Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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CADELLO

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 14:21

Sui Cadello è bene chiarire che non vi è alcuna prova documentale che lega la stirpe della Marmilla (Setzu) che otterrà il feudo di San Sperate alla omonima nobile casata ogliastrina. L'argomento portato a riprova da qualcuno secondo cui gli esponenti delle due famiglie erano coinvolti nell'amministrazione di due feudi (Marmilla e Ogliastra) appartenenti allo stesso signore feudale (Conte di Quirra) appare francamente debole e insufficiente.
Mentre è altamente probabile che donna Anna Cadello moglie di Antonio Guiso Barone di Orosei (quello morto a metà '500) appartenga alla stessa casata trapiantata in Ogliastra. Lo spostamento di famiglie baroniensi da nord a sud lungo la costa orientale verso l'Ogliastra è registrato anche per i Puliga e i Quigino: dunque non sorprenderebbe che sia avvenuto anche per i Cadello.
Si tratta sempre di famiglie che esprimono Sindaci Generali o Capitani d'Ogliastra, luogotenenti o scrivani. Il discorso si estende anche ad un ramo Carta, strettamente imparentato con le stesse.
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Re: MARCELLO di SARDEGNA

Messaggioda leone passante » lunedì 12 marzo 2012, 21:42

leone passante ha scritto:Quella dei Marcello non è noto se sia un'unica grande stirpe ovvero se si tratti di nuclei familiari distinti, ipotesi quest'ultima più plausibile.
Certamente dal punto di vista del diritto nobiliare si hanno stirpi diverse, facenti capo ai seguenti concessionari originari:

1650: Carlo Marcello Sedda di Nuoro

1712: Salvatorangelo Marcello di Senis

1746: Giuseppe Marcello Tronci di Suelli con origine da Fonni

1793: Giorgio Marcello di Selegas con origine da Tiana

1799: Domenico Marcello di Ovodda



Mi sovviene soltanto ora che non ho mai verificato sulle fonti se il Salvatorangelo Marcello che ottiene i privilegi nel 1712 non sia invero di Seui anziché di Senis... il nome personale e l'epoca sono compatibili con il mio antenato...potrebbe dunque trattarsi di un errore di rilevamento del Floris... in quel caso sarebbe così spiegata la nobiltà dei Marcello di Seui
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SINI di Pattada

Messaggioda leone passante » mercoledì 14 marzo 2012, 18:13

Un' altra famiglia nobiliare sarda che presenta qualche incertezza genealogica è quella dei Sini del Monteacuto.
La sua genealogia è possibile a partire da un Carlo, reggidore della Contea di Oliva, residente in Pattada nella prima metà del '600, il quale, il 12 marzo 1634, sposa a Cagliari Castello la ancora tredicenne Giovanna Caterina Silva y de Castelvì, figlia del vehedor regio Melchiorre Silva Ferrer, nata nel 1621. La zia paterna della sposa, Angelica Silva Ferrer, aveva a sua volta sposato nel 1626 il vedovo Salvatore Sini di Pattada.
I Sini sono ammessi alle Cortes a partire dal 1643 e si dividono nei due rami di Pattada e di Bono, quest'ultimo poi diramatosi ampiamente, con rami anche nel lontano Meilogu.
Le incertezze cui alludevo riguardano la pretesa origine gallurese della famiglia, sostenuta da qualcuno. Invero, nessun documento per ora ha restituito un collegamento certo tra i Sini di Pattada e i vari de Sini che troviamo in posizione di prestigio a Terranova sin dalla metà del '500, in qualità di podestà e salinieri.
Viceversa, fonti cinquecentesche attestano in Ozieri personaggi cognominati de Sini (don Juan Jeronimo) che ricevono negli atti il trattamento del don.
Invito gli amici del forum ad illuminarmi in merito, specialmente Destavara che pare particolarmente versato nella storia del Monteacuto e in generale degli Stati di Oliva.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » mercoledì 14 marzo 2012, 20:34

