CARTA: centro-nord Sardegna

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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enumerazione dei Carta ammessi gli stamenti (risp)

Messaggioda Destavara » mercoledì 23 giugno 2010, 22:16

Ciao a tutti,
concordo sulla strana esiguità del numero di Carta citati nel parlamento Gandìa rispetto al Montellano, e anche sui minori riferimenti ai luoghi di provenienza!
Salvennor: non so se i minori d' età presenziarono fisicamente, ma furono comunque abilitati senza diritto al voto: se non potevano votare, di che delega parli?
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » giovedì 24 giugno 2010, 19:04

Per Destavara: Mi chiedevo il motivo di abilitazioni per coloro che erano di minore età (anche se discendenti di cavalieri o di parlamentari) se appunto non potevano votare, o meglio non avevano ancora diritto al voto.
E cmq pensavo che essendo le sedute parlamentari dedicate alla discussione di vari temi generali e locali, anche i minorenni potessero in qualche modo delegare o un parente o altri parlamentari in modo da poter avere presente, per iscritto o verbalmente, ciò che era scaturito dalle Cortes.
Altrimenti non aveva senso abilitarli, e al limite si poteva dire che erano potenziali futuri parlamentari. Anche perché se erano già discendenti da cavalieri, è chiaro che da maggiorenni avrebbero avuto probabili convocazioni. Se invece non erano cavalieri la convocazione e l'abilitazione presupponeva il riconoscimento di un certo status, compreso un'adeguato livello di istruzione.
Credo che una parte considerevole di parlamentari fosse dotata di una certa istruzione, anche dottori.
Non credo che dei cavalieri in precarie condizioni economiche e analfabeti, e privi di cariche, sarebbero stati convocati. Anche per via di tutte quelle considerazioni sul "decoro sociale" che nella società del tempo influenzavano anche le fasi di riconoscimento nob.
Per ciò che concerne il relativamente scarso numero di convocati Carta al parlamento Gandia, potrebbe anche essere che in quella convocazione ci siano state disposizioni, o un insieme di fatti, che hanno determinato un notevole ridimensionamento dei parlamentari abilitati. Anche perché prendendo solo i discendenti del solo Francesco Carta del 1520 (tralasciando i rami collaterali), che come abbiamo visto già dal principio sono stati numerosi, non tornano i conti con numeri e provenienze. E senza contare i rami di Ozieri.
É anche ovvio che tra il 1615 e ultimi decenni del 600 ci sarà stato un aumento delle discendenze, ma non al punto di avere questa differenza, la quale credo possa essere spiegata da una effettiva riduzione, forse temporanea, delle convocazioni a inizi 600 (magari forse per motivi legati a episodi di troppe deleghe, o forse avevano innalzato i requisiti di status economico e culturale per l'ammissione).

Per Lidia Carta: Grazie per aver esposto la sintesi di alcuni aspetti storici e sociali importanti del centro-nord Sardegna tra XII sec. e metà 300.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » giovedì 24 giugno 2010, 20:40

Ciao a tutti!
Salvennor, purtroppo le ipotesi sarebbero diverse: io spero che Vincenzo,che ha trovato le informazioni e conosce gli approfondimenti degli "acta" sappia di più sulla questione!
Magari i due ragazzini erano rimasti orfani di padre e intendevano presenziare quali suoi eredi, oppure era consuetudine che i non votanti potessero comunque ascoltare e magari intervenire nei dibattiti dicendo la loro ma senza pesare sul bilancio in termini di voto, oppure ancora erano dei delegati essi stessi e potevano quindi esprimere solo il voto del loro delegante (magari il padre stesso) ma non un voto proprio...
ci vorrebbe qualcuno che ne sappia di più... le ipotesi potrebbero davvero essere molte per uno che non conosce questo aspetto delle ammissioni (io stesso)!

