GRUTTHER di Santa Severina

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Centelles5 » giovedì 19 luglio 2007, 11:47

[quote]Intervengo in questo scambio d’informazioni su questa famiglia in quanto la madre del padre di mia nonna materna era una Grutther (e sono dunque interessato a saperne qualcosa di più risalendo indietro nel tempo).
Per la precisione si chiamava Antonietta ed era nata il 19 dicembre 1844 e morta il 28 febbraio 1922. Suo padre si chiamava Pasquale Grutther ed il nonno si chiamava Pietro Mattia Grutther. Facendo delle ricerche su Internet ho trovato traccia di un Pietro Mattia Grutther nelle pagine del « Monitore Napoletano », giornale pubblicato nel periodo della Repubblica Napoletana alla fine del settecento. Pietro Mattia Grutther faceva parte, secondo il giornale, della Guardia Nazionale (Monitore Napoletano n°21 – aprile 1799). Ho poi trovato che nel Diario Napoletano del dicembre 1799 di Carlo De Nicola si riporta che « I condannati dalla Giunta di Stato nei passati giorni furono : nel di 14 Nicola Ricciardi, alla forca : Pietro Mattia Grutter dei principi di S.Severina, decapitato e fatta relazione… ». A quanto sembra Pietro Mattia avrebbe aderito dunque alla Repubblica Napoletana e sarebbe in seguito stato vittima della reazione borbonica. Ho una foto del ritratto di Pietro Mattia Grutther posseduto dalla mia famiglia (ma, per il momento, non so come poterla inserire in questo messaggio). Ringraziando anticipatamente per tutte le precisazioni e complementi d’informazione che appariranno su questo sito, auguro a tutti un buon lavoro di ricerca.


ho trovato il bando per la decapitazione dei 14 condannati proprio presso la Biblioteca Provinciale Santa Teresa de' Maschi di Bari e lì si fa il nome di Pier Mattia Greuther, ma il suo titolo non viene citato.
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Messaggioda Centelles5 » giovedì 19 luglio 2007, 11:48

Intervengo in questo scambio d’informazioni su questa famiglia in quanto la madre del padre di mia nonna materna era una Grutther (e sono dunque interessato a saperne qualcosa di più risalendo indietro nel tempo).
Per la precisione si chiamava Antonietta ed era nata il 19 dicembre 1844 e morta il 28 febbraio 1922. Suo padre si chiamava Pasquale Grutther ed il nonno si chiamava Pietro Mattia Grutther. Facendo delle ricerche su Internet ho trovato traccia di un Pietro Mattia Grutther nelle pagine del « Monitore Napoletano », giornale pubblicato nel periodo della Repubblica Napoletana alla fine del settecento. Pietro Mattia Grutther faceva parte, secondo il giornale, della Guardia Nazionale (Monitore Napoletano n°21 – aprile 1799). Ho poi trovato che nel Diario Napoletano del dicembre 1799 di Carlo De Nicola si riporta che « I condannati dalla Giunta di Stato nei passati giorni furono : nel di 14 Nicola Ricciardi, alla forca : Pietro Mattia Grutter dei principi di S.Severina, decapitato e fatta relazione… ». A quanto sembra Pietro Mattia avrebbe aderito dunque alla Repubblica Napoletana e sarebbe in seguito stato vittima della reazione borbonica. Ho una foto del ritratto di Pietro Mattia Grutther posseduto dalla mia famiglia (ma, per il momento, non so come poterla inserire in questo messaggio). Ringraziando anticipatamente per tutte le precisazioni e complementi d’informazione che appariranno su questo sito, auguro a tutti un buon lavoro di ricerca.



ho trovato uil bando in originale presso la biblioteca santa teresa de' maschi di bari. Si cita Pier MAttia Greuther ma il suo predicato non compare.
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Messaggioda Davide Shamà » martedì 4 settembre 2007, 14:40