Salve!
Per leone passante: su Pattada ho solo qualche scarno appunto che verte più sui Satta... Posso vedere di controllare se vi sono nominati dei Sini, famiglia presente a Pattada (e anche Ozieri credo) prima che il feudo passasse dai Centelles ai Borgia.
Non sto a scrivere quanto il Floris dica sui Sini perchè già lo sai. La presunta origine gallurese secondo me non deve per forza indurci a pensare alla Gallura odierna, ma potremmo ricordare che in quanto ville "di confine" anche Alà dei Sardi, Buddusò e Pattada (ma addirittura Bitti e altri centri) qualche volta sono considerati come facenti parte della "parte gallurese del feudo". Questo se non sbaglio succede ancora nell'Angius Casalis.
Trovo inoltre interessante il fatto che sembrerebbe documentabile una discendenza mascolina Ledda dai Sini (per via femminile) del Goceano. Mi domando se tali Ledda siano estinti davvero o se perdurino. Ho infatti dei dubbi su una famiglia omonima (comunque oggi in via di estinzione) ritenuta nobile, ma che nei QL relativi non è mai presente come tale.
L'utente ferrato su Pattada ormai da tempo non interviene più nella discussione, probabilmente ti avrebbe potuto dare delucidazioni serie e concrete.
Saluto tutti, D.

PS: dovrei fare qualche ricerca anche a Pattada, non so quando purtroppo. I QL se non ricordo male dovrebbero arrivare almeno agli anni '20 del XVII secolo. Vedremo...
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SINI

Messaggioda leone passante » mercoledì 14 marzo 2012, 20:46

Non sto a scrivere quanto il Floris dica sui Sini perchè già lo sai. La presunta origine gallurese secondo me non deve per forza indurci a pensare alla Gallura odierna, ma potremmo ricordare che in quanto ville "di confine" anche Alà dei Sardi, Buddusò e Pattada (ma addirittura Bitti e altri centri) qualche volta sono considerati come facenti parte della "parte gallurese del feudo". Questo se non sbaglio succede ancora nell'Angius Casalis.


Certo storicamente alla dissoluzione del Giudicato di Torres la curatoria del Monteacuto fu annessa dai Visconti al Giudicato di Gallura ma dubito alquanto che Floris intendesse dire questo. Alludeva espressamente alle pretese ascendenze terranovesi della casata, ad oggi rimaste senza prova.
Ultima modifica di leone passante il martedì 20 marzo 2012, 11:44, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » mercoledì 14 marzo 2012, 22:17

In effetti in Terranova erano documentati, credo in atti legati all'Amministrazione, un Nicolau De Sini, un Juan Satta, e se non sbaglio anche almeno un De Lacono e un Dejana, ma non ricordo se a inizi 600 o se verso metà 500. I nomi e cognomi dovrebbero essere quelli che ho citati, anche se non ricordo con precisione.
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Re: GIUA

