Notai di Gerace di Calabria

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Guido5 » venerdì 4 agosto 2006, 22:32

Caro Alessio,
ti ricordo che una volta non tutte le chiese parrocchiali avevano il "Fonte battesimale" e, di conseguenza, il "Libro dei battezati". Ricorderai una ricerca fatta "in cooperativa", credo per Francesco P., sui registri della cattedrale di Firenze. La stessa cosa vale per Bologna... Per poco esperto che sia, l'archivista della diocesi dovrebbe essere in grado di darti tutte le informazioni al riguardo.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Giovanni Stefanelli » domenica 6 agosto 2006, 8:51

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Sto cercando di fare un piccolo censimento sulle parrocchie di Gerace. Ecco quello che finora mi risulta (AC=Archivio della Cattedrale e AD=Archivio Diocesano) :

Centro

1. Cattedrale (registri dal 1737 ca. ad oggi nell'AC)
2. S.Michele dei Latini (registri dal 1737 ca. ad oggi nell'AC)
3. S.Caterina (registri dal 1737 nell'AC)
4. S. Giovanni Battista
5. S.Nicola de Rogerone (Soppressa all'inizio dell'800 - Attualmente si hanno frammenti degli atti nell'AC)
6. S.Nicola delle monache (Soppressa nel 1770 ca. - registri dal 1738 nell'AC)
7. S.Nicola de Cofino (Soppressa all'inizio dell'800)


Borgo

8. S.Giorgio (registri dal 1730 ad oggi nell'Ad)
9. S.Maria de Magistro
10. S.Maria Vetere ossia S.Biagio
11. S.Nicola de Comobrecone
12. S.Nicola de Favocastro (Soppressa nel 1770 ca.)
13. S.Simeone (Soppressa nel 1770 ca.)

Borghetto

14. S.Martino nel suburbio inferiore


Non ho trovato traccia di altri registri antichi ma solo tardo ottocenteschi. In particolare sarei fortemente interessato alla parrochia di San Nicola Camobrecone ... ma finora non ho trovato tracci di registri antichi :roll:

Ho in programma una visita in parrocchia .. poi non so dove potrebbero essere :cry:




Che mi dici dei registri del 1535?Mi sembra di ricordare che la dr.ssa Monrone abbia detto che esistano, ma non ricordo dove sono conservati.
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Messaggioda da Fiore » domenica 6 agosto 2006, 14:34

Egregio Giovanni,
come già ho scritto in due post del 3 giugno scorso, ribadisco che esiste un registro dell'ultimo quarto del XVI sec. (non ho mai detto del 1535, però; sarebbe impossibile, visto che il Concilio di Trento è finito nel 1563!), relativo alla parrocchia di S. Giovanni Battista nella Giudecca ed oggi conservato nella chiesa di Sant'Anna, che è stato perfino oggetto di una tesi di Laurea. Penso che per poterlo consultare si debba chiedere il permesso a don Barbaro oppure provi a bussare direttamente in Curia,
di più non so!
Saluti
Marilisa Morrone
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 9 agosto 2006, 10:01

Guido5 ha scritto:Caro Alessio,
ti ricordo che una volta non tutte le chiese parrocchiali avevano il "Fonte battesimale" e, di conseguenza, il "Libro dei battezati". Ricorderai una ricerca fatta "in cooperativa", credo per Francesco P., sui registri della cattedrale di Firenze. La stessa cosa vale per Bologna... Per poco esperto che sia, l'archivista della diocesi dovrebbe essere in grado di darti tutte le informazioni al riguardo.

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Verissimo .. ho questo problema a Senigallia dove il battesimo avveniva esclusivamente nel duomo mentre gli altri atti erano fatti anche nelle altre parrocchie..

Il problema di Gerace però non è questo.. le parocchie di cui ho visto i documenti hanno tutti i registri dei battezzati ..

