CARTA: centro-nord Sardegna

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » lunedì 4 ottobre 2010, 19:46

Ciao a tutti!
Mi connetto per trasmettervi una curiosa notizia: ho scoperto che nel maggio 1802 i Carta Farina di Benetutti furono citati dal Fisco "perchè indebitamente si fregiavao del cavalierato e della nobiltà"! [yikes.gif]
Purtroppo non conosco l'esito della controversia, ma la documentazione è in Archivio di Stato a Cagliari.
Fatto simile accadde anche ai non meglio identificati "fratelli Gayas" nel 1835... E Dio solo sa a quanti altri! Saluti.

Per Lidia: ti ringrazio comunque per aver risposto al mio appello!... E grazie anche per esserti premurata di "fare attenzione" alle vicende dei Satta! Conoscevo la voce della presunta concessione di generosità ai Satta, ma non so in base a cosa il Tola Grixoni l'abbia constatata... Sarebbe bello conoscere le sue alte fonti!! Ah, in un tuo post ti manifestavi orgogliosa del "nostro" gruppetto, composto da vari Carta e da un Satta: se intendevi me... Io non sono un Satta, se non che per parte materna [arf2.gif] !
Sui Sotgiu: conosci lo stemma dei Sotgiu Cagliaritani? Sarebbe interessante capire se possono discendere da quelli del MONTEACUTO, cosa che allo stato attuale mi pare probabile.
A presto, D... E non ho nulla da perdonarti :oops: Magari qualche volta ti sono sembrato iracondo [mf_argue.gif] , ma non è assolutamente così [angel] !
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » mercoledì 6 ottobre 2010, 15:05

Ciao a tutti, e scusate il mio ritardo nello scrivere ma affogo negli impegni.
Grazie Salvennor per avermi segnalato la domanda che Destavara mi ha posto non su questo post dei Carta. Non riesco a trovare il tempo di leggere questo post con attenzione, mai mi sarei potuto accorgere di qualcosa indirizzatami in un altro luogo.

Per Destavara grazie per ciò che scrivi chè è sempre un accrescimento.
Per quanto riguarda l'interpretazione dello stemma della famiglia SAtta (saetta), non è farina del mio sacco. Ho cercato la fonte da cui ho preso la notizia, ma in questi giorni non sono riuscito a ritrovarla. Ti invierò la risposta appena la ritrovo. Verificheremo insieme la sua attendibilità.
Per quanto riguarda l'interpretazione "stiracchiata" dello stemma Soliveras SAtta, mi rendo pur io ben conto che è molto stiracchiata, e l'ho esposta solo perchè conosco i cognomi coinvolti in quel diploma di nobiltà, ed è da questi che parto per leggere lo stemma.
Mi è sembrata dunque lìinterpretazione più plausibile, anche se molto tirata, ma non sono assolutamente fossilizzato su quest'idea.
Attendo invece nuovi sviluppi, come ho scritto alla fine del mio lungo intervento.

Possiedo tutti gli Acta Curiarum finora pubblicati. Ti posso essere utile in qualcosa ?

Grazie ancora a tutti.
Carlo
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » mercoledì 6 ottobre 2010, 15:11

Riguardo ai Carta FArina citati da Destavara, nel 1806 Michele Carta FArina ebbe la conferma del cavalierato e della nobiltà come discendente di Francesco CArta (quello del 1520). Per ottenere la nobiltà Michele CArta FArina dovette pagare 800 scudi.
Il fratello Saturnino Carta FArina, che non pagò alcunchè, rimase col solo titolo di cavaliere.
Notizie che ci fornisce FRaancesco Loddo Canepa.
Carlo
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » giovedì 7 ottobre 2010, 17:12

