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Francesco Francesconi ha scritto:Grazie già questo è molto. Non è che sa il nome di questo personaggio?
In ogni caso aspetto ansioso i risvolti della faccenda che mi stà particolarmente a cuore.
Grazie e saluti FF
dinoanel ha scritto:
....(omissis)
Questa persona doveva essere a sua volta un Nobile?
Non sempre, comunque era un notabile del luogo.
Dove posso trovare un documento che attesti questa procura.
Di solito nell'atto di Battesimo è citato il notaio, il luogo e la data della stipula della procura.
esiste che Voi sappiate un Archivio della famiglia Carafa a cui rivolgersi?
Ringrazio anticipatamente.
Mi sto sempre più appassionando al Vostro (nostro) interessante sito.
Dino
Davide Shamà ha scritto:sì, ma il discorso cambia poco anche per l'Abruzzo. Ad esempio un Carafa prima del 1800 non avrebbe comunque mai sposato un Lanciotti.
Davide Shamà ha scritto:ha scritto una cosa inesatta, primo perchè paragona la nobiltà regnicola a quella patrizia veneziana (sono profondamente diverse) e secondo perchè la notizia che riporta è vera a metà.
I patrizi veneti per potersi sposare con donne estranee alla loro casta (esclusi i casi di famiglie acclarate nobili extra veneziane) erano costretti a chiedere autorizzazione al Senato Veneto, che non sempre la rilasciava. E se lo facevano lo stesso i discendenti nati da questi matrimoni erano esclusi dai benefici e onori del patriziato (esistono anche dei casi di reintegrazione). I casi nel corso dei secoli sono stati decisamente pochi per poter parlare di "tendenza".
Davide Shamà ha scritto:Come asserisce l'amico Giovanni, è bene non classificare tutte le erbe in un sol fascio.
ah, beh, se lo dice lui.....

Gio Cairo ha scritto:Davide Shamà ha scritto:Come asserisce l'amico Giovanni, è bene non classificare tutte le erbe in un sol fascio.
ah, beh, se lo dice lui.....
Le sto così antipatico?![]()
La mia frase nasce da vari esempi riscontrati nello studio di alcune genealogie e libri storici, per esempio i Pallavicino di San Fiorano: Giorgio Guido in seconde nozze sposò una contadina, dopo aver affermato che avrebbe sposato "la prima che incontro".
Non credo sia stato l'unico caso.
Ricordo una Trivulzio che sposò in segreto un servo.
O altri esponenti di famiglie piemontesi che sposarono donne di condizione servile. O altri casi simili come i Caracciolo di Piacenza.
La mia frase non vuole essere una regola matematica, ma solo un'osservazione fatta da un dilettante come me che ha osservato alcune genealogie.
Cordialità
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