Famiglia Amarelli e Templari?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Famiglia Amarelli e Templari?

Messaggioda Trystero » domenica 12 novembre 2006, 20:04

Di recente ho letto articoli a proposito della tesi secondo cui i Templari (lo so, sono molto di moda) sarebbero stati fondati da un italiano, Ugo de Paganis. E' stato pubblicato un libro intitolato per l'appunto "L'italiano che fondò i Templari":

http://www.internetbookshop.it/ser/serd ... 0KXTF9YUCL
http://www.nowhere.diablogando.it/UserF ... atore4.jpg

La storia mi ha incuriosito e mi sono imbattuto in due pagine web che contengono informazioni sulla vicenda, in una ci sono anche le riproduzioni dei documenti che proverebbero la tesi sostenuta:

http://www.cavalieritemplari.it/amarelli.html
http://www.cavalieritemplari.it/ugodepagani.html
http://www.esoteria.org/documenti/miste ... mplari.htm

Il documento principale è contenuto in un volume manoscritto dal titolo "Libro nel quale si mostra la nobiltà dell'antica fameglia Amarelli". Questa cosa mi ha fatto venire qualche sospetto.
So che nel Rinascimento e per tutto il sec. XVI era diffusa l'usanza di crearsi nobiltà fittizie e ascendenze "blasonate" per accrescere il prestigio della propria famiglia. Certi "storici" senza molti scrupoli fabbricavano falsi documenti per compiacere i loro ricchi mecenati non solo nelle pretese nobiliari ma pure per rivendicazioni ereditarie. Un libro che ho letto di recente su questo argomento è intitolato proprio "Genealogie incredibili" di Roberto Bizzocchi.

In questo caso, avendo a disposizione solo questa "copia" del 1469 di un documento del 1103 che nessuno può consultare, possiamo fidarci? Oltretutto l' "Autentica Notarile" è datata 1617. Come poteva il notaio verificare che la copia fosse conforme?

Un altro preteso indizio sarebbe una croce presente in una cappella del paese da dove proverrebbe questo personaggio, croce che si dice abbia poi ispirato quella templare.
http://www.nowhere.diablogando.it/UserF ... Nocera.jpg
A me sembra una croce bizantina, in uso secoli prima dei templari e diffusa un po' in tutta l'area mediterranea.
http://www.metmuseum.org/Works_of_Art/i ... .163.L.jpg
http://www.abramo.it/Cassiodoro/foto13.jpg
http://img2.travelblog.org/Photos/1449/ ... ross-1.jpg

Ho pensato di chiedere a voi se l'aspetto di quella lettera vi sembra credibile e soprattutto se il linguaggio da "saluti alla zia e baci ai pupi" è coerente con il linguaggio in uso nel 1100.
Trystero
 
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Messaggioda Mothia » giovedì 16 novembre 2006, 0:12

Rispondo di getto e senza aver visto le pagine internet indicate.
Ricordo la trasmissione di Maurizio Costanzo dell'estate di due anni fa.
Ospite il Cancelliere dell'Ordine dei Templari e tra gli altri anche Cardini.
Il servizio riguardava la storia di Ugo dei Pagani (italiano e non francese) e alcuni documenti ritrovati oltre al presunto paese di origine di Ugo dei Pagani imparentato con gli Amarelli.
Credere o meno?
I documenti sembrerebbero esistere ma sono postumi, non sono gli originali.
Propongo un atto di fede...non credo possibile far altro.
Se non ricordo male infatti anche la trasmissione finì con questo "messaggio" sui documenti ritrovati.
Sulla presenza dei Cavalieri del Tempio in Italia non credo invece che vi siano dubbi.
Sulle origini italiane di Ugo dei Pagani non credo che esistano documenti inconfutabili nè delle origini francesi nè delle origini italiane...
F.A.
"Veniam petimus damusque vicissim"
Francesco Alagna
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Messaggioda Baccarini Enrico » giovedì 16 novembre 2006, 12:47

Aggiungo alcune note di riflessione al tema tanto interessante quanto, per il sottoscritto, poco plausibile dal punto di vita storico.
Anzitutto tra i nove cavalieri templari fondatori iniziali Hugues de Payens sarebbe stato l'unico italiano (questo seguendo la teoria proposta da Mario Moiraghi, autore del testo "rivelazione" a riguardo) fatto alquanto curioso visto che gli altri provenivano tutti, dalla francia, dalla borgogna e dalle fiandre. A questo si aggiunge il fatto noto storicamente come il De Payens fosse vassallo del Conte di Champagne come anche legato alla sua famiglia da rapporti di parentela.
Se anche fosse stato italiano quali prerogative avrebbero potuto consentire ad un nobile amalfitano di guadagnare il rispetto di otto uomini sicuramente più potenti di lui, nel caso questo ritenessimo valida la teoria?
L'Italia costituì uno dei crocevia principali per le crociate e quindi si potrebbe ritenere valida l'ipotesi che il gruppo francese avesse conosciuto il Pagani durante il suo passaggio nella penisola, ma quali motivazioni avrebbero addotto e potuto permettergli di assurgere al ruolo di comando? Sappiamo altresì dalle cronache del tempo che Payens aveva precedentemente svolto diversi compiti per il Conte di Champagne, come anche che aveva partecipato alla crociata tra le fila dei cavalieri francesi. Solamente questi elementi incrinano enormemente la costruzione storica proposta da Moiraghi.
Personalmente ho sentito un paio di amici docenti universitari di medievalistica ed entrambi hanno categoricamente sancito la totale infondatezza della tesi italiana, parlando altresì di "attribuzione eziologica" operata dagli Amarelli diversi secoli dopo i fatti forse per dare ulteriormente lustro al proprio casato.

