Famiglia Satta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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ARMA dei SATTA di Tempio

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 0:43

Non credo affatto che la comunanza di stemma tra due o più famiglie costituisca un argomento decisivo per provare legami genealogici tra le stesse.
Allo stato delle ricerche da me compiute la più antica raffigurazione dello stemma dei Satta è quella che appare nella lapide tombale di Caterina Satta, figlia di Giorgio, moglie di un Garuzi (originaria forma di Garruccio), deceduta nel 1653. Detta lapide si trova in Tempio nella chiesa di San Francesco, un tempo chiesa conventuale dei Minori Osservanti, murata nella parete destra.
Dispongo di materiale fotografico dettagliato di detta lapide e vorrei mettervelo a disposizione ma non so come allegarlo e soprattutto non so se sono autorizzato a farlo.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » lunedì 6 febbraio 2012, 1:14

Per leone passante: Se le foto sono di sua proprietà penso non ci siano problemi a inserirle, senza autorizzazioni.
Per postare foto nel forum un possibile metodo, se le foto non sono già nel web, è questo:
Si collega al sito
http://imageshack.us/?no_multi=1

Poi avendo cura di regolare in quel sito il formato foto su 480x600 (il forum non accetta formati maggiori per la visualizzazione diretta), può caricacare tramite il pulsante Carica (sempre in quel sito)le foto che ha nella memoria del suo terminale. Una volta caricata la foto, in quel sito avrà a disposizione vari link.
Se vuole visualizzare nel forum direttamente la foto, con i comandi copia e incolla può copiare quel link associato al termine forum, e poi incollarlo nella finestra del topic, così come è, come quando inserisce frasi.
Se invece vuole una visualizzazione indiretta (che si ottiene cliccando sul link che posta)può copiare e poi incollare nella finestra quel link associato al termine diretto (visualizza anche foto di formato grande).

Una curiosità, ma nei Q.L. di Tempio si sono interrotte le tracce solo per quei rami Satta che furono ammessi alle Cortes, oppure nello stesso periodo è accaduto lo stesso fenomeno anche per altri rami Satta e anche per famiglie con altro cognome? Cioè, cosa potrebbe aver influenzato su questi trasferimenti o su queste estinzioni?
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Re: ARMA dei SATTA di Tempio

Messaggioda Destavara » lunedì 6 febbraio 2012, 1:44

leone passante ha scritto:Non credo affatto che la comunanza di stemma tra due o più famiglie costituisca un argomento decisivo per provare legami genealogici tra le stesse.
Non vorrei deluderti, ma non stiamo parlando di un leone rampante, un'aquila bicipite, o delle stelle a tot punte, o di una sbarra, o una partizione in decousse: è una raffigurazione troppo peculiare per essere casuale, e casuale in tutti i casi (Destavara)
Allo stato delle ricerche da me compiute la più antica raffigurazione dello stemma dei Satta è quella che appare nella lapide tombale di Caterina Satta, figlia di Giorgio, moglie di un Garuzi (originaria forma di Garruccio), deceduta nel 1653. Detta lapide si trova in Tempio nella chiesa di San Francesco, un tempo chiesa conventuale dei Minori Osservanti, murata nella parete destra.
Allora, senza andare ad Ozieri, anche se dal vero la cosa è più emozionante, cerca su google per immagini "stemma satta": vedrai lo stemma dell'altare ligneo della chiesa della Madonna del Monserrato risalente a fine '500-primo '600 dei Satta di Ozieri.
Puntualizzazione: se anche non fosse di datazione precedente a quello che conosci, comunque la raffigurazione è quella su campo unico, senza partizioni d'alleanza, e dunque riprooduce lo stemma originale dei Satta.(Destavara)


Dispongo di materiale fotografico dettagliato di detta lapide e vorrei mettervelo a disposizione ma non so come allegarlo e soprattutto non so se sono autorizzato a farlo.