Intervengo in questo scambio d’informazioni su questa famiglia in quanto la madre del padre di mia nonna materna era una Grutther (e sono dunque interessato a saperne qualcosa di più risalendo indietro nel tempo).
Per la precisione si chiamava Antonietta ed era nata il 19 dicembre 1844 e morta il 28 febbraio 1922. Suo padre si chiamava Pasquale Grutther ed il nonno si chiamava Pietro Mattia Grutther. Facendo delle ricerche su Internet ho trovato traccia di un Pietro Mattia Grutther nelle pagine del « Monitore Napoletano », giornale pubblicato nel periodo della Repubblica Napoletana alla fine del settecento. Pietro Mattia Grutther faceva parte, secondo il giornale, della Guardia Nazionale (Monitore Napoletano n°21 – aprile 1799). Ho poi trovato che nel Diario Napoletano del dicembre 1799 di Carlo De Nicola si riporta che « I condannati dalla Giunta di Stato nei passati giorni furono : nel di 14 Nicola Ricciardi, alla forca : Pietro Mattia Grutter dei principi di S.Severina, decapitato e fatta relazione… ». A quanto sembra Pietro Mattia avrebbe aderito dunque alla Repubblica Napoletana e sarebbe in seguito stato vittima della reazione borbonica. Ho una foto del ritratto di Pietro Mattia Grutther posseduto dalla mia famiglia (ma, per il momento, non so come poterla inserire in questo messaggio). Ringraziando anticipatamente per tutte le precisazioni e complementi d’informazione che appariranno su questo sito, auguro a tutti un buon lavoro di ricerca.


ho trovato il bando per la decapitazione dei 14 condannati proprio presso la Biblioteca Provinciale Santa Teresa de' Maschi di Bari e lì si fa il nome di Pier Mattia Greuther, ma il suo titolo non viene citato.


Pier Mattia fu comandante della 1a compagnia volontaria repubblicana, poi fu capo della 1a legione della guardia nazionale a Monteoliveto nel 1799, comandante della compagnia dei veliti a cavallo nel 1806, infine maggiore di piazza a Napoli nel 1810-1813.

Attualmente sto leggendo una cronaca napoletana del XVIII secolo. Pare che la casata non fosse di origine nobile, ma bensì borghese. Viene menzionato un Giovanni Francesco come mercante fiammingo, sceso a Napoli per affari.
Davide Shamà
 

Messaggioda Davide Shamà » martedì 4 settembre 2007, 15:31

Per la precisione si chiamava Antonietta ed era nata il 19 dicembre 1844 e morta il 28 febbraio 1922. Suo padre si chiamava Pasquale Grutther ed il nonno si chiamava Pietro Mattia Grutther. Facendo delle ricerche su Internet ho trovato traccia di un Pietro Mattia Grutther nelle pagine del « Monitore Napoletano », giornale pubblicato nel periodo della Repubblica Napoletana alla fine del settecento. Pietro Mattia Grutther faceva parte, secondo il giornale, della Guardia Nazionale (Monitore Napoletano n°21 – aprile 1799). Ho poi trovato che nel Diario Napoletano del dicembre 1799 di Carlo De Nicola si riporta che « I condannati dalla Giunta di Stato nei passati giorni furono : nel di 14 Nicola Ricciardi, alla forca : Pietro Mattia Grutter dei principi di S.Severina, decapitato e fatta relazione… ». A quanto sembra Pietro Mattia avrebbe aderito dunque alla Repubblica Napoletana e sarebbe in seguito stato vittima della reazione borbonica. Ho una foto del ritratto di Pietro Mattia Grutther posseduto dalla mia famiglia (ma, per il momento, non so come poterla inserire in questo messaggio). Ringraziando anticipatamente per tutte le precisazioni e complementi d’informazione che appariranno su questo sito, auguro a tutti un buon lavoro di ricerca.


ho trovato il bando per la decapitazione dei 14 condannati proprio presso la Biblioteca Provinciale Santa Teresa de' Maschi di Bari e lì si fa il nome di Pier Mattia Greuther, ma il suo titolo non viene citato.


