quaderno in cui ho raccolto e descritto, negli ultimi anni, tutte le notizie pervenute da fonti orali pertinenti alle mie famiglie, e vi si trovano non solo circostanze genealogico-familiari quanto piuttosto racconti di vita, frammenti di ricordi di storia comune, finanche leggende metropolitane.
Ecco, io mi chiedo e vi chiedo, in conclusione, se il fatto puramente genealogico (il filo genealogico) sia più o meno importante del contesto e del disegno storico, e se sia più o meno interessante un nome di un fatto.
Ringraziandovi per l'attenzione vi saluto tutti cordialmente.
RobertoC