Messaggioda leone passante » domenica 18 marzo 2012, 17:31

Il mio amore per il vero storico mi porta ad affrontare un'altra vicenda nobiliare farlocca, quella dei Giua.
E' bene premettere che in Sardegna l'unico soggetto cognominato Giua che abbia conseguito un titolo nobiliare è il Dr. D.n Angelo Francesco Giua, Presidente della R. Udienza, che ebbe il titolo di Conte nel 1833 per i meriti acquisiti nella carriera giudiziaria.
Egli non aveva nulla a che fare con i "mossen" de Jua della villa di Gorofay (oggi inglobata nel comune di Bitti) attestati già dal '500 nei documenti della diocesi di Galtellì e inseriti pur in assenza di concessione alcuna nell'elenco prefettizio del 1822.
Dai registri dei laureati dell'Università di Sassari pubblicati da Francesco Obinu, ed. Carocci, risulta la laurea in Giurisprudenza presso quell'ateneo in data 14.06.1792 di un Angelo Francesco Giua nato a Tempio. Numerosi altri documenti testimoniano la sua origine gallurese, come il discorso che tenne in occasione della venuta di Carlo Alberto in Sardegna nel 1829.
Dai QL si apprende che sposò in Cagliari il 03.05.1818 donna Giuseppa Zapata Vico e anche qui viene detto originario di Tempio.
Nei QL di Tempio in effetti risulta nato il 7 gennaio 1771un Angelo Francesco Giua, di Matteo Giua e Maria Giuseppa Strada. Apparteneva dunque a una famiglia denominata Giua Muretti, che all'epoca non era certo tra le prime famiglie di Tempio.
Dai QL Castello apprendiamo che morirà il 24.10.1841 in Quartucciu ma fu sepolto a Cagliari.
Non ebbe alcuna discendenza e quindi per questa via non vi sono Giua nobili.
Quanto ai Giua di Aritzo, si tratta dei discendenti di Antonio Giuseppe Giua, nel 1824 ufficiale della Barbagia di Belvì, quasi certamente lo stesso Antonio Giuseppe Giua fratello minore del Conte, nato a Tempio il 22.11.1778. Giungeranno a Cagliari con un Avv. Antonio Giua Balistreri che sposerà quivi nel 1844 una nobile Pintor. Non sono evidentemente nobili.
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Re: Giua

Messaggioda Destavara » lunedì 19 marzo 2012, 17:56

Salve,
ovviamente io non entro troppo nel discorso perchè non conosco le ascendenze di queste famiglie.
Ma in quale parte dell'elenco del '22 sono citati i Giua come famiglia barbaricina? Io ho notato solo la demìnominazione Giua di Cagliari e ho pensato alla persona di Francesco Giua (nobiltà personale). Come fai a dire che non è mai esistita concessione ereditaria per nessun Giua? Ne sono documentati in stamento, o no?
Saluto tutti, D.
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GIUA

Messaggioda leone passante » lunedì 19 marzo 2012, 19:39

Sono citati come residenti a Bitti un Giovanni Dejua e un Gavino Dejua.
Ovviamente compare residente in Cagliari anche il Dr. Angelo Francesco Giua, allora non ancora Conte, ma che come dici tu giustamente aveva la nobiltà personale quale magistrato della R. Udienza (sono inseriti anche i giudici Bruscu, Azuni e Fenucciu).
Gli atti dei Parlamenti non restituiscono alla storia nessuna famiglia nobile Giua.
In buona sostanza, la storia familiare riportata nel Floris si basa su collegamenti tra persone e luoghi che le fonti non comprovano.
Ultima modifica di leone passante il martedì 20 marzo 2012, 1:19, modificato 1 volta in totale.
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GIUA

Messaggioda leone passante » lunedì 19 marzo 2012, 19:43

Una precisazione che potrei aggiungere al mio post precedente ma ho paura che mi si tacci di poca trasparenza.
Il nome personale del Conte era Angelo Francesco e non Francesc'Angelo. In Gallura membri di quella famiglia Giua (e non altre) hanno portato con orgoglio il nome personale Agnulu Franciscu.
Un'ultima considerazione. Se si perpetuasse ad oggi la discendenza di Giovanni e Gavino de Jua di Bitti inseriti per errore nell'Elenco Prefettizio del 1822, tali Giua dovrebbero essere considerati nobili a tutti gli effetti.
Ultima modifica di leone passante il martedì 20 marzo 2012, 1:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » sabato 24 marzo 2012, 1:08

Salve a tutti,
volevo sottoporvi una questione che un pò va oltre il topic... ma nemmeno tanto:
mi domandavo se in Sardegna anticamente fosse in uso che alcune famiglie facessero uso di stemma senza essere nobili, un pò come quelle "di distinta civiltà" dello Stivale.
Sappiamo tutti quanto poco usata fosse l'araldica nei piccoli centri sardi e dunque mi chiedevo come mai io mi sia ritrovato a tradurre un diploma di cavalierato di metà del '700 in cui viene concesso e confermato "lo stemma di cui già fa uso" !
Saluto tutti, D.