Per Salvennor e altri interessati

Curiosità dal Dizionario storico-geograf. G.Casalis voce Neoneli( Angius) : " Neoneli appartenne alla casa De-Jana fino al 1462, in cui Leonardo Cubello avendo impalmato sua cugina Quirica figlia ed erede di Giovanni De-Jana signore del Mandra-e-Lisai e di Parte Barigadu, tornò ad essere parte dell'Arborea fino a che il Marchesato di Oristano fu devoluto alla corona.....ecc" Dunque tu hai potuto notare che nella genealogia di Quirica e Giovanni ( credo dunque anche di Leonardo, cugino di Quirica ) ci sono diretti ascendenti Carta da parte femminile?
Poiché ho letto che questo territorio 8 Mandrolisai -Barrigadu) quando venne infeudato ( Silva/Alagon -Ripol con Neoneli come sede del Marchesato) , ha continuato a godere di una relativa autonomia per via della posizione geografica d'isolamento, dunque ha continuato talvolta ad essere governato dalle medesime aristocrazie rurali presenti durante il Marchesato arborense ( metà 1400), mi chiedo : é possibile che i numerosi Carta del 1600-1700 presenti in quei territori, tanti in posizione sociale vantaggiosa, si siano ramificati a partire da quelle aristocrazie ? Sto facendo un'ipotesi sballata ? Il nostro notaio Salvatore Carta già presente a Nughedu e Ardauli nella prima metà del 1600 proveniva da Desulo per esempio. E Sorgono ?
Altre curiosità : a Neoneli, nel 1813, nell'elenco dei sindaci ( Archivio storico comunale di N.), compare un certo Cavalliere Nicolò Carta; il primo sindaco é stato invece il Cavaliere Giuseppe Antonio Serra, dal 1775 sono susseguiti Beuen(aventu)ra Satta e nel 1828 Fran. Ign. Satta !!!

Per Destavara

non é che i Satta e altri cognomi non m'interessino se mi capita di sbatterci il naso....... , ma sono impelagata ancora con le mie genealogie e mi tocca pure "governare" e " rigovernare" la Domus......Povere donne!!
Inoltre il mio interesse per queste storie s'indirizza maggiormente agli aspetti di storia locale da approfondire, pittosto che agli stemmi e diplomi nobiliari di cui leggo e poi dimentico quasi tutto.
Tuttavia mi piace molto questo scambio d'idee, di storie e di personalità
A presto

Lidia
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » domenica 10 ottobre 2010, 20:55

Ciao a tutti!
Ecco i dati su una famiglia Carta di Nuoro che finalmente ho ritovato:
1876: fanno da padrini (ma per procura) Giovanni Carta Naitana di Nuoro, fglio di Giovanni e della nob. donna Angela Naitana, e sua figlia Annitta Carta Guiso.

Altri Carta (di Ozieri o di Buddusò):
1773: il notaio J(osephus?-manca parte pagina) Tola, figlio di GiuseppeTola e di Lorenza Soliveras, sposa Caterina Sotgiu Carta, figlia di Giovanni Carta e di Angela Sotgiu.

Non sono i Carta citati come nobili,ma le parentele sembrano piuttosto evidenti.

Spero possano ineressare e/o essere utili a qualcuno! A presto, D.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » domenica 17 ottobre 2010, 22:30

Nelle ultime settimane mi sono collegato poco, ma cmq oggi riesco a scrivere qualcosa nel forum.

Per Carlo: Tra non molto cercherò di commentare le svariate notizie e considerazioni che aveva postato nelle scorse settimane; sto riflettendo su alcuni fatti e per alcuni aspetti delle questioni in merito mi sono balenate idee o cmq quesiti spero costruttivi. E Grazie per i vari ulteriori post dei giorni scorsi.

Per Lidia Carta: Anche le ulteriori notizie che avevi postato mi erano inedite; molto interessanti, Grazie.
Per quanto riguarda il tuo quesito, certamente i vari rami Carta del 600 e del 700 discendono dai rami documentati tra metà 300 e tutto il 400; le prove sono evidenti, anche se magari genealogicamente non ci si può collegare direttamente ai rami più antichi (sempre che non si discenda dal Leonardo nato a fine 300).
Interessante l'appellativo di Cavaliere inerente quei sindaci che hai citato, sia Carta ma anche il Serra.

Per Destavara: Molte Grazie per le ulteriori notizie inerenti alcuni rami Carta e Sotgiu, dati interessanti e inediti ovviamente (ho dei commenti in sospeso x il topic NOBILTÀ SARDA tra l'altro).
Non avevo presenti i rami Sotgiu di CA e relativo stemma; anche questa è una novità per me.
Alla fine penso che anche i Sotgiu in effetti abbiano tutti la stessa antica origine, magari risalente a inizi 300 o al limite al 200, probabilmente nel nord Sardegna (infatti se non sbaglio essi non sono documentati nei Condaghi più antichi, ma non ho controllato bene x ora).
Ho scoperto che a fine 500 uno dei primi mulini oleari del tipo moderno x l'epoca (forse modello esterno) era proprietà di un Costantino Carta; da quello che ho capito era residente nella zona tra Planargia e Marghine.