Vedo che salvennor ti ha già risposto, anche a me spiegò come usare quel sito... e me ne sono pure dimenticato: il computer sta a me come l'automobile a mr. Magoo [crash.gif] Saremmo lieti tutti delle tue proposte, grazie in anticipo!
Buonanotte a tutti


Aggiunta (per leone passante):
mi sono dimenticato di rispondere al tuo post in cui dicevi:
"Nelle due procure, rogate in Tempio, rilasciate da Sebastiano e Giovanni Antonio Satta in favore dott. Antonio Cabodoro, affinché intervenisse al Parlamento e votasse a loro nome, i medesimi Satta si qualificano entrambi come "domicellus loci de Terranova, in opido de Tempio domiciliatus". Il terzo fratello Giovanni Maria nella procura redatta in Sassari in favore di Bernardino Cervellon si qualifica "vezino della villa de Tempio, morador en esta ciudad de Saçer, cavaller".

Interessante, solo che si tratta di fratelli dici... uno di Tempio e l'altro di Terranova??? Propongo allora la seguente riflessione: siccome sono fratelli, e la famiglia è una, o sono tutti di Terranova, o tutti di Tempio, ma si dice "loci de Terranova"; non è che forse si intende con loci la volontà di specificare la zona (come in antico si faceva coi termini logu e Logu) di provenienza per poi specificare l'effettiva località di residenza-provenienza? Infatti dell'altro si dice che è di Tempio, ma morador (=che abita, domiciliato) in Sassari.
Anche negli atti del '700 si trova spesso la parola "commorans-tis" per dire che uno abita in un centro, ma proviene da un altro. Pongo la questione solo perchè appare contraddittoria la provenienza di due o più fratelli da località disgiunte (a livello di origine, non di domicilio da adulti, ovviamente)... Insomma, mi sembra strano che se tu sei di Olbia, hai un fratello "di" Tempio (o il contrario, naturalmente).

Inoltre nel 1626 risulta convocato anche un Giovanni Satta elencato tra i nobili del Monte Acuto-Goceano.
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SATTA di GALLURA

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 13:55

Ribadisco altra volta che sto parlando sempre e soltanto dei Satta di Gallura, gli unici di cui mi sono occupato e di cui posso parlare con cognizione di causa.
Si tratta anche qui dello stemma originario non inquartato ed ad oggi in Gallura non ho rinvenuto attestazioni più risalenti.
Ribadisco che i legami genealogici tra due stirpi non possono essere considerati provati neppure in caso di assoluta identità di stemma, che può avere solo valore indiziario.
Quanto al fatto che Giovanni Antonio e Sebastiano fossero fratelli non ci sono dubbi visto che sono detti entrambi originari di Terranova ed entrambi domiciliati in Tempio e che rilasciano procura allo stesso soggetto lo stesso giorno. Il nesso "loci Terranovae" direttamente collegato alla qualità di "domicelli" a mio sommesso avviso sta a sottolineare la loro provenienza da Terranova, intesa come centro abitato. Mai le fonti moderne fanno cenno a Terranova intesa come "Logu" o "Parte" con riferimento a centri dell'alta Gallura, men che meno con riferimento a Tempio che all'epoca è molto più grosso e importante di Terranova e soprattutto ormai si sono scissi e fanno parte di due complessi feudali diversi (Marchesato di Orani e Marchesato di Terrranova).
Di Giovanni Maria si può supporre che il notaio abbia saltato il riferimento al luogo d'origine della famiglia (Terranova) perché da Tempio si era ulteriormente trasferito a Sassari e sarebbe apparso sovrabbondante dire "cavaliere originario di Terranova, trasferito a Tempio e oggi residente in Sassari".
Quanto al Giovanni Satta residente nel Monteacuto, pure convocato al Parlamento Bayona del 1626 non ne ho parlato deliberatamente proprio perché niente di lui rimanda alla Gallura.
Ultima modifica di leone passante il lunedì 6 febbraio 2012, 17:45, modificato 5 volte in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 14:20

Ringrazio Salvennor per le istruzioni veramente dettagliate. Vedrò di seguirle alla lettera.
Le sparizioni dai QL di Tempio non hanno nulla di misterioso: si tratterà come consueto di estinzioni e trasferimenti di residenza, comuni a tutte le stirpi di ogni condizione, compresi i Satta popolani. Soltanto per il periodo 1622-1668, essendo il volume particolarmente lacunoso, la mancanza di notizie su un singolo individuo possono essere ascritte a quel fattore. Dal 1668 in poi i volumi dei battesimi sono completi.
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Satta