Per quanto riguarda invece le operazioni di selezione degli ammessi: sei sicuro del cambiamento di requisiti in favore di abbienti ed istruiti? Non è una polemica ma una richiesta di spiegazioni in più, in quanto a me sembra che una cosa del genere vada a stridere alquanto col concetto di nobiltà di sangue ereditaria e diritti e privilegi relativi! Io credo più a quanto dicemmo tempo fà sul fenomeno delle assenze: facevano uso delle procure, magari in certi periodi più che in altri... pensa per esempio la disponibilità di tanti ad andare a Cagliari in un anno in cui infuriava la peste ....per esempio!
Scansando gli ambirenti prettamente cittadini poi, a me risulta che nei paesi dell' entroterra non mancassero sindaci e funzionari molto ignoranti o proprio analfabeti (ma nobili o comunque printzipales) che ancora nei secoli XVIII e XIX apponevano le proprie fierissime croci sui documenti da firmare! La posizione familiare quindi prevaleva spesso sul detto aspetto. Che ne pensi? A presto, D.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » giovedì 24 giugno 2010, 22:32

Grazie ancora Vincenzo; ci hai dato molto materiale di elaborazione e riflessione.

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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » giovedì 24 giugno 2010, 23:40

In effetti relativamente all'ipotesi che ho espresso sopra non esiste certezza.
Stavo ipotizzando che effettivamente l'analfabetismo o cmq la poca istruzione era diffusa persino nei rami nobilitati (specie nelle aree non cittadine), e in questi erano diffuse anche condizioni economiche frequentemente non idilliache o addirittura precarie, e ovviamente la scarsa istruzione era diffusa anche nei rami borghesi ma magari benestanti (x esempio proprietari terrieri e mercanti), e in relazione a tale situazione ho ipotizzato che tra i vari rami insigniti di cavalierato o nobiltà, o diciamo pure tra quei rami di stirpi che venivano considerate di distinta discendenza, per le convocazioni alle Cortes venivano abilitati solo quelle persone (o rami) che in quel momento rientravano in un certo margine di "status sociale" adeguato (censo +istruzione).
Certamente questa è un pò una contraddizione con il concetto di nobilitazione o di riconoscimento nobiliare, ma cmq anche il fatto che una volta eclissata la potenza iberica molti rami di cavalieri e nobili siano velocemente scesi quasi nell'oscurità, è indice che per i vari nuovi monarchi solo in teoria quelle stirpi avevano una distinta ascendenza, ma di fatto anche per motivi fiscali avevano creato una situazione in cui solo certi rami (i più elevati socialmente) poterono essere riconosciuti e godere effettivamente di vari privilegi (perlomeno fino ai primi decenni dell'800).
Ovviamente il fatto di non comparire più in certi elenchi nob. e non godere di certi privilegi non cancellava ciò che era stato.
E dunque nella mia ipotesi in un certo qual modo estendevo tali osservazioni anche al periodo iberico, ma limitatamente alle convocazioni delle Cortes.
Dato che effettivamente esistevano funzionari, militari, sindaci, consiglieri, principals (proprietari terrieri e grandi allevatori, mercanti), sia borghesi che ufficialmente nobili, caratterizzati da scarsa istruzione o spesso da analfabetismo totale, e ciò fino all'800 (anzi forse fino ai primi del 900).
Poi, sopra ho citato borghesi e nobili, ma è chiaro che nella società isolana spesso esistevano rami borghesi che venivano considerati nobili al pari di rami loro parenti nobilitati ufficialmente.
Insomma, un pò il discorso sul riconoscimento della Generosità per il tramite di un'individuo, riconoscimento che però si estendeva a tutti i rami collaterali.
Per quanto riguarda le procure, certo, i motivi erano quelli di cui all'altro topic.
Saluti
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » venerdì 25 giugno 2010, 20:43

