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Davide Shamà ha scritto:. La maggior parte delle dinastie del Regno decadde economicamente dopo l'eversione dei feudi (1806), vivendo spesso in gravi ristrettezze finanziarie, riducendosi a imparentarsi con avvocati, notai, notabili di provincia, possidenti terrieri o altri intrallazzatori carichi di quattrini pur di mantenere il tenore di vita passato.

Francesco Pompili ha scritto:Concludo comunque affermando che non erano solo le persone umili a farsi battezzare dai nobili, giacchè il mio ottavo avo Don Francesco Lanciotti, di generosa nobiltà di Olevano, sposo di D.na Margherita Terribilini, fece battezzare la propria figlia D.na Maria Teresa Annunziata Lucia Lanciotti da D.na Teresa Caetani, duchessa di Sermoneta, per amicizia tra le due famiglie. L'amicizia coi Caetani è durata fino ai giorni nostri, poichè mio trisavolo comprò una tenuta da Don Leone Caetani, che gliela concesse quasi gratuitamente a titolo d'amicizia.
Inoltre, per quanto riguarda l'altro discorso, le posso dire che anche in Abruzzo la borghesia definibile di "nobiltà generosa" tendeva molto a contrarre matrimoni nell'aristocrazia, e lì i ceti nobili non impedivano matrimoni "misti" (purchè alle spalle della famiglia vi fosse una certa tradizione, quali il giuspatronato, l'adozione di stemma, un "modus vivendi" agiato). Con la parola "misti" non intendo offendere nessuno, è solo un termine che non ha nessun significato classista o peggio.
Cordiali saluti.
Francesco Francesconi ha scritto:Scusate se intervengo con una cosa che non c'entra nulla ma vorrei chiedere al signor Davide Shamà se per caso può darmi notizie sulla famiglia dei Conti Carafa di Montecalvo che si dovrebbero essere estinti in un'altra famiglia.
Cordialmente
Francesco Francesconi
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