De Curtis (Totò)

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Davide Shamà » giovedì 16 agosto 2007, 17:44

Mic ha scritto:Allora mi ritenga un suo umile collaboratore. Rientrerò in città (a Palermo) i primi di settembre.


Cordialmente

Michele


ringrazio ancora per la sua generosa offerta.

Cordialmente,

Davide
Davide Shamà
 

Messaggioda Mic » giovedì 16 agosto 2007, 20:35

Davide Shamà ha scritto:ringrazio ancora per la sua generosa offerta.


E' un piacere, il numero del mio cell. lo ha già.

Cari Saluti

Michele
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda ATTILIO » venerdì 4 aprile 2008, 10:38

Riguardo questo grande personaggio penso sia gia' stato scritto tutto il possibile.... cosi' come penso che ormai ognuno di noi si sia fatto un'idea ben chiara sul discorso nobiliare di Toto'. C'e' una cosa pero' che mi ha lasciato perplesso di tutta la vicenda. Riguarda l'iscrizione di Toto' nel Libro d'oro della nobilta' italiana. Se non ricordo male nel forum del C.N.I. qualcuno disse che il De Curtis comparve nel Libro d'oro non per accoglimento delle varie commissioni del C.N.I ma per ordine della magistratura..! Ho capito bene?
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » venerdì 4 aprile 2008, 12:53

Non so se puo' interessare a qualcuno...


REPUBBLICA ITALIANA

In nome del popolo italiano. Il Tribuanle Civile di Napoli - 4^ Sezione riunito in Camera di consiglio, nelle persone dei sigg. Presidente dott. Galiano Gaetano; De Falco Enrico, Giudice; dott. Rocco Carlo, Giudice Relatore. Sentita la relazione del giudice delegato, lette le conclusioni del P.M.; ha emesso la seguente sentenza:

(...Omissis…)

P.Q.M.

Sulle conformi conclusioni del P.M. - Visti gli articoli 454 cc. E 167 dell’Ordinamento dello Stato Civile. Così decide:

1. - Ordina all’Ufficiale dello Stato Civile di Napoli, di rettificare l’atto di nascita di S.A.I. Principe Antonio de Curtis, Griffo, Focas, Gagliardi, iscritto al n° 259del registro dei nati di sezione Stella dell’anno 1898, nel senso che, dove leggesi: “De Curtis, Focas, Gagliardi”, vi si legge “Focas, Flavio, Angelo, Ducas, Comneno, De Curtis, di Bisanzio, Gagliardi”.

2. - Ordina nel contempo all’Ufficiale dello Stato civile di Roma di procedere a simile rettifica del cognome della Principessa Liliana De Curtis, Griffo, Focas, figliuola di esso Principe Antonio, nata il 10 maggio 1933 ed iscritta nei registri dello Stato Civile dei nati di detto anno in quella città.

Così deciso in Napoli il primo marzo 1950.

Firmati: Gaetano Galiani, Enrico De Falco, Carlo Rocco, Ugo Corona Cancelliere - Registrata a Napoli uff. atti giud. Il 21 maggio 1950 N. 7462 vol. 610, mod. 5, Esatte lire 836 e lire dieci proventi e lire 75 urgenza da De Curtis. Il direttore firmato Maddalena.




Per concludere vi lascio il link del filmato di cui parlava l'amico Giovanni Cairo nei post precedenti. http://www.youtube.com/watch?v=K-DIyB0Znf0

A presto

FCdM
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Sarah » lunedì 15 dicembre 2008, 16:56

Salve a tutti! Sono nuova nel forum e vorrei chiedervi (dato che viene citato nella discussione) dove e se avete reperito il libro a cura di Donatella Battista e Francesco Lombardo di San Chirico intitolato "Elenco delle famiglie patrizie di Lucera", stampato a Londra nel 2005. Lo sto cercando poiché vorrei ricostruire il mio albero genealogico, ma le mie ricerche risultano vane; se qualcuno potesse aiutarmi gli sarei davvero molto grata.