Saluti
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » lunedì 18 ottobre 2010, 16:56

Ciao Salvennor. Resto in attesa di tuoi scritti, certamente costruttivi visto che negli ultimi giorni ho appreso solo notizie che sgretolano una buona parte delle mie ricostruzioni.
Scriverò nuove considerazioni appena mi sarà possibile e non appena raggiungerò un qualche punto fermo che possa essere pubblicizzato.
Carlo
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » domenica 24 ottobre 2010, 20:26

Prima che me ne dimentichi, mi stavo chiedendo chi è il Carta nominato nel testo seguente

CARTA

ORIGINE: Benetutti.
DIMORA: Sassari -Alghero.
CONCESSIONI:
Cav. Ered. 15.4.1520, Francesco.
- Nob. Don 1528, Francesco, da Carlo V.
- Nob. Don 20.7.1633, Paolo Angelo.
1627 Giov. Gerolamo, da Filippo IV Re di Spagna.

al link
http://www.araldicasardegna.org/elenco_ ... .htm#CARTA

Mi chiedo, ma da dove salta fuori quel Giovanni Gerolamo Carta nobilitato nel 1627?
Di quale ramo era?
Era già Cavaliere Eredit.?
E se era già Cavaliere discendeva dal Francesco Carta del 1520?
Oppure, ipotesi a questo punto non certo campata in aria, discendeva da qualche altro ramo insignito del cavalierato tra 500 e inizi 600?
Di Gerolamo Carta nei secoli passati ne sono esistiti vari, anche a Cagliari, ma quello citato sopra non riesco a inquadrarlo per ora.
Tra l'altro in tale fonte dell'A.G.N.d.S. il Francesco Carta cavaliere nel 1520 viene dato come insignito anche della nobiltà nel 1528, fatto questo che come abbiamo visto è controverso.

Per Carlo: In un'estratto online dell'A.G.N.d.S. si nota il seguente testo

SASSU D. GIUSEPPE
D. FILIPPO
D. MARGHERITA CARTA
da Ozieri 30- 4- 1819
MARTINI GIOVANNA
LUIGI
MADDALENA SCHIRRU

al link
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... rina02.htm

Questa Margherita Carta proveniente da Ozieri, madre dello sposo, le risulta dalle sue ricerche?
Potrebbe essere x es sorella di qualche suo avo?
O magari era sempre di un ramo derivato da quelli di Sorgono, ma con grado di parentela più lontano?
O forse sarà stata dei rami Carta di Ozieri documentati già dal 500, già citati in precedenza?
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » domenica 24 ottobre 2010, 20:55

Salvennor ha scritto:Prima che me ne dimentichi, mi stavo chiedendo chi è il Carta nominato nel testo seguente

CARTA

ORIGINE: Benetutti.
DIMORA: Sassari -Alghero.
CONCESSIONI:
Cav. Ered. 15.4.1520, Francesco.
- Nob. Don 1528, Francesco, da Carlo V.
- Nob. Don 20.7.1633, Paolo Angelo.
1627 Giov. Gerolamo, da Filippo IV Re di Spagna.

al link
http://www.araldicasardegna.org/elenco_ ... .htm#CARTA

Mi chiedo, ma da dove salta fuori quel Giovanni Gerolamo Carta nobilitato nel 1627?
Di quale ramo era?
Era già Cavaliere Eredit.?
E se era già Cavaliere discendeva dal Francesco Carta del 1520?


Carissimo, così come presentato pare proprio che Giovanni Gerolamo discenda da Francesco Carta. Come ben sai tante famiglie i cui avi erano già nobili da secoli ottennero ulteriori riconoscmenti nel '600 e nel '700. Questo mi sembra proprio uno dei tanti casi.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » domenica 24 ottobre 2010, 22:02

