Usu Capione

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda MMT » mercoledì 13 aprile 2005, 16:29

Grimaldi ha scritto:A volte il desiderio di "genealogia" (ma quasi sempre, purtroppo, la semplice "fame di nobiltà") inficiano e distorcono la verità ed il valore stesso di uno studio genealogico e storico...
Insomma quando un "caso" ci sta troppo a cuore non dovremmo seguirlo noi... come accade in tante professioni...


Non c'entra: l'amico in questione è un discendente di una antica e famosa stirpe bolognese e poi fiorentina. Su questo siamo tutti sicuri al 100%
E' che non essendosi curati troppo della questione i suoi immediati predecessori, se non un'attempata prozia... capisci bene che le notizie passando di bocca in bocca vengono storpiate. Chissà cosa c'è dietro al quell'usocapione...


Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 13 aprile 2005, 16:52

Michè...
le genealogie più falsate non sono quelle di falsi nobili ma di nobili veri...
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 13 aprile 2005, 22:36

Giovà la storia di questa famiglia è scritta nei libri di storia... :roll: ...



Michele.
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Messaggioda San Celestino » mercoledì 13 aprile 2005, 23:18

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Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 14 aprile 2005, 7:46

Immagino sia la Famiglia Magnani ... su Sardimpex Enea Magnani (+ post 1604) risulta portare i titoli di 1° Marchese di Camagna e Conte di Teti, Patrizio di Bologna, Viceduca della Mirandola, Governatore di Argenta, Lugo e San Severino, Pubblico Lettore e Senatore di Bologna

E la stessa famiglia?
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 14 aprile 2005, 10:14

Francesco
io non ho dubitato della storicità della famiglia che citi.
Dicevo solo che secondo il diritto nobiliare un titolo non si "prende" per uso capione.
Però solo adesso tu hai specificato che non si tratta di uso capione ma dici "..... se una famiglia fa uso pubblico e pacifico di un titolo nobiliare per più di quattro generazioni (e non 400 anni come detto prima) questo gli può essere riconosciuto."
Quindi stai parlando sempre di un riconoscimento di un titolo da parte dello Stato! E magari con la motivazone di fondo che tale titolo era già usato, per uso privato e di "cortesia", da quella famiglia.
Le due cose sono molto diverse.
In questo caso è quindi possibilissimo. Lo Stato che aveva diritto nobiliare poteva riconoscere un titolo per vari motivi.
Questo dovresti chiarire al tuo amico.
Facci sapere come va.

Ciao

Giovanni
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » giovedì 14 aprile 2005, 12:16

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Messaggioda Grimaldi » giovedì 14 aprile 2005, 12:28

Caro Francesco
credo che la questione sia come dici tu:
il presunto "uso capione" del titolo nobiliare è probabilmente stato frainteso dal parente del tuo amico (che credeva che da quattro generazioni che avevano usato impropriamente tale titolo scaturisse tale diritto) mentre invece la Consulta ha potuto considerare tale riconoscimento al titolo anche per questo "uso continuato e privato" ma non come causa di diritto di tale riconoscimento.
Quindi sarebbe proprio come hai scritto, ovvero che la Consulta è come se avesse detto: "Non hai la concessione originaria del Titolo? Bene allora se lo usi pubblicamente da quattro generazioni possiamo fare qualcosa".
Ma non capisco perchè l'avo del tuo amico avrebbe invece risposto: "Non se ne parla! Il titolo lo voglio riconosciuto per nostro e basta! E non come se lo avessimo preso per uso capione!"
Se non esisteva una concessione originaria del titolo (investitura) e nemmeno una conferma o un riconoscimento regio successivo che andava cercando? Che avesse il titolo perchè così andava dicendo la sua famiglia da quattro generazioni?
E' come se io mi dico Principe, poi mio figlio, mio nipote ed il mio pronipote.... non è che poi acquistiamo il titolo per "uso capione".... altrimenti sai quanti titolati sarebbero spuntati come funghi?
E quanti ne spunterebbero adesso.... visto che non c'è più nemmeno la Consulta a controllare ed il settore non è più regolamentato...
Facci sapere come va la storia...