Cordiali saluti,
Sarah.
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 9 maggio 2009, 13:48

Salve a tutti, riapro questa vecchia discussione per chiedere se qualcuno abbia letto il libro di Camillo de Curtis, I de Curtis dai longobardi alla falsa nobiltà di Totò, Editrice Summana, 2005. Dove potrei trovarlo?
Grazie.
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 9 maggio 2009, 13:53

Aggiungo quest'articolo trovato su internet:

E' morto Camillo de Curtis
Repubblica — 20 ottobre 2006 pagina 6 sezione: NAPOLI

Ha speso gli ultimi scampoli di vita a ricostruire mille anni di storia. Una ricerca culminata nel libro "Storia della famiglia de Curtis, dai longobardi fino alla falsa nobiltà di Totò", spartiacque nella biografia del comico. Il marchese Camillo de Curtis si è spento a 83 anni a Caracas, dopo aver compiuto la sua missione di verità. Presentò il libro-testamento un anno fa, ai piedi del "castello de Curtis" di Somma Vesuviana dove nacque e visse, prima di emigrare nel dopoguerra in Venezuela. E dove un giorno, settembre 1936, la sua strada incrociò quella di Totò, attore di varietà a caccia di una vena nobiliare. De Curtis rivelò come Totò, al culmine del successo, "comprò" la parentela dal padre, Gaspare, marchese in rovina: nel castello entrò plebeo, ne uscì nobile. «Una parentela mai esistita», raccontò Camillo, «una fandonia alimentata da storici e giornalisti che hanno sfruttato Totò».
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Salvennor » sabato 9 maggio 2009, 14:40

Ho trovato che il termine "Curtis" non ha solo il significato di "corto", come ho letto sul web, ma il termine si riferiva, nell'alto medioevo, anche ad un organismo economico (campi, boschi, terreni incolti) controllati da grandi proprietari e gestiti secondo tipici criteri di sfruttamento. E più tardi lo stesso termine indicò la circoscrizione che dipendeva da un certo castello. Ciò si vede anche al link http://www.storia.unive.it/_RM/didattic ... ntro03.htm Dunque il cognome ( De) Curtis potrebbe derivare da appellativi imposti a gente che viveva in tali circoscrizioni o organismi economici. Però non ho capito perché tale cognome è diffuso quasi solo tra Campania, Molise, Abbruzzo.
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Giuseppemad » venerdì 24 ottobre 2014, 17:56

"Catalogo della quadreria e collezione di porcellane antiche appartenente al marchese di Tertiveri sig. Carlo Gagliardi: rilevato in parte dagli antichi cataloghi di sua famiglia, e parte dettato da Consalvo Carelli".

Ho avuto modo di studiare il catalogo della quadreria di Carlo Gagliardi e sono riuscito a rintracciare un dipinto oggi conservato a Torre del Greco. Sarebbe interessante continuare l'indagine. Ma non ho notizie su attuali discendenti viventi della famiglia Gagliardi.
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda PaoloEnzoDelVechio » domenica 1 ottobre 2023, 21:54

Riguardo il ramo calabrese della famiglia Gagliardi le documentazioni non mancano.
Potrebbe essere utile sapere che in realtà i Gagliardi calabresi furono a loro volta divisi in due rami: uno di Monteleone (attuale Vibo Valentia) e l'altro di Tropea. Il ramo tropeano è effettivamente documentato con l'accezzione "Gagliardo" come già è stato fatto notare.
I Gagliardi arrivarono dunque in Calabria con la baronia di Balicella (il titolo di "barone" su questo feudo fu mantenuto, in un modo o nell'altro, dal ramo tropeano fino alla sua estinzione) e si stabilirono inizialmente a Monteleone.
Fu infatti dal ramo di Monteleone che si diramò quello tropeano che è comunque documentato come derivante a sua volta dal ramo dei Gagliardi di Cava de'Tirreni.
I Gagliardi di Montelone acquisirono il titolo di marchesi di Panaìa e Filogàso nella persona di Luigi si potrebbe dire per iure iuxore in quanto ottenne il marchesato a seguito della refuta fatta da suo suocero Fulco Giordano Ruffo principe di Scilla a favore di sua figlia Maria Giuseppa, moglie di Luigi Gagliardi.
I successivi marchesi di Panaja furono:
1. Fulco (secondogenito di Luigi e Maria Giuseppa Ruffo) - morto improle
2. Francesco (terzogenito di luigi e M. Giuseppa Ruffo) - morto improle
3. Michelina (primogenita di Luigi e M. Giuseppa Ruffo) - sposa di Giovan Battista Francica (patrizio di Monteleone)
4. Francesco Saverio Francica (figlio di Michelina Gagliardi e G. Battista Francica)
5. Michelina (secondogenita di Francesco Saverio Francica) - suo marito Francesco Barresi Vinci fu ascritto sia al Libro d'Oro sia all'Elenco Ufficiale del 1933 come MARCHESE "MATRIALI NOMINE"
il titolo di marchese di panaia si estingue estinguendosi il ramo della famiglia Francica imparentato con i Gagliardi.
I Gagliardi di Monteleone fiorirono ancora nelle persone di Enrico, fratello di Luigi dunque cognato di Maria Giuseppa Ruffo, il quale veniva nominato Senatore del Regno, più volte Sindaco di Monteleone; Maggiore della Guardia Nazionale, Grande Ufficiale della Corona d'Italia, Consigliere Amministrativo della Banca Nazionale del Regno d'Italia, succursale di Monteleone, fondò la Banca Vibonese, Presidente del Comizio Agrario di Monteleone, già Socio della Società Economica di Catanzaro, si rese benemerito in agricoltura per le innovazioni per aumentare la produzione dell'olio nella sua azienda agricola, innestò al gelso nostrale quello delle Filippine per averne una fronda più abbondante, e che notò atta a guarire i bachi malsani, all'inizio dell'Ottocento acquistarono le tonnare di Bivona e la piccola di Pizzo con le logge e le concessioni dei Pali. E' lui quell'Enrico Gagliardi al quale ci si era riferiti in questa discussione dicendo che a Vibo Valentia vi sono strade dedicate al suo nome.
I discendenti di questo Enrico furono ancora fiorenti per altre generazioni ma ammetto di non sapere con certezza se attualmente siano estinti o meno.