Si, certamente sembrerebbe un discendente del ramo del Francesco del 1520, però finora non abbiamo notato da altri documenti un G. Gerolamo Carta nobilitato nel 1627. Era stato citato un Gerolamo Carta cavaliere e residente a Aidomaggiore, ma diversi decenni dopo.
E stranamente nel sito citato sopra manca il Giovanni Antonio Carta nobilitato sempre nel 1627. E manca anche l'Agostino Carta di Ozieri nobilitato nei primi decenni 600.
E mancano ovviamente i Carta Requesens e altri Carta nobilitati a Cagliari (citati anche nella pergamena del 700) e Oristano tra 600 e 700, ma ciò sarebbe giustificato dato che erano di rami diversi da quello del Francesco del 1520.
E poi ci sono i rami nobiliati nell'800, ma siamo già in altra epoca.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » lunedì 25 ottobre 2010, 9:05

Salve a Tutti, ciao Salvennor. Visto che è stata citata la mia famiglia mi sento in dovere (e piacere) di specificare alcune cose.
Innanzi tutto su Margherita CArta sposata con Giuseppe SAssu.
La provenienza da Ozieri non è riferita a Margherita CArta bensì a Don Giuseppe Sassu e a Don Filippo Sassu. Margherita CArta potrebbe essere originaria di qualsiasi altra località, anche se non è improbabile che anche lei provenga da Ozieri. Non la trovo però tra i miei avi, che riportano quasi solo ascendenti maschi. Mio Nonno Ignazio Carta aveva a Ozieri una sorella che si chiamava MArgherita (e questo è un indizio interessante), che visse però ovviamente un secolo dopo. Tra l'altro morì giovanissima a causa di tubercolosi contagiata da una amica.
Riguardo a Don Giovanni Gerolamo nobilitato nel 1627, reputo sia un personaggio mai esistito. La notizia su di lui prende avvio infatti da una cantonata presa da Francesco Loddo Canepa (nientemeno !!!) riguardo alla mia famiglia, mal ricordando e male interpretando dati che invece a me sono notissimi.
In "Archivio storico sardo" - volume XXIV del 1954 Loddo Canepa scrive infatti della mia famiglia "I CArta di Ozieri inscritti in base all'elenco del 1822 della Prefettura di Ozieri (Giovanni CArta) hanno pure prodotto all'atto della I° iscrizione nell'Elenco Nob. SArdo un diploma di cavalierato del 1627 in favore di Giov. Gerolamo CArta di SArdegna, che, allegato alla domanda, è stato poi ritirato dal richiedente Don RAimondo CArta e poi smarrito dalla famiglia".
Le notizie da lui riportate sono in parte vere e in parte errate. Il citato Giovanni CArta era mio quadrisnonno, Raimondo era invece mio Trisnonno. Il diploma del 1627 non è un diploma di cavalierato ma di nobiltà e non è stato per niente disperso dalla famiglia (lo posso sfogliare quando voglio e amo tenerlo in mano) e non riguarda un Giovanni Gerolamo bensì un Giovanni Antonio CArta. Questa notizia errata l'ho vista riportata da molti studiosi che, giustamente, non si sono mai sognati di mettere in dubbio la parola di uno studioso dello spessore del Loddo Canepa. Autocitandosi tra di loro si sono però autoreferenziati causando notevole confusione.
Riguardo poi al fatto che Giovanni Antonio Carta nobile dal 1627 sia per lo più ignorato e sconosciuto, dipende, credo, proprio dal fatto che mio trisnonno Don Raimondo non completò mai l'iscrizione nel'Elenco nobiliare Sardo (per i motivi scritti sopra) : il mio diploma è infatti sconosciuto a (quasi) tutti gli studiosi.
Riguardo alla nobiltà concessa al Francesco del 1520, il fatto è davvero controverso e non ho finora trovato alcuna fonte attendibile che possa dimostrarlo. Ad oggi la reputo una notizia infondata (ma sempre pronto a cambiare idea nel caso salti fuori qualche utile documentazione) e si tenga presente che i suoi figli e discendenti sono sempre citati come cavalieri e mai come nobili.

