Ci ho pensato a lungo, e il problema non è da poco; anzi mi ha fatto capire quanto certe cicatrici si tramandino in una famiglia, dolori che diventano ereditari tanto quanto gli occhi azzurri o i capelli rossi (per darvi un'idea, avete presente il contraccolpo psicologico su una bambina che a tre anni vede la mamma abbandonarla alle cure dei nonni, per cambiare casa e poi vederla madre di altri figli senza poterla avvicinare? la bambina, cresciuta, non potrà non trasmetere le sue insicurezze ai propri figli, una volta formatasi l apropria famiglia e immaginatevi il tutto agli inizi del secolo XIX

).
Ma per tornare al caso particolare, io ho il nome quindi nel caso potrò sempre correggere questo approccio.
Ma al momento, scelgo di non riconoscerlo - esattamente come ha fatto lui con sua figlia, ai tempi; non perchè io non gli perdoni, ci mancherebbe...però se lui non ha
riconosciuto sua figlia (che era mia nonna materna) perchè mai io dovrei
riconoscere lui?
p.s. una curiosità di riflesso: il dato sarebe in effetti mancante, ma almeno non sarebbe scorretto...quanti casi di attribuziono paterne non esatte ci sono, in realtà, negli alberi genealogici di tutti i secoli

????? e una riflessione di conseguenza nasce spontanea: una volta, quando non c'erano esami del dna, era veramente genitore chi educava e cresceva i figli secondo i suoi principi...indipendentemente dalla genetica effettiva

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