il nome del marito di Maria Antonia mi manca! Era un certo Pasquale Tommasi o qualcosa del genere ? La madre era la nobile Luisa Rodinò e il pare si chiamava Pasquale. Pier Mattia, invece, era un fratello cadetto del principe Gennaro (+ 1847).
Davide Shamà
 

Il marito di Antonietta Grutther

Messaggioda Ocram60 » sabato 8 settembre 2007, 15:45

Il marito di Antonietta Grutther (nonno di mia nonna materna) si chiamava Pasquale Tomasuolo (nato il 10 giugno 1840 e morto il 13 settembre 1933). In un documento che possiedo (10 ottobre 1860) si riporta la sua nomina a Guardia Nazionale dell'Italia meridionale del Continente a Napoli. Che si tratti dello stesso Pasquale citato dal signor Shamà ?
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Re: Il marito di Antonietta Grutther

Messaggioda Davide Shamà » sabato 8 settembre 2007, 18:30

Ocram60 ha scritto:Il marito di Antonietta Grutther (nonno di mia nonna materna) si chiamava Pasquale Tomasuolo (nato il 10 giugno 1840 e morto il 13 settembre 1933). In un documento che possiedo (10 ottobre 1860) si riporta la sua nomina a Guardia Nazionale dell'Italia meridionale del Continente a Napoli. Che si tratti dello stesso Pasquale citato dal signor Shamà ?


ma che strana combinazione, abbiamo due discendenti della stessa persona in forum! Dunque lei è parente del sig. Centelles ! Ha provato a chiedere a suo cugino ?
Davide Shamà
 

Messaggioda da Fiore » martedì 11 settembre 2007, 15:44

Carissimi amici
ormai con scadenza :P ...trimestrale, riprendo il discorso sui Grutther e il castello di Santa Severina.
Poiché non trovavo altro modo di inviarvi quanto ha scritto Giorgio Leone a proposito dei committenti del ciclo di pitture dell’appartamento ducale, vi ho trascritto integralmente (pant pant.. :( ) il passo in cui si parla del nodo genealogico controverso, che egli ha voluto sciogliere con un’ipotesi fondata su fonti documentarie di vario genere. G. Leone è uno storico dell’Arte ed è un Direttore della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Roma; è uno degli studiosi più accreditati di fatti artistici calabresi e quindi attendibile e serio nelle sue conclusioni. Vi ho omesso, ovviamente, tutto l’apparato critico, altrimenti sarei stata assalita :( da crampi terribili alle mani, salvo alcuni riferimenti che ho messo in corsivo e tra parentesi; vi aggiungo anche la bibliografia di carattere araldico-genealogico di cui si è servito in partenza per la genealogia nota.
Chiedo scusa se magari è scappato qualche refuso, saluti e...a tra tre mesi con i Grutther :lol: :lol:

Marilisa


Fra gli scrittori di Araldica e quelli locali, come già detto, esistono delle contraddizioni. La prima, in ordine inverso, riguarda la morte di Antonio (II) che per i primi avvenne nel 1793; l’altra, attiene a quel Pier Mattia che, sempre secondo B. Candida Gonzaga, seguendo nel feudo ad Antonio (I) dovette morire il 1743, mentre per gli storici locali, questo Antonio seguì Pier Matteo, il cui trapasso avvenne il 1751. E’ veramente difficile spiegare questa discrepanza. La similitudine del nome potrebbe supporre una svista omofonica, del resto non molto rara (in nota si riporta la confusione agiografica tra S. Matteo e S.Mattia), ma gli otto anni che intercorrono tra le due diverse date di morte lasciano perplessi: passaggi geneaologici abbastanza repentini oppure, anche stavolta, una inesattezza dovuta ad un’omonimia confusa dal compilatore del manuale di araldica, cosicché il “colonnello di Fanti in Germania”, che morì nella battaglia del S. Gottardo nel 1743, non sarà il duca di Santa Severina ma un probabile consanguineo. E’ impossibile al momento verificare tale ipotesi: la ricerca d’Archivio (presso l’A.S. di Napoli), ancora in atto, non ha dato supporti validi, essendo i documenti finora identificati relativi soltanto ad aspetti finanziari ed economici soprattutto della città, e risulta irrintracciabile il cosiddetto “archivio privato”, forse confluito in quello della famiglia dei de Giovanni, oppure chissà dove.
Inoltre, ancora B. Candida Gonzaga riporta che “Pier Mattia, duca di Santaseverina, noto poeta fu tra gli Arcadi Licildo Parteniate, la notizia questa volta ha riscontro nell’elenco della celeberrima Accademia romana; Pier mattia Gruther dei duchi di Santa Severina di Napoli, pastore in Arcadia col nome di “Licildo Parteniate”, venne ascritto il 1715 durante la custodia di Giovan Mario Crescimbeni (1663-1728) (in nota c’è un rimando ad una ricchissima bibliografia sull’Arcadia). Anzi, nell’elenco dei “pastori arcadi” risulta un altro esponente della Famiglia che venne accettato il 1727, sempre durante la cosiddetta “custodia Crescimbeni”: Elisa Gruther, la pastorella “Ricalba Ificratea”.
Queste informazioni non sono un’aggiunta erudita, ma possono apportare un aiuto notevole al presente contributo. Infatti, supponendo che pier Mattia non sia altro che quel Pier Matteo che morì nel 1751 (come intendono gli studiosi locali e specificatamente il più attento e credibile M. Pellicano castagna), per la datazione 1750 delle pitture che decorano gli ambienti del “palazzo abitabile” nel castello, egli fu il committente. La sua appartenenza all’Arcadia risolverebbe, così, chiarendoli, tutta la serie di scelte e di rimandi tematici letterari che qui appresso saranno indicati e interpretati, fino a giungere (per la rara unità delle correlazioni semantiche del ciclo pittorico) a determinare che gli andrebbero senz’altro ascritti anche la progettazione e il suo sviluppo iconografico e iconologico.
Questa ricostruzione, per lacunosa che sia, conferisce comunque più spessore a quanto già nel 1908 indicava Giuseppe abatino il quale riteneva Pier Matteo (che quindi è da intendere tutt’uno con il Pier Mattia “pastore arcade”) quale committente delle pitture e di un pregevolissimo arredo (purtroppo disperso), che il principe fece venire da Napoli in occasione del suo matrimonio con una nobildonna sorrentina. Chi sia questa nobildonna, purtroppo, non è noto, così come, nella ristrettezza documentaria, è difficile confermare o confutare l’esattezza dell’informazione circa il matrimonio che a quella data risulterebbe, anche esaminando le poche notizie che si possiedono, avvenuto in un’età abbastanza matura di Pier Mattia. Che sia stato un secondo matrimonio oppure la notizia, come al solito accade, è soltanto confusa?


Bibliografia usata per la genealogia di partenza:
B. Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle provincie meridionali d’Italia, Napoli 1882, pp. 100-101; V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano 1935, p. 167; S. Bernardo, Santa Severina nella Storia Calabrese, Napoli 1960 pp.108 ss.; M. Pellicano Castagna, Le ultime intestazioni feudali della Calabria, Chiaravalle Centrale 1978, p. 93.
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Messaggioda da Fiore » martedì 11 settembre 2007, 16:20

Chiedo scusa, ma ho dimenticato di scrivere la citazione bibliografica del testo su riportato in verde:

G. Leone, La dimora gentile. Argomentazioni per una iconografia delle pitture del piano nobile, in Il Castello di Santa Severina*, a cura di G. Ceraudo, Soveria Mannelli 1998, pp. 135-204.

Il passo su riportato è alle pp. 149-150, le note correlate sono da 69 a 80, il cui testo si ritrova alla p. 198.

Saluti

M.M.
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Messaggioda Centelles5 » venerdì 5 ottobre 2007, 16:47

chiedo al Signor Shamà che cosa possa avere a che fare con me il signore la cui nonna è discendente dei Grutther?
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