Salvennor, su cosa abbiano fatto i Savoia per limitare la nobiltà povera di censi non ci sono dubbi (è chiaro che se uno non poteva sottoporsi all' esborso rilevante di diritti di sigillo e annata e altre somme aggiuntive ancora più consistenti non si curava nemmeno avanzare richiesta...tanto l' exequatur era impossibile!), ma per quanto riguarda le ammissioni agli stamenti dobbiamo tener presente che alcune famiglie nobili (e/o notabili), nei piccoli centri erano le sole che avessero un certo controllo dei propri compaesani, spesso facili alla ribellione: ad esempio erano i nobili locali a "manovrare" la popolazione per decidere se il villaggio dovesse o no pagare i tributi, e ciò a precindere dal loro livello di ricchezza e istruzione. Se un nobile locale si sentiva leso nelle sue questioni, per prima cosa cercava di seminare lo scompiglio fra abitanti e feudatari (e sai quante volte successe!!??) buttandola su politica e ingiustizie (la furbizia, e il potere locale riconosciuto da un popolo non hanno censo nè titolo di studio)...
Morale della favola: era forse opportuno tenere buono anche qualche povero e ignorante nobile di paese, senza levargli i suoi diritti e privilegi di nascita... Io non credo affatto a quella ipotesi...non mi convince in nessuna maniera [nonono.gif]
saluto tutti!
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » venerdì 25 giugno 2010, 22:23

Interessante tale discorso relativo al ruolo e all'influenza che avevano varie famiglie nella società dei centri minori, nei secoli passati.
Un pò tale aspetto traspare anche in qualche estratto documentale postato nelle pagine precedenti, tipo quelli sulla società oranese in periodo feudale e l'episodio dell'assalto verso Mamojada.
O anche uno dei documenti postati da Lidia Carta relativi a controversie inerenti la Montagna di Abbasanta.
Mi chiedevo se in tali fenomeni sociali contava anche l'età degli esponenti di tali famiglie.
Cioè x es ammettendo che in un centro di 1000 abitanti esistessero una decina di famiglie influenti, ogniuna con un certo cognome, se x es ciascuna di esse era composta da più rami, a volte anche numerosi (x es 15 rami con lontano legame comune), aveva importanza il fatto che in uno di tali rami esisteva una persona di veneranda età? Che a sua volta influenzava anche i suoi lontani parenti omonimi nelle scelte locali.
In pratica nella società sarda avevano importanza l'età e la conseguente probabile esperienza?
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » venerdì 25 giugno 2010, 22:43

I Chierici tonsurati

Avendo trovato una marea di toncurats ed escriventes tra i Carta che mi riguardavano ( periodo : 1600-1700) per non parlare dei notai (ma in numero inferiore ) , mi sono posta delle domande e credo di aver trovato risposte convincenti che vi espongo e che hanno una qualche affinità con l'argomento che state trattando.
Nella società feudale, chi non era cavliere o nobile o non faceva parte del clero, restava dunque privo di privilegi sia in campo giudiziario che tributario ; ecco perché chi poteva cercava di migliorare la propria posizione entrando in qualche modo a far parte della nobiltà o legandosi alla Chiesa. Ecco allora che i giovani di famiglia agiata ( spesso gli stessi figli dei notai per es.) che avevano l'opportunità di studiare nei collegi religiosi, vi rimanevano fino a praticare il Noviziato ed ottenere la tonsura.Poi rientravo nella villa di origine e potevano anche sposarsi , generalmente esercitavano la professione di escriventes ed erano esenti dal versamento del feudo ...!! Bella trovata , non vi pare ?
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » venerdì 25 giugno 2010, 22:58

I Tonsurati

dimenticavo di aggiungere : naturalmente da qui ad esercitare poi anche il potere ( inteso soprattutto come necessaria mediazione tra feudatari e vassalli ) in una società di analfabeti, il passo era breve. Queste stesse persone con gli anni erano destinate ad assumere cariche pubbliche nelle società rurali ( es. majore de justicia o sindaco). Naturalmente anche l'età e l'esperienza avevano la loro importanza; non era facile ottenere il riconoscimento di "uomo probo" : era un riconoscimento sociale che richiedeva un certo carisma presso la comunità di appartenenza. E l'uomo probo era chiamato ad esprimere il proprio parere in caso di conflitti e controversie.
Buona notte a tutti

Lidia
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » venerdì 25 giugno 2010, 23:35