Grazie all'aiuto di persone che possiedono una biblioteca ben più fornita della mia sono riuscito a riscrivere e completare la biografia del Vescovo Sebastiano CArta, fratello del citato Nobile Don Giovanni Antonio CArta del 1627. Per gli interessati, la riporto qui sotto :
Sebastiano Carta fu un personaggio emblematico del suo tempo, testimone e protagonista specialissimo della tanto celebrata ricerca di corpi santi che caratterizzò la Chiesa sarda nel XVII secolo a partire dal ritrovamento dei corpi di San Gavino e compagni martiri Proto e Gianuario a Porto Torres.
Nel 1614 alcuni fatti prodigiosi preannunciarono infatti la straordinaria scoperta dei resti di questi martiri all’interno dell’omonima Basilica di San Gavino a Porto Torres, inconfutabile prova di remota antichità per quella sede episcopale del Capo di Sopra. Questo fu un duro colpo per l’Arcidiocesi del Capo di Sotto che già da tempo contendeva con quella il primato nell’Isola. La reazione di Cagliari non si fece attendere e, a seguito di questo episodio, fin dal novembre dello stesso anno 1614 a Cagliari vennero miracolosamente scoperti in un breve lasso di tempo centinaia di “corpi santi”, soprattutto presso l’antica Basilica di San Saturno, ritrovamenti che assicurarono all’Arcivescovo di Cagliari D’Esquivel onori e riconoscimenti da parte della Chiesa di Roma e del Re Filippo IV.
Sebastiano si inserisce a pieno titolo nelle contese tra le sedi Arcivescovili di Sassari e di Cagliari a proposito del titolo di “Primate di Sardegna e di Corsica”, contese che coinvolsero anche l’Arcivescovo di Oristano nonchè quello pericolosissimo di Pisa.
Questa è la sua biografia. Nato quasi certamente il 25 dicembre 1580 a Sorgono, qui trascorse la sua fanciullezza. Sebastiano viene ordinato Sacerdote e fu Parroco di Orgosolo, Gergei e Mandas. Proseguì poi i suoi studi conseguendo la laurea in Teologia a Pisa, che era allora uno dei massimi centri scientifico-culturali di tutta Europa. Certamente rimpatriò con un notevole bagaglio di esperienze, nutrito anche dalla familiarità maturata con i più eminenti personaggi dell’epoca. Trasferitosi a Cagliari, il suo valore fu preso subito in considerazione presso gli ambienti più alti della Curia sarda. Ancora giovane, non faticò ad inserirsi a pieno titolo in seno al Capitolo e, probabilmente, uomo nel quale si univano le virtù agli studi letterari, non faticò a diventare collaboratore di fiducia del venerando Arcivescovo D’Esquivel.
Nell’ottobre del 1615 il Canonico Sebastiano Carta fu presente al ritrovamento delle reliquie di San Bonifacio Vescovo; il 22 febbraio 1617 partecipa al ritrovamento delle ossa di San Felice Martire; nel marzo del 1618, assieme al Canonico Melchiorre Pirella e in rappresentanza dell’Arcivescovo, lo troviamo presente alla scoperta di numerose reliquie ritrovate in uno scavo effettuato nel cortile della casa di un tale chiamato Sisinnio Sollaj nel Quartiere della Marina. In seguito a numerose altre campagne di scavo che portarono al reperimento di moltissime altre reliquie di Santi Martiri con conseguente grandissima fama per tutta la Diocesi, Sebastiano Carta fu promotore e ispiratore del grandioso Santuario dei Martiri scavato nella roccia sotto la Cattedrale, a spese dell’Arcivescovo ma su stimolo del nostro.
In occasione dell’inaugurazione del bellissimo e ricco Santuario, furono organizzati faraonici festeggiamenti civili e religiosi. Il 27 novembre dello stesso anno una solenne processione traslò nella Cattedrale i corpi santi, ritrovati nella Basilica di San Saturno e in altri luoghi della Città, che vennero sistemati nelle nicchiette ricavate all’interno della cripta. In quell’occasione Don Sebastiano Carta sfilò assieme agli altri Canonici del Capitolo, con le insegne del Canonicato di Mandas.
Nel 1619 Sebastiano Carta si reca in Spagna, a Madrid, per consegnare personalmente al Re Filippo IV una lettera del D’Esquivel e un reliquario con i resti di corpi santi rinvenuti a Cagliari. Una lapide posta sopra l’architrave di una porta all’interno del Santuario ricorda l’avvenuto viaggio e la consegna del citato reliquario.
Divenuto ecclesiastico di spicco dell’aristocrazia religiosa cittadina, ben presto Sebastiano divenne Canonico Magistrale della Cattedrale di Cagliari nonchè Commissario o Giudice Subdelegato della Crociata. In quegli stessi anni fa nominato Vicario Generale e, poco più tardi, Consigliere Regio. Ai primi di febbraio del 1621 il Papa Gregorio XV lo nomina Vescovo Ausiliare del D’Esquivel ormai vecchio e infermo anche a causa di una brutta forma di gotta e di malaria, e, in ottobre-novembre dello stesso anno, ottiene la nomina a Vescovo titolare di Madauro in Numidia.