p.s. il ramo principale della famiglia Francica è ancora fiorente in Vibo Valentia con il nome Francica Mayo essendosi in essa estinta la famiglia Mayo. Dai Francica di Monteleone si diramò la famiglia Francica Bava dimorante in Sicilia.
i Francica Mayo di Monteleone rivendicarono anche il titolo di marchesi di panaia ma è da ritenersi estinto come già detto
La famiglia Francica Mayo è attualmente titolare di uno studio legale tributario e di diritto araldico genealogico

in generale per le genealogie, recenti e non solo, delle famiglie di Monteleone e tropea credo che attualmente ill massimo esperto dia l'avvocato Ercole Massara
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda contegufo » martedì 3 ottobre 2023, 14:01

La nobiltà si è quasi sempre comprata, quindi niente di nuovo!
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda contegufo » martedì 3 ottobre 2023, 14:08

Non so se puo' interessare a qualcuno...


REPUBBLICA ITALIANA

In nome del popolo italiano. Il Tribuanle Civile di Napoli - 4^ Sezione riunito in Camera di consiglio, nelle persone dei sigg. Presidente dott. Galiano Gaetano; De Falco Enrico, Giudice; dott. Rocco Carlo, Giudice Relatore. Sentita la relazione del giudice delegato, lette le conclusioni del P.M.; ha emesso la seguente sentenza:

(...Omissis…)

P.Q.M.

Sulle conformi conclusioni del P.M. - Visti gli articoli 454 cc. E 167 dell’Ordinamento dello Stato Civile. Così decide:

1. - Ordina all’Ufficiale dello Stato Civile di Napoli, di rettificare l’atto di nascita di S.A.I. Principe Antonio de Curtis, Griffo, Focas, Gagliardi, iscritto al n° 259del registro dei nati di sezione Stella dell’anno 1898, nel senso che, dove leggesi: “De Curtis, Focas, Gagliardi”, vi si legge “Focas, Flavio, Angelo, Ducas, Comneno, De Curtis, di Bisanzio, Gagliardi”.

2. - Ordina nel contempo all’Ufficiale dello Stato civile di Roma di procedere a simile rettifica del cognome della Principessa Liliana De Curtis, Griffo, Focas, figliuola di esso Principe Antonio, nata il 10 maggio 1933 ed iscritta nei registri dello Stato Civile dei nati di detto anno in quella città.

Così deciso in Napoli il primo marzo 1950.

Firmati: Gaetano Galiani, Enrico De Falco, Carlo Rocco, Ugo Corona Cancelliere - Registrata a Napoli uff. atti giud. Il 21 maggio 1950 N. 7462 vol. 610, mod. 5, Esatte lire 836 e lire dieci proventi e lire 75 urgenza da De Curtis. Il direttore firmato Maddalena.


Notare l'anno 1950, siamo in epoca repubblicana e nonostante tutto in barba alle disposizioni transitorie e finali, i giudici fecero uno strappo alle regole.
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Cawdor » martedì 18 giugno 2024, 10:24

lo stemma
furto dello stemma dalla Cappella De Curtis del 31 maggio 2009, Ritrovato il 3 Giugno 2009
https://tototruffa2002.it/homepage/vita ... ttata.html
https://lastoriaviva.it/toto-comunque-p ... _stemma-2/
http://pamabu.altervista.org/tavolatoto.html


quali attinenze, parentele, dna y , ci son tra lo stemma disegnato da Totò e i De curtis https://www.nobili-napoletani.it/Curtis-de.htm
Allegati
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tt2.jpg (55.46 KiB) Osservato 2921 volte
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Re: De Curtis (Totò)