Messaggioda Destavara » lunedì 6 febbraio 2012, 15:48

Leone passante:
sui Satta di Gallura ora ti sei spiegato in modo che anche io posso capire meglio, e hai ragione anche in fatto di araldica, di sicuro. Non insisto perchè all'araldica dei Satta ho già dedicato molto tempo e riflessioni, anche in topic. :D Aspettiamo che ci posti lo stemma figurante in Tempio, sarebbe bello poterlo vedere.
Saluti, D.
PS: lo stemma Satta figura al quarto quarto dello stemma degli Angioy Angioy-Carta/Pirella Satta: naturalmente il primo Angioy è diverso dal secondo, il Carta è un altro rispetto a quello che ha il leone sostenente la Carta nello stemma, I Pirella non sono quelli che hanno lo stesso stemma, e idem per i Satta. (qui sto volutamente ma bonariamente ironizzando su un'altra parentela [angel]
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:25, modificato 1 volta in totale.
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SATTA di Tempio - ARMA 1653

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 17:34

Immagine
Ultima modifica di leone passante il martedì 28 febbraio 2012, 13:31, modificato 1 volta in totale.
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Satta di Tempio, varianti nell'arma

Messaggioda Destavara » lunedì 6 febbraio 2012, 18:01

Bello, davvero bello, sono quasi commosso: mai vista in vita mia prima di pochi secondi fà la variante che a sinistra riporta una stella e a destra il sole INTERO (e non il quarto); grazie leone passante!
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » lunedì 6 febbraio 2012, 21:33

DESTAVARA ha scritto:
Allora, senza andare ad Ozieri, anche se dal vero la cosa è più emozionante, cerca su google per immagini "stemma satta": vedrai lo stemma dell'altare ligneo della chiesa della Madonna del Monserrato risalente a fine '500-primo '600 dei Satta di Ozieri.

Non capisco donde mutui la datazione dello stemma Satta scolpito alla base dell'altare della Madonna del Monserrato.
Nel sito emerge chiaramente che quell'altarino è frutto di assemblaggio, un pastiche per l'appunto, e che le parti originarie sono settencentesche. Parimenti settecentesco è detto il quadro dove figura lo stemma con stendardo e balestra.
Insomma, mi sa tanto che lo stemma della lapide tempiese non solo è il più antico di Gallura ma il più antico in senso assoluto, a parte quelli originali dipinti nei diplomi di concessione. A proposito, il diploma con la rappresentazione dell'arma concessa a Dionigi Satta nel 1640, è ancora reperibile nell'ASC ?
Ultima modifica di leone passante il giovedì 9 febbraio 2012, 13:00, modificato 1 volta in totale.
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Stemma Satta; figura: Ozieri

Messaggioda Destavara » lunedì 6 febbraio 2012, 22:51

leone passante ha scritto:DESTAVARA ha scritto:
Allora, senza andare ad Ozieri, anche se dal vero la cosa è più emozionante, cerca su google per immagini "stemma satta": vedrai lo stemma dell'altare ligneo della chiesa della Madonna del Monserrato risalente a fine '500-primo '600 dei Satta di Ozieri.

Non capisco donde mutui la datazione dello stemma Satta scolpito alla base dell'altare della Madonna del Monserrato.
Nel sito emerge chiaramente che quell'altarino è frutto di assemblaggio, un pastiche per l'appunto, e che le parti originarie sono settencentesche. Parimenti settecentesco è detto lo stemma con stendardo e balestra.

