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Magnifico genovese

MessaggioInviato: sabato 19 febbraio 2005, 22:46
da MAP
Gentili Signori,
vi sottopongo una questione che io non ho risolto con sicurezza.
Mi trovavo circa due mesi or sono a consultare gli archivi di S. Donato a Genova, dove furono battezzati alcuni miei avi materni. Il padre di alcuni di essi viene detto D.D. Placidus Spigno.
Che cosa si intendeva per D.D. a Genova?
Consultando alcuni manuali, ho trovato che il termine di Magnifico era sostituito da D.D., ma non ho capito se ogni D.D. sta per "magnifico" o "Illustrissimo". Quando una persona era detta D.D.?
In famiglia si racconta che questo Placido Spigno (1801-1893) fosse banchiere, ma le notizie sono un po' vaghe (era il padre di Rosa, sposata con il marchese Tomaso de Ferrari). Un banchiere poteva esser detto D.D. o era necessario ricoprire qualche pubblica carica di maggior rilievo?
Grazie per la vostra attenzione.

M.A.P.

MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2005, 21:27
da Maria Luisa Alasia
Gentile M.A.P.
io trovo varie istanze con l'uso di queste inziali.
Si vede che secondo i casi si dovrebbe capire il significato.
Scusi il ritardo nel rispondere ho appena notato il suo post. :D

D.D. 1. Dat, dedicat /dicat/; 2. Dedit, dedicavit /donavit/; 3. Deo
/Deus/ dedit; 4. Deo dante /directore, duce/; 5. Devotus dicavit; 6. Diis dantibus /donantibus/;
7. divinitatis doctor; 8. Dono dedit /dederunt, dedicavit/
DD. 1. dederunt; 2. dedicaverunt /dedicamus/; 3. domini
D.D. /Dd./ doctorandus
D.D. /d.d./ de dato

MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2005, 21:36
da MAP
La ringrazio per l'elenco dei vari significati.
Gli atti di battesimo (in latino) parlano sia di D. Carlus Grendi (come padrino) sia di D.D. Placidus Spigno (padre).
Questo mi porterebbe a credere che - come si usava - la prima stia per Dominus, mentre l'altra raddoppiata sia un gradino "superiore" al semplice Dominus=signore.

Una risposta non vien mai troppo tardi! :wink:

MAP

MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2005, 21:51
da Maria Luisa Alasia
Le aggiungo quello trovato nel sito araldicasardegna.org
Questo sarebbe d'aiuto Spero! Dominus Don e' possibile
In epoca aragonese, oltre il rarissimo titolo feudale di Signore o Barone (abbastanza eguali fra loro), l'unico altro titolo concesso era quello di Cavaliere Ereditario, in tutta la Sardegna ed a tutti i Nobili, vuoi autoctoni che d'importazione catalano-aragonese. Ciò perché gli aragonesi non conoscevano titolo superiore a quello di Conte (Conti erano gli stessi Sovrani) ed il titolo di Visconte veniva concesso o ai parenti della Casa Regnante o ad altri funzionari, in genere militari. L'unico titolo di Visconte concesso in Sardegna fu quello dato ad un de Sena, Grande Ammiraglio del Regno appoggiato sul feudo di Sanluri.
Il trattamento di Don che era riservato al Re, alla Regina ed ai loro figli, nipoti e cugini, poteva essere concesso con particolare privilegio a certi funzionari che rappresentavano il Sovrano: Viceré o Luogotenente Generale dell'Isola di Sardegna (uguale per la Sicilia), Regio Vicario di Città Reale e forse qualche altro. Il trattamento era personale e non ereditario. Gli Aragonesi, però, concedevano anche un altro titolo, cioè quello della Generosità che era equipollente ad un riconoscimento della vita nobiltà di una certa famiglia e quindi non si limitava al solo concessionario, ma privilegiava anche i collaterali (fratelli e sorelle) oltre i discendenti maschi e femmine. Nella sostanza, però, tale privilegio sia concesso da solo o a chi già era Cavaliere, non modificava il trattamento: il Cavaliere era sempre detto Magnifico e Mossen (contrazione di Monsignore). Il Don come qualifica e non più come trattamento arriverà in Sardegna con i Castigliani. Carlo V, allo scopo di far soldi per le sue guerre, inventò il Privilegio di Nobiltà (detta poi Nobiltà Sarda) che rilasciava o come concessione primigenia o come riconoscimento a chi già era Generoso o Cavaliere. Tale privilegio, secondo il costume Castigliano, accompagnato dal titolo di Cavaliere, veniva qualificato dall'appellativo-titolo di Don e Donna.
Poiché tutti o quasi i Nobili Sardi riuscirono a dimostrare il possesso del doppio titolo di Cavaliere e Nobile (Sardo) - la generosità nel frattempo era caduta in disuso- tutti o quasi furono Don. Così nacque questo particolare titolo che è specifico della Sardegna la cui qualifica di Don e Donna viene mantenuta dall'Ordinamento Nobiliare dello Stato Italiano alla lettera C dell'Art. 39.
Poiché esiste una corona distintiva del titolo di Cavaliere Ereditario, ma non ne esiste altra distintiva del più complesso titolo di Cavaliere Nobile Don, ai possessori di tal titolo era stato permesso l'uso ambito del cosiddetto " Coronell de Nobleza" una particolare corona poi andata desueta e sostituita dalla più moderna a sette perle (o sette punte e perle) che è anche una delle corone baronali ammesse. Un Cav. Nob. Don che usa una tal corona, non fa peccato. :D

MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2005, 23:01
da MMT
Maria Luisa Alasia ha scritto:" Coronell de Nobleza" una particolare corona poi andata desueta e sostituita dalla più moderna a sette perle (o sette punte e perle) che è anche una delle corone baronali ammesse.


Sarebbe davvero molto interessante approfondire tale questione.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze

MessaggioInviato: mercoledì 9 marzo 2005, 0:14
da Maria Luisa Alasia
Sign.re Tuccimei di Sezze,
non so come spiegare, forse la differenza come troviamo nelle bandiere.
Bandiera ordinaria di reggimento - Bandiera Colonnella al primo plotone del reggimento. Percio' corona semplice di nobile oppure corona per un nobile che sia anche investito cavaliere. :?