Messaggioda Pacodelbeto » mercoledì 25 marzo 2026, 14:22

PaoloEnzoDelVechio ha scritto:Riguardo il ramo calabrese della famiglia Gagliardi le documentazioni non mancano.
Potrebbe essere utile sapere che in realtà i Gagliardi calabresi furono a loro volta divisi in due rami: uno di Monteleone (attuale Vibo Valentia) e l'altro di Tropea. Il ramo tropeano è effettivamente documentato con l'accezzione "Gagliardo" come già è stato fatto notare.
I Gagliardi arrivarono dunque in Calabria con la baronia di Balicella (il titolo di "barone" su questo feudo fu mantenuto, in un modo o nell'altro, dal ramo tropeano fino alla sua estinzione) e si stabilirono inizialmente a Monteleone.
Fu infatti dal ramo di Monteleone che si diramò quello tropeano che è comunque documentato come derivante a sua volta dal ramo dei Gagliardi di Cava de'Tirreni.
I Gagliardi di Montelone acquisirono il titolo di marchesi di Panaìa e Filogàso nella persona di Luigi si potrebbe dire per iure iuxore in quanto ottenne il marchesato a seguito della refuta fatta da suo suocero Fulco Giordano Ruffo principe di Scilla a favore di sua figlia Maria Giuseppa, moglie di Luigi Gagliardi.
I successivi marchesi di Panaja furono:
1. Fulco (secondogenito di Luigi e Maria Giuseppa Ruffo) - morto improle
2. Francesco (terzogenito di luigi e M. Giuseppa Ruffo) - morto improle
3. Michelina (primogenita di Luigi e M. Giuseppa Ruffo) - sposa di Giovan Battista Francica (patrizio di Monteleone)
4. Francesco Saverio Francica (figlio di Michelina Gagliardi e G. Battista Francica)
5. Michelina (secondogenita di Francesco Saverio Francica) - suo marito Francesco Barresi Vinci fu ascritto sia al Libro d'Oro sia all'Elenco Ufficiale del 1933 come MARCHESE "MATRIALI NOMINE"
il titolo di marchese di panaia si estingue estinguendosi il ramo della famiglia Francica imparentato con i Gagliardi.
I Gagliardi di Monteleone fiorirono ancora nelle persone di Enrico, fratello di Luigi dunque cognato di Maria Giuseppa Ruffo, il quale veniva nominato Senatore del Regno, più volte Sindaco di Monteleone; Maggiore della Guardia Nazionale, Grande Ufficiale della Corona d'Italia, Consigliere Amministrativo della Banca Nazionale del Regno d'Italia, succursale di Monteleone, fondò la Banca Vibonese, Presidente del Comizio Agrario di Monteleone, già Socio della Società Economica di Catanzaro, si rese benemerito in agricoltura per le innovazioni per aumentare la produzione dell'olio nella sua azienda agricola, innestò al gelso nostrale quello delle Filippine per averne una fronda più abbondante, e che notò atta a guarire i bachi malsani, all'inizio dell'Ottocento acquistarono le tonnare di Bivona e la piccola di Pizzo con le logge e le concessioni dei Pali. E' lui quell'Enrico Gagliardi al quale ci si era riferiti in questa discussione dicendo che a Vibo Valentia vi sono strade dedicate al suo nome.
I discendenti di questo Enrico furono ancora fiorenti per altre generazioni ma ammetto di non sapere con certezza se attualmente siano estinti o meno.

p.s. il ramo principale della famiglia Francica è ancora fiorente in Vibo Valentia con il nome Francica Mayo essendosi in essa estinta la famiglia Mayo. Dai Francica di Monteleone si diramò la famiglia Francica Bava dimorante in Sicilia.
i Francica Mayo di Monteleone rivendicarono anche il titolo di marchesi di panaia ma è da ritenersi estinto come già detto
La famiglia Francica Mayo è attualmente titolare di uno studio legale tributario e di diritto araldico genealogico

in generale per le genealogie, recenti e non solo, delle famiglie di Monteleone e tropea credo che attualmente ill massimo esperto dia l'avvocato Ercole Massara


Buongiorno,
in merito alla citata Famiglia Francica, vi è un piccolo refuso, l'attuale erede è il Dr. Candido Francica Ajossa attualmente dimorante in Villa S. Giovanni (RC), Cavaliere di Giustizia del SMOCSG., vi è attestazione formale della Consulta Araldica, se male non ricordo, del 1902, l'esimio e stimatissimo Avv. Ercole Massara, può confermarlo
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