Famiglia Carafa di Chiusano e Archivio AIRE

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda lalberogenealogico » mercoledì 8 giugno 2005, 22:59

Gentile signor Dino,

grazie per la risposta. Conosco benissimo Chiusano San Domenico (AV) in quanto dista solo 10 Km dal paese in cui vivo. Sono curioso di sapere se esista una pubblicazione sulla storia di questo paese con riferimenti ai Carafa. Domani telefonerò in comune per avere notizie certe.


Gaetano Petrillo
lalberogenealogico
 
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Messaggioda Davide Shamà » giovedì 9 giugno 2005, 2:33

Francesco Francesconi ha scritto:Grazie già questo è molto. Non è che sa il nome di questo personaggio?
In ogni caso aspetto ansioso i risvolti della faccenda che mi stà particolarmente a cuore.
Grazie e saluti FF


Il signore in questione era:

Giovan Giuseppe Carafa dei Conti di Montecalvo, Patrizio Napoletano (* 21-9-1846, vivente nel 1895), figlio di Emanuele (figlio del Conte Giovanni * 1769) e di Anna Maria Izzo.
Davide Shamà
 

Re: Famiglia Carafa di Chiusano e Archivio AIRE

Messaggioda Marcello Cantone » giovedì 9 giugno 2005, 10:01

dinoanel ha scritto:
....(omissis)
Questa persona doveva essere a sua volta un Nobile?

Non sempre, comunque era un notabile del luogo.

Dove posso trovare un documento che attesti questa procura.

Di solito nell'atto di Battesimo è citato il notaio, il luogo e la data della stipula della procura.

esiste che Voi sappiate un Archivio della famiglia Carafa a cui rivolgersi?
Ringrazio anticipatamente.
Mi sto sempre più appassionando al Vostro (nostro) interessante sito.
Dino


Cordialmente Marcello
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Messaggioda San Celestino » giovedì 9 giugno 2005, 12:11

xxx
Ultima modifica di San Celestino il martedì 17 novembre 2015, 4:13, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda FP » giovedì 9 giugno 2005, 19:04

Davide Shamà ha scritto:sì, ma il discorso cambia poco anche per l'Abruzzo. Ad esempio un Carafa prima del 1800 non avrebbe comunque mai sposato un Lanciotti.


Sinceramente non ne sarei così sicuro; generalizzare quando si ha di fronte un caso di vita more nobilium, oltre che avventato, è anche sbagliato. Spesso le famiglie più inaspettate hanno contratto matrimoni con famiglie che definirei nobili de facto; non scordi che i mastri vetrai della Serenissima contraevano de jure matrimoni con esponenti della più fiorente aristocrazia veneziana.
Luoghi e tempi diversi rendono ancora una volta impossibile una classificazione unanime e omogenea delle famiglie cosiddette di "nobiltà generosa". Fenomeni di questa natura vanno studiati passo passo per non cadere nell'infausta trappola di quello che chiamerei "qualunquismo araldico-genealogico".

Ossequi.
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Messaggioda Davide Shamà » venerdì 10 giugno 2005, 19:18

ha scritto una cosa inesatta, primo perchè paragona la nobiltà regnicola a quella patrizia veneziana (sono profondamente diverse) e secondo perchè la notizia che riporta è vera a metà.
I patrizi veneti per potersi sposare con donne estranee alla loro casta (esclusi i casi di famiglie acclarate nobili extra veneziane) erano costretti a chiedere autorizzazione al Senato Veneto, che non sempre la rilasciava. E se lo facevano lo stesso i discendenti nati da questi matrimoni erano esclusi dai benefici e onori del patriziato (esistono anche dei casi di reintegrazione). I casi nel corso dei secoli sono stati decisamente pochi per poter parlare di "tendenza".

Comunque sia in relazione ai Carafa etc. parlo per esperienza, avendo avuto sotto mano le genealogie di quasi tutte le casate principesche e ducali napoletane. Anche le famiglie patrizie napoletane avevano questa caratteristica di chiudersi a riccio. Il loro era un corpo privilegiato e per nulla al mondo avevano aspirazione, in pieno o calante feudalesimo faccia lei, a contrarre alleanze con gente che consideravano alla stregua di plebei.
Ribadisco, il tipo di matrimoni che menziona lei avvenivano più facilmente dopo il 1806 che non prima. I motivi sono noti.

Ossequi
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Messaggioda Cottoneum » sabato 11 giugno 2005, 9:04

Però non bisogna fare mai di tutta l'erba un fascio.
Non si può mai dire.
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Messaggioda FP » sabato 11 giugno 2005, 12:50

Davide Shamà ha scritto:ha scritto una cosa inesatta, primo perchè paragona la nobiltà regnicola a quella patrizia veneziana (sono profondamente diverse) e secondo perchè la notizia che riporta è vera a metà.
I patrizi veneti per potersi sposare con donne estranee alla loro casta (esclusi i casi di famiglie acclarate nobili extra veneziane) erano costretti a chiedere autorizzazione al Senato Veneto, che non sempre la rilasciava. E se lo facevano lo stesso i discendenti nati da questi matrimoni erano esclusi dai benefici e onori del patriziato (esistono anche dei casi di reintegrazione). I casi nel corso dei secoli sono stati decisamente pochi per poter parlare di "tendenza".