Nel marzo del 1623 il Carta condusse una visita pastorale in tutta l’Arcidiocesi per conto del D’Esquivel, ormai gravemente ammalato e impossibilitato agli spostamenti. Troviamo le sue tracce nelle Parrocchie di Lanusei, Siniscolca e Escalaplano. Ma già un anno prima, il 22 maggio 1622, in occasione di altra visita pastorale, firma il registro di amministrazione della Chiesa di San Pietro a Scano Montiferro, registro - e firma - che ancora si conservano nell’archivio parrocchiale. Il 29 giugno 1623 il suo nome compare negli atti relativi al ritrovamento delle reliquie di San Lucifero, di Santa Vitalia e di Santa Lucifera.
Il primo “ritrovamento” di un corpo santo mosse dunque l’arguzia dell’Arcivescovo e dei suoi collaboratori che inaugurarono queste campagne di scavo che interessarono numerose Chiese della Diocesi. Sebastiano Carta era diventato dunque un grande esperto di un certo tipo di “santa archeologia” e fu certamente il motore primo di quella manovra politico-religiosa che spianò la strada all’agognato pronunciamento da parte della Sacra Rota Romana sulla maggiore antichità della Diocesi cagliaritana su quella sassarese, sentenza che si ebbe infine tra il 1637 e il 1640.
Sempre nel 1623, il 30 ottobre, fu Don Sebastiano a fondare la Confraternita di San Saturnino durante una assemblea di notabili tenutasi nella cripta della Cattedrale. Nel dicembre dell’anno successivo sottoscrive gli atti relativi al ritrovamento dei Santi Martiri Ienato, Bonifacio, Furioso, Agata, Vittoria e Giovanna, le cui reliquie furono poi concesse in perpetuo alla Chiesa di Sant’Antonio da Padova (l’attuale Chiesa di Sant’Ignazio da Laconi a Cagliari).
Il sabato 21 dicembre 1624 muore il compianto D’Esquivel lasciando vacante la Cattedra cagliaritana. Per tre anni la Diocesi rimase sotto la guida del Carta, che si comportò come se fosse un Arcivescovo ad interim. Il Successore del D’Esquivel sarà Don Ambrogio Machin de Aquena - colto e potentissimo uomo politico con notevoli agganci presso la Corte spagnola - che pronuncerà il giuramento Profissioni Fidei proprio al cospetto di Don Sebastiano Carta. Il nostro Sebastiano, certamente anche in conseguenza del noto donativo fatto alla Corona e di cui ho già scritto, viene in breve “promosso” e nominato Vescovo di Bosa, sede autorevole e rinomata, anche se avulsa dai più importanti movimenti politici.
Chissà, forse il Carta era diventato un uomo troppo potente e pericoloso, da tener lontano; un uomo astuto che avrebbe potuto adombrare il prestigio del nuovo Arcivescovo di Cagliari.
Il 21 novembre 1627 viene citato e ringraziato nel Diploma di Nobiltà del nostro Giovanni Antonio Carta e, nel gennaio 1628, prende possesso per procura della sede vescovile di Bosa. La lontananza dalla Capitale, se mai se ne allontanò, non gli fece abbandonare la sua passione per il ritrovamento di corpi santi e il 4 maggio 1628 autorizza il culto di Sant’Imbenia le cui reliquie sono state rinvenute il 30 aprile 1628 a Cuglieri, nella sua Diocesi. Il 28 maggio dello stesso anno, sempre sotto il suo governo, furono trovate entro una tomba che era nella Chiesa di S. Sabina a Scano Montiferro, antico santuario dei Camaldolesi, i resti di un altro martire chiamato Errio. Le reliquie vennero conservate in una urna di cristallo che ancora si conserva in loco. Il 28 ottobre dello stesso 1628 comunica al Capitolo della Cattedrale di Bosa di aver ricevuto da Roma un Breve col quale viene proibito di dare in prestito i paramenti della Cattedrale. Il 15 febbraio 1629 autorizza il gesuita Padre Salvatore Pala a fondare la Confraternita del Rosario nell’omonima Chiesa di Scano Montiferro. Ricevette in quegli anni anche il titolo di Abate di Santa Maria di Corte e quello di Priore di Sant’Antonio Abate. Muore a Cagliari il 24 luglio 1630, neanche cinquantenne, e viene sepolto in Cattedrale, nella Cripta dei Santi Martiri. Il suo corpo riposa assieme a quello di tanti altri Vescovi di Cagliari, sotto il tombino di marmo che si trova nel pianerottolo delle scale che scendono nel Santuario, davanti alla tomba dell’Arcivescovo D’Esquivel.
Il 3 novembre 1731 una Nobildonna di Sorgono che si chiamava Maria Melys, all’epoca ottantenne, consegna alcune reliquie a un tale Fra Paolo Pira Falquy di Fruxio (Flussio, nel Bosano), fondatore della devozione verso la Beata Vergine di tutti i Santi in Scano Montiferro; le reliquie consistono in una “buona quantità di ossa di Santi, e polveri, senza astucci”. Lo scritto che ci ricorda il fatto, esistente presso la Parrocchia di Santulussurgiu, ci tramanda che Donna Maria Melis ereditò queste reliquie dai defunti Vescovi Sebastiano Carta e Melchiorre Pirella, suoi zii. La Nobildonna certamente non conobbe nè l’uno nè l’altro, deceduti ben prima che lei nascesse. E’ però interessante la notizia del vincolo tra nipote e zii, che dimostra la vicina parentela anche dei due Vescovi.