Premesso che alcune foto in quella pagina sono slegate dal contenuto scritto e che l'insieme è poco chiaro (compresa l'appartenenza originaria dello scudo dei Satta), il pastiche, che nell'articolo si definisce gradevole, non è un "pastiche" (termine che ha una pretenziosità tecnico-stilistica), bensì un pasticcio, ovvero una terrificante schifezza che ad Ozieri furono sicuramente obbligati a fare con i resti degli ormai praticamente irrecuperabili antichi altari di S. Francesco: la datazione (a parte che prima ho scritto chiesa e non CAPPELLA del Monserrato) che ho ipotizzato discende non tanto dalle improbabili memorie orali citate nell'articolo, quanto dal fatto che in quell'obbrobrio si distinge perfettamente cosa è barocco spagnolo e cosa no. Lo scudo mi sembra di fattura precedente agli anni del '700 lì menzionati (dettagli, superfici, finitura diversa e semplice rispetto al cromatismo degli altri elementi (tardo)secenteschi; dovrebbe essere più probabilmente del '600, ma se consideriamo che il culto di Monserrato in un certo senso si deve a Leonardo Tola che sciolse voto dopo le imprese belliche che compì col suo futuro genero Angelo Satta nel 1492, lo stemma potrebbe essere un rimasuglio precedente (forse appunto fino al '500). (DEstavara)


Insomma, mi sa tanto che lo stemma della lapide tempiese non solo è il più antico di Gallura ma il più antico in senso assoluto, a parte quelli originali dipinti nei diplomi di concessione. A proposito, il diploma con la rappresentazione dell'arma concessa a Dionigi Satta nel 1640, è ancora reperibile nell'ASC ?



Sull'antichità: potresti avere ragione anche in virtù del fatto che col passarde del tempo lo stemma dei Satta sembra "perdere alcuni pezzi": prima la stella, e poi il sole evidentemente, se hai ragione tu.
Credo che il diploma sia in ASC, in quanto Floris cita gli estremi della concessione.


AGGIUNTA: vi invito, amici, a non sentire la mia mancanza (scherzo), poichè per me con la serata di oggi si conclude questo periodo di "semilibertà" (non pensiate male!), grazie a voi (soprattutto) ed al quale il topic è cresciuto; e dunque, rincorrendo gli impegni non potrò al contempo rincorrere il forum: seguirò e interverrò nei limiti del possibile.
Saluto tutti, D.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 27 febbraio 2012, 0:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » martedì 7 febbraio 2012, 10:24

Salve. Interessanti i vostri post relativi alla questione dei vari stemmi Satta.

Destavara, forse ne sei già a conoscenza, comunque ecco la definizione di "hidalgo" secondo l'enciclopedia online Treccani

hidalgo Titolo nobiliare spagnolo.
Gli hidalgos, di nobiltà inferiore
rispetto a quella degli ricos hombres,
tramandavano il titolo di padre in figlio
per linea maschile. Non era necessario
che anche la madre appartenesse
all’ordine; la figlia di un h. perdeva il suo rango sposando un villano, ma lo
riacquistava se rimaneva vedova. Alla
hidalguía era connessa una serie di
privilegi e distinzioni sociali e
l’ammissione era regolata da norme
precise e minute, soprattutto quando nel Cinquecento e nel Seicento crebbe
la smania di potersi dire nobile.

(fonte http://www.treccani.it/enciclopedia/hid ... e3506d72e/

Ma la questione relativa alla qualità di hidalgo è più complessa di ciò che traspare dalla precedente definizione. Infatti varie ulteriori notizie si possono visionare su
http://it.wikipedia.org/wiki/Hidalgo

(cliccare alla voce "titolo nobiliare spagnolo)

Per quanto riguarda la Sardegna io avevo sentito dire da alcune persone che il termine hidalgo frequentemente era riferito a persone, spesso delle zone interne, di famiglia rispettabile (gli interessati e gli immediati ascendenti che godevano di una certa considerazione locale, anche se non neccessariamente di censo elevato)e che erano caratterizzati dall'AVERE PRESTATO SERVIZIO DI CARATTERE MILITARE al servizio della Corona.
A prescindere che godessero di titoli nobiliari; cioè potevano Non essere Cavalieri ereditari o Nobili (ma lo potevano divenire in seguito alcuni di loro).