Mi scuso per la lunga digressione, questi pensieri costituiscono solo una summa dei recenti studi condotti a riguardo ma, quantomeno, costituiscono un interessante momento di discussione.

Un saluti ai Membri del Forum


Enrico B.
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Messaggioda Mic » domenica 7 gennaio 2007, 8:58

Mothia ha scritto:Rispondo di getto e senza aver visto le pagine internet indicate.
Ricordo la trasmissione di Maurizio Costanzo dell'estate di due anni fa.
Ospite il Cancelliere dell'Ordine dei Templari e tra gli altri anche Cardini.
...
F.A.



solo per la precisione, ed associandomi nel merito alle conclusioni brillantemente dedotte da chi mi ha appena preceduto, mi permetto sottolineare che quel tizio ospitato da Costanzo era solo uno dei 450.000 Gran Maestri interplanetari dei templari.
I templari non sono un Ordine, ma sono solo dei Cavalieri esistiti 889 anni fa che hanno reso un servigio di incalcolabile qualità alla civiltà occidentale.
Oggi purtroppo sono vilipesi e umiliati da pataccari senza scrupoli.


Cordialmente
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Re: Famiglia Amarelli e Templari?

Messaggioda Davide Shamà » domenica 7 gennaio 2007, 18:13

Trystero ha scritto:So che nel Rinascimento e per tutto il sec. XVI era diffusa l'usanza di crearsi nobiltà fittizie e ascendenze "blasonate" per accrescere il prestigio della propria famiglia. Certi "storici" senza molti scrupoli fabbricavano falsi documenti per compiacere i loro ricchi mecenati non solo nelle pretese nobiliari ma pure per rivendicazioni ereditarie. Un libro che ho letto di recente su questo argomento è intitolato proprio "Genealogie incredibili" di Roberto Bizzocchi.



la mania per le ascendenze blasonate inventate (specie in relazione a principi bizantini, svevi, greci, angioini ecc.) è tuttora viva. Niente di nuovo sotto il sole...
Davide Shamà
 

Messaggioda virtude » giovedì 1 febbraio 2007, 15:42

capisco le vostre perplessità e molte le condivido, ma non me la sento di liquidare un'ipotesi intrigante come fandonie.

E' senz'altro vero che le famiglie in ricerca di nobilitazione di costruissero dei documenti falsi, ma questo è un'affermazione meno adatta agli Amarelli, i quali sono di riconosciuta antica nobiltà e già nel '500 erano stati ricevuti nell'ordine di Malta.

D'altronde dovrete convenire con me non solo la dificoltà di ricercare una nobilitazione con il richiamo ad un ordine che era stato annientato dal potere politico e religioso, ma anche la concidenza del nome Ugo de Pagani, con la versione francese del fondatore dell'ordine Payenne.
Essendo del tutto inimmaginabile una casualità, dobbiamo immaginare che un agiografo del '600 calabrese avesse una conoscenza di un ordine disperso da centinaia d'anni e che il nome del suo fondatore fosse Payenne.
Indubbiamente ben difficile.

D'altronde il documento del '600 è vero (l'ho visto) e le attestazioni di autenticvità notarili non erano facili a quel tempo così come la nostra mentalità moderna induce a pensarlo.

Voglio aggiungere due annotazioni, che confino nelle curiosità, ma che poure devono indurre in dubbio:

1. nel territorio di Rossano (o meglio dell'attuale Corigliano Calabro), luogo di nascita degli Amarelli, esiste la badia di S. Maria di Giosafatte, ordinariamente ricollegato ad un ordine di cavalieri crociati;

2. in una piccola raccolta di monete che ho ereditato da un mio pro-pro zio archeologo (ugualmente di Rossano) compare un denario provesino detto dello Champagne, moneta in uso ai crociati. Il mio antenato potrebbe averlo acquisito sul mercato antiquariale (parlo del 1870-1920), ma mi intriga pensare ch elo abbi atrovato in uno scavo fra i tanti che lui eseguiva nel terriorio della sua città natale.

Null'altro che qualche spunto di riflessione

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