Il problema è che per le altre parrocchie non esiste nessun registro :roll: .. o almeno non sappiamo dove sono (e qualcuno mi ha detto in qualche casa :1: )
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 9 agosto 2006, 10:07

Le parrocchie ancora in vita sono a Gerace :

S. GIORGIO MARTIRE

S. GIOVANNI BATTISTA

Cattedrale - S. MARIA ASSUNTA

E a Locri ci sono alcune parrocchie traslate :

S. BIAGIO VESCOVO E MARTIRE

S. CATERINA VERGINE E MARTIRE

S. MARIA DEL MASTRO

Magari prossimamente farò un giro a Locri per dare un'occhiata in queste parrocchie :wink:
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Messaggioda Carnelevario » lunedì 21 agosto 2006, 17:11

Giovanni Stefanelli ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:

So però per certo che in quella zona nel 1600 figli di artigiani, massari e contadini riuscirono ad elevarsi socialmente. Un mio amico della zona ha trovato un manoscritto del 1710 ca. in cui si ricostruiscono le origini delle famiglie della zona. E' sorprendente osservare come alcuni importanti UJD o fisici o notai erano figli di gente di rango inferiore e hanno sposato figlie di veri nobili.



Riguardo ai matrimoni,Giuseppe Caridi nell'opera"La Calabria nei documenti Storici vol.2 afferma"attraverso il matrimonio si potevano rimpinguare patrimoni in dissesto, ma era difficile conseguire una promozione sociale.Salvo qualche raro caso, i futuri sposi appartenevano infatti allo stesso ceto".


Gentili amici, intervengo circa le possibilità di innalzamento sociale, ovvero accesso alla classe dei nobili. L'esimio F. von Lobstein, nel Settecento calabrese, vol. I, pp. 135-136, citando M. Pellicano Castagna Seggi e confraterne nobili riporta che Gerace era una città nella quale vigeva la vera separazione dei nobili dal popolo. Atteso questo, è difficile pensare, per Gerace, una facile ascrizione al ceto nobiliare solo per reddito, cosa invece possibile nelle città dove non vigeva la separazione dei ceti.
Cordiali saluti
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Messaggioda Carnelevario » lunedì 21 agosto 2006, 17:24

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Le parrocchie ancora in vita sono a Gerace :

S. GIORGIO MARTIRE

S. GIOVANNI BATTISTA

Cattedrale - S. MARIA ASSUNTA

E a Locri ci sono alcune parrocchie traslate :

S. BIAGIO VESCOVO E MARTIRE

S. CATERINA VERGINE E MARTIRE

S. MARIA DEL MASTRO

Magari prossimamente farò un giro a Locri per dare un'occhiata in queste parrocchie :wink:


Gent. Alessio, sono interessato alle vicende legate alla parrocchia di San Biagio del Borgo Maggiore che sarebbe "traslata" in Locri. Cosa si intende per Parrocchia traslata?
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Messaggioda Giovanni Stefanelli » martedì 22 agosto 2006, 12:08

Gerace era una città nella quale vigeva la vera separazione dei nobili dal popolo.

Gentile amico, quello che dice è valido per il 700'.Per il Seicento invece non vi era separazione dei ceti (Vedi Enzo D'Agostino "Gerace nel Seicento") tanto è vero che non si parla ancora del sindaco dei nobili e del sindaco dei civili, ma di sindaco della città e del sindaco del borgo.La vera e propria separazione dei ceti avviene infatti nel 700' con la apertura del seggio, quando ormai le antiche famiglie geracesi si erano estinte o trasferite altrove.Ad ogni modo mi è stato riferito da un autorevole studioso dei luoghi che il Settecento contrariamente a quanto si crede è stato un secolo di notevole mobilità sociale per cui non era insolito che un figlio di un artigiano, cioè esponente del ceto medio, potesse elevarsi socialmente ed addirittura a nobilitarsi.
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Messaggioda Carnelevario » martedì 22 agosto 2006, 18:54

Giovanni Stefanelli ha scritto:Gerace era una città nella quale vigeva la vera separazione dei nobili dal popolo.

Gentile amico, quello che dice è valido per il 700'.Per il Seicento invece non vi era separazione dei ceti (Vedi Enzo D'Agostino "Gerace nel Seicento") tanto è vero che non si parla ancora del sindaco dei nobili e del sindaco dei civili, ma di sindaco della città e del sindaco del borgo.La vera e propria separazione dei ceti avviene infatti nel 700' con la apertura del seggio, quando ormai le antiche famiglie geracesi si erano estinte o trasferite altrove.Ad ogni modo mi è stato riferito da un autorevole studioso dei luoghi che il Settecento contrariamente a quanto si crede è stato un secolo di notevole mobilità sociale per cui non era insolito che un figlio di un artigiano, cioè esponente del ceto medio, potesse elevarsi socialmente ed addirittura a nobilitarsi.


La ringrazio per le ottime informazioni delle quali ne farò tesoro :wink:
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