Per quanto riguarda l'appellativo Mossen, confermo che in genere era riservato a ecclesiastici di un certo rango (anche Canonici credo), poi era riservato a persone che ricoprivano cariche pubbliche (anche non elevate) e a persone di censo relativamente elevato (magari relativamente alla realtà di una zona ristretta), e inoltre spesso il Mossen era riferito ai Cavalieri, e magari precedeva il titolo (per esempio Mossen Gavino Satta Cavallero, ciudadiano de ...).
Nell'altro topic ci sono esempi di Mossen riferiti anche a scrivani e notai. Io in documenti relativi ai Carroz e ai Centelles Carroz avevo letto, per la zona di Ogliastra di fine 400 e del 500, il termine Mossen riferito sia a Ufficiali di Giustizia, notai, scrivani, major, e altre cariche e impieghi, ma anche all'appellativo Capità (ignoro per ora il vero significato). Per esempio per inizi 500 Mossen Thome Carta, Capità de judicat de Ollastre. O anche Mossen Andria Cadello escrivà en la Villa de Tortolì. O anche Mossen Cardia major. Ma a volte si legge sempre per l'Ogliastra anche l'appellativo Donno, per esempio Donno Antiogo De Aquena (specie per i nomi personali sto andando a memoria, non ho davanti tali documenti).
E infatti anche nell'altro topic sono presenti esempi simili, specie per il Guilcer, per il periodo del 500 e del 600.
Comunque per quanto riguarda l'Ogliastra, ma anche per il Guilcer, non penso che ci si riferisse a individui con nobiltà ereditaria; erano borghesi (però da alcuni di loro scaturiscono in seguito discendenti che saranno insigniti del Cavalierato prima e della Nobiltà dopo).
A presto
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SATTA di BITTI e ORANI

Messaggioda leone passante » venerdì 10 febbraio 2012, 18:19

Torniamo ai Satta.
Dalle carte dell'Archivio Aymerich conservate in ASC e segnatamente dal fitto carteggio relativo al periodo in cui membri di tale casata amministravano quali procuratori il complesso feudale dei Maça de Liçana emerge chiara e netta la attestazione di diversi Satta, probabilmente imparentati tra loro, impiegati nell'amministrazione feudale.
In particolare figurano:

ANTONIO SATTA dal 1535 al 1555, con riferimento a Bitti, Orani e Mamoiada

GIOVANNI o GIOVANNI MARIA SATTA dal 1543 al 1560 con riferimento a Bitti, di cui è detto Ufficiale, e Tempio

ANGELO SATTA dal 1554 al 1563, con riferimento a Bitti, di cui è maggiore di giustizia

FRANCESCO SATTA dal 1553 al 1557 con riferimento a Orani e Terranova

SALVATORE SATTA dal 1551 al 1561

Da questi dati si possono desumere elementi rilevanti ai fini delle successive nobilitazioni dei Satta.
Innanzitutto è ragionevole ipotizzare che -contrariamente a quanto afferma il Floris- il Francesco Satta Sotgiu di Bitti che riceverà i privilegi nel 1642 (cav.) e 1646 (nob.) con tutta probabiltà discenderà da uno di questi Satta attestati a Bitti già nella prima metà del precedente secolo ed interessati all'amministrazione del feudo piuttosto che da quell'Antonio da cui discendono i Satta galluresi, privilegiato del cavalierato nel 1599, quando cioè i nostri erano già ampiamente radicati nelle Barbagie di Bitti ed Ollolai.
D'altronde se quel Francesco Satta Sotgiu fosse stato nipote diretto di Antonio, sarebbe stato a sua volta figlio di uno dei tre figli (Giovanni Maria, Giovanni Antonio e Sebastiano) ammessi al Parlamento Bayona (1626) ciò che rende improbabile un rinnovo del cavalierato a soli 43 anni dalla concessione in capo all'avo, considerato che sarebbe stata condizione sufficiente per il riconoscimento la semplicissima prova della paternità.
E' altamente probabile comunque che tra i predetti rami bittese e tempiese vi fosse un legame di sangue, come indiziano alcune omonimie e soprattutto il fatto che anche i Satta di Bitti nell'attività di amministrazione del feudo si recassero a Tempio e a Terranova.
Tutto farebbe pensare dunque ad un trasferimento in senso opposto, dalle Barbagie alla Gallura interna, passando per Terranova. D'altronde che l'Antonio cavaliere nel 1599 discenda da quell'Angelo che ebbe la podestaria del Coghinas nel 1502 è semplice ipotesi di Floris non confortata da documento alcuno.
Ultima modifica di leone passante il mercoledì 29 febbraio 2012, 12:06, modificato 8 volte in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda vincenzo carta » venerdì 10 febbraio 2012, 18:59