Modifica: qualcuno ha notizia di qualche nobile o cavaliere Cossu ad Orgosolo nel '700?
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 24 marzo 2012, 14:04

Le fonti in effetti restituiscono diversi casi in cui nei diplomi di concessione di cavalierato e nobiltà si dichiara che lo stemma concesso era già in uso dall'insignito o dalla famiglia. Ricordo così nei diplomi rilasciati in favore di Gavino Nieddu e Salvatore Lostia.
Vi sono stati anche casi inversi, di stemma concesso successivamente alla concessione del privilegio.
Stante lo scarso impiego degli stemmi in terra sarda (al massimo sigilli e lapidi tombali) e considerato che una famiglia che raggiungeva un elevato livello socio-economico otteneva agevolmente lo stato nobiliare non credo che vi siano casi di famiglie sarde magnatizie non nobili che facessero uso di stemmi.
E ciò a differenza di quanto accadeva per il patriziato cittadino peninsulare in cui lo stemma aveva una funzione pubblica giacché veniva apposto sulle facciate dei palazzi comunali a memoria del periodo in cui il soggetto titolare dello stemma aveva coperto una determinata carica pubblica.
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Re: Famiglie nobili ad Ozieri a metà del '700

Messaggioda leone passante » sabato 24 marzo 2012, 14:32

Destavara ha scritto:'Sera,
Ma a voi risultano presenti ad Ozieri i Carta a metà del '700? In un elenco di famiglie nobili di Ozieri del periodo non li ho trovati... Infatti si dice che erano presenti almeno 40 famiglie aristocratiche, contando caballeros, nobles, donzels e hidalgos. Le famiglie dei cavalieri sono elencate:
Satta, Roig, Lavagna, Roig Tola, Tola, Tola Grixoni, Tola Pilo, Pilo, Grixoni, Ladu, Sassu, Soliveras, Sussarello, Puliga, Sequi, Zicu, Devissia, Fara
s.
Le ho riportate nell' ordine esatto in cui erano elencate, ma soprattutto mi chiedo chi siano gli Zicu e i Devissia citati tra le famiglie di cavalieri... Voi ne avevate già sentito parlare?


I Lavagna di Ozieri, mi SEMBRA che siano indicati tra i diffidati dall'uso dei titoli.
I de Vissia, de Ebicia non sono nobili ma ebbero un ufficiale di giustizia nel periodo dei torbidi (prima metà del '700), trattato del don.
Non ho nessuna contezza di Zicu ad Ozieri. In ogni caso non ci sono concessioni per quel cognome.
I Faras sono una errata trascrizione di Taras, nobilitati nella prima metà del '700.
Alla lista vanno aggiunti i Mannu, anch'essi di fresca nobilitazione come Taras e Sassu.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » sabato 24 marzo 2012, 15:30

Probabilmente la situazione più diffusa era quella relativa a famiglie generate da capostipite insignito di titolo nobiliare al quale non veniva immediatamente concesso uno Stemma, mentre questo veniva concesso successivamente a parte dei rami discendenti dall'insignito. Mi riferisco in particolare alle famiglie nobilitate tra 400 e metà 500. O perlomeno questa è l'idea che mi sono fatto. Per quanto riguarda i De Vissia, mi pare di aver letto da qualche parte che furono insigniti del Cavalierato, sempre che la fonte sia attendibile.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 24 marzo 2012, 18:40

Salvennor ha scritto:Probabilmente la situazione più diffusa era quella relativa a famiglie generate da capostipite insignito di titolo nobiliare al quale non veniva immediatamente concesso uno Stemma, mentre questo veniva concesso successivamente a parte dei rami discendenti dall'insignito. Mi riferisco in particolare alle famiglie nobilitate tra 400 e metà 500. O perlomeno questa è l'idea che mi sono fatto. Per quanto riguarda i De Vissia, mi pare di aver letto da qualche parte che furono insigniti del Cavalierato, sempre che la fonte sia attendibile.



Ma questo caso che proponi, assolutamente documentato, nulla ha a che fare con quello proposto da Destavara che si riferiva a persone non nobili che fanno uso di stemma.
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