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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » martedì 26 ottobre 2010, 20:30

Per Carlo: Certamente che ci interessano tali notizie relative al Vescovo S. Carta e le altre notizie specifiche relative al suo ramo.
Grazie per averle postate.
Tra l'altro non capita tutti i giorni di poter leggere una biografia così completa di un Vescovo sardo di inizi 600, frutto di una sua ricerca sistematica su tale personaggio.
Dunque Sebastiano Carta fu anche nominato Consigliere Reale (del vicerè); senza dubbio aveva anche influenza politica, anche grazie alla sua cultura.
È noto quali personaggi conobbe a Pisa? O è ancora un'aspetto eventualmente da analizzare?
Chissà, magari avrà anche conosciuto quell'esponente della Chiesa, noto per la profonda cultura teologica, giuridica e storica, che era anche molto interessato alle pratiche e ai principi inquisitori, tanto che, pare, vivesse lunghi periodi sempre seduto alla scrivania a elaborare e scrivere, anche di notte. Non mi ricordo il nome di tale teologo (mi pare fosse nobile), dovrei controllare negli appunti e libri di mia sorella. Ma secondo me l'ha conosciuto, anche perché il periodo credo coincida.
Per quanto riguarda la Margherita Carta già citata, in effetti viene indicata l'origine dello sposo, ma intendevo come probabilità che anche la mamma venisse da Ozieri. Per esempio per il matrimonio della Lucrezia Carta di Ghilarza, celebrato a CA, sono andato a controllare l'originale del 600, e risulta la frase, tradotta dal catalano, "tutti della Villa di Ghilarza", frase riferita alla sposa, allo sposo, e ai genitori di questi. Per i testimoni invece non era indicata l'origine. Invece in altri atti che ho notato nei registri, era indicata all'occorrenza la diversa origine per la sposa e anche per uno dei genitori.
A proposito, ho trovato un'altra notizia sui Carta che potrebbe interessare anche a lei nello specifico. Dati che riporto nel prossimo post.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » martedì 26 ottobre 2010, 22:14

Ecco le notizie sui Carta che avevo preannunciato nel post precedente. Oggi, nello stesso riferimento dove sono citati alcuni parenti del mio già citato avo Serra, ho trovato anche i seguenti dati relativi a rami Carta di Sorgono


Giacobini moderati e reazionari in Sardegna: saggio di un dizionario... -Pagina 135
Vittoria Del Piano- 1996 - 588 pagine

... CARTA cavaliere FRANCESCO, nato a Sorgono, ma residente a Cagliari, figlio del notaio Pietro ...


