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Cambio di Cognome in epoche passate

MessaggioInviato: martedì 15 febbraio 2005, 21:35
da Alessio Bruno Bedini
Al giorno d'oggi cambiare cognome è possibile ma occorre effettuare una bella trafila burocratica.. mi chiedo: nel '700 era possibile cambiare cognome o acquisire un altro cognome? In che modo? Era una cosa semplice? L'unico esempio che mi viene in mente è quello della linea dei Marescotti che assunse le armi e il cognome dei Ruspoli (parenti per parte di madre) per ereditarne i beni...

Vi chiedo questo perchè mi hanno riferito (ma è ancora da verificare) che la mia famiglia, all'epoca abitante in territorio marchigiano, acquisì l'attuale cognome proprio nel '700.

A prescindere dal fatto che tale notizia andrà attentamente verificata mi piacerebbe approfondire l'argomento..

MessaggioInviato: mercoledì 16 febbraio 2005, 16:34
da fra' Eusanio da Ocre
Ci furono tempi e luoghi, caro Alessio, in cui la grafia del cognome fluttuava peggio di un vessillo al vento... :wink:

Bene :D vale

MessaggioInviato: mercoledì 16 febbraio 2005, 16:40
da Alessio Bruno Bedini
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Ci furono tempi e luoghi, caro Alessio, in cui la grafia del cognome fluttuava peggio di un vessillo al vento... :wink:


Si certo .. io pero mi riferivo all'assunzione volontaria di un cognome (proprio come fecero i Marescotti assumendo il cognome Ruspoli).. e per l'appunto mi chiedevo in che termini fosse possibile... :D

MessaggioInviato: mercoledì 16 febbraio 2005, 17:02
da MMT
Si ma il caso che ricordi era a seguito di una dispozione testamentaria e l'acquisto del cognome mulieribe era detto "surrogazione". Ero uno specifico strumento giuridico.


Ciao,
Michele

MessaggioInviato: giovedì 17 febbraio 2005, 12:34
da Grimaldi
Cari signori buongiorno.
Leggevo con interesse questo topic.
Il cognome era facilmente modificabile in passato?
Detto in soldoni in generale dipende dall'epoca che consideriamo.
Il cognome moderno, che iniziò ad essere usato diffusamente (dopo la parentesi altomedievale) dai secoli XI-XII in poi ha avuto varie fasi.
Fino al secolo XVI ca. i cognomi però erano suscettibili di modifiche poco formali. Altro caso invece quando si trattava di cognomi riguardanti casate nobili o addirittura reali.
Ricordavamo poco tempo fa, ad esempio, l'aggiunta del cognome "Aragona" (con uso dello stemma) quale privilegio concesso dalla omonima famiglia reale. Allo stesso modo ricordo il patto stipulato nel sec. XIV da varie famiglie napoletane che si aggregarono alla casata Capece di cui aggiunsero il cognome al proprio.
Dopo il sec. XVI (anche in forza di avvenimenti come i registri parrocchiali imposti dal Concilio di Trento) il cognome assunse una certa rigidità, anche grafica.
Ovviamente però esso era più rigido laddove anche più noto, come un cognome famoso, nobile.
In realtà anche in epoca molto recente molte famiglie, per via dello stato civile, si sono viste storpiare o mutare più o meno il cognome.
Per quanto riguarda il secolo XVII bisognerebbe comunque cercare anche se era esistito, nello Stato che interessa, e se era in vigore o meno un certo tipo di legislazione a riguardo.
Saluti.

MessaggioInviato: sabato 19 febbraio 2005, 21:22
da MAP
Gentili Signori,
vi posso assicurare che talvolta il cognome varia, di poco, di molto - non ha importanza - ma varia in ogni modo.
Quello che porta la mia famiglia ha aggiunto una doppia consonante nel corso del XVII secolo, anche se la famiglia è ricordata in due stemmari del primo Seicento con il cognome originario.
Inoltre mi dicono - anche se di questo devo accertarmene di prima mano - che all'inizio del XVII secolo cambiò anche la consonante iniziale!! :roll: (da una B ad una P).
Comunque sia, ciò che voglio dire è che anche se un cognome era conosciuto, poteva mutare, soprattutto per varianti dialettali.

M.A.P.