Ciao a tutti: Lidia, ti vedo connessa!!!!
Lidia ha risposto alle domande di Salvennor col concetto di "uomo probo" in modo sintetica ma di una certa efficacia, secondo il mio modesto parere!
Vorrei approfondire con alcuni dei casi specifici di mia conoscenza, ma senza però citare luoghi e nomi propongo il seguente parziale (e riassunto) estratto:
a proposito di un paese della Sardegna (che io so [arf2.gif], ma non voglio far torto a famiglie esistenti pubblicando certe "vergogne"!), "nell' Anno del Signore 1674; ...il Gonzales si lamenta col duca di un cavaliere di quel villaggio, familiare del Santo Uffizio, che siccome esente dalla giurisdizione baronale, cerca di opporsi a tutto quanto egli cerca di fare per la buona amministrazione della giustizia e del buongoverno del villaggio stesso... In quel periodo la terna dei luogotenenti di giustizia era scelta dagli abitanti fra persone di prestigio e influenza, e da questa terna il regidor sceglieva il giudice... per influenzare a proprio piacimento i giudici, li sceglievano tra persone non adattea a quel ruolo... Gonzales lamenta che un altro cavaliere in passato impediva che gli abitanti pagassero il donativo:...insomma... nel villaggio non si conosceva altro signore che il cav.XXXX".
Dopo si parla anche delle ragioni valide per cui il suddetto operasse così: tasse esose per i nobili, figuriamoci per i meno abbienti, ma che cav. altruista!!!!!!


In ambito di altri controlli nei villaggi (siamo nel 1770): "nel villaggio era sindaco don XXXX e censore don XXXX, che ricoprivano anche la carica di ufficiali di giustizia, i quali asserirono però di essere molto ignoranti (probabilmente una banale scusa per evitare di dare spiegazioni sul proprio operato, ma se avevano un titolo di istruzione gli era difficile far credere di essere "ignoranti", quindi in un certo qualmodo lo dovevano essere, ma stupidi non erano di certo [arf2.gif] ! ...A quel tempo il sindaco era eletto attraverso un' assemblea dei capifamiglia: venivano scelti nove probi uomini, questi ne selezionavano tre, fra i tre il regidor ne selezionava uno.


NB: una data famiglia riconosce il suo capo: credo che l' anzianità contasse estremamente! A presto, D.

Aggiunta più tardiva ma bellissima:
Quando la Sardegna era già passata ai Savoia da quasi vent' anni un eruditissimo sindaco di un altro paese ancora, a cui degli ispettori fecero notare in malo modo il suo cattivo modo di amministrare, rispose loro minaccioso:"... ebbene, non finisce qui: farò arrivare e valere le mie rimostranze a Madrid!": ragazzi, è storia locale, non una barzelletta!!!
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » sabato 26 giugno 2010, 14:02

Ciao Destavara connesso.....
Infatti non dovevano essere tempi da idealizzare ed é vero che non tutti i majores de justicia dovessero avere un'istruzione anche elementare, tanto meno i sindaci.
Io, nella mia ricerca, mi sono avvalsa di una pubblicazione specifica sul paese di riferimento dove si dice che tutti i Majores, in quella villa , sapevano leggere e scrivere; ciò non significa necessariamente che ciò venisse a tutto vantaggio dei poveri vassalli ignoranti e oppressi dai tributi feudali!
Buon pomeriggio
Lidia
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » sabato 26 giugno 2010, 17:03

Lidia Carta e Destavara, Grazie per le delucidazioni relative al concetto di "uomo probo" e al ruolo e caratteristiche dei maggiori esponenti delle principali famiglie dei centri minori della Sardegna.
Vedo che è stata citata anche la figura del "Familiar del Sant'Uffizio", e ciò mi ha fatto ricordare che nel forum avevo già aperto un topic a riguardo, mesi fa, visionabile al link

viewtopic.php?f=6&t=9480&p=115294&hilit=

Lo spunto del topic si era creato mentre cercavo notizie sui Cappai della zona di CA tra XV e XIII sec.
Però i personaggi a cui mi riferivo non erano cavalieri, o almeno credo; ma probabilmente erano cmq influenti, perlomeno per certi aspetti.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda vincenzo carta » domenica 27 giugno 2010, 16:12

Carissimi,già il 25 ho cercato di darvi qualche risposta ,purtroppo non sono riuscito ad inviare.
Già nel periodo Giudicale troviamo il termine "donnickellos,così chiamati i familiari del Principe.Liberos Majorales con l'appellativo di Donnos,possessori di latifondo ed esercenti le funzioni civili e militari.
Liberos Mannos,possessori di latifondo,con patrimonio inferore ai Liberos Majorales.

