Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Una famiglia di origine slava, passata prima a Ragusa (alias Dubrovnich), poi ad Ancona e a Roma. Sono nobili di Ancona, nobili del Sacro Romano Impero, conti (da Libro d'oro della nobiltà italiana, vol. XIII, pag. 202).
Altre notizie, e cenni sullo stemma, pare siano sempre ivi, vol. XIX, pag. 268.
Il Crollalanza, nel vol. III del suo Dizionario, pag. 185, la definisce antica famiglia patrizia anconetana, e precisa che la nobiltà imperiale le venne da Francesco I (che il 4.7.1753 la concedette nelle persone dei fratelli Francesco e Maria), fornendo anche due varianti del loro stemma:
a) troncato: nel 1° d'azzurro, alla stella di otto raggi accompagnata da un crescente, il tutto d'oro; nel 2° d'argento, al delfino al naturale;
b) d'azzurro, al delfino al naturale, natante su di un mare dello stesso, accompagnato in capo da una stella di otto raggi nel cantone destro del capo, e da un crescente in quello sinistro, il tutto d'oro.
Benevale
si arriva in cielo

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Dal libro dello Squarti Perla "titoli e nobiltà nelle marche":
BOSDARI (de): originaria di Ragusa, Ramo di Girolamo, di Annibale, di Girolamo, di Francesco. Patrizia di Ancona per riconoscimento del 1895 come risultante dall'elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione marchegiana estratto dal bollettino ufficiale della Consulta Araldica n. 20 vol. 6 edito a Roma tip. Civelli 1908. Conte per successione degli AGUCCHI LEGNANI con concessione del 4.7.1753 e provvedimento di rinnovazione, con trasmissiblità ai figli, del 10.3.1895, per matrimonio di ELEONORA AGUCCHI LEGNANI con il nobile Girolamo de Bosdari. Nobile del SRI con riconoscimento del 1895. MD2, nelle persone di Francesco Saverio e di Girolamo, rispettivamente nel 1931 e nel 1933. Girolamo è consultore della deputzione araldica 29.06. 1823. Sempre Girolamo gonfloniere esercente ucciso a pugnalate il 23.5.1832 da rivoltosi antipapalini. (§) X
Von Ghetaldi-Gondola ha scritto:storia istituzionale/amministrativa, nota biografica:
"La tradizione che questa famiglia sia originaria dell'Albania si basa sul fatto, asserito da un biografo di
Giorgio Scandeberg, che nel 1450 un Bosdari partecipò alla difesa di Croia contro i turchi. Dai documenti è
comprovato che Michele Bosdari, mercante, al principio del sec. XVII, dalla Serbia, ove la famiglia era nota
sin dal 1514, si trasferì a Ragusa, e che suo figlio Biagio, il 5 novembre 1666 fu ammesso al maggior
Consiglio di quella repubblica, e per conseguenza al patriziato della medesima. Francesco, altro figlio di
Michele, portò invece nel 1667 la sua dimora ad Ancona, e ivi sposò una Bompiani, nobile di quella città,
fondando in tal guisa il ramo anconetano, che tuttora fiorisce e dal quale si staccò poi il ramo bolognese.
Girolamo di Francesco il 15 luglio 1726 fu aggregato al ceto patrizio di Ancona, e suo figlio Francesco,
quantunque stabilito definitivamente fuori di Ragusa, venne nel 1739 iscritto nel Libro d'oro della repubblica
ragusina con diritto di rivestirvi anche la carica di doge. Infine un diploma imperiale del 4 luglio 1753 creò i
Bosdari di Ancona nobili del S. R. I. e li autorizzò a preporre al proprio cognome la particella "De",
autorizzazione recentemente rinnovata alla diramazione bolognese con D. R. 16 aprile 1905.
Dal suddetto Francesco nacque Girolamo, gonfaloniere d'Ancona proditoriamente ucciso durante i moti del
1832, e da Girolamo Annibale, il cui figlio Girolamo, n. 1841, s'ammogliò nel 1865 con la contessa Eleonora
Agucchi Legnani, ultima della casa senatoria bolognese, e fissò la sua residenza a Bologna. A favore dei
loro discendenti maschi primogeniti un D. R. in data 10 marzo 1895 rinnovò il titolo comitale degli Agucchi
Legnani, che venne così ad aggiungersi alle nobiltà del S. R. I. e d'Ancona nello stesso anno riconosciute
alla famiglia tanto per i maschi quanto per le femmine. L'attuale investito del titolo è il conte Alessandro, cav.
d'o. e dell'ord. di Malta, esimio diplomatico, che fu il primo governatore di Rodi e del Dodecaneso, e che
ultimamente rappresentò l'Italia a Sofia, ad Atene, a Rio de Janerio e a Berlino. Il secondogenito Filippo,
valente cultore degli studi storici, ricopre in patria importanti uffici pubblici. Sono le loro sorelle Elisa ved.
Manciforte Sperelli Serafini, Maria in Bandini e Antonietta in Pallotta. Sono figli di Filippo: Gabriella in Nicolis
di Robilant, e Girolamo" (da Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana, Milano 1929, vol. II, pp. 152-153).
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