MessaggioInviato: domenica 20 febbraio 2005, 9:38
da Cottoneum
Nel caso della mia famiglia se ne sono visti di tutti i colori. Cairo veniva comunemente latinizzato in Cario, ma anche in Carioli o semplicemente Caroli (!).
Poi il cognome, giunto a una stabilizzazione in Cairo (o Cajro, Cayro...), veniva declinato: ad esempio: io sono un Cairo, io e mio padre siamo due Cairi, mia sorella è una Caira...
Pensate che nello stesso libro di memorie storiche (1761) la mia famiglia viene citata sia come De Cairi, Cajro e Cairo... :shock:

MessaggioInviato: domenica 20 febbraio 2005, 15:56
da MAP
Capisco benissimo.
Mai dimenticare infatti anche della "latinizzazione"dei cognomi.
Per esempio, i Chioccia di Genova iscritti nei Grimaldi non si son mai detti Chioccia, bensì Chiozza. Solo la traduzione in latino l'ha portato a Chioccia. E pensate che in dialetto si dice CIOSSA!!
Per non dimenticare una cosa che poteva capitare di frequente:
molte famiglie, anche le più titolate, soprattutto se variamente diramate, portavano soprannomi, che talvolta prendevano il posto dei cognomi stessi e non è detto che cognomi apparentemente lontanissimi non abbiano un ceppo comune all'origine.
Un altro caso è il diminutivo o l'accrescitivo; per cui una forma che potremmo dire "base" dà luogo a varianti e sottogruppi che nel tempo prendon vita come cognomi stabili (ad esempio quelli che finiscono in -etto, -otto, -ino, -oni e così via).
Dunque, si potrebbe dire che: tutto cambia (un po' eracliteo :wink: )

MAP

MessaggioInviato: lunedì 21 febbraio 2005, 13:42
da Marcello Cantone
MAP ha scritto:Capisco benissimo.
Mai dimenticare infatti anche della "latinizzazione"dei cognomi.
Per esempio, i Chioccia di Genova iscritti nei Grimaldi non si son mai detti Chioccia, bensì Chiozza. Solo la traduzione in latino l'ha portato a Chioccia. E pensate che in dialetto si dice CIOSSA!!

Anche in Sapgnolo e in Siciliano "CH" si prununzia C (es. Chianches = Ciances > oggi il cognome è Ciancio) la "C" si pronunzia anche "S" o "ZZ" (es. Citelli o Zitelii, Sicilia o Cicilia, Cimbali o Zimbali o Simbali ecc.)

Per non dimenticare una cosa che poteva capitare di frequente:
molte famiglie, anche le più titolate, soprattutto se variamente diramate, portavano soprannomi, che talvolta prendevano il posto dei cognomi stessi e non è detto che cognomi apparentemente lontanissimi non abbiano un ceppo comune all'origine.
Un altro caso è il diminutivo o l'accrescitivo; per cui una forma che potremmo dire "base" dà luogo a varianti e sottogruppi che nel tempo prendon vita come cognomi stabili (ad esempio quelli che finiscono in -etto, -otto, -ino, -oni e così via).
Dunque, si potrebbe dire che: tutto cambia (un po' eracliteo :wink: )

MAP


Saluti
Marcello

MessaggioInviato: lunedì 21 febbraio 2005, 13:52
da Marcello Cantone
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Si ma il caso che ricordi era a seguito di una dispozione testamentaria e l'acquisto del cognome mulieribe era detto "surrogazione". Ero uno specifico strumento giuridico.


Ciao,
Michele


Esatto caro Michele pure io ho riscontrato la variazione del cognome per una disposizione Testamentaria.

(es: nei Rosso Principi di Cerami e nei Pisano Baroni di Santa Margherita)

Cordialmente Marcello

MessaggioInviato: lunedì 21 febbraio 2005, 22:28
da FP
Cari amici,
quanti di voi si dedicano alla genealogia assiduamente, sapranno che la storpiatura dei cognomi è una piaga ineludibile e quanto mai astiosa. Tuttavia vi sono dei mezzi per aggirarla...basta porre attenzione nel valutare la frequenza di questa o quella versione del cognome.
Riporto alcuni casi di errori compiuti da sacerdoti, uffiziali dello stato civile, membri della famiglia stessa (in epoche molto lontane) di taluni cognomi di certi miei antenati:

Gabrielli---->Gabrieli

Tartaruga ---->Tartaruca

Pecchioli---->Picchioli

Terribilini---->Terrebellini, Terrebelini

Micarelli---->Micaregli

Giamberardini---->Giambernardini

Potete immaginare i disagi di tali incongruenze..


Ciao e a presto :wink:

MessaggioInviato: lunedì 21 febbraio 2005, 23:17
da MMT
In passato il cognome di una persona, come è stato già detto, cambiava spesso e volentieri: quel che contava era il suo suono. In altro luogo si è visto come gli Annibaldi venissero chiamati Anibali, Anniballi, Anibaleschi, Annibali. Così anche la mia famiglia: Tutijmei (= dai genitivi latini di Tuccio e di Meo), Tucce Meo, de Tuttjmeis, Tucimei, Tuccinellis, Tutius Mei, Tucciomeo (al maschile) Tuccimea (al femminile). Ho scoperto poi in un documento in quale declinazione latina rientrasse il cognome: la seconda, Tuccimeus-Tuccimei (appunto genitivo)- Tuccimeo-Tuccimeum etc. ecco perchè il cognome cambia ogni volta nel documento: viene declinato!


