da Emanuele Pigni » giovedì 20 gennaio 2005, 15:31
gentile sig. danti73,
le sentenze cui Lei accenna non riguardano la questione principale del presunto scandalo, cioè se davvero vi sia stata una volontà da parte di qualcuno di far sparire in manicomio la Dalser e Benito Albino; comunque sono superflue per confermare che Mussolini sbagliò non poco nella vicenda; non c'è dubbio che sbagliò sia a legarsi - sia pure per breve tempo - con la Dalser, sia a riconoscere il figlio nato da quel legame. Aggiungerei che sbagliò anche a dichiarare al comune di Milano che la Dalser era sua moglie, per farle avere un sussidio come moglie di un militare al fronte (qualche "scoopista" ha sfruttato quelle dichiarazioni non rispondenti a verità per sostenere che Mussolini avesse sposato segretamente la Dalser). Tra l'altro, la famosa relazione segreta dell'ispettore generale Gasti su Mussolini (giugno 1919; all'epoca il Duce era ancora un leader sovversivo sorvegliato dalla polizia) parlava della Dalser in questi termini:
"La Dalser, giunse a Milano nel 1906, occupandosi in qualità di governante. Dopo qualche anno fece ritorno in Patria e si recò poi a Parigi per apprendere la professione di «manicure».
Nel 1913 ritornava a Milano, ed arrogandosi il titolo di «professoressa di igiene estetica e massaggio», aprí un «gabinetto di bellezza fisica» in Via Foscolo n. 5. Strinse in allora rapporti intimi col Cav. Professore B. G., procuratore della Ditta Erba, relazione che fu rotta pel carattere violento della Dalser, che pertanto fece segno di sue persecuzioni il B. con minacce e scandali.
In seguito la Dalser si occupò presso il giornale il «Popolo d'Italia» e contrasse intime relazioni col Mussolini. Ne nacque l'11-11-1915 un bambino che fu chiamato Dalser Benito Albino, e che fu poi riconosciuto legalmente dal Mussolini come già si disse con atto dell'11 gennaio 1916.
La Dalser fu denunciata con anonimi come sospetta di spionaggio, ma dalla vigilanza esercitata nessun elemento fu dato raccogliere, che potesse dar vita ai sospetti. Risultò solo che nel tempo di sua dimora in Via Foscolo, elogiava l'esercito austriaco nel quale diceva si trovasse un suo fratello col grado di ufficiale ed aggiungendo che in Austria si stava bene.
Abbandonata da Mussolini sparlava con tutti di lui, dicendo anche di averlo aiutato finanziariamente, senza però mai fare cenno ai di lui precedenti politici.
Con decreto prefettizio del 22-5-1917 fu allontanata da Milano e dalla Provincia, costituendo la sua presenza grave pericolo di turbamento dell'ordine pubblico, pel contegno provocante verso la famiglia del Professor Mussolini, per i propositi di vendetta da lei manifestati, per le relazioni da lei coltivate, per i raggiri ai quali ricorreva per vivere ed inviata a Firenze.
Essa riceve dal Mussolini a mezzo dell'avvocato Jarach un sussidio mensile di L. 200. Da Firenze fu poi internata a Caserta.
Mentre era internata a Caserta, essa ad un funzionario di quest'Ufficio (febbraio 1918) accusò il Mussolini di essere venduto alla Francia tradendo gli interessi del proprio Paese [...]
La Dalser però è una nevrastenica ed una isterica esaltata dal desiderio di vendetta contro il Mussolini e le sue dichiarazioni non meritano fede".
Mi spiace di aver trascritto queste righe, perché uno dei miei motti preferiti è PARCE SEPULTIS. Ma gli "scoopisti" sono una calamità.
Emanuele Pigni