Ritengo di non aver parlato di "tendenza" come sinonimo di "moda" o "costume", ma solo di relatività della sua affermazione. Lei infatti dice ...omissis "non avrebbe mai sposato un Lanciotti...". Forse un Carafa no, ma un Pallavicino o un Caetani si, visti e considerati i precedenti.
Ad ogni modo non stavo paragonando il Regno di Napoli al Patriziato Veneto, ma solo proponendo uno spunto di riflessione che, benchè lei sia restio a crederlo, è esemplare. Il mio invito era semplicemente teso ad evitare la geralizzazione in casi che, a mio avviso, andrebbero seriamente analizzati ad singulum .
Come asserisce l'amico Giovanni, è bene non classificare tutte le erbe in un sol fascio.
Cordialità.
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Messaggioda Davide Shamà » domenica 12 giugno 2005, 3:09

Come asserisce l'amico Giovanni, è bene non classificare tutte le erbe in un sol fascio.



ah, beh, se lo dice lui.....

:?
Davide Shamà
 

Messaggioda Cottoneum » domenica 12 giugno 2005, 9:11

Davide Shamà ha scritto:Come asserisce l'amico Giovanni, è bene non classificare tutte le erbe in un sol fascio.



ah, beh, se lo dice lui.....

:?



Le sto così antipatico? :D


La mia frase nasce da vari esempi riscontrati nello studio di alcune genealogie e libri storici, per esempio i Pallavicino di San Fiorano: Giorgio Guido in seconde nozze sposò una contadina, dopo aver affermato che avrebbe sposato "la prima che incontro".
Non credo sia stato l'unico caso.
Ricordo una Trivulzio che sposò in segreto un servo.
O altri esponenti di famiglie piemontesi che sposarono donne di condizione servile. O altri casi simili come i Caracciolo di Piacenza.
La mia frase non vuole essere una regola matematica, ma solo un'osservazione fatta da un dilettante come me che ha osservato alcune genealogie.


Cordialità
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Messaggioda Davide Shamà » domenica 12 giugno 2005, 14:18

Gio Cairo ha scritto:
Davide Shamà ha scritto:Come asserisce l'amico Giovanni, è bene non classificare tutte le erbe in un sol fascio.



ah, beh, se lo dice lui.....

:?



Le sto così antipatico? :D


La mia frase nasce da vari esempi riscontrati nello studio di alcune genealogie e libri storici, per esempio i Pallavicino di San Fiorano: Giorgio Guido in seconde nozze sposò una contadina, dopo aver affermato che avrebbe sposato "la prima che incontro".
Non credo sia stato l'unico caso.
Ricordo una Trivulzio che sposò in segreto un servo.
O altri esponenti di famiglie piemontesi che sposarono donne di condizione servile. O altri casi simili come i Caracciolo di Piacenza.
La mia frase non vuole essere una regola matematica, ma solo un'osservazione fatta da un dilettante come me che ha osservato alcune genealogie.


Cordialità


per carità, la frase mi aveva divertito per come è stata enunciata in forum :D Quelli che cita lei sono "casi". I rami dei Caracciolo di Piacenza e dei Pallavicini che menziona sono particolari perchè le dinastie in questione erano fortemente decadute socialmente ed economicamente. Lo stesso dicasi per una parte consistente dei Malaspina. Ma sono famiglie che stavano fuori dal Regno di Napoli e che sposarono gente assolutamente borghese per motivi del tutto particolari legati alla storia sfortunata della loro casata. In alcuni casi, come i Malaspina, esistevano rami che avevano perfino perduto memoria della propria nobiltà. Poi mica ho detto che non succedevano affatto casi di matrimoni diseguali, ho detto che sono ben rari, almeno nel Regno di Napoli prima del 1806. Certo, se poi mi andate a cercare esempi casate che vivono in Veneto, Emilia o in Toscana..... e se poi ponete l'accento passando dalle famiglie che vivono more nobilium ai contadini... :D
In poche parole, rimaniamo in tema con i Carafa e non travisate ciò che scrivo facendo esempi fuori luogo :wink:
Davide Shamà
 

Messaggioda FP » domenica 12 giugno 2005, 18:13

Comunque sono io che non mi sono ben spiegato: dall'inizio non avevo per niente preso in considerazione il fatto che un Carafa avrebbe o non avrebbe sposato un mio antenato/a Lanciotti. Avevo soltanto fatto una precisazione! :wink:

Inoltre, Giovanni, tu ci riporti esempi di contadini sposati con dei/delle nobili, il che mi sembra al limite della casistica possibile :D Inoltre il Sig. Shamà ci parla di "persone considerate alla stregua di plebei", il che, francamente, non mi sembra adeguato per persone di un certo rango, seppur alto-borghesi!! :3: Forse abbiamo tutti un po' travisato la situazione...Non credo i miei avi venissero considerati dei plebei :roll: , vista e considerata la loro amicizia coi Caetani, Duchi di Sermoneta e Marchesi di Cisterna :) .
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