Ben due Vescovi !
Una casata Prato è presente come feudataria in Sava, nella terra Jonica.
Casata di antica nobiltà originaria della città di Prato, della quale si hanno notizie sin dal 1060, epoca in cui viveva in Brindisi Pompeo Prato suo capostipite. Nel XIV secolo i suoi discendenti si trasferirono a Lecce distinguendosi sempre per le alte cariche ricoperte, per il coraggio dimostrato in guerra e per aver vestito l' abito dei Cavalieri di Malta. Questa famiglia ha posseduto in Terra d' Otranto parecchi feudi ed un ramo di essa fu insignito del titolo di Marchese di Arnesano. Si ricordano, fra i tanti, Stigliano, Erchie,e Francavilla; i casali di Copertino, Melpignano, Zollino e Cellino; le terre di Castrignano, Acquarica e Maglie. Fu proprietaria, infine, della Baronia di Sava che Nicola Prato, nel 1520, acquistò da Stefano Mayra.
Tra i molti suoi membri che si sono distinti:
Raimondo, Vice Ammiraglio del Regno di Napoli nel 1306;
Nicolò, Vescovo di Castro, nel 1416;
Leonardo, Cavaliere di Malta e Governatore del Molise, suddito benemerito di Ferdinando I° d' Aragona e Generale della Cavalleria Veneta che nel 1507 cadde da eroe nella guerra condotta dalla Repubblica di Venezia contro i francesi di Ludovico II;
Nicolò, Vescovo di Castro dal 1507 al 1511;
Ippolita, grande benefattrice del popolo, baronessa di Sava dal 1574 al 1630, anno della sua morte;
Francesco Maria, giurista insigne, che l' 11 ottobre 1655 fu nominato membro del Sacro Regio Consiglio.
La Nobile Famiglia Prato innalvava come Arma: D' oro a tre pali vaiati d' argento e d' azzurro.

