da Carnelevario » sabato 20 gennaio 2007, 20:06
In gran parte dei documenti d’archivio originali in cui ci siamo imbattuti, che trattano delle primarie famiglie calabresi viventi more nobilium, fa spicco l’uso del titolo di “Magnifico” attribuito sia agli uomini che alle donne ad esse appartenenti. In accordo alla sua etimologia, la parola indicava la superiore dignità della persona titolata rispetto alle altre. Dai riscontri documentali era attribuito sicuramente ai nobili viventi di qualunque Città o Terra, siano state esse infeudate o regie. Il che non esclude che in altri ambiti fosse ritenuto di più esclusivo uso. Certamente, fatta salva la necessità di rimodellarne l'uso secondo luogo e tempo, era un titolo di indubbia rilevanza nella comunità che lo esprimeva. Tuttavia, si deve tener presente che il suo uso, nel corso del tempo, non era sempre indice di quella che potremmo definire nobiltà conclamata , ma anche si riferiva ad alcune cariche od uffici. Così Lobstein si esprime per questo aspetto:
"Nella prima metà del secolo XVIII nelle Patenti emanate dai feudatari sia in latino che in italiano anche ai giudici ordinari e a quelli delle seconde cause, ai Governatori, ai Capitani delle città, ai Consultori, agli Avvocati dei poveri, agli Erariali si era soliti dare del «Magnifico». Non così ai Capitani di campagna, ai Camerlenghi e agli altri offiziali di bassa corte, esclusi da tale ben distinto e significativo onore." (F. von Lobstein, Settecento calabrese, Vol. I, p. 84)
Tale era la valenza che dava il potersi fregiare del titolo di Magnifico che, come sempre avviene in questi casi, se ne fece via via un uso sempre più “inflazionato”, tanto da far dire a Lobstein che «nella seconda metà di quello stesso secolo [XVII] cresce in modo smisurato l'ambizione e la vanità per quel titolo, cui non si peritano di aspirare uomini pressoché privi di ogni merito e di mediocre posizione sociale, che hanno la velleitaria presunzione di arrogarsene» (Lobstein, ibidem). Gli abusi, che gradualmente ne derivarono, portarono allo svilimento del titolo e, conseguentemente, al suo disuso fino alla piena scomparsa fra fine XVIII ed inizi XIX secolo.
Per quanto riguarda il suo antenato, siamo in pieno periodo francese ad eversione della feudalità già avvenuta. L'appellativo di "magnifico" va visto quindi nell'ottica di attaccamento alle antiche prerogative.
Cordialità
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Alberto Mario Carnevale
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SINE THESEO