Liberos de caballo,riconoscimento per il servizio Militare prestato a cavallo.Erano Nobili ?,forse una nobiltà di fatto,data dalla loro condizione sociale:Nel periodo Giudicale non è possibile individuare procedure di conferimento di Nobiltà.
Sicuramente con l'arrivo degli Aragonesi diversi dei suddetti si sono schierati con i nuovi conquistatori per conservare il loro stato sociale.
Al primo Parlamento 1355 di Pietro IV d'Aragona sono stati convocati solo Feudatari,e forse si pone come atto di nascita della Nuova Nobiltà Sardo - Catalana.a) Feudatari che svolgono funzioni Militari ed Amministrative,alcuni Nobili,condizione che deriva dalle Nazioni di loro provenienza. b) Feudatari(famiglie Sarde ) con le quali gli Aragonesi tentarono di legarsi,riconoscendo come Feudi i loro antichi domini latifondistici e concedendo Feudi a quelle famiglie ch si erano schierate con loro. c) Forse anche Feudatari espressi dalla classe mercantile Cagliaritana e Algherese.
Attenzione il titolo di Dottore = Assessore 3°titolo dell'amministratore delle Città Regie,1° titolo Veguer 2° titolo Salvaguer;da non confondere,quindi,con il titolo di Studio.
continua.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda vincenzo carta » domenica 27 giugno 2010, 16:46

Parlamento di Alfonso il Magnanimo 1421-1452 .
Le covocazioni vendono fatte con la stessa procedura del precedente e cioè per il braccio Militare i Feudatari,per il braccio ecclesiastico i Vescovi e gli abati.Per le Città Regie i Sindaci (delegati a rappresentare la Città dal consiglio comunitario.Punto base del programma (secondo Alfonso) era il riordino della Sardegna la cui situazione non era molto buona a causa delle precedenti guerre tra Sardi e Aragonesi e lo spopolamento a causa della peste degli anni 1348-1376-1398-1402- e 1410.Ilprogramma vero era la raccolta del donativo.
Dimenticavo,l'unico rappresentante,non Feudatario,titolato Nicolò de Balbo donnicello di Bosa.Nella seconda metà del 300 furono concessi (i primi)alcuni titoli di Generoso a qualche abitante di Bosa e Sassari.Non conosco i nomi.
Per quanto riguarda i minori:
Nel Parlamento del 1613 è stato ulteriormente ribadito,secondo i regolamenti Parlamentari Aragonesi e Valenzani,solo coloro che avessero compiuto i vent'anni potessero votare e coloro i quali avessero compiuto i ventiqu8attro potessero ricoprire cariche Parlamentari.Ciò nonostante,parecchi venivano abilitati ed ammessi.L'età veniva accertata attraverso fedi battesimali o dichiarazioni giurate e certificate.
Saluti Vincenzo
P.s. non so se ho chiarito qualche vostro dubbio o se ne sto aggiungendo altri.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » domenica 27 giugno 2010, 20:58

Cari lettori,
torno per scrivere una correzione su quanto ho scritto nel mio post precedente a proposito dell' erudito sindaco che minaccia di lamentarsi a Madrid...quando la Sardegna era già sotto i Savoia: il mio era un ricordo di anni fà ed è riportato un pò travisato perchè non ho 'sta gran memoria! Correggo dunque:
quel sindaco non visse a metà del '700, purtroppo si tratta di un fatto accaduto nel 1823 (CHE VERGOGNA!!!!!!!!!), e la "minaccia" venne rivolta ad una persona in particolare: ALBERTO FERRERO della MARMORA (RI:che vergogna!), quando quest' ultimo presentò al suddetto sindaco l' ordine scritto del vicerè che lo autorizzava a farsi procurare dalle autorità locali i cavalli necessari per proseguire i suoi itinerari nell' isola!
Questo signore non sapeva delle sorti dell' isola negli ultimi 130 (circa) anni!!!! Il mio ricordo era dunque fin troppo roseo... Le cose erano ben peggiori (ma per fortuna questi casi non erano la norma!).
Saluti, D.
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