Ciao


G.
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » giovedì 14 aprile 2005, 12:33

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Messaggioda Grimaldi » giovedì 14 aprile 2005, 13:19

Caro Francesco
il termine "acquistare" era riferito al significato giuridico di "ottenere", "acquisire" logicamente (l'uso capione infatti non è "comprare" ma prendere, acquisire un diritto su un bene con l'uso continuato e pacifico dello stesso).
Per succedere poi ad un ramo estinto bisogna vedere il diritto originario da cui scaturiva tale titolo e la successione dello stesso in esso previsto.
Darò un'occhiata anche al link che hai indicato.
Ciao

G.
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » giovedì 14 aprile 2005, 13:22

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Messaggioda Grimaldi » giovedì 14 aprile 2005, 14:05

Va bene...
Aspettiamo tue notizie per questo "strano caso"....
:D

Ciao

G.
Grimaldi
 

Messaggioda RobertoC » domenica 8 maggio 2005, 21:35

Gentili amici,
mi perdonerete la piccola incursione in questo interessante topic.
Atteso che non so cosa sia la "uso-capione" :oops: , posso dire senz'altro che l'usucapione è quel fenomeno giuridico che consente l'acquisto a titolo originario di un diritto reale. L'acquisto si perfezione col possesso consapevole ed incontestato (elemento, questo, rilevantissimo) ad esempio di un bene.
Ora, a prescindere dal fatto -non secondario- che i titoli nobiliari non rientrano nella categoria dei diritti reali, che sono quelli che attribuiscono al titolare una signoria immediata ed assoluta sulla cosa; francamente le mie scarse nozioni di diritto nobiliare italiano mi impediscono di ritenere possibile, od anche solo plausibile, l'usucapione di un titolo.
Credo di ricordare tuttavia -ed in questo sposo la tesi di Giovanni- che il Sovrano (non lo Stato in quanto tale però) avesse, vigente l'ultimo Ordinamento nobiliare (anno Domini 1943), il potere di far rivivere in una determinata linea un titolo estinto in un'altra, anche procedendo dal discendente all'ascendente e non al contrario.
Un problema, interessante, invece, è proprio quello dell'uso (ma non della c.d. uso-capione) pubblico ed incontestato di un titolo non dico falso ma non sanzionato (tanto per fare un esempio di...casa mia, non è mai stato riconosciuto il patriziato foggiano, sebbene abbia avuto tutte le condizioni di separazione tra i ceti) in capo ad una famiglia. Rammento, ad esempio, che l'Ordinamento riconosceva (ergo: rendeva possibile il riconoscimento) uno stemma alzato ab immemorabili pur non essendo pervenuto al portatore da un'autorità. Vi era dunque un principio di riconoscibilità per l'uso riconosciuto.
Cordialità.
Roberto
RobertoC
 

Messaggioda San Celestino » domenica 8 maggio 2005, 21:47

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Messaggioda Grimaldi » lunedì 9 maggio 2005, 10:25

Beh....

è preoccupante allora che il nonno del tuo amico confondesse il termine uso con usucapione :D perchè sono due cose molto diverse, come abbiamo visto...

Per Roberto: a parte la "u" o la "o" (quelli che scrivono sul forum, per fretta e non credo per altro, possono anche sbagliare grammatica e corretta grafia)..

Cmq esisteva una netta differenza nell'usare un titolo giuridicamente ed usarlo (o abusarlo) in via informale (come oggi si da del dottore anche a chi non lo è ma nessuno si sognerebbe di farlo in altre sedi o atti).

Allo stesso modo lo stemma, non essendo sinonimo di nobiltà (ma diremmo di distinzione), poteva essere usato a meno che non avesse distinzioni riservate a titolati e nobili (corone, manti, ecc.).

Quindi "prendere" un titolo per averlo usato a lungo non era consentito se non, in certi casi, in via informale, così come usare uno stemma era permesso anche ai borghesi, purchè non avesse distinzioni nobiliari.

Cordialmente
Grimaldi
 

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