Salve
Qualche altro intreccio parentale dei Satta a Mamoiada.
Il 20-11-1751 Don Diego Meloni Spanu,nativo di Santulussurgiu nel testamento nomina curatori Don Diego Meloni Carta suo cugino,rettore di Orgosolo,e i cognati Giovanni Domenico e Gabriele Satta.
Il 6-6-1752 Francesco Meloni Carta,principale,dispone con testamento di essere sepolto nella cappella del Rosario in cui vanta lo jus sepeliendi.Nomina curatori la madre Antonia Anna Carta,lo zio il rettore Giuovanni Francesco Carta Marcello ed il suocero Don Francesco Giuseppe Galisay.
Il 22-10-1758 diventa sindaco di Mamoiada Giovanni Hortal Satta,scrivano,figlio del medico e scrivano Giovanni Battista,nativo di Cagliari,e di Donna Caterina Satta e fratello di Luigi e Salvatore Hortal.
A presto
Saluti Vincenzo
P.S fammi sapere quel Comune della Baronia del tuo trisavolo.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 11 febbraio 2012, 1:00

Interessanti i dati che riporta.
Innanzitutto, indica lo stipite dei nobili Meloni di Mamoiada e comprova che costituiscono un ramo della nobile famiglia Meloni di Santu Lussurgiu.
Di seguito, si rileva la presenza di un Carta Marcello rettore che senz'altro deve essere un Carta Marcello di Fonni.
Ancora, è interessante la presenza del nome Gabriele nella famiglia Satta di Mamoiada, personale presente pure nella nobile famiglia Satta di Nulvi ancora fiorente in Sassari, il che comproverebbe che effettivamente questa proveniva da Galtellì, come da tradizione familiare, e non dalla storica famiglia Satta dell'Anglona, celebre per gli atti di banditismo, con riferimento ai cui membri invece il nome personale Gabriele non ricorre mai nelle fonti.
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Re: SATTA di BITTI

Messaggioda Destavara » sabato 11 febbraio 2012, 14:31

Salve, grazie del post Vincenzo: se verrò a capo della questione dei miei trisavoli Carta ti informerò. Saluti, D.

Poi:
leone passante ha scritto:Torniamo ai Satta...

...Innanzitutto è ragionevole ipotizzare che -contrariamente a quanto afferma il Floris- il Francesco Satta Sotgiu di Bitti che riceverà i privilegi nel 1642 (cav.) e 1646 (nob.) con tutta probabiltà discenderà da uno di questi Satta attestati a Bitti già nella prima metà del precedente secolo ed interessati all'amministrazione del feudo piuttosto che da quell'Antonio da cui discendono i Satta galluresi, privilegiato del cavalierato nel 1599, quando cioè i nostri erano già ampiamente radicati nelle Barbagie di Bitti ed Ollolai.
D'altronde se quel Francesco Satta Sotgiu fosse stato nipote diretto di Antonio, sarebbe stato a sua volta figlio di uno dei tre figli (Giovanni Maria, Giovanni Antonio e Sebastiano) ammessi al Parlamento Bayona (1626) ciò che rende improbabile un rinnovo del cavalierato a soli 43 anni dalla concessione in capo all'avo, considerato che sarebbe stata condizione sufficiente per il riconoscimento la semplicissima prova della paternità.
E' altamente probabile comunque che tra i predetti rami bittese e tempiese vi fosse un legame di sangue, come indiziano alcune omonimie e soprattutto il fatto che anche i Satta di Bitti nell'attività di amministrazione del feudo si recassero a Tempio e a Terranova.
Tutto farebbe pensare dunque ad un trasferimento in senso opposto, dalle Barbagie alla Gallura interna, passando per Terranova. D'altronde che l'Antonio cavaliere nel 1599 discenda da quell'Antonio che ebbe la podestaria del Coghinas nel 1502 è semplice illazione di Floris non confortata da documento alcuno.


Ricordiamo (di nuovo) che questa presunta discendenza di Francesco da Antonio è già stata ritrattata dal Floris medesimo ormai anni fà, quando in seguito a nuovi studi ridusse i ceppi dei nobili Satta da cinque a tre.
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