Saluti cordiali, uno particolare a Marcello,
Michele T.d.S.

MessaggioInviato: martedì 22 febbraio 2005, 18:16
da Marcello Cantone
Anche il mio cognome ha subito variazioni nel tempo, nel XVI secolo raramente trovo Cantone, la forma più usata e di Cantonio un po’ meno de Cantono.
Negli atti parrocchiali del XVII secolo il mio cognome ha questo andamento: scompare la forma de Cantone, diminuisce quella di Cantonio, appare la forma siciliana de Cantuni, che nella prima metà del secolo è quella più diffusa, per essere soppiantata da quella definitiva del cognome attuale.
È logico le varie forme coesistevano, così una stessa persona viene citata nella stessa pagina una volta come Cantone, un’altra come di Cantonio o de Cantuni ecc.
Dal XVIII secolo trovo sempre Cantone raramente Cantoni o Candone.

Comunque la cosa più simpatica è che tutt’oggi il mio cognome è soggetto a variazioni: mentre mi trovavo a Firenze, come allievo ufficiale, ero quasi sempre cognomizzato Cantoni; passato in servizio in Veneto divenni Canton ( ma non solo nella parlata, avevo pass, parcheggio ed altro contrassegnato con Canton). E poi nell’uso corrente della mia gente sono “u dutturi Cantoni” o “u dutturi Cantuni”.

Speriamo che non si ci metta di mezzo qualche impiegato all’anagrafe ………..

Per cronaca mia moglie nata Scandurra oggi è Scandura, mentre i suoi cugini e i suoi antenati rimangono Scandurra.

Pazienza!!! :2: :2:

Saluti

Marcello

MessaggioInviato: giovedì 24 febbraio 2005, 17:23
da Grimaldi
Gentili signori,
vorrei far notare però che a volte ci si lascia "ingannare" da atti antichi.... e dal cognome che in esso era riportato.
Ovvero dobbiamo tener presente che tale forma grafica è quella che risulta da un atto. Ma abbiamo altri atti di quello stesso soggetto per fare un confronto e ipotizzare qual'era il cognome usato?
Non dobbiamo dimenticare infatti che a volte chi scriveva l'atto (pubblico ufficiale, notaio, ecc.) poteva trascriverlo male, magari solo perchè era quello il nome che aveva udito male (e caso mai non era poi stato corretto dall'interessato per un motivo analogo).
Ma allo stesso modo certi tendevano a "latinizzare" il proprio cognome, ad usarlo indifferentemente al singolare o al plurale, magari con la particella derivativa "de" "di" ecc.
Quindi forse dovremmo avere più riscontri da confrontare fra loro prima di pensare che "quello" era il cognome della famiglia in origine!
O che magari quel dato antenato era "comunemente" indicato con tale cognome solo perchè risulta da un solo singolo atto....
Grazie per l'attenzione.

tallavia o Pignatelli Aragona Cortes

MessaggioInviato: sabato 5 marzo 2005, 16:15
da salluzzo
Cari signori ho letto con vero interesse questo vostro topic.
Il cambio del cognome credo sia da sempre stato facilmente declinato nel tempo anche per adeguare il Cognome all'evoluzione Linguistica.
Un esempio che mi viene in mente a proposito è la famiglia Tagilavia signori di Castelvetrano, iniziamente questo cognome si modifica ad iniziare da Taglavia oppure Tallavia fino a diventare nel XIV secolo Tagliavia.

Trattandosi di una famiglia nobile lo stesso cognome cambia tantissimo
dopo il matrimonio con la figlia di Carlo D'Aragona, il figlio Giovanni sarà Tagliavia Aragona ed i nipoti Aragona Tagliavia, successivamente attraverso i matrimoni con le famiglie Pignatelli diventerà Aragona Tagliavia Pignatelli nel 1624, poi Aragona Pignatelli Cortes e poi Aragona Pignatelli Cortes Pimentel ed infine a metà settecento Pignatelli Aragona Cortes oppure Aragona Piagnatelli Cortes

Come si nota nonostante il cognome del pagre fosse Tagliavia a causa della Maggiore importanza degli Aragona il matrimonio sarà condizionato dal mantenimento del nome Aragona in un primo tempo vicino a quello originario Tagliavia e successivamente sostituito da quello della famiglia napoletana dei Pignatelli.

Credo che in questo caso sia poco significativo il periodo.

Spero di essere riuscito a dare ulteriori stimoli.
Cordialmente Giuseppe
:wink: