Albero genealogico famiglia Mussolini

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 16 gennaio 2005, 22:37

La data di morte è il 1942 ma non sono riuscito a rintracciare il mese. Per saperne di più ho trovato questa bibliografia che però personalmente non dispongo:

- Rossi C., Mussolini com'era, pp. 200 sgg.
- Olasz F., Benito Mussolini a Trento (1909) ,pp. 33 sgg
- Pieroni A., Il figlio segreto di Mussolini, in "La Settimana Incom", 7, 14, 21, 28, Gennaio 1950
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda danti73 » lunedì 17 gennaio 2005, 0:06

Confermo.
Lo riconobbe nel 1916 per poi pentirsene e disinteressarsene prima che finisse l'anno, dovette intervenire perfino il Tribunale di Milano per ingiungergli di pagare una sorta di indennizzo mensile. Fu suo fratello Arnaldo ad occuparsene, ma solo dal punto di vista economico. Inoltre, esempio di ottimo "padre della patria" ma non altrettanto padre di famiglia, il 20 luglio 1932 lo fa adottare, con sentenza del Tribunale di Trento, dal già nominato signor Giulio Bernardi, e gli farà cambiare anche il cognome. Forse non era degno di un cognome così importante!
La madre di Benito Albino, anche a causa dei comportamenti del Duce, morì pazza nel 1937 nel manicomio di Venezia e forse il figlio in breve tempo seguì la stessa sorte. Da non credere, come si fa a diventare pazzi in un ambiente familiare così ideale?
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Messaggioda Messanensis » lunedì 17 gennaio 2005, 9:41

Madre e figlio morirono in manicomio, ma a quanto pare non erano affatto pazzi, come emerge dallo speciale mandato in onda dalla Rai su questo figlio segreto di Mussolini.
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La storia vista dalla RAI? Buona notte...

Messaggioda Emanuele Pigni » lunedì 17 gennaio 2005, 10:56

Gentilissimi colleghi,

certi "scoops" televisivi sulla storia valgono anche meno di quelli sulla cronaca. Chi vorrebbe sostenere che fu Mussolini a far diventare pazza la povera Dalser, dovrebbe leggersi i rapporti di polizia del 1919 su di lei, non inediti ma editissimi (in appendice a R. De Felice, "Mussolini il rivoluzionario"). La signora, con il suo comportamento pubblico durante la guerra 1915-18 (esaltava il governo austriaco del Tirolo e denigrava l'Italia), avrebbe rischiato una condanna pesante, se non fosse stata considerata già allora poco in sé. E durante il regime fascista, molestando il Duce con le sue pretese, avrebbe rischiato una condanna ancor più pesante da parte del tribunale speciale, se non fosse stata invece ricoverata in manicomio. Il mio consiglio è: PARCE SEPULTIS.

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Messaggioda Messanensis » lunedì 17 gennaio 2005, 13:12

La Dalser da quanto ho capito non era pazza, ma soltanto un pò esaltata e fissata sul fatto di essere la vera moglie di Mussolini e la madre dell'unico figlio maschio del Duce. Se la Dalser non avesse insistito così tanto su questo punto, ma si fosse ritirata di buon ordine senza avanzare pretese per lei nè per il figlio, penso proprio che non sarebbe stata rinchiusa in manicomio.
Cordialmente,
Rosario
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 17 gennaio 2005, 14:59

Che tristezza......
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Messaggioda danti73 » lunedì 17 gennaio 2005, 15:05

Appoggio in pieno le parole di Messanensis.
E’ vero che, spesso e volentieri, in televisione passano spazzatura che poco ha a che vedere con la storia reale, io non ho neppure visto lo speciale in questione e mi appello ai fatti storici così come sono e non alla loro libera interpretazione.
Caro signor Pigni, Mussolini conosceva bene le idee della signora Dalser eppure non lo molestarono al punto di non farla diventare la sua amante e la madre di suo figlio, erano le idee di una semplice estetista di origine trentina, che male potevano fare alla politica? Inoltre c’erano tanti e tanti altri modi per evitarle condanne pesanti per le sue idee politiche o per la sua insistenza, l’espatrio era molto meglio del manicomio, non crede? Inoltre al Duce piacque l’idea di esser padre finalmente di un bambino maschio che la consorte non le aveva ancora dato, in fondo non poteva sapere se sarebbero nate ancora femmine, un figlio maschio illegittimo o no era pur sempre un figlio maschio e la condizione di illegittimo si poteva sempre modificare, come infatti accadde.
A modificare il rapporto tra Mussolini, la Dalser e Benito jr fu semplicemente la nascita, nel 1916 di Vittorio Mussolini, primo figlio maschio legittimo del Duce. Se Vittorio fosse stato femmina e così i suoi fratelli dopo di lui, sia La Dalser che Benito Albino “Bernardi” non avrebbero condotto un’esistenza a dir poco miserevole seguita poi da una fine tragica. Il punto è questo. La Dalser fu ricoverata in manicomio con la “forza” e sempre con la forza fu costretta a rimanerci. All’internamento in manicomio senza essere davvero malati è preferibile alla gran lunga la morte.
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Messaggioda Emanuele Pigni » lunedì 17 gennaio 2005, 16:07

Caro sig. danti73,

la vicenda Dalser è di quelle che ogni tanto vengono ripescate come presunto inedito, dicendo meno di quanto già dissero il De Felice e prima di lui il Pini e il Susmel; e sempre a fini di diffamazione postuma, sciacallesca. Un giornalistucolo di cui non faccio il nome, pochi anni fa, ha addirittura vinto un premio per un servizio in cui intervistava una "bocca della verità" convinta, tra l'altro, che il De Felice e Antonio Spinosa avessero ignorato la vicenda (ne hanno invece scritto e non poche righe). La verità non si saprà mai, ma a chiunque abbia studiato la vita di Mussolini seriamente, anche per niente da simpatizzante (es. Spinosa), non è mai sembrato affatto ovvio che vi sia stata una volontà di far sparire in manicomio madre e figlio, che molto più semplicemente avrebbero potuto essere confinati senza processo in qualche località sperduta. Di parenti scomodi Mussolini ne aveva parecchi, avendo una numerosa parentela; tra loro, più di uno cercò di sfruttare il nome Mussolini in modo che sotto altre dittature gli avrebbe fruttato sanzioni pesantissime, ma se la cavò al massimo con un'ammonizione (cfr. A. Petacco, "Riservato per il Duce").

Cordialmente.

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 17 gennaio 2005, 16:10

Chiaramente anche io mi son posto degli interrrogativi sul comportamento da "padre snaturato" di Mussolini verso il figlio Benito Albino.

Ritengo però che la storia non vada giudicata con i nostri criteri e le nostre categorie, ma vada capita dal suo interno.

D'altro canto anche Federico II fece imprigionare e condusse alla morte suo figlio. Costantino I anche fece uccidere prima l'amante madre del suo primo figlio maschio e poi anche quest'ultimo. E la storia è piena di questi padri.

A livello personale (facendo della psicologia spicciola) però ritengo la personalità della Dalser sicuramente disturbata (Mussolini fece male ad avere una storia con lei ed addirittura un figlio). Il povero Benito Albino anche penso non fosse completamente a posto. Ma lui ha molte attenuanti. Come pensare che questo bambino potesse crescer sano con un padre che lo rinnegava, lontano dalla madre senza affetti e affidato ai gesuiti in tenera età?

Nessuno di noi avrebbe potuto crescer sano in tale situazione
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Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » lunedì 17 gennaio 2005, 18:03

Cio' a mio parere non è un buon motivo per far morire un proprio figlio in un manicomio..... :evil: :evil:
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Messaggioda Emanuele Pigni » martedì 18 gennaio 2005, 11:21

Gentilissimi colleghi,

sottoscrivo l'opinione del sig. Bedini, storicamente seria. E aggiungo che destini analoghi a quelli di cui qui si discute sembrano abbastanza diffusi tra i congiunti dei protagonisti del secolo scorso. Sono noti i disturbi psichiatrici di cui soffrì la moglie di Antonio Gramsci (la quale, secondo alcuni storici, sarebbe stata un'agente dei servizi segreti sovietici incaricata di spiare il marito; ma non mi pare che ne esistano prove); meno noto è il destino del figlio di Palmiro Togliatti e della sua prima moglie, che è tuttora ricoverato in un istituto psichiatrico emiliano sotto falso nome (ossia, senza cognome). La moglie dell'ex cancelliere tedesco Kohl si è tolta la vita per disturbi nervosi, e così il figlio di Giovanni Agnelli. In tutti i casi mi sembra bene essere prudenti nell'ipotizzare responsabilità non accertabili.

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Messaggioda danti73 » mercoledì 19 gennaio 2005, 22:25

Gentile signor Pigni,
certo che di casi come questi ne è piena la storia, anche tra le persone non importanti o celebri capitano queste cose.
E' vero che molti dei casi da lei citati non hanno colpevoli accertati, tuttavia nel caso specifico del Duce ci sono prove documentate, sentenze di Tribunali. Non è per simpatia o antipatia nei confronti del Duce. Si potrebbe fare anche un processo alle intenzioni ma noi ci basiamo sui "fatti", così come accaddero e non come ce li propongono i media.
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Messaggioda Emanuele Pigni » giovedì 20 gennaio 2005, 10:09

Gentile signor danti73,

non so a quali sentenze Lei si riferisca; vuol essere così gentile da darne qualche notizia? Le sentenze mi incuriosiscono sempre, anche se la penso all'opposto di quei (a mio parere mediocri) giornalisti secondo i quali le sentenze giudiziarie sono la vera storia di un paese (la mia opinione in proposito è che siano invece la vera storia della magistratura, spesso ben poco degna di lode).

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Messaggioda danti73 » giovedì 20 gennaio 2005, 12:38

Mi riferisco alla sentenza del tribunale di Milano che obbligava il Duce a pagare un indennizzo a favore di Benito Albino visto che il bambino viveva di stenti nel totale menefreghismo di chi invece aveva l'obbligo di farlo senza che un Tribunale lo ordinasse. E ancora alla sentenza del Tribunale di Trento che, sotto caldo interessamento della classe politica dirigente...guarda caso, faceva adottare il bambino da un altro uomo obbligandolo a cambiare il proprio cognome.
Comunque non amo la polemica, se crede pensi pure che anche io, come i giornalisti, faccio storia su sentenze di Tribunale, facciamo così: il Tribunale di Milano sbagliava, quello di Trento fece benissimo, il Duce aveva i suoi buoni motivi per trattare il figlio illegittimo-legittimo e poi ancora disconosciuto, la Dalser era una povera pazza che tormentava la tranquillità della gente onesta, Benito Albino visse una vita splendida godendo dei privilegi che il suo "rango" gli permetteva, il Duce è un modello di padre da seguire e meriterebbe l'apertura di una causa di beatificazione.
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Messaggioda Emanuele Pigni » giovedì 20 gennaio 2005, 15:31

gentile sig. danti73,

le sentenze cui Lei accenna non riguardano la questione principale del presunto scandalo, cioè se davvero vi sia stata una volontà da parte di qualcuno di far sparire in manicomio la Dalser e Benito Albino; comunque sono superflue per confermare che Mussolini sbagliò non poco nella vicenda; non c'è dubbio che sbagliò sia a legarsi - sia pure per breve tempo - con la Dalser, sia a riconoscere il figlio nato da quel legame. Aggiungerei che sbagliò anche a dichiarare al comune di Milano che la Dalser era sua moglie, per farle avere un sussidio come moglie di un militare al fronte (qualche "scoopista" ha sfruttato quelle dichiarazioni non rispondenti a verità per sostenere che Mussolini avesse sposato segretamente la Dalser). Tra l'altro, la famosa relazione segreta dell'ispettore generale Gasti su Mussolini (giugno 1919; all'epoca il Duce era ancora un leader sovversivo sorvegliato dalla polizia) parlava della Dalser in questi termini:

"La Dalser, giunse a Milano nel 1906, occupandosi in qualità di governante. Dopo qualche anno fece ritorno in Patria e si recò poi a Parigi per apprendere la professione di «manicure».
Nel 1913 ritornava a Milano, ed arrogandosi il titolo di «professoressa di igiene estetica e massaggio», aprí un «gabinetto di bellezza fisica» in Via Foscolo n. 5. Strinse in allora rapporti intimi col Cav. Professore B. G., procuratore della Ditta Erba, relazione che fu rotta pel carattere violento della Dalser, che pertanto fece segno di sue persecuzioni il B. con minacce e scandali.
In seguito la Dalser si occupò presso il giornale il «Popolo d'Italia» e contrasse intime relazioni col Mussolini. Ne nacque l'11-11-1915 un bambino che fu chiamato Dalser Benito Albino, e che fu poi riconosciuto legalmente dal Mussolini come già si disse con atto dell'11 gennaio 1916.
La Dalser fu denunciata con anonimi come sospetta di spionaggio, ma dalla vigilanza esercitata nessun elemento fu dato raccogliere, che potesse dar vita ai sospetti. Risultò solo che nel tempo di sua dimora in Via Foscolo, elogiava l'esercito austriaco nel quale diceva si trovasse un suo fratello col grado di ufficiale ed aggiungendo che in Austria si stava bene.
Abbandonata da Mussolini sparlava con tutti di lui, dicendo anche di averlo aiutato finanziariamente, senza però mai fare cenno ai di lui precedenti politici.
Con decreto prefettizio del 22-5-1917 fu allontanata da Milano e dalla Provincia, costituendo la sua presenza grave pericolo di turbamento dell'ordine pubblico, pel contegno provocante verso la famiglia del Professor Mussolini, per i propositi di vendetta da lei manifestati, per le relazioni da lei coltivate, per i raggiri ai quali ricorreva per vivere ed inviata a Firenze.
Essa riceve dal Mussolini a mezzo dell'avvocato Jarach un sussidio mensile di L. 200. Da Firenze fu poi internata a Caserta.
Mentre era internata a Caserta, essa ad un funzionario di quest'Ufficio (febbraio 1918) accusò il Mussolini di essere venduto alla Francia tradendo gli interessi del proprio Paese [...]
La Dalser però è una nevrastenica ed una isterica esaltata dal desiderio di vendetta contro il Mussolini e le sue dichiarazioni non meritano fede".

Mi spiace di aver trascritto queste righe, perché uno dei miei motti preferiti è PARCE SEPULTIS. Ma gli "scoopisti" sono una calamità.

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