È citato un Cavaliere Francesco Carta, residente a Cagliari a fine 700, in relazione alla situazione legata all'influenza della Rivoluzione Francese nell'isola.
Visionabile al link
http://books.google.it/books?id=K6NGAAA ... &lr=&cd=18

Ho trovato tali dati mentre cercavo anche notizie relative ad un'altro Carta di Sorgono, un certo Antonio Maria Carta (non so se Cavaliere) protagonista suo malgrado di un presunto episodio di stregoneria verso metà 600. In pratica una donna che lo voleva a tutti i costi come sposo fu accusata di aver preparato una bevanda magica, forse con l'aiuto di una fattucchiera. Per tale motivo quella donna, e forse anche la presunta "strega", furono deferite prima al braccio civile della Inquisizione e poi a quello ecclesiastico.

Per Carlo: Ho trovato anche dei dati che forse potrebbero spiegare la questione del G. Gerolamo presente in alcune fonti.
Infatti dai registri si ha

CARTA MICHELANGELO
DE REQUESENS
D. GEROLAMA
GIACOMO GEROLAMO
25- 7- 1610

Dunque nel 1610 nacque Giacomo Gerolamo Carta y Requesens (da notare che il padre non ha nessuno appellativo).
O questo Giacomo Gerolamo (e dunque non Giovanni Gerolamo come verrebbe da pensare) è stato insignito del cavalierato e della nobiltà nel 1627, però forse sarebbe stato troppo giovane (ma non è impossibile), oppure tale nominativo è alla base della confusione di vari autori già citati sopra, specie per il nome Gerolamo (il Giovanni era rimasto corretto).
Tra l'altro finora non ho trovato indizi che possano far ritenere tale Giacomo Gerolamo morto bambino o giovanissimo.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » giovedì 28 ottobre 2010, 22:39

Per Carlo: Più sopra nei giorni scorsi ho postato altri due msg. Quì volevo evidenziare altri fatti. Intanto vorrei capire quante Martina Carta sono esistite intorno a metà 500. Non le risulta un'altra Martina Carta vissuta però un pò dopo quella Martina Carta Bello già nominata?
Poi, cercando notizie sui Carta e altre stirpi con cui frequentemente si erano legati (Angioy, Tola ecc..), ho trovato anche le seguenti fonti.
Per prima la seguente immagine

Immagine

Ma questo Antonio Carta Tola era x es fratello di qualche suo antenato?
Cmq ho l'impressione di si. Poi per quanto riguarda la Ozieri dei primi 900 ho trovato il seguente nominativo

Uscenti
(delibera di scadenza del mandato 12 aprile 1905)
Giuseppe Carta Tola (deceduto)

Al link
http://www.webalice.it/ilquintomoro/ind ... 01904.html
Ma questo Giuseppe Carta Tola di Ozieri era di grado di parentela vicino con quello di suo nonno? Cmq sembrerebbe parente stretto di quell'Antonio Carta Tola della foto.


Per Maria Luisa Alasia: In riferimento a quei rami Martinez, Asquer, Carta ecc... che aveva nominato nelle pagine precedenti, ho "scoperto" che quel ramo LERCARO che aveva legami con i citati rami erano un ramo di una stirpe di Genova (ma probabilmente ne era già al corrente).
Anche se però ho notato presenze Lercaro nella penisola iberica, ma credo di origine genovese.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » domenica 31 ottobre 2010, 15:38

Ciao Salvennor, una breve risposta.

Di Martina Carta non so quasi niente, solo la notizia che ho riportato, che non ho trovato io bensì uno della famiglia Tola che me l'ha riferita. Non conosco il documento da cui è stata tratta.

La fotografia di Antonio Carta Tola l'ho mandata io all'associazione araldica della sardegna e rappresenta infatti mio Bisnonno. Non è però fratello di Giuseppe Carta Tola che non credo appartenga ai Carta Nobili bensì ad un altra famiglia Carta. A Ozieri infatti i Tola sono moltissmi ed esiste almeno un'altra famiglia Carta non nobile e non imparentata con i miei antenati se non molto alla lontana.
Ti ringrazio però molto per il link che hai postato in cui ho trovato alcuni miei antenati tra i Consiglieri di Ozieri, incarico di cui non ero a conoscenza. E inoltre ho scoperto, grazie a questo sito, che probabilmente la mia Pentavola Giuseppa Segni non si chiamava Segni bensì Sequi : è molto probabilmente un errore di interpretazione dell'antica calligrafia.
CArlo
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